I Fratelli Russo hanno parlato della tendenza recente a distribuire i nuovi film in streaming per via della pandemia, e detto la loro su Wonder Woman 1984.

Con i cinema chiusi, in alcuni casi ancora da Marzo, molti degli studios più famosi di Hollywood hanno deciso di concentrare le loro attenzioni sullo streaming, e molti prodoti destinati al cinema sono dunque stati proposti sulle varie piattaforme concorrenti. L’ultima in ordine di tempo è stata Warner, che farà uscire Wonder Woman 1984 in contemporanea al cinema e su HBO Max.

Prima di Warner però anche Disney ha portato Mulan e altri contenuti sul piccolo schermo, ed è ancora sul tavolo l’ipotesi di far arrivare Black Widow su Disney+. I Fratelli Russo, che con Marvel e Disney hanno lavorato a lungo, hanno detto la loro sulla situazione:

 

Il mondo sta cambiando alla velocità della luce, e la pandemia ha di sicuro accelerato questo cambiamento. Credo ci siano certe storie che siano più adatte per la distribuzione in digitale, piuttosto che cinematografica, e credo stia diventsando sempre più evidenti quali siano. Credo anche che sia più facile raggiungere determinati posti e regioni internazionali in digitale. Senza contare il vantaggio in termini di costi. La gente condivide account, e possono ottenere anche dieci film al mese al costo di uno. Non tutti possono permettersi il lusso di andare al cinema.

Quindi c’è un pubblico molto più ampio che puoi raggiungere, e non ci sono parametri come i weekend di apertura ai botteghini, per via dei quali i film vengono definiti in maniera inappropriata, perché non tutti i film sono progettati per sbancare ai botteghini nel loro weekend d’apertura. E se questa cosa può danneggiare la storia, o il modo in cui la stampa e il pubblico percepiscano un film, allora forse quella non è la maniera migliore di distribuirlo.

I fratelli Russo hanno poi commentato, come dicevamo, la decisione di distribuire Wonder Woman 1984 su HBO Max:

 

Credo che sia un esempio di come sarà il futuro. E credo che possano potenziarsi l’un l’altro, e quelli che vogliono l’esperienza cinematografica possano comunque averla, e quelli che per altri motivi, di salute, economici o qualunque altra cosa, abbiano l’opportunità di vederlo nelle loro case.

 

Siete d’accordo col pensiero dei due registi?