La mia vita in Australia

8 anni fa

7 minuti

La mia vita in Australia

Mi chiamo Claudia, ho 26 anni e sono di Milano. Sono un’italiana in fuga congenita, ma di questo ne sono molto contenta.

La mia prima grande fuga all’estero é avvenuta tramite uno scambio scolastico, quando avevo 16 anni.

Grazie all’associazione no-profit AFS/Intercultura, ho potuto frequentare la quarta liceo in una High School Americana, a Seattle, nello stato di Washington.

Scopo di quest’esperienza non era solamente imparare la lingua, ma entrare nel vivo di culture diverse; conoscere la storia moderna come i ragazzi francesi, la fisica come gli studenti cinesi, l’arte che viene insegnata nelle scuole russe o finlandesi, la geografia in Australia, le scienze naturali in Tailandia…

L’impatto che questa esperienza ha avuto sulla mia vita é stato devastante: da aspirante medico che sono partita, sono finita poi a iscrivermi alla facoltá di Scienze Politiche, corso di laurea in “Scienze Internazionali e Istituzioni Europee”.

Per studio ho vissuto in America, Francia e Australia.

Ed é stato proprio grazie a quest’esperienza che é nata in me la voglia di viaggiare e vivere all’estero, per scoprire e conoscere paesi nuovi, e nuovi aspetti di me stessa.

E così, poco più di due anni fa, dopo altre esperienze di scambio in giro per il mondo, ho lasciato la mia Milano per un viaggio di sola andata per Adelaide, Australia.

Ho deciso di emigrare in Australia per amore, per avere più opportunità di lavoro e una qualità di vita migliore rispetto all’Italia.
con questo visto si può lavorare solo per un massimo di 6 mesi per un singolo datore di lavoro

Sono arrivata down under con il classico visto vacanza lavoro e sapevo che mi avrebbe aspettato un anno non facile dal punto di vista lavorativo: con questo visto si può lavorare solo per un massimo di 6 mesi per un singolo datore di lavoro e questo è sicuramente una spina nel fianco per chi vuole trovare un lavoro che non sia nel mondo dell’hospitality.

Ma come tutte le persone di buone speranze, sono arrivata fiduciosa, fantasticando che avrei trovato un lavoro decente, nonostante la condizione dei 6 mesi.

Dopo tutto, in Italia ho ottenuto una laurea triennale e magistrale a pieni voti, ho viaggiato e vissuto in vari paesi del mondo, parlo fluentemente 3 lingue e ho esperienza lavorativa… sicuramente non sarà così difficile trovare un lavoro in qualche ufficio…

La maggior parte dei giovani che emigrano in Australia lavorarno in bar e ristoranti

Dopo centinaia e centinaia di curriculum inviati e application compilate, ho ottenuto una sola intervista per un lavoro in amministrazione; tutto il resto è stato un “Sorry but your application has been unsuccessful. Thanks for the time you took to complete it”

E anche quell’intervista non è andata a buon fine perché offrivano un contratto di un anno che io non potevo accettare… Che amarezza.

Tutto quello che mi è rimasto è stato accettare due lavori in bakeries (bar/panetteria/pasticceria), per 6 mesi alla volta.

Devo dire che non è stato difficile trovarli: entrambe le volte ho cercato lavoro altrove per sole 3 settimane, prima di rassegnarmi ad andare a portare il curriculum di persona nei due posti che poi mi hanno assunta (il primo senza che avessi mai avuto un minimo di esperienza).

E così mi sono trovata a dover lavorare per un anno dietro il bancone di bar e panetterie, a servire i clienti, fare caffè, pulire per terra, sistemare le scorte, ecc. Di certo non quel che si dice un lavoro gratificante…

Purtroppo però non ho trovato altro, nonostante abbia continuato a cercare lavori più adatti al mio titolo di studio e alle mie aspirazioni per il futuro: e, va detto, che la paga in questo genere di lavoro è comunque molto buona (rispetto all’Italia), sebbene non sia raro che il datore di lavoro cerchi di fregarti in qualche modo (come infatti è successo con il mio ultimo lavoro, dove ero assunta come casual, ma pagata come part-time = 25% in meno del dovuto).

E’ stato un anno amaro, tedioso e lungo: durante il mio primo turno nel mio secondo lavoro, mentre spolveravo la merce dalla farina che si deposita, riflettevo sul fatto che davvero non ho studiato per tutta una vita, fatto sacrifici per vivere all’estero e migliorare il mio inglese, per poi alla fine ritrovarmi a spazzare per terra e a servire pane.

Di certo  non è quello che avevo in mente quando pensavo ad una carriera soddisfacente!

In Australia una grande parte della popolazione è di origine italiana, e l’italiano è una delle lingue straniere più parlate

Nel frattempo ho continuato la mia ricerca di qualcosa di meglio, soprattutto di un lavoro intellettualmente stimolante, e qualcosa, dopo circa 8 mesi, alla fine ho trovato: insegnare italiano e francese in un centro di lingue!

Non era il lavoro dei miei sogni, ma mi è piaciuto insegnare. Ho dato ripetizioni di inglese e francese in Italia per un sacco di anni, e mi è sempre piaciuto prendere in consegna un studente con difficoltà nella lingua e vedere i miglioramenti lezione dopo lezione.

Per me la cosa più importante è sempre stata che i miei studenti si divertissero imparando. Per fortuna qui in Australia ci sono tantissime persone appassionate o interessate alla cultura e lingua italiana e questo genere di lavoro può essere un’ottima opzione per chi è qui in Australia e cerca un lavoro che non sia necessariamente nel mondo dell’ospitalità.

Il 70-80% dei dottorandi australiani completano il programma.

E così, dopo circa un anno e mezzo dal mio arrivo in Australia, stanca e amareggiata dall’assenza di reali possibilità lavorative, soprattutto nel mio campo di studio, ho deciso di tentare la strada della ricerca.

Avendo già completato un master in Italia, ho deciso di fare il passo successivo e provare con un dottorato di ricerca.

Nel mondo anglosassone questo titolo di studio è molto più ricercato e prestigioso. Il che forse ne spiega il costo: per gli studenti stranieri, un anno di dottorato presso l’University of Sydney costa la bellezza di 33.000$ E il dottorato ne dura almeno 3 di anni!

Per fortuna ho vinto una borsa di studio all’University of Sydney che mi ha evitato di sborsare quella cifra enorme… e mi ha permesso di avere anche uno “stipendio” settimanale per le spese quotidiane.

E così, in poco più di due anni, sono passata dal preparare il caffè e servire il pane, dallo spazzare per terra e insegnare l’italiano, a fare ricerca in una delle università più prestigiose al mondo con un contratto di almeno 3 anni. Che soddisfazione!

Un consiglio a chi pensa di venire in Australia: siate pronti a qualsiasi tipo di lavoro, e chiudete in un cassetto sogni e aspirazioni, perché non è possibile raggiungerli con un visto vacanza-lavoro.

Accontentatevi di un buon salario (ottimo rispetto all’Italia!) e della possibilità di vivere in uno dei paesi più belli al mondo! E se poi siete interessati ad approfondire la vostra istruzione, l’Australia vi offre sicuramente moltissime possibilità: basta aprire gli occhi e guardarsi un po’ in giro.

 

 

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