
È il 1975 e siamo a Londra, la Lady di Ferro sta iniziando la sua ascesa al potere e l’atmosfera è sempre più tesa, l’aria che si respira sempre più pesante. Il partito laburista (centro-sinistra) è al governo ormai da troppo tempo, il malcontento dilaga ed è proprio in questo momento di crisi e rivolte che ha inizio la storia di questo gruppetto da quattro soldi.
John “Rotten” e le origini
Johnny Lydon era ancora giovane, 19 anni, ma il nome con il quale sarà ricordato sarebbe più adatto a una persona con ben più anni sulle spalle: rotten, leggenda vuole che questo suo soprannome venisse dai suoi denti, marci appunto.
John passava buona parte del suo tempo nei peggio pub di Londra, in vie talmente anguste che probabilmente sentireste ancora oggi la puzza del piscio di allora. Ed è proprio in uno di questi posti che incontriamo un altro personaggio importante per i futuri Sex Pistols: Malcolm McLaren.
Malcolm e Johnny erano amici, se non altro conoscenti e condividevano gli stessi gusti e le stesse idee. Malcolm aveva un negozio di abbigliamento/sexy shop che gestiva insiema alla moglie (Vivienne Westwood) e da lì nacque l’idea.
Tempo qualche settimana e il gruppo di ubriaconi e consumatori molesti prese in mano gli strumenti, probabilmente per la prima volta per alcuni di loro, sicuramente la prima volta da lucidi per la maggior parte.
Vestiti con gli abiti fetish dell’attività di McLaren (leggenda vuole si chiamasse semplicemente Sex) si diedero ai live più improvvisati per sponsorizzare il negozio. Concerti fatti di sputi, insulti al pubblico e da ogni cosa venisse in mente a Rotten che finiva i concerti spesso disteso nel proprio vomito tra l’ilarità generale.
L’inaspettato successo
E dire che riuscirono anche a racimolare qualche fan. La gente iniziò a vestirsi come loro, per moda! Live dopo live il numero di persone cresceva, il caos generale necessitava una trasformazione.
Dopo qualche mese, nell’incapacità, impararono a mettere assieme due note e dei testi che non fossero stornelli d’insulti, ma che trasmettessero qualche idea dei misfits di quegli anni. Sì, i disadattati.
Arriviamo al ’76 e ormai i testi dei Sex Pistols diventarono politici, sputati con cattiveria e accompagnati dal suono distorto dei propri strumenti, composero il loro pezzo più famoso, Anarchy in the U.K., che fece impazzire Londra.
Suonarono a Parigi e nei locali della ‘vera musica’ in Gran Bretagna, contratto con EMI e primo tour in vista, tutto fila liscio.
In quegli anni nascevano i Joy Division, i Clash, Londra era ai loro piedi. I ragazzi sui quali nessuno avrebbe scommesso una sterlina stavano facendo successo.
“The Filth And The Fury”

Si parte per il tour, ma proprio davanti all’aereo qualcosa li ferma. Steve Jones, chitarrista, ubriaco e probabilmente intossicato da diverse sostanze, stava vomitando addosso a delle anziane signore. La EMI non la prese per niente bene e troncò contratto e tour.
E i Sex Pistols ridono.
Siamo nel 1977 e il nostro gruppo di bravi ragazzi suona di nuovo nei pub a Londra, Glen Matlock, bassista del gruppo decise di ritirarsi. Gli altri dicono di averlo cacciato perché si lavava i piedi. Punti di vista.
A sostituirlo ci pensò Rotten che chiamò un ragazzo che più degli altri si fece notare nei loro live ed è qui che inizia il declino dei Sex Pistols.
L’ingresso di Sid
John Simon Ritchie, in arte Sid Vicious, doveva il suo nome al suo criceto che Rotten definiva brutale (vicious).
Vicious non sapeva suonare e non avrebbe mai imparato. Gli altri ne erano a conoscenza. Facevano registrare i pezzi a Matlock e ai live Sid suonava con l’amplificatore staccato, il pezzente.
E allora a che serviva Sid?
Era lo spettacolo.
Era quello che si incideva ‘No Future’ sul petto solo per far vedere al pubblico quanto era putrido il suo sangue.
È proprio nel ’77 che i Sex Pistols incisero il loro primo, vero e unico album: Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols.
E poi Sid conobbe Nancy, il nome che pone fine alla storia dei Sex Pistols.
MOAR su 
- Sex Pistols – Friggin’ In The Riggin’
- Addio a Malcolm McLaren
- Punk’s not dead


@DocSbax promosso ad autore,
Grazie, grazie
MAH. Sopravvalutati come pochi.
MAH.
Sopravvalutati come nessun altro. Da ex punkettone con tanto di cresta e borchie, dico che i Sex pistols erano i Tokyo Hotel dell’epoca.
Gruppo creato a tavolino da McLaren e la Westwood. Persino Rotten se ne rese conto, e la sua frase “Avete mai avuto l’impressione di essere stati fregati?” con la quale concluse uno degli ultimi concerti è diventata storia.
Leggete “Please kill me” e ascoltate Tu menti dei CCCP
http://www.youtube.com/watch?v=W0PK0IrNklw
(e il “con tanto di cresta e borchie” l’ho specificato proprio per sottolineare che anche io ho passato la fase “bimbominkia” OMGG i secsi pistol!!1!)
I grandi gruppi punk sono altri, uno su tutti i Clash.
Come avrai notato, la storia dei Sex Pistols a me piace molto.
Hanno saputo sfruttare ciò che li circondava cavalcando l’onda del successo.
Che sia una favola o meno sinceramente non mi importa.
In chiusura cito il Dude, che siamo tutti più amici.
Questa è solo la tua opinione e basta
No ma non fraintendermi, l’articolo mi è piaciuto molto ed in qualche modo anche io sono “affascinato” da quel che successe quegli anni.
Però che è una “favola”, purtroppo, è un dato di fatto.
Ci sono cresciuto e con un po’ di vergogna ammetto di farmici ancora qualche giro in auto spreadando la loro merda ad alti volumi quando incombo in giornate nere.
I Sex Pistols sono indiscutibilmente i primi stronzi ad aver dato vita al punk: un mostro che hanno ucciso in breve tempo… ma è giusto che sia andata così.
Da nostalgico adoro le condizioni sociali e storiche che hanno portato alla loro formazione ma dire che “hanno saputo sfruttare ciò che li circondava” mi sembra una castroneria.
McLaren l’ha saputo fare ed effettivamente abbiamo visto tutti dov’è arrivato. Rotten invece ha dovuto rimboccarsi le maniche all’età di 50 anni e portare il suo culo flaccido, ripulito e diabetico sui palchi di mezza Europa riproponendo in maniera stanca i vecchi pezzi per guadagnarsi il pane.
I Pistols sono diventati una macchina da fottere nel giro di pochi anni e chiunque alla prima occasione ci ha infilato il cazzo: McLaren, Vicious, la EMI, la tv inglese ed americana, ed infine Rotten.
C’è ben poca retorica da fare: erano solamente 4 stronzi tossicodipendenti che cercavano un modo per ammazzare le giornate divertendosi, pagarsi la robba e guadagnarci qualche scopata extra con fighe malate.
Nessuna speranza, nessun obiettivo.
NO FUCKING FUTURE!
