
Lo scaldabagno è un elettrodomestico la cui funzione è quella di riscaldare l’acqua. È molto diffuso e presente in numerosissime abitazioni/uffici con riscaldamento di tipo autonomo.
I modelli più diffusi sono: lo scaldabagno elettrico e lo scaldabagno a gas.
Elettrico (boiler)
Lo scaldabagno elettrico si basa sul semplice concetto di trasformazione dell’energia: energia elettrica alimenta una serpentina costituita da un resistore la quale scalda l’acqua all’interno di un serbatoio; un termostato verifica la temperatura dell’acqua e regola l’accensione e lo spegnimento della serpentina, mantenendo sempre la temperatura all’interno di un range di 35-60 °C. Il suo utilizzo si perfeziona miscelando l’acqua da esso riscaldata con quella (fredda) presente nell’impianto idraulico a piacimento dell’utilizzatore finale.
Questa tipologia di scaldabagno, detto anche boiler, viene utilizzato nelle abitazioni dove non sono previste spese eccessive di energia elettrica, poiché richiede una gran quantità di corrente elettrica e l’acqua impiega molto tempo a riscaldarsi e, una volta calda, a causa dell’insufficiente isolamento termico del serbatoio, tende a raffreddarsi velocemente.
Esiste anche lo scaldabagno elettrico “istantaneo”, non ad accumulo.
A gas (caldaia)
Lo scaldabagno a gas, invece che con una serpentina elettrica, riscalda l’acqua mediante una fiamma alimentata a gas metano o GPL modulando l’intero flusso idrico a una temperatura prefissata. Inoltre, a differenza di quello elettrico che rimane acceso per diverse ore al giorno a causa della normale perdita di calore dell’acqua all’interno del serbatoio, lo scaldabagno a gas accende istantaneamente la fiamma ogni volta che viene richiesta acqua calda e si spegne quando la richiesta viene interrotta. Uno scaldabagno a gas è costituito da un corpo metallico contenente un tubo che corre a spirale al di sopra di una platea di ugelli per fiamma ed una fiammella pilota.
Il funzionamento è relativamente semplice: la decompressione dell’acqua dovuta all’apertura del rubinetto apre una valvola che porta un notevole afflusso di gas agli ugelli, che si innesca grazie alla fiamma pilota, e riscalda così l’acqua che passa nel tubo a spirale. Alla chiusura del rubinetto, la valvola toglie gas agli ugelli. La fiammella pilota rimane invece sempre accesa: in caso di spegnimento accidentale (ad esempio per un colpo di vento o una bolla d’aria nell’impianto gas) una termocoppia rileva l’assenza della fiamma e blocca completamente l’afflusso di gas fino al ripristino manuale. Essendo dotato di dispositivi meccanici abbastanza delicati, atti a regolare il flusso dell’acqua, le case costruttrici consigliano all’atto dell’installazione di uno scaldabagno, l’impiego di un filtro meccanico, il quale serve a fermare le impurità solide eventualmente presenti nell’acqua di ingresso.
A legna
Lo scaldabagno a legna è un apparecchio che veniva usato nel corso del XX secolo per riscaldare l’acqua del bagno, oggi obsoleto lo si trova in rare situazioni in montagna o campagna. Il riscaldamento dell’acqua si otteneva bruciando legna nel fornello posto alla base, sotto il serbatoio.
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Tutto ciò per farvi rendere conto a che livello “siamo” arrivati.
Cito un simpatico amico di merenda di G+ (che se mi da l’ok lo cito sennò no).
Ok, siamo schietti e sinceri: c’è un esodo dalla Lega. Un esodo piccolo ma consistente, che ci sta facendo perdere pezzi importanti, forse fondamentali.Io stesso inizio ad avere dubbi su quanto conti ancora scriverci, lo dico non per semplice imitazione, ma perché è un pensiero che ho, ormai, da qualche mese.
Insomma, non si tratta solo di non avere determinate persone, ma di non leggere più articoli di autori che erano sempre stati interessanti, ed è un peccato. Ci sono sempre i nuovi, questo è vero, ma per il momento ho visto solo poche, pochissime persone capaci di scrivere qualcosa di veramente interessante. Il resto è solo auto-etero-celebrazione (erotica e non).
Capisco che, ho il quoziente intellettivo di un’aspirapolvere e ho gravi problemi a scrivere in italiano, oltre ad avere seri problemi con l’apostrofo e, sicuramente, non posso permettermi di parlare dei post, dato che il massimo che riesco a fare è postare stronzate che possono piacere o meno o la combo poppe e culi però ultimamente mi sento a disagio.
Certo, molti di voi possono dirmi di scollare, ma il problema non è quello.
Molti di voi mi diranno che sto usando impropriamente la mia posizione di autore, ma dato i post degli ultimi mesi sinceramente non ne vedo il problema.
