
In un’intervista rilasciata a MyTech.it, Manlio Mallia, vicedirettore generale SIAE nonché responsabile dell’Area Attività Internazionale e Accordi Broadcasting e New Media, dichiara che:
“La licenza YouTube esclude gli embed”
e ancora:
“e i siti, con gli embed, si arricchiscono di contenuto“.
E avanti.
Segue una comunicazione ufficiale della Siae, che riporto integralmente:
Sul magazine on-line “MyTech.it” è stata pubblicata un’intervista a Manlio Mallia, Vicedirettore generale della Siae e Capo Area attività internazionale e accordi broadcasting e new media della Siae, nella quale si affronta l’argomento di grande attualità delle musiche nei trailer cinematografici. Nei giorni scorsi in rete si è scatenato un dibattito sulla licenza Siae che regolarizza l’uso delle musiche abbinate ai trailer, licenza che alcuni siti a carattere commerciale, si sottolinea commerciale, non hanno ancora sottoscritto. Uno dei motivi del contendere è la presenza dei trailer sotto forma di contenuto direttamente tratto (per dirla brutalmente “embeddato”)e ospitato su altri siti, come ad esempio YouTube.
Per Manlio Mallia la licenza Siae sottoscritta da YouTube “esclude gli embed e i siti, con gli embed, si arricchiscono di contenuto”. Si tratta quindi di una vera e propria “comunicazione al pubblico” delle musiche utilizzate, che porta profitti ai siti a carattere commerciale facendo aumentare i contatti e attirando gli inserzionisti pubblicitari.
“Tuttavia la Siae – ha dichiarato nell’intervista Manlio Mallia – è disponibile ad esaminare i singoli casi e valutare se ci sia effettivamente attività commerciale”.
Continua quindi la posizione di SIAE sulla questione trailer/video online, evidentemente la nostra proposta che prevedeva l’esclusione dei video embeddati dalla loro tassa non è stata recepita, anzi, ha causato una risposta diretta sulla questione che “chiarisce” il loro punto di vista.
La risposta di Mallia non mi stupisce effettivamente, la SIAE sta portando avanti su internet la stessa filosofia che l’ha caratterizzata nel corso della sua storia: monetizzare ogni forma di espressione artistica, a prescindere, sventolando la bandiera dei diritti d’autore.
Rimango convinto che questo continuo sottolineare il profitto dei siti internet come se si stesse parlando di grandi network televisivi connota una miopia o una ignoranza pura e semplice di come è nata e si è sviluppata internet negli anni: dando spazio alla creazione di contenitori liberi che portano nel 99% dei casi pochi spiccioli nelle tasche dei loro creatori grazie a qualche banner e in cambio offrono una pluralità e un’occasione di scambio interattivo come mai era successo prima nella storia dell’editoria.
Formalmente e legalmente la SIAE e Mallia paiono dalla parte della ragione, ma questo non toglie che la decisione di applicare le stesse regole che si applicano a media completamente diversi a internet porterà inevitabilmente all’impoverimento e ad una regressione di un processo di libertà editoriale che ha connotato gli ultimi 15 anni come mai prima si era visto.
Non solo: non ci piace per niente questo concetto malsano del “dovrebbero pagare tutti, ma per ora facciamo pagare solo chi decidiamo noi”, un atteggiamento inaccettabile dovuto unicamente al fatto che è praticamente impossibile per SIAE verificare e tassare ogni sito attualmente tassabile in Italia, si parla di milioni di siti, intendiamoci, e SIAE sa bene che andrà a monetizzare unicamente i più visibili e facili da individuare, lasciando quindi uno strascico di siti di fatto illegali “colpibili” in qualunque momento con una scure retroattiva da 1800 euro di tassa/multa.
Dal canto nostro continuiamo la nostra protesta passiva che ha portato alla rimozione di fatto di tutti i video dai nostri oltre 26000 articoli.
Lo facciamo perché crediamo che ci sia bisogno di un segnale forte, speranzosi che anche altri siti seguano il nostro esempio: il punto non è che Lega Nerd lucra dai video che embedda, il punto è che Lega Nerd, e tutti gli altri siti, pubblicizzano e spingono i video che embedda da YouTube che sono in realtà ben monetizzati da YouTube stessa, attraverso l’inserimento di banner e spot all’interno degli stessi video.