E porcamadonna è una cosa bellissima che li ha resi unici…
Con un briciolo di sale in zucca avrebbero potuto veramente fare i soldi, dare un senso alla loro rabbia (come fecero i Clash), farsi ricordare per qualcosa di più significativo che il sangue sul palco, i calci in faccia ai fans in prima fila ed il vomito ma non sarebbero stati i Pistols.
All’articolo mancano mille storie interessantissime (e mi rendo conto che inserirle tutte sia impossibile) tipo come hanno reperito la strumentazione, come hanno ingaggiato Sid, le storiacce con Siouxsie e Nancy (prima che diventasse compagna di spada di Sid), le prime esecuzioni in madrepatria (quando a dare spettacolo era Rotten a strozzarsi con la cavetteria), il passaggio da teddyboy a punk… my2cents che ho risparmiato per l’eroina.
Di questo dubito fortemente.
Beh, rileggendola così (sarà l’effetto del quote?
) riconosco di aver generalizzato troppo. Sotto l’aspetto prettamente musicale si potrebbe pescare anche il proto-punk e finiremmo in un buco nero.
Come fenomeno sociale Sex Pistols, Buzzcocks, GenerationX, Sham e Stiff Little Fingers sono le prime muffe sviluppatesi nell’ambiente inglese ad avere una connotazione “punk” da linea dura… forse sarebbe più esatto parlare di “cockney”, i mean, più hc e stradaiolo rispetto a come oltreoceano si sia parallelamente sviluppato con qualche anno di anticipo. Non so se riesco a farmi capire.
Dal mio punto di vista, eccezion fatta per i Voidoids e i Dead Kennedys, negli States i gruppi provenivano da radici rock ed in qualche modo il cordone ombelicale è stato assottigliato ma non reciso.
Un esempio possono portarlo i Ramones: nemmeno loro potevano suonare dal vivo per via dei loro comportamenti rissosi e provocatori, ma musicalmente avevano tutto un altro taglio, atmosfere da spiaggia, qualche lovesong, tematiche dei testi più emotive, sonorità meno grezze…
Continuo a credere che Londra sia stata la culla della subcultura, ed i Pistols più degli altri ne siano stati gli incoscenti protagonisti.
LOL è l’effetto del quote misto al grassetto che dà il colpo di grazia
Ora che hai chiarito comunque sono quasi completamente d’accordo
Più o meno ti quoto, anche se non la vedo così “positiva” come te.
Nel senso, mi fa triste pensare che loro nel “No future” ci credevano davvero mentre McLaren contava i soldi…
Comunque a proposito di Rotten, a me la sua carriera dopo i Pistols non dispiace. Non è che lo segua molto, ma i PIL hanno tirato fuori un po’ di pezzi che mi piacciono parecchio.
Hai centrato in pieno. In più il mio “sopravvalutati” voleva esserlo anche sul lato tecnico; quando sento bassisti dire “vorrei essere bravo come Sid” mi prendono i brividi. Gesù.
E si, Clash infinitamente superiori
Dai, non dire queste cose che sennò i Beatles potrebbero offendersi.
Ecco, i Beatles secondo me sono il gruppo più sopravvalutato della storia.
La cazzata delle 19.04.
No, adesso dimmi,che catso hanno fatto o generatoi beatles. na sega, se c’è justina biberon in giro è grazie a loro. non sono stati altro che la prima boyband
La cazzata delle 21:26 invece.
Senza i Beatles la musica come la conosciamo non ci sarebbe. Hanno fatto di tutto, sono stati tra i primi a esplorare il progressive e a pubblicare un concept album, Ringo Starr ha rivoluzionato il modo di suonare la batteria, ecc…
Ah, dimenticavo: il primo pezzo punk della storia è Helter Skelter. COGLIONE.
Per inciso il punk l’hanno inventato i Beatles con un certo pezzo intitolato Helter Skelter, 1968
#porc’odino
Boh. I Beatles non dicono nulla nemmeno a me. I clash pure.
Mi trovi d’accordo sul fatto che furono la prima boyband. Per dire: imho ha fatto di più Elvis…
Poi oh: soggusti.
@Bob ti prego, dimmi qual è il tuo spacciatore…
In effetti se c’è Justin Biberon è più grazie a Elvis che ai Beatles
@il-cavaliere-di-berzelius certi segreti non di possono condividere.
D’altronde, chettedevodì se li bitolz me fanno cacà?
non scherziamo, i beatles piaccia o non piaccia hanno fatto il rock come lo conosciamo oggi. fosse stato per elvis stavamo ancora a Tutti Frutti.
POI (ma solo poi) i gusti son gusti.
Un conto è dire che non ti piacciono, un conto è paragonarli alle boy band…
Porco dio, la loro musica è stata talmente varia da coprire praticamente ogni genere (e da venir scopiazzata a più riprese dai Queen, ma questa è un’altra storia), tanto che alcuni nacquero proprio da loro, hanno pubblicato dei capolavori come Sgt. Pepper e Abbey Road, per non parlare poi delle loro carriere soliste…
La loro impronta nella storia della musica è così grande che solo pochi altri possono dirsi al loro livello, purtroppo però sembra che vada di moda gettare merda su di loro, manco fossero il gruppo di @Abbo .
@Kaarme mi stai simpatico, ma Tutti Frutti non è di Elvis…
lo so.
però avevo una raccolta di suoi successi dove c’era, appunto, Tutti frutti.
per dire: la musica dell’epoca quella era, e la cosa migliore che sapessero fare i cantanti era fare cover su cover di cover.
i beatles almeno i loro pezzi se li scrivevano da sè, già questa è stata una piccola rivoluzione.
Beh, mi rendo conto di essere stato poco chiaro: il discorso “boyband” si riferisce all’effetto mediatico, alle ragazzine sbavanti che svenivano ai concerti, che è un po’ quello che successe con i backstreetboys e che succede oggi con justin bisbetica (ho scritto bieber, ma EPIC WIN per l’autocorrect!). A questo mi riferivo. Che poi la loro musica abbia rivoluzionato cazzi e mazzi ok, ci sta. Come dici tu, son talmente vari che hanno cambiato tutto. No è per gettare merda, anzi. Ma a me proprio risultano inascoltabili, le mie orecchie supplicano di cambiare stazione radio/traccia quando li sentono..in definitiva non mi dicono un cazzo e non incontrano il mio gusto. E vuoi saperne un’altra? Mi fanno cagare pure i queen.
Scherzi?
Dai dimmi che trolli…
beh, non è che trollo… esaspero!
Dimmi che non ho letto quello che ho appena letto…
Amico, la musica dell’epoca erano Muddy Waters, Chuck Berry, John Lee Hooker e tanti altri, che hanno rivoluzionato il blues, altro che cover…
http://en.wikipedia.org/wiki/Chess_Records
Amen.
@il-cavaliere-di-berzelius ti rimando al mio commento precedente. chiaro adesso?
comunque mi hai fatto ben 2
oggi, questa me la lego al dito.
Cav se ti fan cagare i Queen non ti voglio più bene, ed evoco @artemism a tradimento.
@Kaarme stai attento che al terzo sei eliminato.
Chuck Berry, LOL! Quello che incise Johnny Be Goode dopo averla sentita per telefono dal cugino Marvin Berry.
al terzo
che mi fai ti lego a una sedia e ti faccio ascoltare la discografia completa di gigi d’alessio al contrario (semicit.)
