• Google celebra Moog e il sintetizzatore

    6 Avatar di Pedro99 Pedro99 23/05/12 12:04 AM 16 ore fa 21

    Robert Arthur Moog (New York, 23 maggio 1934 – Asheville, 21 agosto 2005) è stato un ingegnere statunitense.

    Robert Moog è stato un pioniere della musica elettronica, laureato in ingegneria elettronica alla Columbia University. Fu l’inventore di uno dei primi sintetizzatori musicali a tastiera, utilizzando le sonorità del Theremin, difficilissimo da suonare, nel 1963. A partire dalla fine degli anni sessanta i sintetizzatori di Moog divennero i più apprezzati e il nome stesso “Moog” si tramutò in sinonimo di sintetizzatore. Proprio nel momento in cui il modello Minimoog stava per ottenere uno strepitoso successo, Moog dovette vendere la proprietà dell’azienda da lui fondata che produceva strumenti musicali e che portava il suo nome, di cui comunque rimase direttore.

    Questo strumento diede sonorità nuove e permise di tracciare una parte innovativa nella storia della musica rock. Importanti furono i primi contributi di musicisti come Herbert Deutsch, e Walter Carlos che lo aiutarono nella progettazione. Fu proprio di Walter Carlos il primo successo discografico (basato sulle notazioni classiche di Bach) suonato solamente ed interamente con il Moog: Switched on Bach. Molti gruppi usarono il Moog ed il Minimoog. Uno dei gruppi che ne esaltarono le sonorità fu quello dei Tangerine Dream. Geniali interpreti di questo sintetizzatore sono considerati Keith Emerson e Rick Wakeman.

    Robert Moog è morto il 21 agosto 2005 a causa di un tumore al cervello.

    Approfitto ancora una volta del mio fuso orario per segnalarvi in anteprima l’ennesima uber-figata del doodle di Google.
    Per celebrare oggi 23 maggio il 78° compleanno di Robert Moog, l’inventore appunto del sintetizzatore musicale che porta il suo nome, quei mattacchioni di Google hanno pensato di infilarne uno dentro il loro logo.
    Il tutto è perfettamente funzionante! Infatti si possono modificare svariati parametri come Mixer, Oscillators, Filter e Envelope con le apposite manopole e poi divertirsi a suonare per vedere cosa viene fuori (si può suonare con la tastiera!)
    E’ possibile registrare il proprio pezzo su 4 canali diversi, riprodurlo e ovviamente condividerlo via link o G+.

    Cosa state aspettando? Componete capolavori e diventate il prossimo Keith Emerson! NAU!

    (Quote da Wikipedia)

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  • Facebook in Borsa: una nuova bolla DotCom?

    52 Avatar di Defkon1 Defkon1 22/05/12 5:39 PM 23 ore fa 18

    Come chiunque non viva in una caverna sa, la settimana scorsa, prima di farsi fregare sposarsi, Mark Zuckerberg ha completato lo sbarco a Wall Street della sua creatura fabbrica-soldi, Facebook.

    Ma è veramente così fabbrica-soldi?

    Partiamo dal principio. Nelle scorse settimane il bambino d’oro Mark Zuckerberg era riuscito (tramite acquisizioni importanti e grazie all’appoggio di alcuni partner tecnologici e pubblicitari) a far lievitare il prezzo delle azioni della compagnia fino a circa 38$ l’una, che moltiplicato per le 421 milioni di azioni messe sul mercato hanno portato alla “più imponente quotazione mai portata avanti da una compagnia tecnologia” (Fonte: IlSole24Ore).

    Ciò significa che, a tale prezzo, il valore di tutta la baracca in blu sarebbe di oltre 100 miliardi di dollari.

    Già prima della IPO, alcuni analisti hanno iniziato a storcere il naso circa questa valutazione, giudicata eccessiva per un’azienda con un giro d’affari di soli 3.7 miliardi di dollari, mentre “Google, per dirne una, ha fatturato dieci volte tanto ma la sua capitalizzazione è intorno a 200 miliardi di dollari” (Fonte: ibidem). Una capitalizzazione pari a 103 volte gli utili 2011. Forse un po’ generosa.

    Il prezzo era ormai fissato, e neanche l’uscita di alcuni investitori pubblicitari importanti, come General Motors, ne avevano scalfitto la quotazione.

