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In questo articolo ho intenzione di soffermarmi principalmente sui manga, per poi dare un’anticipazione sui due articoli successivi, ma adesso ciancio alle bande e iniziamo a parlare dei vari generi del manga (Lo so che ne parla già quella sapiente enciclopedia a cui tutti ricorrete per colmare le lacune, ma vorrei dare un parere personale su ogni genere o quasi, quindi non stupitevi se l’articolo dovesse risultare molto informale.)

I generi che più seguo e mi stanno a cuore sono sicuramente lo Shonen e il Seinen, per citare alcuni esempi della prima categoria, potremmo di certo nominare i classici Naruto, Dragon ball e One Piece (Forse il più riuscito), giusto per non divagare nei vari Cavalieri dello zodiaco, Toriko, Bleach e altri che nemmeno mi vengono in mente al momento. Sugli Shonen le cose da dire sono parecchie, ma per non affaticare i vostri stanchi occhietti, vedrò di sintetizzare abbastanza.

Manga Shonen


Nella maggior parte dei casi, il protagonista di uno Shonen è un ragazzino appena entrato nella fase adolescenziale, o addirittura un bambino.
Lo Shonen è di sicuro il genere più spensierato del manga, adatto ad un pubblico che va dai 13 ai 20-25 anni solitamente. Nella maggior parte dei casi, il protagonista di uno Shonen è un ragazzino appena entrato nella fase adolescenziale, o addirittura un bambino. Quello che accomuna i protagonisti di uno shonen è sicuramente il desiderio di far avverare il loro sogno nel cassetto (Che di solito non riesce ad essere raggiunto prima delle millemila puntate o trentordicento capitoli, mannaggia a loro!)

Un’altra caratteristica da non sottovalutare di uno Shonen, sono di sicuro i personaggi secondari, i coprotagonisti e tutti i personaggi di margine, infatti, sempre più spesso nelle saghe manga, i personaggi che fino a poco prima si pensava fossero secondari, assumono dei ruoli sempre più da protagonisti nella storia (Basti pensare alla ciurma di Rufy in One Piece, perfino Usop diventa importante).

Si arriva al succo dello Shonen, difatti i profani di manga a questo punto (mi auguro) si stiano chiedendo “Ma questi Shonen, di che quarzo parlano?” Beh, caro amico mio, fondamentalmente di un quarzo! Difatti la trama Shonen è più o meno paragonabile ai fili degli auricolari per iPod e mp4: Sempre più ingarbugliata e sempre più difficile da sbrogliare, ma non essendo una trama particolarmente accattivante e spesso prevedibile (In questo caso prendo Naruto come esempio, non One Piece, chiedetevi il perché!) non viene nemmeno la voglia di sbrogliarla e si resta lì, concentrandosi più sulle mazzate che i protagonisti danno ai cattivoni di turno, riuscendo fondamentalmente a spuntarla con la classica botta di culo dovuta a una forza mistica quale il karma oserei dire.

(Da qui derivano i classici “Ma un figaccione come Ade, come ha fatto a farsi fare le chiappe da quella montagna di steroidi di Hercules? Forse sto divagando…)

Sta di fatto che per leggere qualcosa di tranquillo senza scervellarsi troppo sulla trama, vi consiglio un bello Shonen!

Manga Seinen


La categoria dei Seinen comprende manga politici, thriller, polizieschi e argomenti maturi.
Adesso passiamo alla mia categoria favorita: Il manga Seinen! La categoria dei Seinen comprende manga politici, thriller, polizieschi e argomenti maturi che un tredicenne non potrebbe capire appieno di sicuro.

Tra i Seinen davvero faighi possiamo sicuramente trovare i capolavori di Naoki Urasawa quali “Monster” e “Pluto”. Proprio quest’ultimo è fatto in collaborazione con nientepopodimeno che Osamu Tezuka, il creatore di Astroboy per intenderci (Se non lo conoscete andate a darvi fuoco) Ecco, sui due Seinen citati sopra, vorrei soffermarmi sulla trama, in quanto è proprio la cosa fondamentale in un manga appartenente alla categoria:

Trama di Monster: Un medico chirurgo rifiuta di operare un importante funzionario del governo per occuparsi di un bambino in condizioni ben più gravi. Ovviamente si affronta il problema delle caste, in quanto il medico viene minacciato di licenziamento nel caso in cui avesse deciso di operare il bambino al posto del funzionario, in quanto quest’ultimo è decisamente più importante nella scala gerarchica.
In ogni caso, il funzionario muore, ma non è tutto! Il bambino, diventa un serial killer e il dottore, attanagliato dal rimorso, comincia a cercarlo per tutta la Germania (spesso le opere di Urasawa sono ambientate in europa) per ucciderlo e, in qualche modo, rimediare.