Rimane quindi per noi inaccettabile il pagamento di una tassa su dei video nei fatti monetizzati direttamente da YouTube e chiediamo ancora una volta che la SIAE faccia un passo indietro per lo meno escludendo gli embed da questa sua politica di tassazione.
E a questo punto ci rivolgiamo a YouTube chiedendogli:
1) Quanto paga alla SIAE annualmente per diritti musicali sui video che pubblica?
2) Quanto questa tassa è influenzata dal traffico che effettivamente genera?
3) Quanto il traffico di Youtube in Italia proviene dagli embed?
4) Cosa comporterebbe per YouTube l’eliminazione di fatto degli embed in Italia per tutti i siti che non abbiamo pagato la tassa SIAE?
5) Qual’è la posizione di YouTube su tutta questa vicenda?
Abbiamo letto solo una intervista in cui YouTube si dichiarava “garante dei propri embed”… l’esatto contrario poi dichiarato da SIAE sulla questione, ci aspettiamo quindi una risposta chiara da Google / YouTube su questo aspetto e rimaniamo fiduciosi in una soluzione sensata.
Sveglia Blogosfera!


Retrogradi del cazzo quelli della siae. E mi da fastidio che nessuno ne stia parlando..
Questa finestra su twitter mi dà ai nervi.
Contattare direttamente Youtube in merito? Non hanno mezzo ufficio stampa?
Quest’intervista è vecchia ed è uscita più o meno nel giorno in cui
ha iniziato la sua protesta.
C’è in rete anche un’altra intervista, fatta ad un rappresentante di Youtube che dice che YT ha siglato l’anno scorso un contratto e che anche i video embeedati sono in regola con i pagamenti siae, quindi in teoria, tutto risolto.
Tuttavia c’è una terza intervista alla siae, dove viene specificato che i privati non devono pagare nulla, mentre confermano che dovranno farlo tutti i siti che guadagnano tramite i video, embeed o no. Praticamente, secondo loro dovrebbe pagare qualsiasi sito abbia al suo interno pubblicità o riceva soldi in base al traffico.
La prima risposta di youtube è del 28 ottobre, così come l’inizio della nostra protesta, la nostra proposta di non includere gli embed nella tassa è del 30 ottobre e l’intervista che cito a inizio articolo è del 2 novembre.
Ma leggere tutto l’articolo prima di commentare no?
Qua trovi tutti i nostri articoli sull’argomento: http://leganerd.com/tag/nosiae
Si l’ho letto ma sinceramente non è così chiaro da un punto di vista cronologico, anche perchè proprio sul discorso embeed ci sono state dichiarazioni, smentite, altre dichiarazioni.
Vabbè, repetita iuvant
Se non interviene l’AGICOM questa storia non si risolve.
Rimando un paio di documenti interessanti dove sono segnalate le diverse discussioni recenti sull’argomento, pubblicate dall’autorità sulle telecomunicazioni:
Audizione del Presidente Corrado Calabrò
“sulle recenti problematiche emerse nel settore internet in materia di diritti
d’autore” del 21.07.2011
E la consultazione pubblica sui diritti d’autore del 06.07.2011
Sono lunghine ma vale la pena leggere per farsi un’idea su come ragionano ai piani alti sull’argomento diritto d’autore on line.
In sintesi:
doveva essere aperto ad ottobre un tavolo di trattativa per stilare un regolamento ufficiale in merito al diritto d’autore su internet, ad opera dell’Agicom con l’aiuto di tutte le società e associazioni di settore, tra cui anche la SIAE.
Fondamentalmente era incentrato sulla lotta alla pirateria, ma avrebbe dovuto regolare anche tutto quello che concerne il diritto d’autore on line.
Il testo della consultazione pubblica è particolarmente interessante perchè oltre alla discussione in se, evidenzia anche alcuni sistemi legali di stati membri UE. Purtroppo nel documento, non è mai specificato “chi dice cosa”, ci sono tutti i pareri dei partecipanti, ma non sono distinti fra loro. L’unico distinto è quello dell’AGICOM che poi è anche l’unica che avrà la piena autorità sulla cosa.