    In principio era 38.23$. Poi venne l’IPO

    Il 18 maggio 2012 il titolo sbarca ufficialmente in Borsa, facendo letteralmente impazzire i sistemi di Wall Street, che hanno registrato forti lag per l’alto numero di richieste di acquisto. Il titolo in breve ha raggiunto i 42$ ad azione, con un rialzo dell’11%. Zuckerberg e soci hanno quindi iniziato a stappare bottiglie Magnum di sangue di vergine e ad aprire scatole di caviale di Dapedium.

    Per le prime due ore circa.

    Il titolo poi ha iniziato a declinare, novello Icaro forse troppo vicino al Sole, e ha chiuso in sostanziale pareggio con il prezzo di partenza (+0.43%).

    Nei giorni successivi il titolo ha continuato a cadere, perdendo ben l’11% solo il secondo giorno e scendendo a circa 34$ per azione. Oggi Wall Street ha aperto le contrattazioni del titolo in blu a 32.61$ ed è tuttora in forte flessione.

    Siamo di fronte ad una nuova bolla DotCom?
    Probabilmente no, più verosimilmente siamo di fronte ad una sovravalutazione architettata ad arte per incamerare palate di soldi, causando però una rinnovata diffidenza verso i titoli tecnologici (come se ce ne fosse stato bisogno).
    A mio avviso il titolo è destinato a riallinearsi con il reale valore aziendale, per poi stabilizzarsi in funzione degli introiti pubblicitari di Facebook (la cui crescita, secondo alcuni, è già in rallentamento dopo il boom iniziale).

    Nel frattempo Bloomberg ha fatto i conti in tasca a Mark Zuckerberg e soci. Il calo delle azioni avrebbe comportato per il fondatore del social network una perdita di 2,1 miliardi di dollari. Il sito ha poi calcolato che la perdita sarebbe costata a Dustin Moskovitz, socio di Zuckerberg ai tempi di Harvard, ben 560 milioni di dollari, mentre Eduardo Saverin si troverebbe con un capitale decurtato di 220 milioni rispetto a venerdì scorso.
    Fonte: TgCom24

    Fonti e approfondimenti:
    Facebook-FB [NYSE-Live]
    - Facebook debole a Wall Street [IlSole24Ore]
    Facebook crolla sotto il prezzo dell’IPO [IlSole24Ore]
    GM toglie lo spot a Facebook [IlSole24Ore]

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  • Fantamorto

    2 Avatar di Empy Empy 22/05/12 1:08 PM 1 giorno fa 48

    Diablo III? Bitch, please.

    Ciao, sono cinico.
    Ho scoperto questo gioco online, senza fronzoli, chiaro, semplice e divertente.

    Funziona che ci si registra al sito e si crea una squadra con un numero iniziale di 10 giocatori di qualsiasi età, nazionalità, etnia, credo religioso, orientamento sessuale, professione e così via.

    I 10 fortunati prescelti devono avere 2 caratteristiche principali:
    - che siano ‘vips’, cioè personaggi più o meno famosi (da quel che ho capito i personaggi devono essere rintracciabili su wikipedia o su giornali, riviste ecc. per controllo);
    - che, secondo la vostra opinione, possano in un prossimo futuro cambiare il loro status da vivi a diversamente vivi, a mangime per pesci o a tana per vermi.

    Se un personaggio della vostra squadra passa a miglior vita, voi guadagnate dei punti, salite in classifica e potete farvi brutto il venerdì sera con gli amici. Ulteriori punti si possono guadagnare qualora il – o i propri – giocatori vadino incontro a problemi economici, sentimentali, o di salute.
    Lo staff, che si sbatte veramente un sacco, vi/ci terrà aggiornati sulle news riguardanti ogni personaggio appartenente ad un team.
    Il campionato è diviso in gironi e all’interno della propria squadra non è possibile inserire personaggi che siano già presenti nelle rose di altri team appartenenti al vostro girone.

    Un regolamento molto ben strutturato, che non lascia spazio a incomprensioni, dubbi od interpretazioni.

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    Il campionato 2012 è ormai al giro di boa, ma anche solo per fare esperienza, consiglio l’iscrizione.

    L’alternativa GIUSTA a quei giochi da disadattati che sono Diablo 3 & Co.
    Fanculo alla Vita e Gloria la Nera Signora. Che possa prendervi tutti, così faccio punti!

    -Via www.fantamorto.info
    -Via facebook

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  • Wollemi Pine

    7 Avatar di Nani | Queen of the OT Nani | Queen of the OT 22/05/12 12:57 PM 1 giorno fa 25

    Ecco una storia molto particolare, il cui protagonista è proprio Wollemi Pine, un albero davvero speciale con un passato incredibilmente antico.