La trama di Pluto è molto più fantascientifica, ma non da meno: Un efferato assassino si sta macchiando dell’olio dei sette robot più forti e avanzati del mondo intero (Questi sono realizzati in modo da riprodurre appieno la natura umana, infatti sono capaci di bere, mangiare e pensare). Questo è il filo conduttore della trama di Pluto, non voglio rivelarvi più di tanto perché sin dai primi volumi si scoprono cose che non spoilererei per nulla al mondo. Vi dico solo che dell’indagine si occuperà un ispettore tedesco dell’europol (evidentemente Urasawa ce l’ha con i crucchi). Per chi si aspettava di vedere Death Note fra i Seinen, vada a darsi fuoco! (NdItomi: LOLLAI!)

Manga Shojo


Lo Shojo è un genere che affronta problemi adolescenziali, amori e sogni infranti.
La terza categoria è quella su cui spenderò meno tempo, in quanto mi fa proprio defecare se non per qualche opera davvero di spessore. Il genere di cui parliamo è lo Shojo, generalmente per ragazze, ricordate Rossana? Quello era figo anche per noi maschietti (non dite di no, non mentite!) ma è da considerarsi prettamente Shojo, infatti è un genere che affronta problemi adolescenziali delle ragazze, amori, sogni infranti e robe varie… Una menata infinita insomma!

L’unico Shojo che ho apprezzato davvero è “Happy!” , indovinate di chi? Esatto! Naoki Urasawa, infatti questo manga non tratta delle smielate storie d’amore che nascono fra bimbetti emo giapponesi (O meglio non si basa prettamente su questo), ma parla di una ragazza costretta dagli eventi a badare ai suoi fratelli minori e a fargli da mamma, fino a quando il fratello maggiore non torna all’ovile con le pive nel sacco, portandosi dietro un miliardo di Yen di debiti, che toccherà poi alla protagonista ripagare ai due mafiosi della Yakuza che la inseguono ovunque (La ragazza finirà anche per pensare di prostituirsi, senza però far perdere mai la tinta humor all’opera, per questo è veramente figo)

Allo Shojo si legano vari sottogeneri, tra qui quelli che trattano di ragazze con poteri magici, adulti in relazioni amorose e menate smielate varie (Noi vogliamo le legnate!)

Manga Hentai


Porcelloni!
Infine ci sono gli Hentai (li ho messi alla fine perché i più piccoli si saranno già stancati di leggere e così possiamo parlare in santa pace!) beh, non credo servano spiegazioni per definire gli Hentai, credo che siate già abbastanza esperti di vostro eh? Porcelloni! Beh, per chi non sa cosa siano gli Hentai, non mi dilungo troppo per non levare il piacere ai novellini di scoprire questo mondo tanto artistico quanto perverso che i Giapponesi amano farci vedere sempre più contorto e porcelloso. Uno dei pochi hentai arrivati in italia (Intendo tradotto in italiano e doppiato in italiano) è “la clinica dell’amore” che per quanto abbia dei disegni davvero scandalosi, lo consiglierei più per la comicità che per l’erotismo in sé, è davvero una roba divertente (E ho pure una piccola curiosità per chi si stia dicendo in questo momento “Ma io la voce dell’infermiera l’ho già sentita!”, non avete proprio tutti i torti, la voce dell’infermiera è di Marina Massironi, la partner storica di Aldo, Giovanni e Giacomo.)

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Commentate con i vostri consigli sui manga e le vostre considerazioni!

Questo articolo è parte di una serie:
– Prima Parte: Parliamo di Manga!
– Seconda Parte: Dal Belgio con amore

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40 Commenti

  1. Avatar di Lucadiesel Lucadiesel 10/9/2012 11:00

    Un applauso ad @itomi che ha visto questo articolo e ha avuto il coraggio di editarlo. Io l’ho visto l’altra sera e il fiume di parole mi ha fatto accapponare la pelle.
    @Sloppyarrow “divisione in paragrafi” non ti dice niente? :D
    Non puoi non andare a capo in un articolo del genere, che peraltro m’è anche piaciuto!

