Meno impattato dalla pandemia rispetto ad altre realtà, il settore dei videogiochi ha vissuto un anno davvero molto intenso: vediamo insieme i migliori videogiochi del 2020 secondo la redazione di Lega Nerd.

Il 2020 è stato complesso per tutti, sinceramente dodici mesi da bruciare e dimenticare, e non ho dubbi che questo capodanno sarà il più catartico di sempre per buona parte di noi. In questa classifica però ci limitiamo a vedere i migliori videogiochi del 2020, e per quanto riguarda questo settore non è stato un anno totalmente cataclismatico, altroché.

Se escludiamo l’estremamente zoppicante e complicatissimo lancio delle nuove console, il mercato dei videogiochi, forte di anni di trasformazione digitale e forte di una fruizione sostanzialmente individuale, si è paradossalmente per certi versi rafforzato, diventando ancora di salvezza per moltissime persone chiuse in casa, allo stesso modo di un qualsiasi servizio di intrattenimento on demand.

Il caso clamoroso di Nintendo Switch e Animal Crossing è molto eloquente, come anche sono eloquenti i numeri di Game Pass, e insieme sintetizzano tutta quella serie di fattori che hanno schermato questa realtà da alcune delle conseguenze della pandemia. Poi certo, a livello di produzione l’impatto dello smart working obbligato e dei lockdown si è sentito eccome, diversi titoli sono stati rimandati, le fiere sono state cancellate (importanti anche per il pitching di progetti ai publisher), la comunicazione (e in questo rientriamo anche noi stampa) è stata stravolta e dietro le quinte non ho dubbi che parecchie produzioni abbiano avuto le loro difficoltà e/o siano state spostate in avanti.

Come detto, il 2020 ha però saputo essere un anno molto denso e interessante a livello di notizie e uscite, e non mancano dunque i giochi per questa Top 10 dei migliori videogiochi del 2020, che in realtà non è stata nemmeno troppo semplice da elaborare.

Prima di iniziare con l’elencone faccio una precisazione. A differenza dell’anno scorso questa classifica non è stata scritta solo da me, ma anche dai miei colleghi della sezione videogiochi, quindi in diversi dei posti in classifica trovate un loro commento sotto i titoli di cui si sono occupati. Un grazie quindi a Roberta, Simone, Filippo e Mario, con ospite speciale anche il nostro Antonio Moro, fondatore e direttore editoriale di Lega Nerd.

 

 

 

 

10. Ghost of Tsushima

Sucker Punch/SIE Worldwide Studios

Ghost of Tsushima top 10 migliori videogiochi 2020

È indubbio che dal punto di vista dell’attesa Ghost of Tsushima era il titolo più atteso al varco di tutti, in casa Sony. Doveva essere il colpo di coda della generazione, oltre che il titolo che meglio di tutti avrebbe dovuto raccontare la poetica di una console, in grado di mostrarci un open world fluido e catartico. Il videogioco che è arrivato tra le nostre mani, però, ha disatteso parte delle aspettative, anche e soprattutto a causa di un gameplay anacronistico, incapace di fare un salto in avanti verso una proposta variegata e delle meccaniche meno da button mashing.

Nonostante i suoi orizzonti affascinanti, le sue inquadrature mozzafiato e la evidente capacità di raccontarci una storia che vuole assomigliare a un road trip attraverso una terra dilaniata dal conflitto e dalla guerra, Ghost of Tsushima tende a dimenticare la bellezza dell’interattività e del gameplay e cede il passo solo all’estetica. Un bellissimo quadro dinanzi al quale non ci resta altro da fare che osservare, percorrere in lungo e in largo l’isola e accettare un gameplay statico e delle fasi stealth realizzate in maniera raffazzonata. Tsushima è incantevole, ma la lama del nostro samurai non è così tanto affilata.

di Mario Petillo

 

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09. Marvel’s Spider-Man: Miles Morales

Insomniac Games/SIE Worldwide Studios

Spider-Man Miles Morales migliori videogiochi 2020

Dopo essere stata acquistata da Sony lo scorso anno e con Ratchet & Clank: Rift Apart alle porte, Insomniac non si ferma e torna sul ring con il seguito del vendutissimo Marvel’s Spider-Man, proponendo un titolo ponte tra PlayStation 4 e PlayStation 5.

