HP abbandona WebOS, tablet e PC


HP è pronta alla rivoluzione: ha annunciato l’intenzione di cancellare WebOS, la possibilità di scorporare la divisione che si occupa di PC e l’acquisto per 10 miliardi di dollari dell’azienda software Autonomy Corporation.

Anche la penultima trimestrale aveva evidenziato come HP si trovasse in una situazione di passaggio: nonostante i ricavi avessero superato del 16 per cento il periodo precedente, non aveva soddisfatto gli analisti. Stessa crescita bassa ha mostrato l’ultima trimestrale che ha registrato appena un 1,5 per cento di crescita rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

A preoccupare poi, anche prima del resoconto sugli ultimi mesi, erano in particolare le vendite del suo tablet Touchpad. Nessun numero ufficiale, ma le stime erano ben poco lusinghiere, tanto che l’annuncio ora della necessità di rimettere sul piatto 100 milioni di dollari (0,05 dollari ad azione) per coprire le piatte e deludenti performance di TouchPad non sembra altro che la conferma di quel cattivo presagio e di una stima di circa 240mila TouchPad invenduti solo nella catena BestBuy.

Così, la decisione di tagliare i tablet con WebOS (il sistema operativo mobile acquistato con Palm per 1,2 miliardi di dollari) di cui era l’unica utilizzatrice, appare una scelta quasi obbligata anche se a poco meno di tre mesi dal suo esordio.

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Questa svolta [l’abbandono del settore PC, ndr] non è stata ancora imboccata, ma il taglio dei tablet e l’intenzione di abbandonare anche i PC, affidandone la produzione ad una spin-off ad hoc, sembra andare decisamente in questa direzione. Una mossa, d’altronde, che ricorda quanto già fatto da IBM negli anni ’90 (una scelta che fu premiante per Armonk).

Anche nel settore PC, d’altronde, HP incontra difficoltà nell’aumentare i suoi margini di profitto pur essendo il più grande produttore del mondo: ha registrato un fatturato di 9,6 miliardi di dollari e appena 569 milioni di dollari di profitti e un margine operativo del 10,46 per cento contro, per esempio, il 30,43 di Apple che, secondo alcune stime, riesce a fare più profitti con 1 Mac di quanto faccia HP con 7 PC.

Più che una svolta sembra una vera e propria resa.

HP è entrata con estremo ritardo nel settore tablet/slate, sostenendo enormi spese sia per l’acquisizione che per il mantenimento di WebOS, ritrovandosi con una porzione di mercato troppo ristretta per poter rientrare degli investimenti, ed è rimasta schiacciata dall’ormai duopolio Apple/Android.

Il settore del PC desktop sta praticamente morendo (area in cui HP la faceva ancora da padrone), a causa anche del recente fenomeno dell’impiego di portatili molto potenti come desktop replacement (oltre al già citato arrivo dei dispositivi mobili divario tipo e dimensione). L’ipotesi di scorporo e cessione è a mio avviso un tentativo di fare cassa potando i rami che si stanno seccando.

Il futuro di HP è software e cloud? Più che cloud, a me sembrano nuvole nere.

Stiamo vivendo il tramonto di un altro big che ha fatto la storia dell’informatica? Per me sì.

Via Punto Informatico | GadgetBlog | PC World

Alessio Marinelli a.k.a. Defkon1

Software developer, appassionato di tutto ciò che è possibile smontare e rimontare in modo differente, ma anche di cinema, fumetti e cucina.
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martedì 23 agosto 2011 - 11:00
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