    • Avatar di itomi itomi 10/9/2012 11:02

      LOL, ci ho messo un po’, ma alla fine ce l’ho fatta a farlo uscire :D

      Non approfondisce, ma da un’infarinatura con uno stile simpatico, non è certo l’enciclopedia dei manga, serve solo a dare uno spunto, come molti dei nostri articoli del resto.

      Mi piaceva.

      • Avatar di itomi itomi 10/9/2012 11:03

        L’unica cosa che ancora non mi piace per niente è il titolo, mi riservo di cambiarlo, soprattutto se non escono le altre due puntate :D

        • Avatar di Lucadiesel Lucadiesel 10/9/2012 11:19

          Sì, neanche a me piaceva il titolo, mi aspettavo l’avessi cambiato. Vediamo come evolve, ma come intenzione generale comunque è buona.

    • avatar HyperVersum 10/9/2012 11:59

      Chiedo venia per la divisione in paragrafi, ma l’ho scritto totalmente di getto a notte fonda, proverò a migliorare nell’ordine di scrittura. Infinite grazie per averlo pubblicato anche ad @itomi . Per il nome sono accettati suggerimenti, così è un tantino anonimo in effetti, quindi suggerite a più non posso ;)

  2. Avatar di salva salva 10/9/2012 11:33

    Lol….bell’articolo… mi hai convinto a leggere altri due manga (moster e pluto) …peccato che del primo hai spoilerato gia abbastanza :D

    Ar-LOL….della clinica dell’amore ho il numero tre prima stampa italiana… lo “presi in prestito” da mio cugino quando avevo 13-14 anni… ora è in bella mostra affianco a dragonball :rofl:

    • avatar HyperVersum 10/9/2012 12:01

      Credimi, detesto chi spoilera e conseguentemente non spoilerò mai, quello che ho scritto è giusto l’incipit, la storia di Monster inizia da dove ho smesso di scrivere la trama :popcorn:

      • Avatar di Cyrik Cyrik 11/9/2012 18:46

        Ho cercato Pluto ieri notte, bello, sono volati gli otto volumi :D

  3. Avatar di axel78 axel78 10/9/2012 11:45

    personalmente mi è piaciuto molto sanctuary come seinen.
    Comunque bell’articolo

  4. Avatar di nikun nikun 10/9/2012 12:00

    @Sloppyarrow Forse ho interpretato male le tue parole, ma per quanto riguarda Pluto, non è corretto dire che Urasawa abbia collaborato con Tezuka, dato che nel 2003 quest’ultimo era già bello che morto, ma piuttosto reinterpreta quello che è stato il manga più famoso di Tezuka, Astroboy.

    Comunque thumbs up per Monster, capolavoro. Per gli amanti del genere consiglio vivamente Ikigami. In pausa da millenni, ma pur sempre un gran manga.

    • avatar HyperVersum 10/9/2012 12:05

      In effetti ho interpretato male il fatto che Pluto sia uno Spin-off di Astroboy, è una sorta di collaborazione fuori dal tempo :o , grazie per avermelo fatto notare, tanti :cookie: per te!

  5. Avatar di genna genna 10/9/2012 12:08

    Urasawa santo subito

  6. Avatar di Ulquiorra Ulquiorra 10/9/2012 12:11

    Articolo carino ( +1 per il buon Urasawa), ma hai dimenticato:
    – Gli Josei (manga per donne adulte, tipo Kuragehime, Kimi wa Petto e Nodame Cantabile)
    – I vari shonen-ai e shojo-ai (fumetti per ragazzi/e con tematiche lievemente omosessuali)
    – I Kodomo (manga e anime per bambini)

    • avatar HyperVersum 10/9/2012 12:21

      Gli Shonen/Shojo-ai sono sottocategorie dello Shonen/Shojo, ho scritto sin da subito che avrei sintetizzato sulle categorie, specialmente sullo Shonen, quindi mettere i particolari sarebbe stato infinitamente una rottura di scatole.
      Gli Josei non credo interessino particolarmente, almeno a me, infatti come puoi notare l’articolo è basato tutto su conoscenze personali e gusti personali.
      Per i Kodomo come sopra, non credo nemmeno interessino a molti visto che l’età media è alta.
      In ogni caso +1 alle tue conoscenze in campo di manga! Oh, e tanti :cookie: anche a te! :D

