Maze Runner - La rivelazione: i protagonisti ci rivelano le loro saghe preferite #LegaNerd

Maze Runner – La rivelazione è il capitolo conclusivo della trilogia del labirinto: abbiamo incontrato i protagonisti Dylan O’Brien, Thomas Brodie-Sangster, Kaya Scodelario e il regista Wes Ball all’anteprima di Londra. Il film è nelle sale italiane dal primo febbraio.

A volte la vita è strana: dopo aver passato due film a cercare di fuggire dal labirinto controllato dalla WCKD, Thomas (Dylan O’Brien) e Newt (Thomas Brodie-Sangster) impiegano il capitolo conclusivo della trilogia, Maze Runner – La rivelazione, nelle sale italiane dal primo febbraio, a cercare di tornarci.

 

 

Questa volta la coppia di amici cerca di salvare Minho (Ki Hong Lee), usato come cavia per gli esperimenti condotti da Teresa (Kaya Scodelairo), nel tentativo di cercare una cura al virus che ha trasformato l’umanità in un’orda di zombie (anche il pubblico può cercare di salvarlo grazie al videogioco in stile retro 8BIT dedicato al film).

Tratto dall’omonimo romanzo di James Dashner, disponibile in Italia dal 10 gennaio pubblicato da Fanucci, il film di Wes Ball è l’ultimo capitolo della saga del labirinto e, accanto ai giovani talenti che il pubblico ha imparato a conoscere e amare, vede tra i protagonisti due leoni del piccolo schermo come Aidan Gillen e Giancarlo Esposito, resi immortali dai ruoli di Ditocorto in Game of Thrones e Gus Fring in Breaking Bad, interpreti rispettivamente di Janson e Jorge.

Abbiamo incontrato i protagonisti O’Brien, Brodie-Sangster, Scodelairo e il regista a Londra, all’anteprima europea del film, dove ci hanno raccontato quali sono le loro saghe preferite, quelle con cui sono cresciuti e che amano ancora oggi.

L’ intervista a Dylan O’Brien, Thomas Brodie-Sangster, Kaya Scodelairo e Wes Ball:

 

 

Maze Runner – La Rivelazione, dal 1° febbraio 2018 al cinema.

Valentina Ariete

Valentina Ariete a.k.a. valentinaariete

Il primo film della mia vita è stato Biancaneve e i sette nani, avevo 3 anni. L’effetto è stato devastante: non volevo più uscire dalla sala e ho costretto i miei poveri genitori a vederlo due volte. La gioia che mi ha dato vedere delle immagini in movimento su un grande schermo è stata pari soltanto a quella che ha suscitato in me un'altra scoperta “giovanile”, quella del gelato (per la cronaca: di anni non ne avevo nemmeno 1 ed era una coppetta crema e panna). Poi sono cresciuta, ora anche altre cose mi danno gioia, ma ho fatto della passione per il cinema (e le serie tv) il mio lavoro. In un'altra vita (non tanto lontana) ero un dottore, oggi scrivo di mondi di celluloide per Deejay, TvZap, Movieplayer e Lega Nerd.
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