In conclusione, ascoltatevi i Genesis che sono fighi.
#PhillCollinsMerda #SexPistolPippe
Nursery Cryme FTW!
Lollai! L’autocorrect me l’ha fatta sporca.
Supper’s Ready
Revolver!
Il primo concept album è Freak Out! di Frank Zappa, datato 1966 (anche se ovviamente, come in tutto, ci sono stati vari gradi di avvicinamento, vedasi l’album dedicato alle automobili dei Beach Boys), @il-cavaliere-di-berzelius .
Non sono stati né i primi a fare progressive (per come lo si intende oggi) né i primi a sperimentare nuove sonorità (vedasi ad esempio Grateful Dead, Velvet Underground); Sgt. Pepper non si allontana molto da Pet sounds, che lo ha preceduto e prosegue nel solco tracciato da gruppi come gli Who e gli Yardbirds.
Il loro merito più grande (oltre ad aver prodotto, anche se vale solo per Harrison, film dei Monty Python) è imo, il morphing che hanno operato tra gli artisti più all’avanguardia e la canzonetta banale di 3 minuti, tra le idee degli sbandati e quelle dei borghesi portando un’enorme notorietà al genere e dando un contributo encomiabile al suo sviluppo.
@WinstonSmith quale parte di “tra i primi” ti è sfuggita?
Ops
Se qualcuno pensa che i Beatles siano “sopravvalutati”, “boyband”, “creati-a-tavolino”, eccetera… non solo non conosce le basi della storia della musica, ma proprio non capisce un cazzo di musica.
)
@il-cavaliere-di-berzelius : ti basti sapere che Freddie Mercury ha DEDICATO una sua canzone a Lennon (Life is Real) quando lo ammazzarono. Era il Suo idolo. (l’idolo di un idolo cos’è? un idolo al quadrato?
Prima che lo ammazzassero però scopiazzava le sue canzoni…
beh, è vero che per i primi due album i Queen sono stati accusati di plagio, ma non verso le canzoni di Lennon: verso le canzoni dei Led Zeppelin.
Che poi lo stile di Lennon abbia influenzato praticamente tutta la musica pop-rock successiva è un altro paio di maniche… ma da lì a “scopiazzare” ce ne vuole.
Il problema qui è che il termine sopravvalutato, tanto è stato abusato dalla manica di wannabe scaruffi, che lo crede un modo intelligente per dire che fanno cagare e che ti fa sembrare un vero esperto, che ha perso di significato.
Se pacchi e pacchi di gente ti dice che sei il Dio della musica, che non hai eguali (come fanno in molti spacciandosi per intenditori della musica vecchia ma che almeno non è come quella di adesso che è tutta merda house che fa tunz tunz ed è tutta uguale), o sei Malmsteen (lungi da me l’adulare questo signore che afferma che esiste un’arte pura e una impura) o sei sopravvalutato.
“wannabe scaruffi” LOL
peccato non poter più taggare @Pazqo…
Ecco, magari continuiamo a criticare i Pistols, ma quei 4 li lasciamo stare.
Macchecazzodici!! Hanno contribuito a creare una rottura con il passato da loro in poi tante cose sono state diverse nel mondo musicale tanto di quello che esiste adesso lo dobbiamo a loro ed è una cosa che forse nessuno ha più fatto dagli anni ’60 ad oggi. Informati un po’ prima di sparare certe frasi!
Been there done that!
I CCCP l’hanno detta giusta, ne hanno dette tante giuste (tral’altro INTERESSANTISSIMA anche la loro di storia) ma sono morti. TUTTI MORTI e chi afferma il contrario merita di far danzare la lingua il culo a Ferrara, al papa e sorseggiare vino rosso alle feste del PD.
Scusa lo sfogo ma continuo ad amarli nonostante tutto ed ogni respiro che viene concesso a Ferretti ha su di me lo stesso effetto di un ago nel glande.
Non mi capaciterò mai di cos’è Ferretti adesso, ma dico seriamente. Per me è stato uno dei migliori parolieri italiani di sempre, pensarlo in qualsiasi altro contesto che non sia urlare “Bombardieri su Beirut!” mi fa male.
Penso che la frase “Esiste una sconfitta pari al venir corroso che non ho scelto io ma è dell’epoca in cui vivo” mi abbia seriamente cambiato la vita.
Si, ma devo farmelo venire io?
Madonnamia! Bombardieri su Beirut!
a Ja Ljublju Sssr,a Ja Ljublju Sssr o anche un semplice spara… spara… SPARAAAA!
bei tempi diofa.
Ha una grandissima capacità interpretativa e sa ancora incantarmi con il linguaggio quando entra nel personale e racconta del passato o del quotidiano umano, ma negli ultimi anni si è fatto sentire solo per questioni politiche tipo… eh dai, ci siamo capiti, non farmelo ripetere.
Voglio ricordarlo “Psichiatra” muoversi come un epilettico, nudo come un verme coperto solamente da una padella
“quanto è vero” (cit.)
Bell’articolo.. ho sempre saputo pochissimo di loro!
Unico appunto: * racimolare con una sola C
Grazie, corretto subito
Absolute FAV!
I peggiori di sempre!
I Sex Pistols sono stati più che qualcosa di perfetto, l’immagine di un movimento. Cioè, non mi ci trovo a dire sopravvalutati. Era un gruppo creato a tavolino, ma hanno ispirato un movimento, oddio, hanno saputo cavalcare bene quel movimento. Certo, forse in quel periodo sentire un testo che dice “God save the Queen, The fascist regime they made you a moron potential H-bomb” un po’ di effetto lo faceva a corte.
L’articolo mi piace.
Loro erano un manica di coglioni.
Il paragone con i Tokio Hotel è offensivo, per i Tokio Hotel.
Non pensavo di trovare gente che la pensasse come me!
Ramones FTW. Voglio un articolo su di loro!
Ottimo articolo comunque.
Tra articolo e commenti davvero una bella compilation di minchiate.
Ascoltare quella roba lì nel 77 era una roba un pò differente da quello che immaginate (malissimo) adesso. Avere i Sex Pistols, i Clash, i Damned e i Ramones come colonna sonora della mia adolescenza è stata un’esperienza che i ragazzi di adesso si sognano.
I gruppi punk di quegli anni non avranno fatto saltare il “sistema”, ma gli hanno assestato qualche sana pedata nei coglioni, stravolgendo molte convenzioni e scandalizzando molti benpensanti. Qualcuno ci avrà pure fatto la grana (poca) e per me ha anche fatto bene.
Adesso che c’è di paragonabile per fare tanto gli schizzinosi?
Non generalizzare, sono stati criticati i SP, Ramones e Clash spaccano sotto ogni fronte.
http://youtu.be/N9PERndTAI4
non generalizzo: parlo perchè quella roba la ascoltavo nel momento in cui c’era.
Per me i SP non son proprio da criticare per un cazzo: quasi tutto quello che puoi associare al modo di porsi e all’attitudine punk lo hanno anticipato loro. Tutti gli altri sono venuti dopo e li hanno copiati. Qualcuno bene, altri anche male, ma l’esplosione del punk l’hanno fatta fare loro.
