Le novità per PlayStation VR dall’E3 2017

4 anni fa

6 minuti

Nello spazio Sony PlayStation sullo showfloor dell’E3 di Los Angeles abbiamo provato diverse novità in arrivo per PlayStation VR e in questo articolo vi raccontiamo come ci sono sembrate.

PlayStation VR resta al momento l’unico visore di realtà virtuale ad avere una discreta base installata, complice la richiesta di un sistema PlayStation 4 (e non di un PC dai costi molto più elevati), un prezzo più competitivo dei rivali, ma anche e soprattutto un supporto molto diversificato in termini di esperienze di gioco proposte.

Negli scorsi mesi è stato possibile giocare a titoli third party in esclusiva come Resident Evil VII: Biohazard, così come a produzioni first party di tutto rispetto quale Farpoint. Siamo sempre più convinti che Sony voglia continuare a supportare il proprio visore anche dopo la presentazione alla conferenza E3 di quest’anno, in cui è stato dedicato uno spazio piuttosto centrale alle nuove esperienze di gioco che arriveranno nel prossimo futuro.

Qui a Los Angeles abbiamo potuto provare con mano alcuni di questi titoli e vi racconterò le prime impressioni dopo averli giocati.

 

 

 

Supermassive Games ha presentato in occasione di questo E3 2017 due nuovi titoli per PlayStation VR estremamente diversi fra loro: il primo è Bravo Team, uno sparatutto in prima persona molto frenetico pensato appositamente per la realtà virtuale, che offrirà il supporto anche al PlayStation VR Aim Controller uscito con Farpoint. Il titolo, per ciò che abbiamo potuto vedere nella demo presente in fiera, è ambientato nei giorni nostri in una location che ricorda i paesi dell’Est Europa.

La parola d’ordine è lavoro di squadra, i livelli sono strutturati con l’obiettivo di lavorare in team.

Facciamo parte di una divisione di soldati (Bravo Team, appunto) intenta in una missione di scorta. Quando tutto finisce in malora, il presidente viene assassionato e veniamo lanciati in mezzo all’azione di gioco che appare frenetica e piuttosto convincente. La parola d’ordine è “lavoro di squadra”, di vitale importanza per la sopravvivenza. Il gioco è pensato sia per giocatore singolo che per due giocatori co-op on-line, ma in entrambi i casi i livelli sono strutturati con l’obiettivo di lavorare in team, indicando obiettivi o chiamando fuoco di copertura per attraversare una situazione ostica.  Sarà interessante capire quanto la componente narrativa verrà approfondita nel titolo, che potrebbe rivelarsi una inaspettata sorpresa in ambito VR per tutti gli amanti dei first person shooter.

 

 

L’altro titolo di Supermassive Games è invece The Inpatient e ci propone un’esperienza davvero particolare, ma forse non adatta a tutti i palati. Si tratta di un gioco horror con dei forti elementi psicologici ambientato nello stesso universo di Until Dawn, ma 60 anni prima degli eventi del gioco, e ci mette nei panni di un paziente affetto da amnesia che si trova nel Blackwood Sanatorium, nel suo periodo di massimo splendore e operatività, nel 1950.

La demo che abbiamo provato inizia mettendoci nei panni di questo paziente, seduto su una sedia che viene interrogato dal dottor Jefferson Bragg.

La demo che abbiamo provato inizia mettendoci nei panni di questo paziente, seduto su una sedia che viene interrogato da Jefferson Bragg, il misterioso proprietario della casa di cura. Egli sostiene che sta cercando di aiutarci, e la nostra esperienza si limita ad ascoltare ciò che ha da dirci e rispondere alle sue domande. Abbiamo diverse opzioni che, come per Until Dawn, andranno a modificare sensibilmente l’andamento della vicenda.

Conclusa la demo abbiamo parlato con uno degli sviluppatori che ci ha spiegato come nel corso del gioco si incontreranno altri interessanti pazienti e altro personale del Blackwood Sanatorium, ognuno con le proprie motivazioni e ordini del giorno. Sarà il modo in cui ogni giocatore deciderà di reagire a questi personaggi e le scelte che farà, ad avere profonde e drammatiche conseguenze su come la storia si sviluppa.

 

 

Sparc, e si propone come un VR Sport originale, una sorta di versione virtuale ibrida tra dodgeball, tennis e altri sport simili.

Un altro divertentissimo titolo che abbiamo potuto provare in arrivo per PlayStation VR si chiama Sparc, e si propone come un VR Sport originale, una sorta di versione virtuale ibrida tra dodgeball, tennis e altri sport simili, uno contro uno, con le dovute varianti. Nella demo che abbiamo giocato in modo molto semplice con una mano potevamo prendere e rilanciare la nostra sfera per colpire l’avversario, con l’altra difenderci con uno scudo (attivabile però soltanto fin quando abbiamo la palla, in sua assenza sarà comunque possibile difendersi spingendo via con il giusto tempismo la palla lanciataci dal nostro avversario).

Il titolo è sviluppato da CCP Games’ Atlanta e grazie all’uso del visore insieme ai controller PlayStation Move ricrea in modo piuttosto fedele l’azione proposta e ci fa muovere davvero tanto per schivare le palle avversarie e lanciare le nostre col giusto tempismo (un po’ sulla falsariga dell’effetto che provavamo con Wii Sports al tempo, ma molto più convincente). Il gioco sarà giocabile ovviamente con un matchmaking online e uscirà nel Q3 del 2017.

 

 

Infine abbiamo provato una brevissima demo di Star Child, anch’esso annunciato con un trailer nel corso della conferenza Sony a questo E3, che ci propone un puzzle-platform a scorrimento orizzontale in cui la visuale è gestita mediante PlayStation VR. Per proseguire con il nostro piccolo protagonista dovremo risolvere diversi enigmi (nulla di troppo complesso nella demo presente sullo showfloor) che sbloccheranno la strada o che ci permetteranno di entrare in nuove aree, prima inaccessibili.

Fondali più tridimensionali degli oggetti in primo piano e aratterizati da giochi cromatici molto belli e piacevoli da vedere.

Sviluppato da Playful Corp. e pubblicato GameTrust, il titolo si caratterizza per una ambientazzione fantascientifica che fa da cornice all’azione di gioco con dei fondali più tridimensionali degli oggetti in primo piano (che sono invece in 2.5D) caratterizati da giochi cromatici molto belli e piacevoli da vedere. Potrebbe trattarsi di un’esperienza valida per il visore di casa Sony, ma visto il contenuto offerto il rapporto qualità/prezzo sarà determinante per il successo o l’insuccesso di Star Child.

 

 

 

 

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