Il Diablo 3 cinese è un grosso ananas #LegaNerd
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Il titolo parrebbe sbagliato ad una prima lettura ma riassume la realtà dei fatti: Diablo 3 in Cina viene venduto spacciato per del fresco, grosso ananas.

Per fare chiarezza è necessaria una piccola introduzione.

Come molti di voi sanno il governo cinese impone veti piuttosto restrittivi per quanto riguara ogni sorta di prodotto artistico, riservandosi di non consentire la distribuzione di opere ritenute in qualche modo non appropriate.

Nel caso dei videogiochi è il ministero della cultura a dover decidere l’idoneità o meno dell’oggetto in analisi e stiamo parlando di controlli ed esami che possono durare parecchio, posticipando anche di anni la data di pubblicazione di un prodotto a Pechino e (vasti) dintorni. La Blizzard, software house responsabile oltre che del recente Diablo III dei brand di Starcraft e Warcraft, ha da tempo stretto accordi con la compagnia cinese NetEase per snellire tale faticoso processo di approvazione, rinnovando la partnership anche per l’anno in corso.

E quindi?

Quindi nonostante tutto questo Diablo III in Cina non è ancora arrivato. Il fanboy cinese, anch’egli come quello nostrano per niente immune al virus dell’hype (leggasi “scimmia”), ha perciò trovato modi non perfettamente leciti per procacciarsi l’agognato videogame.
“Grosso ananas” (in cinese “dà bōluó”) è quindi diventato il nickname dietro al quale su internet un giocatore cinese può trovare il titolo in questione: una sorta di schermo usato per nascondere l’oggetto reale alle autorità e permettere al consumatore finale di comprarlo prima che abbia passato l’iter di controllo.

Ora tutti a giocare a Diablo, che da oggi brucia anche i grassi!

Fonte
Reportage sulla censura cinese letto durante la preparazione dell’articolo. Di due anni fa ma comunque interessante!

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Ananas
NetEase
venerdì 1 giugno 2012

15 Commenti

  1. Profile photo of lucifer42 lucifer42 1/6/2012 13:53

    Ananas modalità inferno

  2. Profile photo of Nicholas | Nè Nicholas | Nè 1/6/2012 14:01

    Ma un team di gialli non ha concluso diablo 3 a 6 ore dalla release?

    • Profile photo of Lucadiesel Lucadiesel 1/6/2012 14:14

      Credo fossero coreani, non cinesi.

      • Profile photo of mgnever mgnever 1/6/2012 14:15

        Cambiano solo le bacchette.

      • Profile photo of Zed Zed 1/6/2012 22:59

        Un ebreo ed un cinese sono in treno nello stesso scompartimento. Dopo un po’, l’ebreo si alza di scatto e tira un sonoro ceffone al cinese, urlando: “Questo è perchè avete bombardato Pearl Harbor!”Allora il cinese: “Lei sbaglia, non sono stati Cinesi, ma Giapponesi…”.L’ebreo: “Cinesi, Giapponesi, Tailandesi, tutti la stessa cosa”. E ritornano in silenzio.Dopo un po’ il cinese salta in piedi e tira uno schiaffo all’ebreo, urlando: “Questo è per il Titanic!”L’ ebreo: “Ma cosa c’entro col Titanic, è stato un iceberg!”E il cinese: “Iceberg, Goldberg, Glumberg… tutti la stessa cosa!”.

  3. Profile photo of Ross85 Ross85 1/6/2012 14:50

    LOL

    Ora tutti a giocare …

    Tranne i giocatori dei server europei che bestemmiano una sera si una no…

    p.s. intanto il governo Koreano http://www.joystiq.com/2012/05/31/korean-government-raids-blizzard-over-diablo-3-complaints/

  4. Profile photo of Leorgrium Leorgrium 1/6/2012 14:52

    Cosa non si fa per comprare le cose che ci piacciono! :(

  5. Profile photo of Robot-Sniper Robot-Sniper 1/6/2012 21:41

    la censura è odiosa. pensate se foste voi cinesi. io penso di stare in un paese di merd… e medioevale solo perché hanno censurato kickasstorrent…

    • Profile photo of peppeuz peppeuz 2/6/2012 02:13

      Io penso di stare in un paese medievale in cui la gente che si definisce “nerd” non sa ancora cambiare i DNS…

      • Profile photo of BloodBlade BloodBlade 2/6/2012 09:12

        +1

      • Profile photo of Robot-Sniper Robot-Sniper 2/6/2012 12:13

        so cambiare i DNS e cmq non mi definisco nerd perché per me è triste parlare di “etichette” a cui aderire.. tuttavia mi riferivo al principio della censura che in Italia è molto presente. Basti pensare alle scene che vengono tagliate nei film e nelle serie tv nelle versioni italiane

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