Che poi sia diventata una moda con cui mc Laren e l’industria musicale ci abbia fatto un business è storia, ma pensare che nel momento in cui sono usciti i SP spaccassero meno dei Clash è pura fantasia.
Terrei a parte i Ramones (enormi) e Iggy Pop con e senza Stooges e NY Dolls, precedenti ai SP. Il botto mediatico in Inghilterra però lo hanno fatto John Lydon & soci e non c’è revisionismo storico che possa dire il contrario
Il problema fondamentale è che una moda non lo sono “diventati”, lo son sempre stati, e loro non se ne rendevano neanche conto.
Come ho scritto su, non metto in dubbio che loro ci credessero al No future, all’anarchia e tutto le cazzate che vuoi (perché, oggettivamente, erano “cazzate” che scrivevano, niente di più ragionato di un “odio tutto”) ma dietro c’era chi li aveva vestiti ben bene e preparati per fare il botto.
“Eri così carino, pigro di testa e ben vestito”
PS: anche se non li ho vissuti in quegli anni, anche la mia adolescenza è trascorsa a vino e punk.
Questa dei bambocci manovrati per il successo da altri è una ricostruzione a posteriori a mio parere limitante e non vera.
I Sex pistols non nascono come il prodotto di una moda, ma sono il motore di un movimento (poi divenuto moda) che sulla scia di performance provocatorie con una rilevanza mediatica senza precedenti ha fatto uscire di casa migliaia di ragazzi incazzati perchè stufi marci di musica di merda, vestiti di merda e convenzioni borghesi che non gli appartenevano.
Con il punk una generazione di ragazzi si è appropriata di una forma espressiva adeguata allo scazzo esistenziale di quel preciso periodo e ci si è riconosciuta, sia nelle forme di espressione musicale rozze di un giro di basso sgangherato che nei canoni estetici delle T-shirt scarabocchiate e stracciate…
Si sono aperti un sacco di locali dove ci si è messa a suonare un sacco di gente come Joe Strummer e Mick Jones, Robert Smith, Ian Curtis e 100.000 altri stufi marci di Pink Floyd, Genesis e roba simile.
Che poi il fenomeno sia diventato presto la moda di un “travestimento sociale” privo di contenuti e abilmente incanalato da mc Laren nella cassa del suo negozio di kings road non ci piove, ma il tipo di casino che hanno creato i SexPistols mc Laren non se lo sognava nemmeno nelle sue più rosee aspettative, a dispetto delle minchiate sostenute in R’n'roll swindle.
Poi siamo d’accordo che l’idealismo fosse solo velleitario e l’ideologia (a parte i Crass) avesse il cartellino del prezzo sopra.
Del resto anche il messaggio era semplice nichilismo e “rottura”: non penso proprio che i SP si siano mai presi sul serio come portatori di messaggi e valori (cosa che invece hanno fatto molto di più i Clash)
In conclusione
Io non idealizzo i SP e mi sono spostato parecchio da lì: non ne faccio nemmeno una questione se fossero meglio o peggio dei Clash. Dico solo che la questione di chi spaccasse di più non si pone perchè i Sex Pistols sono stati i primi e TUTTO il casino lo hanno creato LORO, piaccia o no.
PS: io più del vino in adolescenza ho consumato delle cisterne di birra
Ciao
AMEN FRATELLO!
http://www.youtube.com/watch?v=_nwGndfR4l4
Sempre detto, il pubblico inglese di musica non ha mai capito una fava, gente che ha dovuto aspettare Mama e Follow Me, Follow You per apprezzare i Genesis deve solo morire
Tornando ai Sex Pistol è bello vedere come, parlando di loro, nessuno parla effettivamente della loro musica.
Se i loro meriti sono realmete quelli dell’”aver fatto uscire di casa ragazza incazzati” e via dicendo, siamo messi male.
Sarà che a me il Punk fa cagare il cazzo, e proprio non riesco ad apprezzare chi non sa suonare; ma questi ragazzotti, per me, non hanno proprio il merito di nulla se non aver lanciato una – pessima – moda.
Amen.
Io nella mia adolescenza non sopportavo il punk, come ho scritto sotto adoravo prima i Nirvana (che poi alla fin fine sempre punk era) ed il metal, dai Metallica ai Megadeth ai Pantera.
Sto apprezzando il punk solo ora, passati i trenta, perché capisco che era semplicemente un urlo di rabbia veicolato nella maniera giusta. Come quando i Metallica si accorsero che più incazzati erano i loro pezzi più successo avevano, ci va qualcosa ad un certo punto che tiri fuori la rabbia che ognuno cova.
Musicalmente c’è poco da dire, secondo me molte cose sono venute fuori spontanee, limate e rese più orecchiabili da sapienti tocchi di musicisti veri qua e là. Certo che se si vuole parlare di composizione o tecnica non si deve parlare di questa musica, ma mi pare parecchio scontato. Anche se un briciolo di composizione consapevole o di capacità ci vuole sempre, perché diversamente non si spiega il successo di tanti gruppi giudicati scarsi rispetto alla sconfinata selva di gruppetti di ragazzini estremamente scarsi e privi di ogni minimo sentimento di autocritica che impazzano sui palchi delle feste di paese o – peggio ancora – scolastiche.
Si ma capiscimi, se parlando di un musicista tu mi vieni a dire “eh, musicalmente non c’è niente da dire”, per me, c’è un grosso problema; oppure non stiamo parlando di musica.
Poi avoglia, quattro note in croce le sapevano mettere, ma a me pare più una presa per il culo che un genere. Ma anche il movimento che c’è dietro eh. Punkettoni tutti incazzati, esticazzi?
IMHO, si vuole dare troppi significati a movimenti che, oltre ad essere più simili a mode che altro, di significati ne avevano veramente pochi.
Poi ripeto, sicuramente è colpa mia che sono troppo legato a musica decisamente più ponderata.
E’ un po’ come dire: mi emoziona di più the grat gig in the sky o beat up the brats? E’ più emozionante the dance of eternity o pride? La locomotiva o impressioni di settembre?
Se vogliamo disquisire di complessità e raffinatezza, non possiamo parlare di musica etichettata come punk, rock’n'roll, buona parte del pop e della musica cantautorale. Ci sono semplicemente emozioni basilari, come la rabbia, la voglia di far casino e la gioia, che vengono espresse con suoni molto diretti e semplici e testi mirati. Addirittura nella musica cantautorale spesso (non sempre! non generalizzo, eh!) la musica è complessa tanto quanto i tre accordi del punk. Altre, come la paura, l’inquietudine, e le domande più complesse che la filosofia ci pone, devono venir espresse in altra maniera, con la musica giusta (e magari testi adeguati o proprio assenti).
Detto ciò, esiste una musica di serie A ed una di serie B? Secondo me no. La musica emoziona sempre, ci sono recettori per le emozioni. A me gran parte della musica mainstream non dice nulla, ma se vende ed ha seguito vuol dire che in altri fa scattare degli interruttori. A te il punk non fa scattare nulla, a me il grind sfracella i maroni, ma non per questo non lo considero musica. Dipende sempre dal piano da cui si affronta il discorso.
Per il significato postumo a movimenti ho scritto sotto un commento chilometrico.
No ma io ho volutamente esagerato, ovviamente non è questione di non considerare musica il Punk.