    La storia delle Araucariaceae

    C’erano una volta, molto tempo fa, le Araucariaceae.
    Si trattava di conifere antichissime, piante che hanno avuto il privilegio di proliferare insieme ai dinosauri e farsi probabilmente smangiucchiare da qualcuno dei più grandi erbivori mai esistiti sulla Terra.
    Crescevano rigogliose già nel Gondwana, un supercontinente preistorico scomparso nel Mesozoico e che, frammentandosi, ha dato origine agli attuali continenti dell’emisfero meridionale.

    Ci sono molte e svariate ipotesi in merito alla causa dell’estinzione dei Dinosauri, questo è risaputo.
    La più conosciuta ed accreditata è quella che ipotizza un impatto meteorico.

    Un brutto giorno un oggetto cosmico di considerevoli dimensioni si è schiantato rovinosamente sulla Terra, lasciandoci il cratere di Chicxulub che vanta 180 km di diametro (si stima addirittura che quello sia solo il centro di un più grande cratere di circa 300 km!).
    Pulviscolo e polveri alzatesi, unite a quelle causate dall’intensa attività vulcanica dell’epoca, avrebbero quindi sovvertito il clima.
    Questo (o qualcos’altro ancora non specificato o gli alieni-maya precursori dei massoni, secondo Voyager) causò l’estinzione non solo dei Dinosauri, ma anche di numerosissime altre specie animali e vegetali che scomparvero nello stesso periodo.

    Le Araucariaceae in questa tragedia persero la maggior parte dei loro elementi. Sopravvissero in poche nella flora antartica, trasformandosi ed adattandosi con il tempo, mentre ai giorni nostri possiamo ammirare i loro fieri discendenti: 40 specie di Conifere, di cui 30 sempreverdi che popolano il Sudamerica, l’Asia sud-orientale e l’Oceania.
    Il cosiddetto Albero della Scimmia è il più famoso tra loro, considerato l’albero nazionale del Cile, ma non è di lui che parla questa storia.

    Una specie molto speciale

    Ai tempi gloriosi delle Araucariaceae preistoriche, circa 200 milioni di anni fa, proliferava una specie di conifere davvero uniche.
    Alberi maestosi capaci di raggiungere un’altezza di almeno 40 metri, dagli aghi enormi e rigogliosissimi disposti su due file per ogni ramo. La corteccia era più bella e spessa di quella delle altre specie conosciute, si dice che sembri crema di cioccolato bollente.
    Aveva imparato a crescere molto rapidamente in terreni piuttosto acidi e con temperature che potevano variare tra i -12,5 ed i 45° C.
    Insomma, un pino spettacolare da vedere, l’amore di tutti i botanici senza dubbio.
    Ai tempi della catastrofe sparirono tutti, cadendo e seccando l’uno dopo l’altro… l’ultimo fossile ritrovato risale a 90 milioni di anni fa, una vecchiaggine di tutto rispetto.

    Con il ritrovamento del fossile e lo studio di questa pianta estinta si era chiusa da tempo la storia delle Aucariacaceae preistoriche… fino al 1994.

    La riscoperta

    Nel grande Wollemi National Park, situato ad ovest di Sydney, in una gola umida, profonda e soprattutto parecchio isolata, un guardiacaccia e ricercatore di nome David Noble si è trovato di fronte ad un albero un po’ strano, altissimo, dagli aghi di un verde straordinariamente vivido.
    Da buon botanico ha notato in fretta che non somigliava poi tanto agli altri alberi agomuniti che conosceva, quindi ha raccolto da terra un ramo caduto e se n’è tornato di corsa indietro per studiarlo.
    Botanici e ricercatori si sono dati da fare per trovare una classificazione a questo sempreverde, che intanto aveva già preso il nome di Wollemia Nobilis (in onore del parco e dello scopritore Noble).

    Ad un tratto si sono accorti di avere di fronte un campione di una delle più antiche e rare specie di tutti i tempi. Quei 40 metri di albero erano proprio appartenenti alla stessa identica specie del famoso fossile di 90 milioni di anni.

    Secondo le stime, quell’albero appartiene ad una specie che esisteva già 200 milioni di anni fa e che non ha subito particolari né ingenti modificazioni genetiche o evoluzioni. Anche l’albero stesso è piuttosto vecchiotto: il tronco ha almeno 400 anni, ma le radici (vive) hanno indubbiamente convissuto a distanza con l’Impero Romano, superando i 1000 anni.

