MotoGP 19: scopriamo la MotoE e la modalità Online

3 anni fa

10 minuti

Torniamo a parlare di MotoGP 19 a qualche giorno dall’uscita ufficiale per concentrarci su degli aspetti che, al momento della recensione, non potevano essere approfonditi nel giusto modo. Parliamo del campionato di MotoE e del comparto multiplayer.

Se non l’avete già letta, recuperate per prima cosa la nostra recensione di MotoGP 19.

 

 

MotoE

Come saprete si tratta di una delle grandi novità non solo del videogame di Milestone, ma del motociclismo sportivo in genarle: per la prima volta si disputerà quest’anno il campionato delle moto elettriche, il cui debutto era stato seriamente messo in discussione da uno spaventoso incendio sviluppatosi nel paddock del circuito di Jerez a metà marzo dove erano andati in fumo tutti gli esemplari della Ego Corsa destinati ai test prestagionali.

Nell’arco di un paio di mesi i modelli di sostituzione erano già stati prodotti, anche se questo ha leggermente posticipato l’inizio del campionato, che prenderà vita il 7 luglio.

 

 

Griglia di partenza GP Austria MotoE

 

 

I team iscritti sono 12, la metà dei quali schiera un solo pilota.

A differenza della MotoGP (e in modo molto simile alla Formula E) il costruttore è unico, quindi le differenze tra una scuderia e l’altra sono limitate alle livree. Si tratta dell’azienda italiana Energica, una delle tante eccellenze del distretto industriale automobilistico di Modena.

I team iscritti sono 12, la metà dei quali schiera un solo pilota.Tra i volti di maggior richiamo spiccano quelli di Sete Gibernau, Randy De Puniet, Alex De Angelis e Bradley Smith, mentre il campionato si snoda attraverso sei soli GP: al debutto in Germania, al Sachsenring, seguirà la gara sulla pista della Red Bull in Austria (11 agosto); ci sarà poi un doppio appuntamento a Misano Adriatico in settembre per poi concludere con il gran finale a Valencia in novembre (anche in questo caso due gare).

Il fascino di MotoGP 19 è che per la prima volta un videogame anticipa la realtà: infatti non ci sono indicazioni sulle reali potenzialità delle MotoE sui tracciati del mondiale.

Bradley Smith, il poleman in MotoE, secondo Milestone

 

L’unico raffronto diretto si può fare con i test dello scorso novembre con i tempi ottenuti nelle prove libere di Jerez, con modelli non ancora definitivi. Il più veloce all’epoca era stato Bradley Smith con un tempo di 1m 50.265s. Per fare un raffronto la pole position ottenuta nel 2019 da Fabio Quartararo è di 1m 36.880s, un vero e proprio abisso.

Addirittura, il giro più veloce in qualifica della Moto3 è stato fatto segnare da Lorenzo Dalla Porta in 1m 46.011s; anche in questo caso si può parlare di differenze pesanti. Tanto per avere un’idea, il buon Brad si sarebbe classificato ben ultimo se avesse partecipato alle prove cronometrate della classe Cenerentola (Kawakami, trentunesimo in griglia, ha ottenuto un tempo di 1m 48.467s).

Facciamo un po’ di previsioni per il futuro grazie ad A.N.N.A, la famosa IA di Milestone, simulando le qualifiche per le quattro piste del campionato di MotoE. La premessa è che abbiamo impostato l’Intelligenza Artificiale al valore massimo, ossia il 120%. In questo modo nel GP di Germania Andrea Dovizioso ha ottenuto la pole position in 1m. 19.334s, un tempo inimmaginabile se paragonato al record della pista, fatto siglare nel 2015 dalla Honda di Marquez in 1m 20.336s. In MotoE il primo posto è stato di Smith in 1m 22.642s.
Passiamo all’Austria: qui in MotoGP detta legge ancora la Ducati di Dovizioso che però ottiene il tempo di 1m 23.931s, che nel 2018 gli sarebbe valsa l’ottava posizione “reale”. Per il gioco di Milestone la E-pole sarà siglata da Bradley Smith in 1m 31.406s.