Da quando è stato proposto il select la gente fa gara a postare la copiata e incollata migliore. Non è più lega nerd, se non fosse per i post di tette e culi sembrerebbe di stare su Wikipedia.
Il fatto è che prima la gente postava per passione, per divertirsi, per informare e cazzi e mazzi vari, ora sembra diventata la gara di chi ce l’ha più lungo.
Per non parlare dei nuovi membri che sono arrivati.
Cito un’altro simpatico di G+ (che se poi vuole lo cito)
io quando posso snipero. Soprattutto perché mi gira il cazzo vedere 12 articoli/giorno e poi li copi da wiki cazzo.
Manca la sezione presentazioni e imho, serve di nuovo il bazinga.
La gente ci metteva molto più impegno col bazinga perchè si divertiva a spulciare la rete per trovare qualcosa che gli altri apprezzassero, ora invece arriva il primo teste di cazzo con il tic del ctrl+c / ctrl+v e tutti gli fanno una sega con le orecchie.
Oltre al fatto che da quando non c’è più il bazinga e la sezione delle presentazioni il forum è morto…La gente non ci clicca neanche più.
Cito un’altro negro, che se mi autorizza lo cito senno se ne va affanculo pure lui
Posso dire una cosa banale e populistica? Si risolverebbe tutto se essere autore tornasse ad essere un privilegio e non una via facile per far pubblicare “quelli prolifici”. E con questo intendo che bisogna eliminare il “proponi per la pubblicazione” e ripristinare il bazinga. E bisogna assolutamente ripristinare le presentazioni. Se non possiamo dire cazzo merda e vaffanculo ad un nuovo utente sin dal suo primo post non possiamo dirglielo più. La sezione presentazioni era la versione web del darwinismo sociale.
Non voglio fare il pesante, ma da quando è stata tolta il numero di stupidi idioti è aumentato esponenzialmente. Uno come @drennerd l’avremo fritto in padella. Mostra Approfondimento ▼
In più vorrei aggiungere un'altra cosa…Manca da un po' il senso di community. Nel senso, non voglio sembrare quello che ha bisogno di amici del cuore, però la lega non mi sembra un blog normale dove la gente posta e utenti commentano e stop…Tant'è vero che ci sono sezioni territoriali e cazzate varie…Manca qualcosa. Prima con la sezione presentazioni c'era un po' di vita sul forum e almeno si capiva chi c'era dall'altra parte del monitor, bene o male, e c'era anche più voglia di commentare e di lollare in compagnia sugli articoli. In più c'era la chat su LN (anche se faceva cagare ma era meglio di niente), la chat non ufficiale di LN (che solo in pochi conoscevano ma ci si divertiva lo stesso). Si è vero, ora c'è G+, ma perchè un qualcuno si deve iscrivere ad un social network per sentirsi più dentro alla community di Lega Nerd? (oltre al fatto che metà delle volte su g+ vedo i soliti 5 o 6 in videoritrovo che molto probabilmente fanno masturbazione di gruppo sincronizzata).
Capisco che era meglio se questo articolo lo postava qualcuno con la capacità di intendere e di volere, dato che ho altalenato da un argomento ad un'altro senza motivo (perdonatemi), ma quello che volevo dire è che ultimamente abbiamo perso dei membri importanti per strada, alcuni si sono pure cancellati ( @pazqo rip
) e si sta perdendo il senso di community a favore di una gara su chi fa il post più lungo sull'argomento più assurdo per avere un cazzo di
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Maila Nurmi a.k.a. Vampira

Screaming relaxes me so.
Oggi vi parlerò di un personaggio che mi sta molto a cuore, nonostante la sua comparsa nella tv americana sia ampiamente antecedente alla mia nascita (e di poco pure a quella dei miei genitori) e, purtroppo, non averla potuta vivere all’epoca. Entrata nell’immaginario icononografico statunitense, grazie ad una trasmissione che scoperchiò i canoni dell’epoca.
E niente, mentre nel 1954 in Italia cominciano le prime trasmissioni della televisione, Vampira salutava gli spettatori del suo show in America, come nel video che potete vedere qua sopra.
Ma andiamo per ordine:
Maila Nurmi
Maila Nurmi (nata Maila Elizabeth Syrjäniemi, 11 dicembre 1922, Petsamo, Finlandia – 10 gennaio 2008, Los Angeles, USA) è stata un’attrice, presentatrice e personaggio televisivo, divenuta celebre per il suo personaggio Vampira.
La sua famiglia emigrò dalla Finlandia nel 1924, per trasferirsi ad Ashtabula, Ohio, dove risiedava la più grande comunità finlandese dello stato. Nel 1939 si trasferirono nell’Oregon.
A 17 anni, subito dopo il diploma, Maila se na va a Los Angeles col sogno di diventare un’attrice di Hollywood e cambia il suo cognome in Nurmi (stesso cognome dell’atleta finlandese Paavo Nurmi, del quale lei affermata essere nipote).