    Se siete attivati fino a questo punto ma ancora vi viene da dire embeh, è solo un albero! una frase del Professore Carrick Chambers, botanico, vi farà capire meglio come è visto questo “banale” albero:

    La scoperta del Wollemi Pine é equivalente al ritrovo di un piccolo dinosauro sopravissuto sul nostro pianeta

    Subito è stato inserito nelle liste della Comunità Internazionale per la Tutela Ambientale e della Ricchezza delle Specie e nella lista delle Specie Minacciate da conservare.

    Wollemi Pine oggi

    Solo i ricercatori autorizzati oggi possono avvicinarsi all’albero, a cui sono dedicate tutte le attenzioni possibili per preservarlo da incidenti o catastrofi naturali.

    Quindi dopo tutta sta storia non possiamo neanche vederlo?

    Se ve lo state chiedendo, non preoccupatevi. Non potrete ammirare gli esemplari del Wollemi National Park, ma si è pensato bene di farne riprodurre alcuni esemplari: ancora ce ne sono ancora pochissimi, in Italia però se ne trovano ben 9 che potrete osservare direttamente. In approfondimento le locations italiane (abitazioni private a parte).

    Mostra Approfondimento ▼

    I primissimi esemplari sono stati venduti all’asta nel 2005 per 962k dolla, ma potete anche voi incautarne uno a prezzi decisamente più contenuti, se siete appassionati o estimatori di rarità botaniche, se volete fare un regalo prezioso al falegname di Durango, o se semplicemente avete soldi da spendere e non sapete più come farlo.

    Si trovano in Europa diversi “tipi” di albero, in numero limitato per la lentezza con cui si riescono ad ottenere nuove piantine capaci di sopravvivere autonomamente: nel 2006 il limite era di un massimo 300 esemplari nel Continente, ma lentamente si cerca di far salire questo numero.
    Dal Big One, di 4 metri, al Baby, di 50 cm, i prezzi possono andare da circa 100€ fino a 1500€ (indicativamente!)… quindi bisogna contattare un rivenditore (per l’italia Wonderlplants.it dovrebbe andare benissimo).
    Ovviamente i figli non mantengono le caratteristiche “giurassiche” degli originali ed hanno una crescita molto contenuta, arrivano sì a svariati metri di altezza, con il tempo, ma possono adattarsi ad essere piante da vaso senza problemi.

    Fonti
    - Il piccolo cartello esplicativo presente a Gardaland, che ha attirato tutta la mia attenzione perché Wollemi è un nome indubbiamente simpatico.
    - Qui il sito ufficiale dove potrete trovare moltissime informazioni in merito.
    - Qui il Wollemi National Park.

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  • Custodia con luce per Kindle: stupidamente costosa

    92 Avatar di itomi itomi 22/05/12 12:07 PM 1 giorno fa 63

    Io per lo più leggo a letto. Faccio da sempre molta fatica ad addormentarmi e leggere un paio di capitoli tutte le sere è l’unico modo che ho per “staccare” dai mille pensieri della giornata e finalmente addormentarmi.

    La mia ragazza ovviamente non apprezza la luce accesa, quindi ho già da tempo una lucina con clip che prima usavo con i libri e ora uso con il Kindle… è brutta e scomoda, senza contare che ha la tendenza a staccarsi dal Kindle con un improvviso “CLAC!” che la fa volare via proprio sul più bello della storia… invariabilmente finisce non si sa come sotto il letto e tu rimani al buio, imprecando in silenzio.

    Praticamente tutte le sere dico a me stesso che è ora di finirla, domani mi compro la super custodia con luce integrata di Amazon, troppo figa Antonio, non puoi non averla cazzo.

    Poi la mattina dopo vado sul sito, vedo che costa 55 euro, mi dico che è una follia spendere 55 euro per una custodia di un oggetto che hai pagato 100 euro e non la compro.

    Perché Amazon? perché! A voi costerà 2 euro quella cazzo di custodia. Ne vendereste dieci volte tanto se costasse anche solo 30 euro invece di 55.

    In America l’avete messa da poco in sconto e ora costa 41 dollari (32 euro), vedete di cagare uno sconto anche in Italia, e che sia bello grosso.

    La voglio accidenti! ma non posso pagarla così tanto, non ce la faccio.

    Voi cosa usate per il vostro Kindle? Avete una custodia tarocca, di quelle con gli elastici inguardabili e la mega luce sopra da minatore? Vi arrangiate come me con clip o abat-jour? Leggete solo di giorno e non conoscete le pene di chi legge al buio?

    - Custodia in pelle con luce per Kindle

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