Ho semplicemente sottolineato che, per me, è abbastanza grave parlare di un musicista e dire che musicalmente non c’è niente da poter dire. Per i cantautori beh… sinceramente, a parte le canzoni più blasonate, non mi sembra di vedere quei tre accordi buttati lì. E anche i testi, se “socialmente impegnati” non sono un “vaffanculo, porcoddio, regina merda, borghesi suca”.
Si ma le emozioni, se parliamo e vogliamo fare confronti e mazzi e cazzi, è inutile tirarle in ballo, sono troppo soggettive e poco obiettive.
E ripeto: secondo me si vuole dare troppi significati laddove non ci sono.
Dio! Qualcuno che conosce i FUCKTOTUM! TI VOGLIO BENE!
…chi non conosce i Fucktotum?
Sì, è lungo da matti, ma su certi argomenti parto in quarta.
Sono sempre rimasto affascinato dalla forza dirompente avuta da certi movimenti musicali nel passato nei confronti della società.
La rivoluzione culturale del rock’n'roll, il rock ed i suoi plurimi messaggi negli anni ’60, l’impegno politico e l’evasione più totale dalla realtà degli anni ’70, poi la rottura del punk, l’edonismo e la sperimentazione ma anche il metallo degli anni ’80, le contraddizioni del grunge e degli anni ’90… aggiungerei il senso di vuoto e la ricerca affannosa di risposte più o meno facili (l’importante è che siano risposte) di questi ultimi anni.
Mi chiedo però come fosse stato all’epoca veramente. I ricordi offuscano e mitizzano il passato.
Io ricordo molto bene i primi anni ’90, nella mia cittadina di provincia il concetto di grunge come rottura, musica libera, un fanc*lo a società e MTV arrivò proprio dalla TV e dal negozio di dischi del centro, il cui proprietario è un tipo che se non fosse che ci deve mangiare fanculizzerebbe chi gli chiede l’ultimo disco del più fresco gruppo mainstream. Ci vestivamo con le camice di flanella e ci veniva voglia di mandare tutti e tutto a fanc*lo, ma cresciuti un po’, e persa la presenza del fondatore del movimento (ma non subito, qualche anno dopo la morte, finita la dovuta santificazione mediatica) abbiamo dovuto trovare qualche altra maniera di sfogare la nostra rabbia interiore, rivolgendoci al metallo per purificare l’odio verso non si sa bene cosa che covavamo dentro. Beh, i Pantera facevano proprio al caso.
Ecco, alla fine però non l’abbiamo vissuta come una vera e propria rivoluzione, ma quasi come un mezzo per far confluire la nostra ribellione giovanile. Non c’è stato un prima ed un dopo… perlomeno per me, il mio prima e dopo passa dalla scoperta a 15 anni di “The Wall”. Insomma, il grunge sui giornali di oggi è stata una rivoluzione, ma al tempo era una cosa naturale, quasi scontata. Un altro gruppo che attirava migliaia di ragazzini, musica additata come pessima dai soliti critici musicali dei quotidiani, ma nulla che, nella cittadina di provincia, avesse fatto muovere le masse a ribellarsi o a scalciare contro “il sistema”.
Mi sto chiedendo in questo momento se tra qualche anno la vedrò ancora così, o se ci sarà qualcuno a dirmi di quanto fosse stata grande la rivoluzione dei Nirvana, di quanto abbiano influito sulla musica degli anni a venire, e di quanto “il sistema” avesse traballato sotto ai colpi nichilisti di In Utero o di Mellon Collie and the infinite sadness.
Beh, mi sto chiedendo se anche per i Sex Pistols fosse così, magari aggiungendoci quel modo più spontaneo di urlare la propria rabbia nei microfoni, di zappare sulle corde degli strumenti, abbinata a quelle piccole ricercatezze (anarchy in uk non è la tipica canzone da tre accordi, quattro a dire il vero, come Blitzkrieg Pop dei Ramones) che un orecchio poco attento ai dettagli e che bada più al sodo non riesce a cogliere, come è anche giusto che sia. Insomma, anche a me i Nirvana sembravano tre poveracci che a malapena sapevano tenere in mano gli strumenti ma che cantavano con il cuore, poi quando mi sono messo a studiare per bene nel dettaglio le parti di batteria mi sono ricreduto parecchio.
Insomma, sui Sex Pistols credo che sia impossibile dire quanto alla fine fosse un esperimento voluto, quanto fosse sfuggito di mano, quanto ci fosse di genuino e quanto di costruito. Forse un insieme di tutte queste cose (proprio come per i Nirvana), unito alla genialità ed al colpo di fortuna di dire le cose giuste al momento giusto nel modo giusto. Se avessero usato un altro linguaggio per i loro testi, diciamo un rock classico, non sarebbero mai scoppiati. Se avessero fatto le loro canzoni dieci anni prima nessuno se li sarebbe cagati. E se avessero messo dei testi diversi, sarebbero durati un’estate e basta.
Invece, unendo con molta fortuna i tre punti sopra, sono entrati nella leggenda.
Avete parlato del gruppo più stronzo e inutile della storia, che non ha inventato un emerito cazzo, tranne che un nichilista e un cretino che si offende se gli chiedi di autografare dei vinili e poi ti manda affanculo.
Per l’amor di dio i Sex Pistols era nichilismo e spettacolo assicurato, ma non sono stati loro i precusori di un genere che avrebbe cambiato la faccia della terra.
Come detto da qualcuno nei post precedenti, coloro che diedero le radici per quello che fu uno dei generi più importanti furono proprio i Beatles, poi chi lo diffuse e coniò il nome “punkrock” furono i 4 fratellini neyorkesi conosciuti anche come RAMONES.
Presero i pezzi dei Beatles e li accelerarono di un battuta.
Neanche i Clash inventarono nulla, anzi fecero un cosa molto raffinata, migliorarono il punkrock per dargli una sfumatura più interessante.
Merito a loro per ciò che fecero.
Il nome Ramones è stato dato in onore a Paul McCartney, che durante la prima tournee dei Beatles in Scozia si faceva registrare negli alberghi con il nome di Paul Ramone.
Tornando alla storia del Punk Rock, in un intervista in “RAW” e su qualche altre rivista specializzata, ci furono sia Johnny “DONTFUCKME” Rotten (caro amico di Mendez dei Derozer) che Joe Strummer che ammisero di aver iniziato a suonare perchè rimasero fulminati dal suono dei Ramones, che fu quella la scintilla che scatenò la loro passione per quel genere a loro completamente sconosciuto ascoltando il loro disco uscito da poco.
Ho avuto l’onore di vedere i Ramones dal vivo per 4 volte (penso che qui la maggior parte delle persone non gli abbia mai visti al completo), ho avuto l’onore di poter parlare con Joey, di scherzare con Johnny, ho l’onore di andare a cena con Marky quando vado a Los Angeles, ho avuto il piacere di rivedere per l’ennesima volta C.J. in concerto. AMO I RAMONES.
I Ramones hanno lasciato una traccia nel panorama musicale, gli altri non hanno niente.
Datemi del hipster, datemi del coglione, datemi l’etichetta che volete, ma porca troia quando fate un articolo fatelo con tutti i crismi e non sparando stronzate a destra e a manca.
Ti invidio profondamente, sappilo.