 

Red Bull Ring

 

Facciamo tappa in terra romagnola: nel 2019, secondo ANNA, il miglior giro MotoGP sarà fatto segnare in 1m 32.460s da Alex Rins, tempo che gli avrebbe appena permesso di passare la tagliola delle prime qualifiche nel 2018. In MotoE non c’è speranza per gli avversari, visto che Bradley Smith ottiene ancora una volta la pole in 1m 37.952s.

Il round conclusivo è a Valencia: finalmente troviamo Marc Marquez nel posto dove è di casa, con 1m 30.621s, un gran giro ma ben lontano dal record della pista fatto segnare da Lorenzo nel 2016 in 1m. 29.401s. In MotoE Di Meglio riesce ad interrompere il dominio di Smith con un interessante 1m 35.784s

 

MIke Di Meglio con una bella rossa

 

 

Online

Durante le nostre sessioni gli avversari molto spesso si sono mossi “a scatti”, quasi ci fosse un perenne micro-stuttering.

Passiamo ora ad esaminare l’impianto online di MotoGP 19. I server su cui gira il titolo sono quelli di Amazon, la cui potenza di fuoco non dovrebbe conoscere eguali.

Utilizziamo il condizionale perché durante le nostre sessioni gli avversari molto spesso si sono mossi “a scatti”, quasi ci fosse un perenne micro-stuttering. Un difetto non così drammatico, ma sicuramente avvertibile soprattutto se raffrontato con la fluidità del gioco offline. Il vero problema del gioco di Milestone tuttavia risiede da ben altra parte, ossia nel matchmaking.

Il numero delle lobby, almeno nella versione PC/Steam che abbiamo testato, è desolatamente basso: ne abbiamo trovato mediamente una decina (nei momenti di depressione anche sei o sette). Il menù indica la fase della partita: aggregazione, qualifiche o gara (non abbiamo mai trovato week-end “completi”). Naturalmente in quest’ultimo caso non ci si può unire ad un GP in corso, ma si potrebbe decidere di rimanere spettatori sino al termine per poi (teoricamente) prendere parte all’evento successivo.

 

Le lobby non sono mai molto numerose

 

Il problema è che spesso questo non accade, quindi capita di rimanere imbambolati a fissare il monitor per diversi minuti solo per scoprire che nella partita seguente il nostro posto, pur essendo disponibile, non è stato assegnato. Lo stesso ragionamento vale per le qualifiche: se sono iniziate non ci si può aggregare, magari accettando di partire dall’ultima casella dello schieramento, ma bisogna comunque attendere il termine della gara. Ci sarebbe piaciuta una maggiore flessibilità: per esempio nel recente Assetto Corsa Competizione questa limitazione non sussiste.

Ciò che fa più imbestialire è quando ci si unisce ad una partita in via di definizione. Nella fase iniziale c’è una votazione sul tracciato, poi qualche istante d’attesa affinché tutti i partecipanti siano sincronizzati col server. Ebbene, spesso è capitato che le prove o la corsa iniziassero inspiegabilmente senza di noi. È stato quindi necessario tornare al menu principale in attesa di “pescare” il momento giusto che, vien da sé, con un numero tanto limitato di stanze e i bug sopra riportarti può essere molto difficile da raggiungere.

Nei casi in cui siamo riusciti a giocare online ci siamo divertiti.

Nel fortunato caso in cui siamo riusciti a partecipare ad un GP con altre 8 persone (il numero massimo è 12) il fattore umano si è fatto sentire enormemente, soprattutto per le cadute, all’ordine del giorno. I migliori hanno subito preso il largo mentre a centro gruppo il compito era quello di evitare di finire nel “ghiaione”, guadagnando così preziose posizioni. I famosi duelli all’ultima staccata tra Marquez e Dovizioso, però, non sono stati molto frequenti nelle nostre esperienze in multiplayer; piuttosto è capitato che un avversario, entrando come un missile terra-terra, ci abbia letteralmente catapultato fuori dalla pista senza colpo ferire.

 

 

Una gara con due soli piloti

 

 

Come contraltare dobbiamo segnalare che spesso che la gara è iniziata con quattro, tre o addirittura solo due partecipanti. Ora, è pur vero che in un celeberrimo articolo il Times sosteneva che fossero sufficienti due auto per fare una corsa, ma in questo caso gareggiare contro un solo avversario è stato davvero avvilente. Sarebbe stato più saggio impostare un numero minimo di iscritti di almeno 6 unità.