Non sono titolare di un sito, ma credo che sia opportuno radunare siti o community più o meno grosse e senza scopo di lucro, al fine di costituire un gruppo ufficializzati che si auto-sostenga si faccia sentire e che partecipi alle trattazioni pubbliche difendendo la categoria vera e propria degli utenti e dei siti sul genere.
I singoli ne escono male da sta storia.
Altro documento interessante sul monopolio siae http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/BP/IBL_BP_89_SIAE.pdf
Parlandone con un esperto di vecchia data, mi ha detto che in realtà si tratta una questione regolamentata dal 1999 almeno.
Questo un teoria, poi di fatto è una delle tante nicchie in cui nessuno si è mai preso la briga di andare fino in fondo, nel bene e nel male.
Alla fine, come in tutti i casi, le musiche contenute nei trailer richiedono il pagamento dei diritti, tutto sta a regolamentare chi, come e quando deve pagare, indipendentemente dal fatto che SIAE ci piaccia oppure no…
E qui viene il genio italico nel complicare, parcellizzare, distinguere e infine rendere la cosa un guazzabuglio volutamente incomprensibile e pieno di scappatoie.
Spero che i produttori, per continuare a garantirsi il tam-tam della rete, taglino la testa al toro realizzando trailer con pezzi musicali per i quali non richiedono i diritti e tanti saluti alla SIAE.
Mi dispiace, ma questo NON è possibile, come ho già specificato altre volte qui su
qualunque “suono, rumore, parlato” sarà tassato dalla SIAE in un trailer, l’UNICA possibilità è di fare un trailer completamente PRIVO di AUDIO, cioè totalmente MUTO.
Ciao !
No ! Eliminare tutti i Tailer !!! Con o senza audio che siano e sostituire con un bel banner che spieghi la situazione.
La SIAE va smerdata nella maniera più ampia possibile.
Fico!
pensiamoci su e facciamolo, prima o poi!
Ma vuoi dire che sei io produttore carico un trailer con una traccia audio prodotta da me appositamente di pubblico dominio per la quale non intendo riscuotere diritti d’autore non posso farlo?
E se non si tratta di un trailer ma di un qualsiasi video?
ti sei risposto da solo…
Il fatto stesso che ESISTA una colonna sonora, cioè un QUALUNQUE tipo di audio, anche totalmente privo di effetti sonori o musicali, è pienamente sufficiente alla SIAE per pretendere di essere pagata.
E se non si parla di trailer, di cosa parli? OT?
ma tu non pagi la siae, dai dei soldi alla siae che li raccoglie per conto dei detentori dei diritti. se il video e’ un contenuto di pubblico dominio per cui nessuno richiede diritti a che titolo pretende un pagamento? se io pubblico una mia canzone enon la registro alla siae questa a che titolo chiede di essere pagata?
Ma sai quanto gliene frega alla
SIAEsiae?Ma chi l’ha detto che i soldi che la siae prende poi li restituisce ai detentori dei diritti? Se così facesse, come farebbe a guadagnare?
il 75% degli introiti, la siae li tiene per se stessa. Senza contare che gran parte degli introiti vengono da un fondo di investimento che non ha nulla a che fare con la musica, dove hanno investito in passato gli eccessivi introiti ricevuti (cosa che avrebbe in teoria dovuto fare pure l’INPS, invece di sperperare tutto per poi ritrovarsi a secco).
Di TUTTA la musica che va in onda nelle radio PRIVATE e nelle DISCOTECHE la siae non si spreca nemmeno a chiedere la SCALETTA (che spesso è di PUBBLICO DOMINIO), che servirebbe ad identificare i detentori del diritto da pagare, invece pretende un pagamento del 5% alle radio e del 10% del biglietto delle discoteche + sulle consumazioni in discoteca (perché quello che mangi e bevi mentre ascolti musica è tassato dalla siae, tutto VERO). Non paga della percentuale presa dalla radio, se la radio viene ascoltata in un bar, lo stesso deve pagare la siae in base al numero di altoparlanti (ecco perché spesso hanno una singola radio a tutto volume, invece del sistemi surround a basso volume tipici dei paesi civilizzati), ed anche in questo caso se ne FREGA ALTAMENTE di cosa viene ascoltato, tanto non ha alcun interesse ad IDENTIFICARE i “detentori del diritto”.