Agli inizi ha lavorato come spogliarellista, danzatrice esotica e posò come pin-up per l’illustratore Alberto Vargas, Bernard of Hollywood e Man Ray.
Nel 1944 fu scritturata a Broadway per due opere teatrali di Michael Todd, “Catherine was great”, (dal quale prima viene fatta allontanare dalla protagonista dopo pochissimo tempo, probabilmente a causa di dissapori e gelosie lavorative tra le due) e “Spook Scandals” (a tema horror) dove Maila ha la possibilità di farsi notare; il suo personaggio doveva gridare, svenire, giacere in una bara, aggirarsi sensualmente in una “caricatura” di un cimitero.
Ha lavorato anche come showgirl per l’Earl Carroll Theatre e come ballerina ai Florentine Gardens assieme alla spogliarellista Lili St. Cyr.
Debutta nel mondo del cinema con una piccola parte non creditata nel film del 1947 “If Winter Comes” di Victor Saville. Negli anni ’50 su manteneva principalmente posando come pin-up per degli scatti destinati a riviste per uomini, come “Famous Models”, “Gala” e “Glamorous Models” e lavorando come guardarobiera al Sunset Strip di Hollywood.
La nascita di Vampira
L’idea per il personaggio di Vampira nacque nel 1953, quando la Nurmi partecipò all’annuale Bal Caribe Masquerade del coreografo Lester Horton, in un costume ispirato a un personaggio dei fumetti di Charles Addams (indovinate chi) pubblicati sul periodico The New Yorker.
La sua maschera vinse il primo premio e la carnagione pallida e l’aderente vestito nero attirò l’attenzione del produttore televisivo Hunt Stromberg Jr. che pensò di affidarle il ruolo di presentatrice per una rassegna di film horror sulla rete televisiva KABC-TV di Los Angeles. Stromberg riuscì a contattarla tramite un amico comune, Rudi Gernreich (successivamente divenuto famoso come ideatore del primo monokini).
Il nome Vampira fu ideato dall’allora marito di Maila, Dean Riesner, per la caratterizzazione del personaggio invece, la Nurmi si ispirò a varie icone presenti in quegli anni nel mondo del cinema e delle riviste: oltre a Morticia Addams possiamo citare anche Theda Bara, Marlene Dietrich, la Dragon Lady dei fumetti Terry and the Pirates, la malvagia regina di Biancaneve e i sette nani della Disney e le forse anche le spietate mistress di Bizzarre, rivista dell’epoca dedicata al bdsm.
The Vampira Show
Il 30 aprile del 1954 KABC-TV manda in onda alle 11 di sera una preview chiamata “Dig Me Later, Vampira“. Lo show inizia la programmazione la sera successiva, a mezzanotte, spostata un mese dopo alle 11 di sera. A partire dal 5 marzo 1955, la trasmissione viene spostata alle 10.30
Ogni puntata si apriva con Vampira che spunta fuori da un corridoio inondato di fumo di ghiaccio secco. Al termine della sua camminata spettrale e incerta, la camera zoomava sul suo viso mentre lei cacciava un urlo. A quel punto avrebbe presentato il film della serata mentre si accomodava su un vecchio divano in stile vittoriano, con tanto di teschi a mo’ di ornamenti. Le sue battute comiche a tema horror, erano basate su macabri giochi di parole e invitava i suoi spettatori a parlare al suo ragno, Rollo.
Lo show fu un successo immediato e, nel giugno del 1954, Vampira compare in degli sketch comici a tema horror al The Red Skelton Show, assieme a Bela Lugosi, Peter Lorre e Lon Chaney Jr.
La stessa settimana Life magazine pubblica un articolo su di lei.
Una delle caratteristiche più singolari della sua figura era l’innaturale vitino da vespa, ottenuto spalmandosi crema cosmetica mista a polvere di papaya per ammorbidire la pelle. Il suo girovita arrivò a toccare i 42 centimetri. Ai tempi disse che per mantenere la sua figura spettrale, seguiva una dieta a base di uova sode, cracker di farina integrale e succo d’arancia.
Non abbandonava quasi mai i panni di Vampira e spesso la si vedeva a passeggio per Los Angeles strizzata nel suo lungo abito nero e con un ombrello perché, come amava ripetere, se anche c’era il sole lei sperava che arrivasse un tremendo temporale.
Nel 1954 venne nominata per un Emmy Award come “maggiore personalità femminile” dall’Accademia delle Scienze e delle Arti Televisive degli Stati Uniti. Frequentando tutte le feste più in voga dell’epoca, strinse rapidamente amicizia con numerosi attori tra cui Marlon Brando e soprattutto James Dean (all’epoca ancora semisconosciuto).