C’è però da fare un appunto. Con il loro modo di fare i Sex Pistols sono arrivati sulle bocche e sulle orecchie di molti. I Ramones, per quanto ENORMI, no.
Non bisogna poi fare a gara a chi abbia inventato prima qualcosa, se no finiamo con il primo uomo della preistoria che ha iniziato a cantare. Arrivati lì, dove portiamo la discussione?
I Ramones hanno preso Beatles e Beach Boys, velocizzandoli e dando a quelle melodie rassicuranti nuovi testi e nuovi significati.
I punk inglesi hanno fatto qualcosa di diverso, hanno ascoltato, amalgamato e tirato fuori al momento giusto messaggi esplosivi.
Mi prendi per il culo vero?
No. Sono serissimo.
Che manica di pippe.
Che discorsi stronzi!
Speravo che almeno Lega Nerd fosse immune al più classico dei litigi tra 15enni: Ramones vs. Sex Pistols vs. The Clash vs. Apicella!
Il ragionamento “senza i Beatles non ci sarebbe stato l’harsh metal satanistico” è senza dubbio il più epico di sempre. Senza l’Homo Erectus che ha cominciato a battere l’osso sulla pelle tesa non ci sarebbe stato Mozart. E provate a negarlo.
La musica è darwiniana: si evolve nel tempo, non c’è un “creatore” unico, ma tante influenze che si combinano, si evolvono e danno vita alle varie “specie”.
Da una community che – spero – non annovera creazionisti non mi aspettavo ragionamenti così. Anche i Beatles per formarsi hanno avuto bisogno di condizioni storiche iniziali, influenze sonore individuali e personalità che si sono incontrate. Lennon pare abbia iniziato a suonare la chitarra dopo aver ascoltato Heartbreak Hotel di Elvis Presley… ma ciò non vuol dire che senza Elvis non esisterebbero i Beatles. Semplicemente Elvis fa parte del bagaglio musicale composto da decine (se non centinaia) di musicisti che ognuno dei Beatles ha portato con sé.
Allo stesso modo i Sex Pistols hanno influenzato sicuramente questo e quell’artista, così come i Ramones e i Clash.
Uscendo da questo OT e tornando all’argomento di partenza, secondo me bisognerebbe ascoltare quello che ci piace, indipendentemente da chi lo suona, dalle sue idee e da perché lo ha suonato.
Never Mind the Bollocks è un bel disco e lo ascolto con piacere, gli va dato atto, e chissenefotte se è il loro unico album, se Vicious suona solo in Bodies (l’unica traccia in carriera registrata con lui al basso) o se sono stati costruiti a tavolino. Io adoro alla follia i Clash, ma Sandinista mi fa cagare perché non sopporto il Jazz e il Reggae, contiene persino il primo pezzo rap bianco, insomma per i miei gusti musicali è una merda… quindi non lo ascolto, anche se sono i Clash, anche se è un disco acclamato, anche se sicuramente è nel bagaglio musicale di tantissimi artisti venuti dopo.
Cominciate a pensare un po’ con la vostra testa e non con Wikipedia, almeno per la musica cazzo!
Stai manipolando, per giunta male, i commenti precedenti. Il ragionamento senza i Beatles blablabla non è nato per sminuire i Sex Pistols, ma per chiarire che i Beatles hanno avuto un’influenza importantissima sulla musica anche in generi in cui questo contributo è meno evidente ad un ascolto superficiale, e non sono quattro coglioncelli alla Bieber come qualcuno ha sostenuto.
Non si è fatto a chi ce l’ha più lungo, il discorso qui verte su chi sia stato più influente sui discendenti e sui contenuti musicali, non sul look. Influenzare il look è mestiere delle boyband, i musicisti fanno arte.
Ramones e Clash hanno sicuramente prodotto più contenuti dei Sex Pistols, non è che ci sia molto da discutere su questo.
@Sparagnino
È stato più forte di me
Perdonatemi ma diffido sempre di gruppi/cantanti/etc… che si dichiarano “contro il sistema”, “fanculo al mondo” ma che poi hanno un contrattino a svariati zeri con una qualche casa discografica/multinazionale/etc… piu’ che altro per una questione di coerenza.
E i bad religion? perchè nessuno parla dei bad religion!! e i nofx? poveri nofx
e i bambini? nessuno pensa ai bambini?
I Sex Pistols? “one million times more important than the Clash” (cit.)
http://en.wikipedia.org/wiki/Kurt_Cobain
I Ramones sono e rimangono nell’Olimpo, e chi lo nega è un asino, ma non hanno MAI provato a scandalizzare nessuno. Ovvio che suonassero meglio dei SP, ma con il loro completino jeans – t-shirt e chiodo, non hanno mai messo paura a nessuno in tutta la carriera. Sono sempre stati dei bravi ragazzi e non hanno mai provato a passare per qualcos’altro.
I Sex Pistols invece erano brutti, maleducati e stronzi come i protagonisti di Trainspotting. Ascoltavano alla radio Iggy pop e i Ramones ma non erano capaci nè di suonare nè di cantare in maniera decente. Il loro merito è stato che invece di rinchiudersi nei pubs a ubriacarsi come tutti gli sfigati inglesi prima di loro, hanno cominciato a rompere i coglioni all’establishment suonando e cantando male, e prendendo a parolacce tutti quanti, finché non si sono trovati dietro tutti i teenagers di Londra e di mezza Inghilterra. E’ stata una moda? Ok, embeh?
Adesso potete farvi tutti le pippe da tastiera che volete sul non saper suonare, ma la cifra dei Sex Pistols, molto meglio della musica ve la danno uscite come questa
http://www.youtube.com/watch?v=sEP5N8PlSGY.
Se avete 4 minuti in avanzo della vostra vita e questo argomento vi interessa, il tempo per vedere il link è ben speso.
4 minuti in TV al programma musicale più seguito in Inghilterra in cui prendono a parolacce il Pippo Baudo locale, scandalizzando mezza Inghilterra.
Questa roba i Ramones, che adoro, ho visto in formazione originale e considero dei geni, NON l’hanno MAI fatta. Il che non è necessariamente né meglio, né peggio, ma li rende una cosa a parte che non andrebbero nemmeno confusa con il punk.
Gabba Gabba hey!
Oh scusa, scemo io. Pensavo parlassimo di musicisti, invece a quanto pare parliamo di posers che si atteggiano a cattivoni.
A questo proposito segnalo loro.
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Pedro, temo che non afferri il concetto.
non è una gara a chi è più brutto o grottesco, altrimenti l’allegro poker di Troll mascarati con ghiaccio del tuo link avrebbe vittoria facile.
Essere brutti/rivoltanti/odiosi/antipatici non è un valore in sé stesso: è il CONTESTO in cui lo fai che lo può rendere addirittura artistico.
I Pistols, nel video con Bill Grundy del mio link più su sono stati brutti, stronzi e maleducati in televisione 35 anni fa, prima di tutti e hanno letteralmente s-c-o-n-v-o-l-t-o la gente “normale” che aveva il televisore acceso come tutti i giorni e non si aspettava di sentirci uscire un fiume in piena di parolacce. Il valore del gesto è che in quel momento era inaspettato rispetto a tutta la cultura circostante, e ha avuto l’effetto di un calcio nei coglioni. Adesso puoi anche riderne, ma il giudizio va dato in relazione al contesto culturale del momento in cui questi hanno operato.