Inoltre, per cercare all’estremo di non “identificare”, hanno deciso che basta un semplice “accento sbagliato” per rendere NULLA una scaletta INTERA di un concerto (che per volontà di siae deve essere compilata a MANO). Ad esempio, i 99posse hanno dichiarato che la loro canzone “corre corre guaglio”, a causa dell’accento sull’ultima o spesso mancante o sbagliato, gli ha fatto invalidare molte scalette e di conseguenza eliminato COMPLETAMENTE gli introiti siae relativi. Chi ci lavora, sa quanto è facile far comparire un accento sbagliato su un documento scritto a mano, tanto che una scaletta su 10 viene statisticamente invalidata
dal malvagio imperodalla siae.Potrei continuare per ore, casomai non avessi convinto @Zed e gli altri lettori…
Ma spiegami ancora una cosa allora, in base a cosa siae paga i detentori dei diritti, perchè il 25% che avanza lo distribuirà pure no?
Su cosa si basa la distribuzione?
Sulle vendite?
Sugli amici di..
Hmm, dovrei scriverci un articolo completo su come funziona la siae…
@zed riassumendo, la ridistribuzione degli introiti, che non si basa sul “25% di utile”, bensì è circa pari (3% di differenza) alle stesse uscite per il personale, con conseguente DEFICIT.
Dal 2000 al 2005 la siae aveva un utile medio di circa 3 milioni l’anno.
Dal 2005 al 2007 hanno chiuso in sostanziale pareggio, mentre in seguito neanche raschiando il fondo sono riusciti a far quadrare i bilanci, che ora si assestano sui 37 milioni di perdita netta prevista fine 2011.
Passiamo alle cifre per capire meglio (previsioni 2011):
Entrate: 156 milioni (100%)
Costo personale: 98 milioni (62%)
Costo produzione: 95 milioni (61%)
Totale uscite: 193 milioni (123%)
Perdite: 37 milioni (23%)
Con questi valori, avremmo nel 2011 un 62% di costo del personale, non 75% come riferito ad anni precedenti.
Fonte dati: SIAE
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-52fcc1de-37ce-4f9c-961c-a67408c02ee0.html
anni e anni, eh.
FALLO. NAU.
che fosse “inefficiente”, per usare un eufemismo, lo si sapeva.
ma la mia domanda era: quei 193MEur di uscite in base a quali criteri vengono ripartiti agli autori?
inoltre, a parte ovviamente eliminare sprechi e mangiatoie varie, quali soluzioni alternative proporresti?
ad es. all’estero come funziona?
dire solo “la siae fa schifo” alla fine lascia il tempo che trova…
@zed all’estero funzionano bene, perchè non sono di tipo monopolistico e l’attività di controllo per la maggiore rimane allo stato, loro gestiscono solo gli archivi e gli introiti.
In molti stati ci sono diverse società, ognuna gestisce il proprio tipo di forma d’arte e sono tutte a regolamento deliberato dallo stato, prezzario approvato dallo stato ecc ecc.
leggiti il documento del mio secondo commento sopra.
E’ annosa la questione del monopolio della SIAE, di quanto sia poco remunerativo e mal gestito e del fatto che, la dirigenza è sempre stata data in mano a parlamentari o ministri spesso doppio compenso.
Non è mai stata informata la popolazione del fatto che la SIAE ha di fatto perso il potere monopolistico a fronte delle legislazioni UE che liberalizzano il deposito dei diritti su tutto il territorio europeo.
Ci fu un decreto UE apposito per questa cosa.
Non è giustificabile il deficit di una società monopolistica che dovrebbe in linea teorica fare semplicemente da tramite tra artisti e “distributori”
di opere, attraverso un archivio organizzato.
Beh in realtà il deficit e l’inefficienza IMO sono giustificate proprio dall’essere monopolista, in regime di concorrenza non se lo potrebbe permettere.
di quei 193M Euro, 98M vanno al personale siae, come ho già scritto sotto;
Non è facile scoprire dove vanno a finire i restanti 95M.
In gran parte vanno a finire ad autori ed editori del 50% dei dischi più venduto e/o più ascoltato (in base a statistiche e metri di giudizio del tutto di parte, che favoriscono i soliti noti).
una discreta quantità va agli autori televisivi, in base al tipo di opera (classe) ed ai minuti effettivi, con cifre comunque da capogiro.