Quando lo show viene cancellato dal palinsesto nel 1955 (la KABC-TV la rimpiazzò in breve tempo con un altro personaggio Voluptua, bionda e sensuale presentatrice di una rassegna di film romantici impersonata da Gloria Pall), lei mantiene i diritti del personaggio Vampira e “sposta” lo show in un’emittente televisiva concorrente (sempre di Los Angeles), la KHJ-TV.
Molti spezzoni e scene dove Vampira ricreava alcuni dei suoi sketch macabri sono in possesso di collezionisti privati. Altre clip girate col kinescope sono inclusi nei documentari “American Scary” e “Vampira: The Movie”.
L’amicizia con James Dean e la vita dopo lo show
Nei primi anni 1950, Maila strinse amicizia con James Dean. Ha spiegato la loro amicizia dicendo “abbiamo le stesse nevrosi”. Dean avrebbe poi terminato il rapporto con Vampira quasi alla fine della breve vita di lui.
Come se non bastasse il 20 giugno 1955 rischiò di essere uccisa da uno psicopatico che la sequestrò nel suo appartamento, tenendola prigioniera per quasi quattro ore. Dopo ripetuti tentativi la donna riuscì a fuggire e a chiamare la polizia con l’aiuto del proprietario di un negozio vicino.
In quello stesso anno l’amico James Dean morì in un inquietante incidente automobilistico e i giornali lanciarono maligne illazioni sul fatto che proprio le frequentazioni con Vampira, la perfida strega, avessero influito negativamente sul destino dell’attore, portandolo a quella tragica fine.
L’incontro con Ed Wood
Nel 1956 Vampira, ormai separata anche dal marito, viveva con un sussidio di disoccupazione di soli tredici dollari settimanali. Fu allora che venne contattata da un collaboratore del regista Ed Wood per partecipare al film “Plan 9 from Outer Space”. La Nurmi accettò solo per i duecento dollari di paga. Trovava talmente banale il copione del film e la parte assegnatale che volle recitare solo in silenzio, condizione che Wood non ebbe difficoltà ad accettare.
Nel film del 1994 di Tim Burton che parla della storia di Ed Wood (ne abbiamo parlato qua), la parte di Vampira è interpretata da Lisa Marie Presley. Manlia collaborò come consulente tecnico.
In approfondimento un video della Nurmi, ormai meno giovane, dove parla dell’incontro con Wood e di Plan 9 From Outer Space.
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Dopo Plan 9 girò altri tre film, “The Beat Generation”, “The Big Operator” e “Sex Kittens go to College” di Albert Zugsmith; in tutti e tre compariva anche Jackie Coogan, il protagonista de “Il monello” di Charlie Chaplin poi divenuto famoso per aver impersonato Zio Fester nella serie televisiva “La Famiglia Addams”.
Il suo ultimo film risale al 1962, The magic sword, un fantasy prodotto e diretto da Bert I. Gordon, in cui Maila appare irriconoscibile, a parte le caratteristiche unghie vampiresche.
Il 20 giugno 1961 sposò a Orange County, l’attore Fabrizio Mioni, aprendo in seguito una boutique su Melrose Avenue, “Vampira’s Attic“, dove vendeva gioielli fatti a mano e vestiti.
Realizzò oggetti d’arte per diverse celebrità, tra cui Grace Slick dei Jefferson Airplane e Frank Zappa.
Gli anni ’80 e la contesa con Elvira
Quando nel 1980 Harry e Michael Medved per primi decretarono Plan 9 come il peggior film della storia del cinema questo cominciò ad acquistare una discreta fama, così come il personaggio di Vampira che tornò ben presto in voga.
Nell’aprile 1981 Maila uscì dal suo ritiro per apparire in un cortometraggio dal titolo Bungalow Invader, in cui, ovviamente, compariva vestita da Vampira. Accettò di partecipare a questo lavoro in quanto la legava una stretta amicizia con il proprietario del locale in cui il film fu girato, John Deaven. Inoltre pensava che fosse un buon segno il fatto che lui avesse le stesse iniziali di James Dean.
Nel 1986 Vampira appare al fianco di Tomata du Plenty del gruppo punk rock The Screamers, nel musical punk “Population: 1” di Rene Daalder, pubblicato in dvd nell’ottobre 2008.
Durante la festa di Halloween del 1987 Vampira ritornò in televisione, nello spettacolo Late Show della Fox TV. Era vestita di nero con lunghe unghie nere, aveva Rollo appollaiato sulla spalla e indossava un cappello nero con occhiali da sole stile anni ‘50. Durante lo spettacolo definì Elvira, colei che l’aveva sostituita nel ruolo di “dark lady televisiva”, come una “Judy Canova con le ragnatele“.
Sei anni prima, infatti, le era stata richiesta dalla KHJ-TV una collaborazione per riportare The Vampira Show sugli schermi televisivi.