      • Avatar di detlef zigman detlef zigman 11/9/2012 14:00

        amo i Kodomo più ora (a 26 anni) che da bambino: semplici lollate, disegni essenziali e caricaturali, messaggi edificanti; mi riferisco soprattutto ai classici di Fujiko Fujio (Nino, il mio amico ninja, Carletto il principe dei mostri ecc.), per non parlare di quella pheegata che è Shin Chan, anche se non so se si possa effettivamente annoverare nei Kodomo, per via di alcune allusioni/battute/tematiche un po’ spinte.
        Nei Seinen non puoi non aver citato Hokuto no Ken (figo e campione di vendite di tutti i tempi),Vagabond e il fottutosacronome di Homunculus, per non parlare di Seinen lollosi come Golden Boy o Maison Hikkoku.
        Ultimo piccolo biasimo per non aver fatto accenno ai mecha: dai classici di Go Nagai fino alle ultime meraviglie alla Neon Genesis Evangelion.
        BTW bell’articolo bro!

  7. avatar glorfindel92 10/9/2012 12:53

    IMHO, negli shonen c’è anche una forte componente idealista/morale solitamente legata a valori quali l’amicizia, la determinazione, l’eroismo ecc. non so se questo è nell’intenzione di dare al manga un valore educativo comunque personalmente trovo che sia la parte emotivamente migliore

  8. avatar moonetina 10/9/2012 15:17

    A me è piaciuto tantissimo l’articolo. Hai spiegato quello che c’era da spiegare in poche parole, senza dilungarti troppo.
    Anche io preferisco i Seinen, consiglio vivamente “Serial Experiment Lain” e “Paranoia Agent”.
    Ogni tanto guardo e apprezzo qualche Shonen….per le legnate XD !!! Consiglio “Soul eater”. :D

  9. Avatar di RaPier RaPier 10/9/2012 17:44

    Mi trovi d’accordo su tutto! +1 Tra gli shonen un argomento di cui non hai parlato e che ha creato alcuni dei manga più belli di sempre è lo sport, giusto per citarne 2 dei miei preferiti abbiamo Rocky Joe e Eyeshield 21. E nei seinen Urasawa è favoloso. Consiglio tantissimo 20th Century Boys, sempre suo. Come altri seinen sono d’obbligo Berserk e Vagabond, il primo per gli amanti del fantasy-splatter, il secondo per chi vuole vedere disegni dettagliatissimi e una rivisitazione della storia del samurai vagabondo Miyamoto Musashi (sappiate però, se cominciate a leggere queste opere, che entrambe sono in corso e con tempi spropositati tra un capitolo e l’altro) :fav:

    • Avatar di Trebor Trebor 10/9/2012 17:54

      Per rimanere in tema sportivo e di autore, direi di ricordare assolutamente Slam Dunk, che molti avranno almeno conosciuto con la versione anime che passavano su MTV anni fa. Comunque :fav: :D

      • Avatar di RaPier RaPier 10/9/2012 18:26

        Avendo già citato il suo Vagabond non volevo fargli troppa pubblicità, poi Inoue vede raddoppiare le vendite :D

  10. avatar IceBox 10/9/2012 17:53

    Bell’articolo, scritto abbastanza bene, però il titolo mi ha fatto intristire, hai nominato solo il fumetto franco-belga, i comics e i manga, hai tralasciato un’altro dei pilastri della cultura fumettistica, il fumetto italiano!
    Comunque articolo fantastico, continua cosi :D

    • avatar HyperVersum 10/9/2012 19:15

      Ho già inviato il secondo articolo sul fumetto franco-belga e ho specificato che il fumetto italiano, sarà un capitolo a parte ;)

  11. Avatar di RaPier RaPier 10/9/2012 18:55

    Visto il contenuto direi che il titolo potrebbe essere:
    Infarinatura al fumetto: Oggi parliamo di Manga/Comics/Fumetto Italiano/quelcheèquelchesaràinbaseacosaparla

  12. Avatar di picchiopc picchiopc 10/9/2012 20:42

    Veramente hai dimenticato i Manga Ecchi che sono diversi dal genere Hentai (si ok le differenza non sono poi molte e potrebbero essere riassorbiti negli altri due generi citati ma io tengo a differenziarli perché 1) costano di meno di un Hentai e 2) hanno molta più trama xD)

  13. Avatar di _Lore_ _Lore_ 10/9/2012 23:33

    Bell’articolo come introduzione al mondo del manga, si legge bene e non va troppo nello specifico pur dando buoni spunti!
    Ottima la scelta degli esempi per i seinen, li ho bel belli in libreria e ogni tanto me li rileggo… Urasawa è un genio… le sue opere sono eccezionali! Ho iniziato con 20th century boys e l’ho apprezzato subito, con Pluto e Monster mi ha disarmato!