Una novità sbandierata da questa versione di MotoGP è la modalità “Direttore di gara”. In pratica si crea una partita, impostando il livello di realismo e la durata e condizioni del GP, in cui non si corre, ma ci si limita ad osservare la gara dalla regia, infliggendo delle penalità quando si ritiene necessario.

 

Regole direttore di gara

 

Come possa funzionare questa modalità non ci è dato a sapere, perché non siamo mai stati in grado di avviarla; tuttavia ci restano delle perplessità sulla natura delle sanzioni, poiché il gioco è già in grado di valutare, in base a due criteri (uno più morbido e l’altro più severo) eventuali sbavature. Resterebbe dunque l’arbitrio sui contatti tra i piloti, ma, come detto, si tratta di situazioni non troppo frequenti.

 

 

eSport Championship

Concludiamo con eSport Champioship: questa voce si attiverà soltanto il 19 giugno. Infatti, inserendo oggi il codice ottenuto registrandosi sul sito ufficiale, non accade assolutamente nulla. A partire da quella data si aprirà la prima selezione, detta Qualyfing. I piloti dovranno affrontare 3 sfide con 3 classi diverse (KTM Red Bull Rookies, Moto3 e Moto2): tutti coloro che saranno riusciti a passare la tagliola potranno procedere col secondo livello, ossia Online Challenges.

 

Introduzione a Esport

 

A questo punto ci si sfida con il cronometro in due macroregioni: Europa e resto del mondo; i giocatori saranno poi divisi in base alla piattaforma (PC, PS4 e Xbox One). Ci saranno 6 “Time Attack”: nel primo si vestirà la tuta di Jorge Lorenzo alle prese con il circuito di Rio Hondo in Argentina. Nel secondo, la protagonista sarà l’Aprilia di Andrea Inannone, impegnato ad Assen; al Sachsenring toccherà al suo ex compagno in Ducati, Dovizioso, mentre nei panni di Alex Rins ci sarà da affrontare l’unica prova bagnata a Motegi. Penultima sfida assieme alla KTM di Zarco ad Austin per concludere poi con il gran finale: Misano Adriatico in compagnia del Dottore.

Al termine il tabellone restituirà 72 nomi (36 europei, 36 extracomunitari) che passeranno alla terza fase, Pro Draft, che inizierà ad agosto. Sempre usando la formula dell’Attacco al Tempo si determineranno i 12 finalisti. Per l’Europa i nove posti disponibili (3 per piattaforma) saranno decisi sul circuito di Le Mans, con la KTM di Miguel Oliveira; gli altri partecipanti avranno a disposizione Jack Miller in Thailandia per i tre posti rimanenti. La line-up di 12 giocatori così formata si affronterà nel Final Draft (usando il Diablo Quartararo a Losail): l’ordine di arrivo garantirà la priorità nella scelta del team.

L’atto conclusivo si svilupperà in tre diverse location: la prima, a Misano, dove il 13 settembre i giocatori si sfideranno nei GP del Mugello e di Aragon; la seconda tappa, non ancora stabilita, vedrà i le gare di Malesia ed Austria; il gran finale a Valancia prevede quelle di Philp Island e Jerez. Le qualifiche saranno di 10 minuti e le gare si svolgeranno alla meglio dei 10 giri; gli eventi saranno trasmessi via Twitch, YouTube, Facebook e Twitter.

L’anno scorso uno dei telecronisti d’eccezione è stato nientemeno che il campione Marc Marquez, mentre la tappa finale è stata trasmessa anche da Sky con l’inconfondibile commento di Guido Meda.

Verrà utilizzata la versione PC del gioco, mossa dai desktop Lenovo Legion; non ci saranno più distinzioni geografiche o di piattaforma, ma gli sfidanti potranno utilizzare il controller che preferiscono. Il campione in carica è il nostro Lorenzo Daretti, alias Trastevere73, che l’anno scorso ha confermato la propria supremazia, meritandosi la sua seconda BMW M240i, la safety-car della MotoGP.

 

 

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