La Nurmi aveva accettato ma poco dopo abbandonò il progetto per delle divergenze con i produttori. Il motivo fu nella scelta di un’attrice, Cassandra Peterson, il cui personaggio Elvira pur avendo connotati simili a quelli di Vampira rivelava una notazione burlesca non condivisa dalla Nurmi la quale, peraltro, non era stata nemmeno interpellata per un parere in merito.
Non potendo più utilizzare il nome Vampira, lo spettacolo fu allora ribattezzato Elvira’s Movie Macabre che diede avvio ad una disputa legale per i diritti d’immagine; le istanze della Nurmi alla fine non trovarono accoglimento.
Gli ultimi anni di Vampira
Agli inizi degli anni ‘90 la fama di Vampira crebbe ancora, registrando un susseguirsi di articoli, interviste, approfondimenti legati al personaggio.
Nel 1994 Maila autorizza un “Vampira model kit” alla Artomics Creations e una “figure” pre-dipinta alla Bowen Designs nel 2001, entrambe scolpite da Thomas Kuntz.
Nel 2001, la Nurmi crea il sito official di Vampira, e inizia a vendere memorabilia autografati e sue creazioni artistiche su eBay.
Nel 2004 la Coffin Case viene autorizzata a vendere merchandise officiale di Vampira.
A differenza di Elvira, Vampira autorizzò diversi merchandise del suo personaggio, nonostante il nome e l’aspetto siano stati utilizzati in modo non ufficiale da diverse compagnie dagli anni ’50.
Muore il 10 gennaio 2008, per cause naturali, nella sua casa di Hollywood, all’età di 85 anni. La sua tomba si trova oggi nel Griffith Lawn dell’Hollywood Forever Cemetery.
Possiamo trovare tributi, citazioni, riferimenti a Vampira in vari campi, dalla musica (diversi gruppi, principalmente punk rock e horror punk, le hanno dedicato diverse canzoni nel corso del anni) a personaggi di serie animate (ad esempio Drack Pack).
Nonostante il suo show e la sua carriera siano state abbastanza corte e poco continuative, il suo aver decisamente sdoganato la figura horror nella TV di quelli che, ricordiamoci, erano gli anni ’50, con una figura da “vamp” che però non si prendeva sul serio e faceva battute, la rendono una figura storica, che viene ricordata ed amata dagli appassionati in varie parti del mondo, anche dopo più di 60 anni dopo la sua comparsa nelle televisioni americane. Per citare il caso più simile, Morticia Addams (personaggio antecedente a Vampira, come ho già detto la Nurmi si è ispirata anche a lei per la creazione del personaggio) è comparsa sugli schermi televisivi, assieme al resto della famiglia Addams, 10 anni dopo Vampira, nel 1964.
Ha avuto una carriera, a mio avviso, un po’ sfortunata ed in genere, se si pensa alle dark lady della tv del passato, oltre a Morticia, è più ricordata Elvira (che continua tutt’ora ad impersonificare il suo personaggio).
Chiudo lasciandovi una gallery con un po’ di foto dell’epoca.
The Nebulophone

Nato dalle perverse menti della Bleep Labs, un synth basato su Arduino con un filtro lowpass in sync ad una piccola fonte luminosa. Non è abbastanza figo da farmi vendere il mio Monotron, ma merita ugualmente una visione. Il Nebulophone è disponibile a 55$ nella versione kit e 80$ nella versione precostruita.
Epic Battles – Iron Man vs Batman

Dopo aver a lungo parlato con @Nani di chi fosse il migliore dei due ho ben pensato di proporre una bella quanto amata epic battle.
Ricordiamo le regole:
Immaginate un ring grande quanto il mondo: nessuna regola, nessun limite. Due supereroi che si affrontano in una sfida all’ultimo sangue, non c’è ostacolo che li possa fermare, il combattimento si concluderà solo con la morte di uno dei due contendenti.
Non starò qua a dirvi la rava e la fava dei due supereroi anche perchè sarebbe impossibile, tutti e due hanno una storia editoriale che dura da più di 50 anni. (Wikipedia è vostra amica).
Quello su cui mi sono basato dopo una notte di sonno sono i punti in comune ovvero:
1) Tutti e due sono ricchi industriali playboy pieni di soldi e gnocca fino al buco del c…
2) Hanno avuto un’infanzia segnata da un rapporto non duraturo o assente da parte dei genitori.
3) Hanno una capoccia tanta sia Bruce che Tony, dopotutto i gadget da dove li tiran fuori?
4) Sono grandi esperti informatici.
5) Morti e resuscitati entrambi per vie traverse.
6) Con Batman c’è Robin e con Ironman, War Machine (non sempre chiariamo)
7) Alfred e Jarvis (epic battle tra maggiordomi)
Può bastare?
DIN DIN DIN che lo scontro abbia inizio!!!!