Non conoscerlo è un limite solamente tuo, non dei Sex Pistols o di chiunque si stia parlando.
E’ ovvio che il valore sta nel gesto di rottura del momento e non nella sua ripetizione fino allo sfinimento perché uno vuole fare il “ribelle” per carriera, mentre altri lo copiano e cercando di essere ancora più brutti/sporchi e cattivi omologano la trasgressione a caricatura.
Queste parole non servono a presentare i Sex Pistols come dei musicisti migliori o, meno che mai a farli apprezzare a chi li schifa, ma ne aiuta la comprensione in un quadro in cui la musica NON dovrebbe essere la sola chiave di lettura del fenomeno “Punk”.
Ma hanno rotto cosa? I loro gesti hanno veicolato il disagio sociale di quelli della loro generazione verso cosa? Verso niente, perché questa rivoluzione/involuzione non ha cambiato niente di una virgola, era solo una mera operazione commerciale che ha avuto successo.
John Lennon ha rotto gli schemi con il suo bed-in per dare risalto al tema della pace nel mondo, loro a cosa hanno dato risalto dicendo parolacce in tv? A niente, se non al portafoglio delle case discografiche.
Sei tu che non afferri, io capisco benissimo cosa intendi.
Il problema è che non è sufficiente essere brutti, sporchi e cattivi per fare una rivoluzione in ambito musicale, bisogna saper suonare.
Dieci anni prima ci fu allo stesso modo una rivoluzione, una critica nei confronti della società e della politica. Ci fu disaccordo e provocazione, ma anche arte. Bob Dylan era rivoluzione e arte. I Black Sabbath erano rivoluzione e arte.
Porca zozza la stessa sensazione di impossibilità di esprimersi di una generazione l’avevano trasmessa gli Who, ma cazzo in My Generation Roger Daltrey balbetta proprio per rendere ancora più forte quest’idea, non so se ti rendi conto della differenza tra questo e il limitarsi a mandare tutti affanculo e sputare “perché tanto la vita è unammerda e non ha alcun senso sbattersi per fare un cazzo11!!emo1″.
I Pistols non sapevano fare un cazzo e quindi si sono nascosti dietro un dito sostenendo che tanto saper fare o non saper fare era uguale. BALLE! La differenza c’è ed è enorme, poi ovviamente i critici ci hanno ricamato dietro sostenendo che era nato tutto come conseguenza del fallimento del ’68.
Sono d’accordo con te sul fatto che la musica non sia l’unica chiave di lettura del fenomeno punk ma i SP non hanno fatto niente di nuovo o di davvero rivoluzionario, non avevano niente da perdere a mandare a quel paese tutto il mondo e non erano in grado di fare nient’altro.
Per mandare affanculo qualcuno non serve essere artisti, basta essere dei disadattati incazzati e ignoranti. E’ la differenza tra un artista e un fenomeno da baraccone.
Scusate il ritardo ero via e mi sono perso le repliche.
Anche se questo topic ha già un pò di polvere mi scappa un’ultima riflessione disordinata e a ruota libera, senza alcuno spirito polemico, poi non scrivo più per un pezzo.
Nella cultura occidentale la musica rock ha avuto un ruolo di espressione di “disagio” generazionale fin dai suoi primordi, e per questo si è contraddistinta per vari elementi di rinnovamento del look rispetto a trend “omologati”.
In questo il punk non ha inventato niente di nuovo, se non forse, il gusto di porsi in maniera opposta al “sembrare figo”.
Non vedo come sia da considerare contraddittorio o antitetico il balbettio di Roger Daltrey di My generation o il vaffanculo del punk di qualche anno dopo: tutto sommato mi sembrano un’espressione coerente su un medesimo filo logico e cronologico, indifferente a disquisizioni di merito sull’uso di elementi decorativi come la lambretta o il giubbotto borchiato.
Gli Who o i Kinks esprimevano un disagio generazionale in forma musicalmente “educata” (nel senso anche di suonare “bene”), ma il fatto che a livello sociale nessuno gli abbia dato molto retta, secondo me giustifica la rozzezza e il nichilismo del punk di 15 anni dopo, non a caso nato ancora in Inghilterra nello stesso humus dei giovani della working class, per i quali evidentemente le opportunità per migliorare le proprie aspettative di vita non erano affatto cambiate in meglio nel frattempo.
Forse anche per questo il 18 enne incazzato che nel ’60 balbettava dalla rabbia, con la stessa rabbia accresciuta fino al ’77 ti mandava affanculo senza alcun balbettio attraverso una musica urtante e cacofonica, che era la colonna sonora adeguata per quel preciso periodo storico.
Di sfuggita vorrei anche ricordare che la metà degli anni 70, in Italia e in tutta Europa, sono stati un periodo di tensioni sociali forti, con fenomeni insurrezionalistici diffusi tipo Brigate Rosse e RAF, il cui disagio sociale e le cui guerre e rivendicazioni, comunque le si considerino, avevano uno spessore ideologico non banale e una dose di idealismo “attivista”.
Questa considerazione è solo per ricordare un certo contesto storico in cui, oltre alla musica accadevano cose diverse, non correlate se non rispetto a un clima generale di “opposizione” e “disagio” rispetto a una società che si impegnava solo a inculcare i valori del consumismo di massa spacciandoli per “progresso e democrazia”, con i bei risultati che possiamo apprezzare al giorno d’oggi.
(Qui citerei i Pistols “There is no future for you”)
Il contesto non trasforma chi ha cavalcato il movimento punk in un eroe o ne fa un musicista migliore, ma secondo me amplia gli spunti di riflessione sull’atteggiamento “di rottura” e alcune sue variegate espressioni di quegli anni.
Anche se ne avrei quasi l’età, non mi sento un nostalgico nè sono mai stato un anarcoide: forse con l’eccezione dei Crass, in termini di contenuti tutto il filone punk è stato solo un accozzaglia di slogan incapace di tradurre la “rottura” in “proposta”, anche perché non aveva valori coerenti da proporre e altre mode aspettavano il loro turno al botteghino….
(Clash: “Turning rebellion into money”)
C’è anche da dire che altri soggetti mai contestati per le loro abilità musicali e cresciuti nel terreno del post punk, tipo Bono Vox o Bob Geldof, che si sono spesi in iniziative benefiche o di sensibilizzazione su valori universali, al momento di fare i loro interessi si sono mostrati più attaccati ai soldi che agli ideali (tipo spostare il business dall’amatissima Irlanda, con economia disastrata, all’Olanda per risparmiare sulle tassee, naturalmente “In the name of love”…)
Niente da dire invece sull’onestà e la profondità di John Lennon, che, non a caso, è stato rapidamente messo in condizioni di non nuocere all’establishment, con un destino simile ad altri personaggi scomodi prima di lui.
aloha
Il balbettio di Daltrey è semplicemente artisticamente superiore e il suo non è un vaffanculo.
Gli Who non balbettavano per via di un’incertezza/insicurezza nel mandarti affanculo.
Balbettando rafforzavano l’idea della difficoltà di esprimersi e farsi capire, la difficoltà di esprimere l’alternativa alla cultura conservatrice e reazionaria che dominava in quegli anni, alternativa che il punk non ha mai proposto.