Splendido tecnicamente sulla nuova generazione, specie con la modalità grafica (4K nativi a 30 frame con ray tracing attivo), e comunque valido su quella precedente, Miles Morales mostra tutti i pro e i contro di una produzione secondaria, atta a fare da ibrido tra un secondo capitolo e uno spin-off.

Da una parte la struttura del gioco – sempre molto manierista nel suo genere –  gode di questa natura risultando molto più misurata e piacevole, come molto meno diluita, dall’altra tutta la scrittura della storia principale ne risente, perdendo mordente, ambizione e capacità di scandire i tempi del racconto. A livello di gameplay l’aggiunta dei poteri venom (quelli elettrici) stravolge per buona parte il ritmo, il dinamismo e la spettacolarità del sistema di combattimento, migliorandolo a tal punto da rendere assolutamente necessario un qualcosa di simile in un futuro (e sicuro) seguito con protagonista Peter Parker.

Il risultato complessivo è senza dubbio un titolo stupendo su un piano grafico e in gran parte un more of the same dell’originale: insieme a Ghost of Tsushima Miles Morales quest’anno fa da bandiera per gli action adventure semplici e senza troppi fronzoli.

di Simone Di Gregorio

 

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08. Crash Bandicoot 4: It’s About Time

Toys for Bob/Activision

Crash Bandicoot 4: It's About Time Migliori videogiochi 2020

A tre anni dalla pubblicazione della N. Sane Trilogy, che vedeva i tre capitoli originali di Naughty Dog costruiti da zero con una nuova veste grafica, Toys for Bob prende il posto di Vicarious Visions e tira fuori un grandissimo capitolo di Crash, introducendo tutta una serie di nuove meccaniche e proponendo una direzione artistica del tutto rinnovata e semplicemente deliziosa.

Rispetto a fine anni ’90 quello dei platform 3D puri non è più chiaramente un genere così popolare, specie quando parliamo di un titolo che non strizza l’occhio ad una curva di difficoltà meno gentile, e se It’s About Time esiste lo dobbiamo al grande successo del remake della trilogia originale. Con gli astri allineati, di conseguenza fa decisamente piacere vedere un nuovo episodio di Crash in grado di vantare questa scala di produzione, con chiaramente notevoli investimenti alle spalle, un grande rispetto del materiale e tantissime idee di design estremamente riuscite.

Mentre aspettiamo un (secondo me scontato) aggiornamento next gen, faccio i miei più sinceri auguri ad ogni completista che vorrà cimentarcisi.

di Simone Di Gregorio

 

 

07. Demon’s Souls

Bluepoint Games

demons-souls-remake migliori videogiochi 2020

Non è così facile creare un remake. Uscire dal tracciato dell’originale non è ben visto dai vecchi fan, mentre rimanere ancorati al classico lo rende anacronistico (a seconda della data d’uscita). Fortunatamente lo zoccolo duro di Demon’s Souls, tornato come esclusiva PlayStation 5 e rivisto dai ragazzi di Bluepoint Games, è stato accontentato. 

Il gioco nato originariamente come un “progetto scartato”, è invece stato molto apprezzato in occidente (e non solo) dando il via ad un genere vero e proprio. Quasi a chiudere il cerchio, questo remake rimane fedelissimo all’originale (senza aggiungere nemmeno feature nuove o nuove fasi di gioco) e punta tutto sull’adattare il comparto tecnico a questo 2020 e a questa nuova generazione.