Da notare che ogni MULTA UE che dovesse essere recapitata all’Italia a causa della siae non sarà MAI pagata dalla siae stessa, ma sempre e solo con danaro sonante dello Stato Italiano, cioè con i nostri soldi. Loro sbagliano, noi paghiamo.
non ho mai scritto che la siae fa schifo, comunque all’estero la situazione è mediamente migliore.
Soluzioni di emergenza immediate da eseguire comprendono il rispetto di tutte le norme EU, a partire dall’eliminazione dei bollini (roba da medioevo, se apro un CD originale col bollino sul bordo e lo rompo rischio l’arresto, idem se importo un cd da un altro paese EU).
Le leggi UE difendono il diritto d’autore da un punto di vista generale seppur completo, ma lasciano comunque la gestione dello stesso ai singoli stati ed alle loro relative leggi in proposito.
Ergo, la SIAE non viola le leggi UE ma si attiene ad una gestione secondo quelle Italiane. E di tanto in tanto si becca le sentenze EU.
La stessa UE d’altro canto è ancora in alto mare sulla questione diritto d’autore comunitario legato ad internet, istituì i tavoli di trattativa con i settori coinvolti e la WIPO per cercare una soluzione ottimale al problema copyright, che attualmente non è comunque risolto ma abbondantemente discusso.
L’unica soluzione d’emergenza è l’intervento dell’Autorità incaricata.
L’errore principale è quello di pensare che la SIAE sia autoritaria. Non lo è. E’ investita di notevoli poteri e protetta dalla legge in quanto detentrice del monopolio statale, ma non è una Autorità. E’ un ente considerato statale istituito per la gestione ed il controllo dei DA, ma è subordinato alle autorità competenti su ogni sua procedura contenziosa.
L’autorità competente è l’AGICOM ed è poi di fatto l’unica che ha voce in capitolo per smorzare i toni della questione internet e diritto d’autore.
Ed è anche quella che regge gli attuali tavoli di trattativa per la costituzione del regolamento dei diritti d’autore su internet.
Ci sarebbe bisogno che semplicemente lo stato autorizzi il regolamento per la gestione dei diritti, autorizzi anno per anno i prezzari SIAE e soprattutto che ogni variazione ad essi venga comunque vagliata.
E non che un ente statale non autoritario si sveglia, fa un accordo a cazzo con una associazione e via! Accordo legittimato all’istante, voi pagate!
La SIAE si sta tagliando le palle per far dispetto alla moglie: niente trailer, meno pubblico, meno biglietti, meno %.
Dalle parti mie si dice “lasciamogli levare la sete col prosciutto”.
O anche buttare via il bambino con l’acqua sporca.
Finché non saranno gli autori stessi a spedire la SIAE nel posto che merita, la SIAE continuerà a fare esclusivamente i propri interessi, ossia a comportarsi come quella organizzazione mafiosa che è, finalizzata soltanto a spremere soldi da ogni cosa, per ingrassarsi. E come ogni organizzazione mafiosa che si spetti, offre la propria “protezione” a chi è disposto a pagarle il pizzo…
Non è che esistano molte alternative.. Se non registri le opere in siae chiunque le ascolta e le registra a nome suo ne detiene i diritti..
Bisognerebbe creare una campagna internazionale, andare dai più famosi blogger europei e americani e spiegargli la situazione, far partire una campagna di sensibilizzazione su questa cosa, non è possibile che siamo sempre noi in Italia la pietra dello scandalo! #NOSIAE
boingboing che dice?
Dagli americani non mi aspetterei grande solidarietà, stanno messi peggio di noi in quanto a leggi sul copyright:
http://punto-informatico.it/3311862/PI/News/streaming-justin-bieber-manette.aspx
Nel mio piccolo ho condiviso la battaglia sul mio blog gnu/linux. Secondo me quello che bisognerebbe fare è coinvolgere il maggior numero di blogger italiani invitandoli a postare tutti la stessa news nello stesso giorno in modo da intasare i feed dei lettori.
SIAE del cazzo.
Alla fine vogliono applicare al web quello che da anni applicano alle radio.
