Recensione Oculus Quest

2 anni fa

6 minuti

Non solo quindi l’Oculus Quest è un all-in-one che si può utilizzare senza dover comprare (o avere) altro, ma ha pure un tracking basato sulle quattro camere on board che riprendono costantemente la stanza in cui vi trovate e i controller che tenete in mano.

Questi due aspetti consentono una libertà di movimento senza precedenti, con un tracking della nostra testa e delle nostre mani nello spazio, consentendo quindi una esperienza virtuale o di realtà aumentata molto soddisfacente.

Per cercare di diffondere il più possibile la nuova piattaforma (che ricordiamo ha giochi dedicati sullo store di Oculus, non è compatibile con gli altri visori) Facebook e Oculus hanno scelto un prezzo piuttosto aggressivo, l’Oculus Quest è in vendita a 449€ o 549€ in base a quanta memoria interna volete: 64Gb o 128Gb.

La prima esperienza con questo tipo di visori è già straniante, ma il Quest aggiunge il fantastico sistema di localizzazione all’interno della stanza in cui vi trovate.

La prima esperienza con questo tipo di visori è già straniante, ma il Quest aggiunge il fantastico sistema di localizzazione all’interno della stanza in cui vi trovate, in cui potrete impostare una “safe zone” semplicemente delineandone i bordi esterni con il controller. Una realtà aumentata davvero molto ben fatta che aggiunge una funzionalità molto comoda durante le esperienze in realtà virtuale: il sistema mostrerà infatti i confini impostati nel caso ci si dovesse avvicinare troppo ai bordi della stanza mentre si gioca.

 

 

I controller funzionano molto bene, vengono individuati dalle camere frontali integrate nel visore e sono diversi rispetto al vecchio Rift, con gli emettitori rivolti verso l’alto.

I controller funzionano molto bene, vengono individuati dalle camere frontali integrate nel visore e sono diversi rispetto al vecchio Rift, con gli emettitori rivolti verso l’alto.

L’area massima impostabile è un quadratone di circa 7,5 per 7,5 metri. È in teoria possibile impostare fino a cinque diverse aree (stanze), ma vi ritroverete semplicemente a reimpostare i confini a mano quasi sempre, perché a me non è mai capitato che si ricordasse la stanza in cui mi trovavo (ma magari questo problema verrà risolto col tempo).

Lo store di Oculus è poi tra i più forniti se non il più fornito in assoluto: si possono giocare quasi tutti i principali giochi in VR e ci sono diverse esperienze di entertainment virtuale, compreso NextVR che tanto mi è piaciuto quando ho provato l’Oculus Go ed è proprio appena arrivato anche su Quest.

 

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Se l’Oculus Go è un visore VR che permette di accedere a servizi come NextVR con grande facilità e a basso costo (sta attorno ai 250€ ora), l’Oculus Quest è un visore che è pensato in primis per giocare.

Beat Saber, The Climb, Robo Recall, Dance Central… sono tutti ottimi titoli che propongono esperienze VR ben fatte.

Insomma il Quest ce la mette davvero tutta a farvi piacere la VR: non servono computer super potenti, si può utilizzare in piedi senza camere esterne, costa relativamente poco e ha un sacco di software a disposizione.

Più o meno.

Purtroppo il punto è ancora che non c’è una vera killer application per la VR.

Purtroppo il punto è ancora che non c’è una vera killer application per la VR e la AR è ben poco sfruttata con il Quest (le quattro camere frontali sono a bassa risoluzione). Certo ci sono gli ultimi videogame, ma niente di quello che c’è ora sullo store giustifica da solo l’acquisto del visore.

La risoluzione degli schermi è aumentata con 1600 x 1440 pixel per ogni occhio e sono migliorate anche le lenti, altro aspetto fondamentale su cui c’è ancora tantissimo margine di crescita. Ma alla fine i pixel li vedi ancora, c’è poco da fare.

È facile impostare la distanza tra gli occhi con una levetta dedicata, ma comunque spesso buona parte della scena è fuori fuoco, perché vi si è spostato il visore sulla testa… visore che è relativamente comodo, ma ancora un po’ troppo pesante, soprattutto se si prevedono sessioni di ore.

In ogni caso l’autonomia non è ovviamente stellare, nella mia esperienza durante la scorsa estate sono rimasto sempre attorno alle 2 ore di autonomia: non poco, ma neanche tantissimo. La ricarica è USB-C: molto bene.

Indossare un Quest, così come tutti i visori di VR, vi isola completamente dal mondo che vi circonda.

Non è esattamente un device sociale, non almeno in locale.

Esistono invece tantissime app che propongono Social VR anche di alto livello. È possibile anche mandare in output quello che state vedendo su un monitor esterno tramite Chromecast (o una Nvidia Shield) in modo tale che chi è in camera con voi almeno capisce che state facendo.

Il Quest offre una strana via di mezzo tra il Go e il nuovo Oculus Rift S.

Il Quest offre una strana via di mezzo tra il Go e il nuovo Oculus Rift S: il visore di fascia alta di Oculus necessita di un computer potente per funzionare, ma esprime anche i titoli migliori in VR, tra i quali anche Stormland, un RPG Open World molto interessante in arrivo… per dire che se volete giocare in VR la soluzione migliore rimane assolutamente il Rift S: il Quest ha un catalogo ancora limitato rispetto al suo fratello maggiore e una potenza ovviamente di molto inferiore.

D’altro canto se siete interessati alle esperienze di NextVR come lo sport o l’avventura in VR, dove fondamentalmente si guardano video in VR ad alta risoluzione… tanto vale risparmiare e comprarsi un Oculus Go.

E allora a chi consiglio il nuovo Quest? a chi vuole sperimentare la VR senza dover investire in un nuovo computer, con l’aggiunta (non da poco!) di avere un all-in-one utilizzabile in piedi e liberamente.

Continuo però a ritenere i visori VR dei dispositivi interessanti ora solo ad appassionati ed early adopter che vogliono sperimentare oggi il futuro dell’entertainment.

Avete voglia di sperimentare qualcosa di davvero nuovo, con un’esperienza in VR tra le migliori in commercio? Compratevi un Quest.

Non siete sicuri di cosa sto parlando e per voi 450€ sono davvero tanti? Aspettate di vedere come evolve il mercato prima di comprare un visore VR.

I prossimi anni saranno determinanti. È ormai chiaro che tutti (o quasi) i grandi della tecnologia stanno lavorando su soluzioni AR/VR e speriamo di vedere una accelerazione lato consumer di questo mercato.

 

80
ME GUSTA
  • Costa relativamente poco
  • Ha un hardware sufficiente
  • Alcuni sport in VR sono davvero una figata
FAIL
  • Contenuti ancora limitati
  • Ci gira solo il gaming più basico e "mobile"
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