Conscio di proporre quindi una difficoltà elevata e una sfida basata sul trial and error, Demon’s Souls può diventare al contempo un ritorno alle origini per i fan del genere, che nell’attesa di Elden Ring possono tornare a Boletaria a combattere Arcidemoni, e un punto di inizio per chi 10 anni fa ha mancato questa perla rara e ora, invece, può scoprire qual è stato il gioco che oltre alle feature ha dato il nome souls-like al genere.

di Simone Lelli 

 

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06. Assassin’s Creed Valhalla

Ubisoft Montreal

Assassin's Creed Valhalla Recensione migliori videogiochi 2020

Dopo il cambio di rotta intrapreso con Origins e Odyssey, Ubisoft sembra aver aggiustato finalmente il tiro e grazie ad Assassin’s Creed Valhalla riporta la serie agli antichi fasti, con una narrazione interamente incentrata sugli Isu che strizza gli occhi ai fan di vecchia data e gli vale un validissimo sesto posto in questa classifica dei migliori videogiochi del 2020, nonostante l’agguerrita concorrenza di quest’anno. Quello che sembrava poter essere l’elemento più atipico, un combat system con deriva ancora più action, finisce con lo sposarsi benissimo con l’animo vichingo dell’avventura, ricca di esplorazione, paesaggi mozzafiato, personaggi ben caratterizzati e una scrittura mai banale.

Ciliegina sulla torta è la struttura della questline principale, divisa in saghe che permettono di raccogliere e vivere con il giusto ritmo una serie di avvincenti missioni legate l’una all’altra, dove l’approccio e le scelte del giocatore possono avere un impatto determinante.

Una mappa dalle giuste dimensioni, missioni secondarie brevi ma interessanti e tantissime attività extra ben costruite completano un quadro che appare di grandissima fattura, con la giusta dose di contenuti e qualità, anche a fronte di un finale un po’ troppo vago.

La resa su console next gen infine rende il tutto ancora più vivido, con una grafica eccezionale, caricamenti più veloci e una fluidità maggiore; il risultato non lascia dubbi: Assassin’s Creed Valhalla è il miglior capitolo della saga dai tempi di Ezio Auditore.

di Filippo Consalvo 

 

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05. Doom Eternal

id Software/Bethesda Softworks

Doom Eternal migliori videogiochi 2020

Tra Machine Games con Wolfenstein e id Software con Doom, non si può dire che Bethesda (e a breve Microsoft) non abbia nella sua scuderia qualcuno in grado di far raggiungere allo shooting videoludico i suoi massimi livelli. Doom Eternal ha a mani bassissime il migliore gunplay di questa generazione per quanto mi riguarda, e su quel piano supera abbondantemente il primo capitolo, forzando anche ad un minimo di ragionamento e all’alternanza di approcci grazie ad arene più ampie/verticali e ad un sistema molto intelligente di gestione delle risorse.

Il design e l’intelligenza artificiale di tutti i nemici sono sempre eccellenti, a difficoltà normale il livello di sfida è costantemente alto e la frenesia degli scontri più intensi (tipo le sfide slayer) diventa una botta d’adrenalina che fa alienare dalla realtà e fa venire voglia di spaccare ogni cosa, complice anche le musiche sempre spaziali del mitico Mick Gordon. Sparare e farsi un bagno di sangue non è mai stato così tanto una goduria.

Poi certo, il gioco non è perfetto, anzi. Spesso e volentieri si insiste troppo con sequenze platform troppo frequenti e pretenziose, eccessive specie all’inizio e alla fine del gioco, il tentativo di sviluppare maggiormente narrativa e immaginario è intrigante ma abbastanza confuso, la durata (molto cospicua) mostra il fianco prima dell’esplosivo finale e qualche idea per mettere pezza alla cosa è parecchio maldestra (vedasi quelle orrende fasi subacquee). Tuttavia, questo non inficia il valore di Doom Eternal come shooter, poco da discutere.

di Simone Di Gregorio

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04. Ori and the Will of the Wisps

Moon Studios

Ori and the Will of the Wisps migliori videogiochi 2020

Il primo capitolo era già stato estremamente apprezzato da critica e pubblico, consacrato giustamente come capolavoro, e il seguito – sempre dai ragazzi di Moon Studios – non sbaglia il colpo e anzi costruisce sul precedente migliorando la formula da praticamente ogni punto di vista. Ori and the Will of the Wisps è un metroidvania che raggiunge praticamente la perfezione, e se non fosse per i problemi tecnici (enormi) che aveva al lancio su One S non avrei avuto da ridire praticamente su nulla.

