Little Big Adventure #LegaNerd
di
Bacco
4

Sentendo parlare ultimamente di Little Big Planet 2, mi è tornato in mente questa perla di gioco che ha pervaso ed alterato la mia mente da giovane innocente adolescente.
Little Big Adventure è certamente il gioco al quale sono più legato nella mia crescita e che giudico tutt’ora una pietra miliare nel campo dell’entertainment.
Era infatti l’inizio del 1995 quando mio fratello comprò il bundle della Sound Blaster 16 per il nostro 486DX2, che comprendeva un lettore CD-Rom, le casse per l’audio e 2 giochi: Fifa International Soccer (Fifa 1994) e appunto Little Big Adventure: Twinsen’s Adventure.

Sviluppato nel 1994 dalla casa francese Adeline Software International, distribuito da Electronic Arts, sotto la direzione creativa di Frederick Raynal, già produttore di titoli storici come Simcity e Alone in the Dark, Little Big Adventure o LBA fu un gioco avventura-arcade in visuale isometrica pseduo 3D statica con i personaggi ed i veicoli realizzati completamente in poligoni 3D reali.
Quello che stupiva di questo gioco erano soprattutto i filmati contenuti, realizzati con sequenze full motion mai viste prima.
LBA uscì all’inizio esclusivamente per PC-CDRom e sbancò subito con oltre 400.000 copie vendute in tutto il mondo ed attirandosi addosso tanti elogi positivi, tanto da essere rilasciato in seguito in versione Floppy e successivamente trasposto per Playstation.

Il gioco ha nella storia e nell’ambientazione i suoi punti forti e parte subito introducendo il pianeta Twinsun, un pianeta particolare che si trova tra due soli e questo genera due emisferi laterali divisi da un polo artico in formato meridiana. Il pianeta è abitato da 4 specie di esseri umanoidi: i Quetchs simili a noi umani, i Spheros creature dalle forme rotondeggianti, i Grobos elefanti antropomorfi ed i Rabibunnies dei “coniglioni” alti e magri.
LBA in poche righe iniziali spiega anche che ultimamente il tiranno Dr. Funfrock sta radunando tutta la popolazione in un emisfero lasciando l’altro vuoto per i suoi scopi nascosti.
Terminata questa introduzione veloce, parte un filmato full motion in versione incubo che mostra il nostro personaggio principale Twinsen sognare la distruzione del pianeta d’origine.
La storia di tutte le vicende precedenti e successive è poi raccontata man mano che prosegue il gioco, dopo che Twinsen si è liberato dalla cella di detenzione dove è stato rinchiuso a causa di quell’incubo visionario.
Il nostro soggetto così dovrà affrontare una serie di schemi, muovendosi di isola in isola, superare ostici avversari sotto forma di cloni creati dal tiranno, conoscere nuovi e bizzarri personaggi (memorabili quelli di un città chiamata Funkytown), arrivando a liberare la propria donzella e salvando il pianeta dalla distruzione e dalle pazze idee del Dr. Funfrock.
Tutto questo aiutato e ispirato dalla Dea Sendell che fornisce a Twinsen sempre nuove prospettive e nuovi dettagli dell’avvincente trama. Trama ancora più intrigante grazie alla possibilità di girare semi libero per le isole e di affrontare le vicende in diversi stati d’animo: normale, discreto, sportivo o aggressivo.

Una storia lineare che però è narrata e vissuta secondo flashback e sogni futuristici, rendendo il contenuto davvero speciale, commovente ed anche appassionante.
Ricordo che LBA fu il primo gioco che dopo sessioni di ore di gioco, mi ricompariva anche in sogno la notte quando andavo a letto. E’ stata una bellissima e coinvolgente esperienza e solo pochissimi altri videogiochi mi han fornito una dote simile nel corso del futuro.

Nel 1997 gli stessi produttori e distributori, Adeline ed EA, ne fecero un seguito acclamato a furor di popolo: Little Big Adventure 2: Twinsen’s Odissey, interamente in 3D con visuali fisse in prospettiva ed interni simili alla visuale isometrica del primo capitolo. LBA2, nonostante la vendita di più di 600.000 copie, non fu mai un successo mondiale ed un degno seguito del primo in quanto la trama lasciava a desiderare ed era certamente meno ricca di spunti e passione. Fu uno dei tanti seguiti un po’ forzati, che puntava molto sulle nuove caratteristiche grafiche e sul gameplay, ma tralasciava probabilmente il reale impatto di contenuto che tanto aveva reso celebre LBA. Nel secondo capitolo apparivano così su Twinsun uno sbarco alieno, gli Esmers, ritornava in vita il Dr. Funfrock e l’ambiente di gioco si muoveva anche su più pianeti e satelliti nuovi da affrontare. Niente di eccezionale però e non solo la trama era fiacca, ma anche gli enigmi ed i dettagli sembravano tirati via.

Da segnalare in particolare in entrambi le musiche coinvolgenti, come mai in precedenza, nei videogiochi, realizzate grazie a speciali tracce audio contenute nel CD che tanto facevano tribolare chi voleva masterizzare con formato misto audio/dati (ascoltate quella del video che è la main theme).

Insomma, consiglio a chi è appassionato di retrogaming o a chi si vuole passare un paio di giorni di provare questa ormai datata splendida pietra miliare dei videogiochi.

Per maggiori informazioni Wiki in inglese.

Davide Bacchetti a.k.a. Bacco

La tracolla è una chitarra, non un borsello.
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