Si differenzia in questo, non è un semplice vaffanculo.
Gli Who non erano educati per un cazzo, Pete Townshend e Keith Moon distruggevano gli strumenti sul palco, l’unico tranquillo poteva essere Entwistle.
Di cosa parli? Di quali Who parli?
Nel periodo storico di rivoluzione violenta di cui parli c’erano altre voci oltre a quella del punk, ma erano voci di cambiamento. Il punk si è limitato a sentenziare una condanna per tutti.
Di Bono e Geldolf non abbiamo parlato, e non sarò certo io a difenderli. Non mi hanno mai influenzato musicalmente e non hanno influenzato quelli che poi hanno influenzato me. E francamente se proprio volessimo fare la classifica dei sopravvalutati, per quel che mi riguarda, gli U2 non mancherebbero.
Su come l’establishment abbia eliminato Lennon sono d’accordo con te, Morrison infatti capì tutto prima che fosse troppo tardi, si pensa abbia cambiato identità. Un giorno ti racconto di come Elvis abbia ucciso John Kennedy per vendicare Marilyn, ma non qui. Potrebbero vederci…
La Kasta ha occhi dappertutto.
Con “musicalmente educati” intendevo che gli Who erano educati alla musica = capaci di suonare, NON bravi ragazzini dai modi garbati. Questo li rende musicalmente superiori a tutti i gruppi punk, i quali a mio avviso comunque non avevano torto a pensare che saper suonare per esprimere dissenso in un modo radiofonicamente accettabile fosse uno spreco di tempo inutile.
Forse come dici tu è vero che “Il punk si è limitato a sentenziare una condanna per tutti”, a cominciare da se stesso, ma a mio avviso tanto nichilismo aveva una precisa ragione di essere che non è mai venuta meno, con buona pace delle altre voci di cambiamento.
Cosa cazzo c’era e, soprattutto, cosa è rimasto da salvare dei fondamenti della società occidentale?
Smetto altrimenti finisce che mi viene da citare Battiato in un thread sui Sex Pistols, e questo sarebbe davvero troppo
chiedi “di quali Who parli?” (che in inglese sarebbe una frase alquanto ironica
) però sei stato tu per primo a citarli in relazione a My Generation.
Ora, se parliamo di My Generation, secondo me le tue considerazioni non valgono. Perchè quella particolare canzone non esprime nessun valore che non si possa poi ritrovare poi nel punk dei Pistols.
Nessuna alternativa proposta, anzi io nel testo leggo solo lamenti del tipo “ci mettono sotto perchè gli stiamo attorno”, “spero di morire prima di invecchiare”, “perchè non sparite tutti” ecc.
Tutto questo è stato copiato paro paro dai Pistols, solamente tradotto in musica in modo differente (modo che a te può benissimo non piacere), però l’attitudine è quella.
Il mezzo musicale per esprimere la rabbia è diverso perchè i momenti storici sono diversi, ma la solfa è quella.
Poi gli Who sono cambiati, e allora anche il discorso cambia.
Se vuoi una vera variazione sul tema della rabbia da scontro generazionale (a Londra, in anni più vicini a My Generation) puoi ascoltare per esempio “Changes” di Bowie. Lì il balbettato è una citazione degli Who, ai quali Bowie dice “Oh, look out you rock n rollers [..] Pretty soon now you’re gonna get a little older” (in riferimento alla frase “i hope i die before i get old”)
Qui sì che la rabbia non diventa soltanto motivo di lamento, ma anche spunto propositivo (cioè spinta a cambiare, ad evolversi), senza però rinunciare a buttare un po’ di m…a sulla generazione precedente che li ha lasciati “dentro fino al collo”
Per ironia della sorte Changes andrebbe bene non soltanto per descrivere la carriera musicale di Bowie, ma anche quella degli Who, i quali invece di morire prima di diventare vecchi hanno fatto un percorso in evoluzione (anche se non ai livelli di David).
E siccome ho già citato Kurt lo faccio di nuovo: “i hope i die before i turn into pete townshend” (Cobain trollava prima che diventasse di moda
)
Effettivamente è morto prima di imparare a suonare la chitarra.
Kurt Cobain. La merda della musica, l’incapace per eccellenza.
Cobain non sara’ stato un musicista ma IMO molto piu’ genuino di questi qui…
Non si fosse sparato non se lo cagherebbe più nessuno da tempo…
Probabile, ma lo stesso vale per vicious, presley, joplin, hendrix, lennon, curtis etc etc. Fossero campati piu’ a lungo il mito difficilemnte si sarebbe consolidato e chissa’ quanti di loro sarebbero diventati dei pooh, degli elton john…
Mai vero. Gente come Lennon e Hendrix erano idoli ancor prima di morire.
Per Vicious assolutamente vero, ma infatti era anche un musicista di merda, esattamente come Cobain.
Quoto il Cappellaio.
Per curiosita’, quanti anni avete?
Questo si che è rilevante al fine di una conversazione.
Perché non rispondi semplicemente invece di scadere in queste banalità?
Adesso però non esageriamo. Non si può paragonare il “non saper suonare” di Vicious a quello di Cobain. Sid non sapeva proprio suonare, e infatti nei concerti aveva l’ampli al minimo o addirittura spento. Kurt invece sapeva suonare, però non era a livelli tecnici alti.
Ci vuole un post musicale che metta d’accordo tutti: qualcuno ne faccia uno sui Guided by Voices
Quello che sapeva fare Cobain alla chitarra io l’ho imparato il primo giorno che l’ho presa in mano: sempre meglio di Sid Vicius, ma comunque un virtuoso del non saper suonare la chitarra.
Raramente ho letto tante cazzate nei commenti di un articolo di LN, inclusi quelli di utenti che stimo per i loro gusti musicali…
Cioè, mi verrebbe da commentare per ore però sarebbe un flame inutile e invece me vado al mare…
Ci sono diversi motivi per parlare, ma quelli per stare zitto sono sempre il doppio. Non tutti se lo ricordano.
@DocSbax
Io aggiungerei anche l’ultima curiosità in ordine di tempo.
Danny Boyle, nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra, è riuscito ad infilare ben due pezzi dei Sex Pistols (oltre che ad una marea di ottima musica!): “God Save The Queen” nel video di apertura (“God save the queen, She ain’t no human being”) e “Pretty Vacant” nel medley (che suona come “pretty cunt!”). E ricordiamo che la Regina era sugli spalti ad ascoltare!
Danny Boyle, the King of
L’ho notato anche io! Che classe!
Il video di apertura diceva solo “God save the Queen” però. XD
Parlando di Punk: R.I.P. Tony Sly.
Ho letto ieri sera la notizia.
Non erano i miei preferiti, ma se ne va un pezzo di musica.
R.I.P.
Il merito del loro successo deriva dal fatto che, essendo a quell’epoca ” alternativi e non-omologati” hanno saputo crearsi una propria immagine, buona o cattiva che sia, riscuotendo critiche ovunque che a loro volta continuano ad incrementare la loro figura ancora adesso a livello mondiale! Adoro i Sex Pistols!
Se stai parlando di malcolm mclaren allora si’, lui ha creato davvero qualcosa…
Diamo un merito anche a chi ci mette la faccia però
, comunque sì, gran parte del successo è dovuto alle sue idee