La musica è superba e il sonoro è curato ad un livello di dettaglio maniacale, la direzione artistica regala immagini stupende e c’è tanta sacrosanta attenzione nel dare la giusta profondità al combattimento (nell’originale in pratica inesistente). Le nuove dinamiche di progressione alimentano un buon numero di potenziamenti passivi e nuove meccaniche da usare nei puzzle ambientali, negli scontri e nell’impegnativo platforming, che scorre attraverso un level design in grado di rispettare la struttura dell’originale crescendo però in ampiezza e complessità.

Non mancano i set piece clamorosi del primo capitolo, come non manca nemmeno la capacità di costruire una fiaba di grande sensibilità, con un finale meraviglioso che difficilmente può non commuovere.

Oltre che su One S, One X e PC, ora è disponibile anche su Switch, oltre che su Series X dove gira a 4K/120 o 8K/60 (avete capito bene), quindi fatecelo un pensierino. Quarto posto meritatissimo in questa classifica dei migliori videogiochi del 2020.

di Simone Di Gregorio

 

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03. Final Fantasy VII Remake

Square Enix

Final Fantasy 7 Remake

Senza dubbio tra i titoli più attesi e più chiacchierati di questo meraviglioso anno videoludico, Final Fantasy VII Remake non poteva che aggiudicarsi un posto sul podio di questa classifica dei migliori videogiochi del 2020. Frutto dell’unione della poetica visionaria di Tetsuya Nomura e Yoshinori Kitase, il gioco reinterpreta in maniera eccellente il grande capolavoro di SquareSoft, recuperando tutto il cuore e l’essenza dell’opera originaria ma con l’aggiunta di tutta una serie di contenuti e variazioni pensate per arricchire in maniera sostanziale il tessuto ludico e narrativo.

Un lavoro di ristrutturazione incredibile che porta l’intero immaginario del celebre cult videoludico verso una rinnovata forma, in un perfetto equilibrio tra passato e modernità, tra tradizione e innovazione.

Del resto, uno dei punti di forza dell’intera produzione resta proprio questa solida dualità che si riversa interamente nell’impianto di gioco, ma soprattutto nelle strade della nuova Midgar, di una Midgar che vive, che pulsa, che stupisce e che ci fa emozionare ancora una volta, esattamente come 23 anni fa.

di Roberta Pagnotta

 

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02. Cyberpunk 2077

CD Projekt Red

Ed eccolo l’elefante nella stanza. Se non siete vissuti dentro ad una grotta nelle ultime settimane, avrete assistito ad uno dei peggiori lanci degli ultimi anni: Cyberpunk 2077 è finalmente arrivato per console e per PC. O meglio, è arrivato per PC ed è un capolavoro. È arrivato anche su console ed è un disastro. Il videogioco di Schrödinger: al tempo stesso capolavoro e disastro.

Non è la prima volta che succede, non è così strano come si potrebbe pensare, ma non si è parlato d’altro per settimane e ora tutti vi siete convinti di aspetti che non conoscete, che non avete provato, che non avete giocato, per lo meno nella sua versione migliore.

Considerando che è arrivato il giusto e dovuto rimborso per le versioni più disastrose del gioco (in particolare quella PS4, davvero imbarazzante) io credo che ora sia giunto il momento di cancellare questo lancio (dopo aver fatto saltare qualche testa in CDP, sempre mia opinione chiaramente) e di concentrarsi solo sulla versione PC del gioco, senza fare ancora inutile retorica da quattro soldi su quello che si poteva fare o su quello che avreste fatto voi o su come aver speso sessanta euro per la versione PS4 vi abbia irrimediabilmente rovinato la vita: abbiamo capito, ora parliamo di altro.

Parliamo di quanto è bello Cyberpunk 2077. Parliamo del gioco che ha la miglior art direction che io abbia mai visto in un videogioco. Una direzione artistica strepitosa, costante, continua, precisa, inarrestabile: il lavoro visivo fatto su questo gioco è senza precedenti e da solo regge l’esperienza per chiunque abbia ancora gli occhi collegati al cervello.