Love at first byte

Siamo ai nostri primi passi, aiutateci a correre.
Cena di sostegno per l’associazione culturale Museo Piemontese dell’Informatica. Venerdì 24 febbraio ore 20, a Torino.
Cena – Giochi con premi per tutti – Esposizione di cimeli informatici
L’evento è aperto a tutti: nerd, geek, techie, hipster. Vi aspettiamo numerosi
La Storia del Computer è la storia della modernità. Il mondo dell’Informatica ha plasmato e sta plasmando tutt’ora l’evoluzione tecnologica e lo stile di vita nel nostro mondo. Con questo museo vogliamo ripercorrere una parte di questa storia.
Tutte le info sul sito ufficiale: http://www.mupin.it
Skyrim, novità in arrivo?

Da pochi giorni è apparso in rete un video reso pubblico da Tony Howard di Bethesda.
Nel video vengono mostrate molte migliorie grafiche, nuovi dungeon, arricchimento delle aree di gioco, la possibilità di cavalcare draghi, combinare magie e addirittura quella di costruirsi una propria casa.
Il video e tutti i contenuti che mostra sono stati realizzati dopo il termine della programmazione definitiva del gioco. La casa produttrice ha lasciato carta bianca al team di programmatori permettendogli di sbizzarrirsi a creare tutte le idee eventualmente concepibili, e a quanto pare hanno preso la cosa molto seriamente.
Vedremo alla luce nuovi pacchetti e contenuti scaricabili per The Elder Scrolls V: Skyrim o secondo voi il video è solo un omaggio al team dei programmatori del gioco?
Vi lascio al video e alle vostre conclusioni.

Sherlock (Holmes) – Serie Tv

Bene, dopo gli scorsi articoli faceti oggi torniamo a parlare di cose serie, e con cose serie, intendo proprio serie, e in questo caso della serie “Sherlock”.
Descrizione breve: prendete Sheldon e mettetelo a fare l’investigatore.
Descrizione lunga.
Sherlock è una serie televisiva prodotta dalla BBC arrivata alla sua seconda stagione ed è già data per certa la terza stagione.
Sulla Lega è già presente un articolo qui che ne annuncia la messa in onda, spero di non passare come reposter (esiste?), ma volevo anzi approfondire un po’ quella prima segnalazione (a voi l’ardua sentenza).
La BBC ci ha da sempre abituati a telefilm di ottima fattura, per molti aspetti superiori alla controparte americana [inizio modalità IMHO] The IT Crowd fa a pezzi The Big Bang Theory, Misfits è decisamente meglio di Heroes, persino Coupling è più apprezzabile di Friends e non fatemi parlare di Hustle che considero un piccolo gioiello [fine modalità IMHO], e Sherlock non fa eccezione essendo una serie tv estremamente curata e decisamente apprezzabile.
La serie è creata da Steven Moffat e Mark Gatiss entrambi attivi su ricostruzioni televisive per ambientazioni vittoriane, entrambe grandi fan del detective più famoso della storia della letteratura e entrambi delusi dagli adattamenti televisivi che si sono susseguiti nel tempo.
La serie ha vinto il BAFTA per la categoria Drama, Best Supporting Actor, e diversi altri riconoscimenti.
Per quanto riguarda la serie in se Sherlock Holmes viene magistralmente trasposto ai nostri giorni, Sherlock (Benedict Cumberbatch) è un “consultant detective” per la polizia di Londra, è un uomo estremamente intelligente ma incapace di relazionarsi agli altri, disinteressato alle donne, sicuro di se, sbruffone e sarcastico con chi reputa più stupido di lui (ossia tutti ad eccezione della sua nemesi Moriarty)… Vi ricorda qualcuno?
Al suo fianco troviamo il dottor Watson (Martin Freeman), molto più capace di interagire con le altre persone (e ha anche un discreto successo con le donne) ammira moltissimo il suo compagno ma capisce bene i suoi limiti (sociali) aiutandolo molto più di quanto Sherlock ammetterebbe mai.
Nella serie Sherlock e Watson agiscono in una Londra contemporanea, con tutti gli strumenti della nostra epoca, cellulari, sms, internet, gps, ma alla fine è sempre la spietata capacità di analisi di Sherlock a risolvere il caso.
Gli sceneggiatori sono stati molto attenti a non snaturare la natura del personaggio di like a sir Arthur Conan Doyle e molti elementi sono riconoscibili per chi, come me, è un appassionato dei suoi romanzi.
Ad esempio i due vivono al 221b di Baker Street, con l’anziana governante, Sherlock fuma (anche se non la pipa) e suona il violino ed è un esperto di chimica (e di tipi di tabacco).