    Cmq nelle citazioni ti manca almeno il buon Hanamichi Sakuragi! ;) Che grande spokon Slam Dunk!

  14. Avatar di ildonnie ildonnie 12/9/2012 00:30

    Rispondo a una tua domanda che hai messo nell’articolo:

    Urasawa ha la fissa con i tedeschi perché ha vissuto in Germania per quasi 3 anni, quando scrisse “MONSTER” si trasferì in una ridente cittadina vicino Düsseldorf, per poter lavorare alla sua opera.
    Ecco perché è possibile vedere nei disegni così tanto realismo, per ciò che riguarda le case e i paesaggi.
    La cosa la scoprì per caso guardando un’intervista fatta da un canale tedesco proprio ad Urasawa. Non si finisce mai d’imparare.

    Se vi capita cercatevi qualcosa di Inio Asano (SOLANIN, LA RAGAZZA IN RIVA AL MARE, BUONANOTTE PUNPUN) non ve ne pentirete per nulla al mondo.

    P.S: Un’altra celebrità del mondo dei manga abita in Italia, in Toscana per l’esattezza.

  15. avatar Chiara 13/9/2012 20:25

    Ragazzi vorrei segnalarvi un’applicazione per Android! Si chiama QuickManga, é scaricabile GRATUITAMENTE su Google Play e vi permette di leggere un mucchio di Manga solo con la connesione internet. Praticamente é un archivio di più di duemila manga diversi in italiano, francese, tedesco, inglese, spagnolo ed alcuni in lingua originale. È molto facile e scorrevole e la qualità é ottima, perciò si legge molto bene… Ve la consiglio! :fav: :fav: :fav: :fav: :fav:

    • Avatar di detlef zigman detlef zigman 16/9/2012 09:55

      A me ste app e i siti che forniscono scansioni dei manga, stanno un po’ sul quatzo perché in giappone niente è lasciato al caso: i disegni, i retini, la qualità della carta, i contenuti ecc. sono ideati in funzione delle dimensioni che avrà il manga, quindi leggere la scansione ad esempio di un tankōbon (il famoso volumetto) non ci fa capire perfettamente il valore ciò che stiamo leggendo.

      Edicole, fumetterie, fiere e mercatini :res: :res: :res:

      • avatar Chiara 19/9/2012 18:29

        Si ma magari non tutti hanno la possibilità di andare in mercatini, fumetterie, fiere ed edicole… e nemmeno di comprarsi TUTTO quello che vorrebbero leggere… e piuttosto di una applicazione che non funziona questa va da Dio :D

  16. Avatar di banANAL banANAL 14/9/2012 01:52

    che tipo è death note?

  17. avatar dakuan 2/1/2013 17:01

    lol mi sono iscritto solo per rispondere a questo articolo…
    devo dire che hai fatto qualche errorino su ogni categoria di cui hai parlato.
    il target degli shonen è giusto, ma quelli di cui parli sono solo i cosiddetti “battle shonen”, e non sono più di un terzo dell’intera produzione. ci sono decine di shonen a tematica sportiva e/o sentimentale, tante commedie scolastiche, thriller, horror e alcuni che trattano semplicemente di vita quotidiana.
    la stessa pluralità si trova negli shojo; in effetti, la vera differenza tra i 2 macrogeneri è nell’approccio alla storia e nei disegni: negli shonen prevale l’azione sull’introspezione, e i disegni tendono a rendere appunto il dinamismo della storia. il contrario negli shojo, dove la quasi totalità dei testi sono costituiti da interminabili pipponi psicologici e ci sono alcuni clichè nei disegni atti a dare un’idea di “lirismo” (non so se è il temrine giusto, ma al momento non mi viene di meglio), come le orribili cornicette floreali delle vignette e gli abusatissimi effetti di “sbrilluccichio” presenti un po’ ovunque (perlomeno se guardiamo alla parte più mainstream e meno impegnata del genere).
    lampante è l’esempio del tipo di fanservice che si trova negli shonen o negli shojo: tette grosse nei primi, uomini tutti belli ed effeminati nei secondi.

    PS: Happy! è un seinen, come tutti gli altri manga di urasawa.

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