E poi arriva la storia, o meglio le storie. Un intreccio interessante ed avvincente, che vi porterà ad esplorare tutta la sconfinata città creata per il gioco (Night City) e anche i suoi dintorni desertici, tra mega corporazioni mondiali e gang cittadine in un intreccio continuo basato su uno dei background più profondi e amati degli ultimi trent’anni: Cyberpunk, il gioco di ruolo creato da Mike Pondsmith, che ha fornito a CD Project Red una base ricchissima da cui attingere a piene mani.

E poi le meccaniche gioco: un vero gioco di ruolo in prima persona, che ti conquista e ti lascia attaccato al monitor non solo per vedere dove andrà a parare la storia principale, ma ti permette di fregartene e di avventurarti per il mondo di Cyberpunk liberamente, seguendo la tua strada e la tua crescita personale attraverso una pletora infinita di missioni secondarie e compiti di ogni tipo per far crescere il tuo personaggio nel modo che scelti tu, senza modelli predefiniti, ma con la libertà di affrontare le sfide nella maniera che preferisci.

Un videogame che regalerà centinaia di ore di gioco a chi saprà farsi rapire dalla sua profondità, sempre che abbiate, ormai l’avete capito, un PC in grado di farlo girare degnamente.

di Antonio Moro

 

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01. The Last of Us Parte II

Naughty Dog/SIE Worldwide Studios

Ed eccoci arrivati in cima (o in fondo, a seconda del punto di vista) a questa classifica dei migliori videogiochi del 2020, e ci arriviamo col botto, con uno dei giochi più clamorosi di questa generazione e senza il minimo dubbio tra i più discussi degli ultimi anni. The Last of Us Parte II è a tutti gli effetti il vertice più alto mai raggiunto da Naughty Dog.

Lo è prima di tutto perché a differenza di Uncharted (che anzi, va nel verso opposto) e con più insistenza e continuità rispetto al primo The Last of Us, sfrutta la grandissima capacità che ha l’interazione nel dare un’ulteriore dimensione alla struttura narrativa: un qualcosa che solo ed esclusivamente il videogioco può vantare, non essendo un medium passivo, e di cui spesso e volentieri si tralascia l’importanza.

Si sente sempre il peso della propria azione ludica, vuoi per la fedeltà grafica, vuoi per il modo in cui la violenza viene contestualizzata nella storia, e questo non tanto (o non solo) con lo scopo di creare un senso di colpa in chi gioca, ma con quello di rafforzare la gravità delle azioni commesse dalle protagoniste opponendosi direttamente alla volontà del giocatore.

A proposito di protagoniste, che personaggi ha The Last of Us Parte II! La Ellie di Ashley Johnson e la Abby di Laura Bailey hanno entrambe una profondità immensa, che ruota tutta attorno a quello che è chiaramente il nucleo più interessante del gioco, ovvero il modo in cui affonda sul trauma. E se è vero che a volte la trattazione dell’odio risulta pedante (vedasi le due fazioni di Seattle), la scrittura raggiunge picchi incredibili quando integra la disperazione, la rabbia e l’ossessione del lutto, costruendo una densità di significato straordinaria e di molto superiore all’episodio originale. È un gioco che non fa sconti, che fin dal potentissimo prologo guarda in faccia quell’immaginario senza edulcorazione, costruendo una realtà di sopravvissuti dove è difficile concepire indulgenza.

E questo senza considerare i flashback, così ben integrati con il resto dello script e così tanto in grado di rafforzare gli eventi principali, così potenti a livello emozionale e così capaci di giocare sui contrasti. Non è un racconto perfetto quello portato avanti da Neil Druckmann e Halley Gross, ma il risultato complessivo è soverchiante.

Ricordo poi i passi avanti assurdi sull’accessibilità, la qualità grafica folle specie se si pensa alle macchine dove il gioco gira, i netti miglioramenti in una formula di gameplay già rodata, il maggiore focus sull’esplorazione di un level design di più ampio respiro, l’intelligenza artificiale sorprendente e stimolante e valori cinematografici così importanti da segnare un punto di non ritorno nel legame tra grande schermo e videogioco.

Serve qualcos’altro per giustificarvi un meritatissimo primo posto in questa classifica dei migliori videogiochi del 2020?

di Simone Di Gregorio

 

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