Watson è un soldato e un medico che ha partecipato alla guerra in Afghanistan (come l’originale solo una guerra successiva), al posto del famoso taccuino in cui annotarsi i casi, Watson usa un blog, Sherlock ha una rete di senzatetto per raccogliere informazioni similemente ai ragazzini di strada dei romanzi etc. gli stessi episodi richiamano i famosi casi costruiti da Doyle (Uno studio in Rosa, il Segugio di Baskerville etc.)
Ma soprattutto la straordinaria capacità di deduzione e di cold reading del personaggio è resa ottimamente, Sherlock osserva una realtà aumentata, guardando una persona è in grado di ricostruire da piccolissimi dettagli intere parti della sua vita.
Una caratteristica che spesso mette in imbarazzo le altre persone, soprattutto perché Sherlock non si fa problemi a rendere pubbliche le sue affermazioni.
Unica pecca, a mio avviso, sono i casi in se, spesso sono semplici, rispetto alle intricate trame di Doyle, non c’è un vero e proprio elemento sorpresa, non sono gialli propriamente detti (in cui, teoricamente, il lettore ha le stesse informazioni dell’investigatore e potrebbe scoprire il colpevole prima della fine) ma si incentrano di più sull’azione, inoltre alcuni aspetti sono (se analizzati con un minimo di attenzione) molto poco credibili in un ambientazione reale come quella che propone la serie.
In compenso gli episodi sono dei piccoli film (della durata di ’90 min l’uno).
Gli inglesi purtroppo ci hanno anche abituato a stagioni di pochi episodi e Sherlock ne ha 3 per ogni stagione.
Ne consiglio vivamente la visione, meglio se in lingua originale, è un prodotto davvero ben fatto e per certi aspetti molto nerd, vale la pena già solo per i personaggi e le loro interazioni.
Vedendoli ho riprovato alcune emozioni che mi avevano trasmesso a suo tempo i racconti del maestro del giallo tra cui (e qui chi ha letto i libri mi capirà senz’altro) chiudere il libro e iniziare a scrutare le persone cercando di indovinare la loro vita dai dettagli del loro abbigliamento.
O per dirla con una bravissima Irene Adler (Lara Pulver) I’m Mostra Spoiler ▼
South Park: The Game

Se ne sta parlando veramente poco del nuovo GDR, ma South Park:The Game è previsto sugli scaffali a metà dell’ anno corrente.
Il gioco è sviluppato da Obsidian ed è distribuito da THQ, anche i creatori della serie Trey Parker e Matt Stone sono al lavoro per lo sviluppo del gioco con la creazione dei dialoghi e delle sceneggiature.
La grafica del gioco sarà molto simile a quella 2D delle puntate della serie televisiva e sarà alternata in alcuni momenti del gioco ad una grafica 3D.
Il personaggio principale del gioco a quanto pare non sarà un protagonista della serie televisiva ma sarà invece un nuovo bambino appena approdato a South Park che è in cerca di nuovi amici e che all’improvviso si ritroverà a dover difendere la sua nuova città. Il nostro personaggio sarà personalizzabile e le classi a cui si potrà appartenere saranno: guerriero, paladino, avventuriero, ladro o ebreo.
South Park: The Game si presenta come una piccola novità nel mondo dei giochi RPG e sembra essere divertente e alquanto folle. Il gioco non perderà sicuramente tutti gli elementi che lo hanno caratterizzato da sempre e che lo hanno portato ad essere quello che è oggi; ovviamente chi lo conosce bene saprà che sto parlando di blasfemia, cattivo gusto, razzismo e oscenità varie.
Io personalmente da grande fan della serie sto aspettando questo gioco con tantissima ansia e non vedo l’ora di vederlo sugli scaffali per poterlo incautare.
Qui un Artwork del gioco, dove possiamo riconoscere la miniera degli gnomi rubamutande.
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Invece qui una delle prime immagini del gioco dove possiamo notare i bambini alle prese con degli sporchi hippies.
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Incontro con Leo Ortolani

Alessandro Distribuzioni ci da la possibilità di ascoltare, vedere, fare domande, discutere o semplicemente stare zitti e sbavare davanti al genio che ha creato Rat-Man, Leo Ortolani.
L’appuntamento è per il 3 marzo alle ore 15:30 presso la sede della fumetteria Alessandro Distrubuzioni in Via del Borgo di San Pietro n.138/AB-140/ABC a Bologna.
Parlare di Leo Ortolani o Rat-Man sotto questo post sarebbe inutile perché tutti dovreste già conoscerlo quindi vi lascio con l’evento Facebook ufficiale.
Ovviamente noi bolognesi dopo aver trascorso il pomeriggio all’ incontro con Leo non vi lasceremo da soli, ma ci organizzeremo per fare un mega aperitivo, rifocillarci per bene e continuare la nostra epica serata.