Le radio per trasmettere musica pagano la SIAE, se tu vuoi mettere quella radio nel tuo negozio devi ripagare la SIAE (in base al numero di altoparlanti che hai nel negozio).
Il paragone per loro fila liscio Youtube=Radio paga SIAE, sito web=negozio ripaga SIAE.
Nella loro mente perversa funziona, non si sono resi conto che la gente è stufa.
e dire che il 99% della gente non ha la MINIMA idea di come funzioni la SIAE, di come essa prenda il 5% degli introiti di OGNI radio privata (eccetto RadioRAI insomma, dove
rubapreleva pure peggio) e fregandosene ALTAMENTE delle scalette gestisce gli introiti a modo suo, ad esempio ripagando il quadruplo per ogni concerto dei soliti NOTI, anche quando il concerto NON ESISTE, con guadagni milionari per i finti concertisti, per non parlare dei quasi 300.000 euro regalati alla regia di TELETHON, che a parole sarebbe un programma per raccogliere fondi…Il bello è che mentre uno dei maggiori sponsor a livello politico della SIAE è l’Ambasciata USA, dalla SIAE stessa non parte quasi nessuna lira (O dollaro o euro) verso gli autori stranieri (che non sono soci SIAE), ROTFLOL!
Ciao !
Stavamo parlando di ENTI INUTILI ?
Non cambierà mai niente, andrà sempre peggio.
Se io metto su un mio sito un iframe:
“”
dal mio sito al browser del navigatore X passa solo quel testo che non è protetto da copyright. l’iframe è semplicemente una tecnica per incorporare parte di un altro sito all’interno del mio.
Se “passa” questa linea della siae è un casino… ad esempio io volevo fare un sito in cui il contenuto dei video cambia dinamicamente in base a ricerche dell’utente, in quel caso? sul mio sito non c’è nulla di sottoposto a copyright, però possibilmente c’è tutto, dovrebbero fare pagare il mio sito perché potenzialmente utilizzabile per visualizzare contenuti protetti da diritto d’autore? Non è come mandare in galera per omicidio un produttore di coltelli perché i coltelli potenzialmente possono uccidere la gente?
Se invece voglio inglobare i trailer in una pagina web e la creo così:
A, creo il sito X.it un servizio che dato un nome di un video mi ritorna il suo id, magari con un db interno per evitare problemi di omonimia.
B. creo il sito Y.it in cui le pagine contiengono un javascript che prende il nome del video, interroga il sito X.com, ottiene l’id del video e crea l’iframe per l’embedded.
Il Sito X.it non contiene ne video ne tanto meno la possibiltà di visualizzarli ha solo un servizio che prende in input un testo e ne ritorna un altro.
Il Sito Y.it non contiene ne il video, ne l’id, ne l’embedded (che viene generato solo nel computer dell’utente dopo aver interrogato il servizio di X.it)
All’apertura della pagina il risultato visibile (lag a parte) sarà identico rispetto ad incorporare direttamente il video.
Ho “fregato” la Siae?
Oppure hanno intensione di far pagare la tassa a chiunque potenzialmente visualizza video all’interno del proprio sito?
Bhe perché potenzialmente significa molte cose, significa che un SO online viola il copyright perché da quel sito puoi navigare su tutto il web e in particolare su tutto YT.
La Soluzione è semplice ciò che va tassata è la detenzione e l’invio dei dati, se sul mio sito non ci sono dati coperti da copyright e non passo alcun dato protetto ai browser degli utenti durante la navigazione non sto violando il copyright.
Attualmente su YT è possibile modificare i video in vari modi applicando effetti, ruotandoli, tagliandoli e cambiando la colonna sonora, attualmente la modifica è effettuabile solo tra brani consigliati da YT, ma se YT decidesse di cambiare politica lasciando agli utenti la possibilità di selezionare l’audio liberamente (come quando è stato inserito il video la prima volta), cosa bisognerebbe fare per rimanere in regola controllare che tutti i video sul nostro sito non abbiano subito modifiche? con che cadenza? mensile? giornaliera? oraria?
C’è un volontario che ha un idea (anche vaga) di cosa sia un browser, un server e altri 2,3 concetti in croce di informatica che va da quelli della sia e gli spiega come funziona il mondo?