Berserk Golden Age 1 – Egg of the Supreme King

Dunque, il 4 febbraio 2012 in Giappone è uscito Egg of the Supreme King (titolo originale: Berserk Ougon Jidai-hen: Haou no Tamago, 80 minuti circa) si tratta del primo film animato targato Warner Bross e Studio 4°C che riprende la saga dell’Età dell’oro di Berserk. Non mi dilungo sulla trama del manga né ho intenzione di parlarvi dei personaggi o di come la storia inizi ad andare a donne di facili costumi negli ultimi tempi (leggi negli ultimi 2d6 anni) perché ho visto che ci sono già altri articoli che ne parlano sparsi per LN (per esempio questo di @abbo .
C’era anche qualcosa di specifico sul film ma non è stato aggiornato da un paio di eoni.
D’altronde, non potreste essere considerati realmente dei verinerd™ (irony required) se non sapeste nemmeno di cosa parla Berserk, che, nel bene e/o nel male, rimane comunque uno dei manga più significativi.
In sintesi: su internet al momento si trovano delle preview di 10 minuti del film ed ho pensato di fare cosa gradita agli amanti della saga e proporne una!
Altri due film della serie e la conclusione del Golden Age Arc sono previsti in uscita nel 2012. Si tratta di Berserk: Ogon jidai-hen II – Doldrey kouryaku (La presa di Doldrey) che sarà un film di circa 100 minuti ed è previsto in uscita per il prossimo giugno; e Berserk: Jidai-hen III – Korin (La Discesa) lavoro di circa 110 – epici – minuti e per il quale dovremo aspettare fino a Dicembre! Se volete saperne di più potete provare a leggere le info ufficiali qui: www.berserkfilm.com)
La preview che potete vedere è censurata ma è stato accertato che la versione ufficiale del film sarà gory as all hell proprio come promesso dal progetto iniziale che si riproponeva di essere più fedele al manga rispetto alla prima serie animata (andata in onda in Giappone tra il 1997 e il 1998): Kenpū denki Berserk. La precedente serie iniziava dal principio della narrazione del manga di Miura e terminava con il sanguinoso episodio dell’Eclisse senza fare menzione di personaggi principali per la narrazione (fra cui Puck e, soprattutto, il Cavaliere del Teschio!).
Purtroppo anche i primi 3 film della nuova serie si concluderanno con l’Eclisse, ma hanno inizio con lo scontro fra Guts e Bazoosa (il primo contatto fra il berserk e la squadra dei Falchi, insomma) tacendo sul lungo flashback iniziale. Inoltre, cosa a mio avviso più significativa, fin da subito lo spettatore può maturare la speranza di vedere un seguito alle vicende narrate fino all’Eclisse. Nell’opening, infatti, compaiono già personaggi che vedranno la luce solo negli eventi che seguono la saga dell’Età dell’Oro. Mostra Spoiler ▼
La produzione WB e Studio 4°C ha supportato evidenti modifiche nei disegni, proliferazione di computer grafica che non sempre è stata ben accolta dai fan e una caratterizzazione personaggi fin troppo “disneyosa” imho, ma che potrebbe rivelarsi un bel contrasto tra aspetto edulcorato e contorta violenza (anche psicologica). La sigla dell’ending affidata ad Ai sembra andare proprio in questo senso. Griffith insegna, insomma.
Tra i seyuu (doppiatori giapponesi) della serie precedente è stato riconfermato solo quello di Judo. Il buon Toshiyuki Morikawa (spettacolare Tyki Mikk in D.Gray Man e Dante in DMC) è stato rimpiazzato da Takahiro Sakurai in veste di Griffith (anche Takahiro è un seyuu di prima grandezza: Yuu Kanda sempre in D. Gray Man; Kusuriuri in Mononoke e Claude Faustus di Kuroshitsuji giusto per dirne 3); Canna Nobutoshi (Leorio di HxH; Kabuto di Naruto) è stato rimpiazzato come Guts da Hiroaki Iwanaga, abbastanza un rookie, ma la sua prova mi sembra convincente per il momento. Infine Toa Yukinari sarà la nuova voce di Caska… e si tratta di una Caska decisamente più bianca rispetto alla versione originale direi.. O_O’
Di seguito potete trovare l’epica opening Aria di Susumu Hirasawa 
Susumu san aveva già collaborato nella creazione dell’OST della serie animata e del gioco per psp di Berserk (Forces, Sign, Indra ecc..) ed è conosciuto anche per la sigla di Paprika (The Girl in Byakkoya e altro..).

e l’ending Utsukushi kimono di Ai.

Non ci resta che sperare che Miura sensei non prenda questo progetto come una scusa per rallentare ulteriormente l’uscita del suo manga (recentemente ripreso ed arrivato al 327 capitolo) e sperare di poterci gustare una fine degna per questa poderosa riflessione sul destino, sul valore dell’amicizia, sull’importanza e sulla dipendenza dai propri sogni, caratterizzata anche da clamorose cadute di stile in modalità filler qua e là.
Enjoy!
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