Scusate il pippone abnorme ma sta cosa mi fa realmente incazzare!
Primo: la sia non la freghi, è lei che frega te.
secondo: un sito che faceva grossomodo quello che dici tu è stato posto sotto sequestro, se solo mi ricordassi come si chiama…
La situazione in italia ultimamente mi sta facendo sempre più schifo e questa storia della SIAE non fa altro che appesantire il carico…
L’Italia è allo sfascio più totale, basta vedere i tre poteri:
Legislativo: le leggi sono arcaiche, inadeguate e per di più nemmeno rispettate, la “casta” è stabilmente al potere, tanto che le nuove leggi in uscita (vedi siae) sono spesso ben oltre l’assurdo, nonché causa di allontanamento (e multe) dall’Europa. Le leggi sono decise da due camere, la cui esistenza NON è giustificata in alcun modo (il senato non è più l’organo di rappresentanza della nobiltà com’era fino al dopoguerra), con costi e personale che nemmeno negli USA…
Giudiziario: Il sistema giuridico in Italia è adeguato ai livelli di due secoli fa, già nel dopoguerra se ne sentiva la totale inadeguatezza. Da allora NON sono stati fatti grandi progressi. I processi che nei paesi civili non superano MAI la settimana, qui durano ANNI, con un conseguente quantitativo di persone in attesa di giudizio definitivo ENORME, il ché è un crimine contro l’umanità. Per non parlare del sistema informatico, del tutto assente, in quanto conta solo la carta SCRITTA, che è tenuta in maniera a volte peggiore della carta igienica (vedi Napoli).
Esecutivo: al confronto, gli altri due poteri stanno bene e godono di buona salute. Il Governo non è degno nemmeno di questo nome, e nemmeno di queste righe scritte, meglio che mi fermo qui.
Perdonatemi l’OT ma questi della SIAE sono veramente matti…leggete questo articolo…sono rimasto pietrificato!!
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/blitz-della-siae-alla-festa-multati-i-bimbi-di-cernobyl/1374048
Gli ispettori siae sono come gli ausiliari del traffico, li trovi in ogni fottuto angolo sperduto a farti le multe
Sono peggio.
Gli ausiliari del traffico fanno multe in base al codice stradale, quelli della siae, che dovrebbero farle in base agli archivi organizzati dei diritti, di fatto vanno a random.
tutti quelli che ho incontrato non facevano multe in base al codice stradale, invece si inventavano multe a caso del tutto inesistenti, e tanto non le contesto nemmeno perché contestarle costa di più che non pagarle.
PS: GRRRRR
una volta qui era tutta campagna.
Poi l’erba è andata tutta in fumo
storia vecchissima, in realtà la siae ha concesso uno sconto, e la multa è stata ridotta a 25 euro. Dettaglio che la maggior parte dei siti internet ha scordato di pubblicare.
Che gentili <3
in realtà si erano SCORDATI che per certe manifestazioni GRATUITE di solidarietà e carità erano previsti SCONTI. In un paese civile nessuno dovrebbe azzardarsi a chiedere il pagamento di diritti in casi analoghi, ma l’Italia è questa qua…
http://4.bp.blogspot.com/_BKYb9V78XsI/TTBVkYfNiaI/AAAAAAAAAGs/A2_sbCBB8Hk/s1600/fac-siae1.jpg
Io ho provato a mandare un messaggio a Striscia la notizia, vediamo che succede
@itomi http://punto-informatico.it/3331310/PI/Interviste/trailer-nuove-risposte-siae.aspx siamo sempre peggio
grazie… no comment.
Ciao !
Intanto anche l’ ANICA (Associazione nazionale industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali) esprime la sua giusta preoccupazione per questa MONUMENTALE STRONZATA che si è inventata la SIAE
http://www.anica.it/online/index.php/news/341-primi-commenti-alla-posizione-siae-sui-trailer-online.html
Ovviamente il comunicato è molto diplomatico ma fa notare quello che anche un bambino morto purchè senza gli occhi fatti ad $$ come quelli dei membri (il nome non è scelto a caso) della SIAE appare a dir poco LAPALISSIANO ovvero una riduzione della circolazione dei trailer può compromettere gli incassi dei film e sarebbero guai per tutti …
Ma per certa gente il cervello è optional.