Cosa sono i Non-Fungible Token, i crypto-collezionabili da migliaia di euro

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8 mesi fa

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È esplosa la mania per i crypto collezionabili, Non-Fungible Token, un mercato da centinaia di milioni di dollari alimentato da collezionisti che non vedono l’ora di acquistare un momento storico dell’NBA o un gattino virtuale. Ecco quello che dovete sapere.

Solamente due settimane fa la GIF di Nyan Cat, uno dei meme più famosi del web, è stata venduta per 300 Ether, ossia 385.000€. Grimes, fidanzata di Elon Musk e madre di X Æ A-12, ha fatto anche di meglio, vendendo una serie di video e altre immagini artistiche per oltre 6 milioni di dollari.

 

 

In gergo si chiamano NFT, acronimo di Non-Fungible Token: tecnicamente funzionano come le criptovalute, ossia sono oggetti completamente virtuali il cui possesso è certificato e tracciato attraverso un database decentralizzato. Come il network Ethereum.

Gli appassionati fanno a gara tra loro nei siti di aste specializzate per mettere le mani su oggetti virtuali unici o in serie estremamente limitata. Il meccanismo alla base di questa ossessione non è diverso da quello del collezionismo tradizionale, se non per il fatto che l’acquirente – che magari ha speso come nel caso del Nyan Cat centinaia di migliaia di euro – poi non finisce per avere un oggetto fisico da esporre con fierezza nella sua casa. L’unica ricompensa? Il prestigio di poter dire di essere gli unici possessori al mondo dell’originale.

Tutto qui? Beh, non proprio. Ovviamente come per tutte le cose legate al mondo delle criptovalute e ancora di più per quello del collezionismo, esiste un ricco e frenetico mercato di reselling.

Aggiudicandosi un NFT molto raro è possibile poi rivenderlo ad altri collezionisti per una somma ancora più alta di quanto lo si sia pagato.

Vi basti pensare che solamente nel 2020 le vendite legate alla crypto-arte e ai Non-Fungible Token hanno generato più di 250.000.000$.

La maggior parte dei Non-Fungible Token usa lo standard ERC-721, un’evoluzione dell’ERC20 creata da Dieter Shirley della Axiom Zen. Parliamo di uno Smart Contract basato sulla rete di Ethereum e creato appositamente per gestire le transazioni che hanno per oggetto beni non-fungibili e dotati di una loro unicità. Ad esempio gli immobili o, appunto, opere d’arte virtuali dove entra in gioco il diritto d’autore.

C’erano una volta i CryptoKitties

Il fenomeno è esploso nel corso delle ultime settimane – come testimoniano i due casi con cui abbiamo scelto di aprire questo articolo – ma per risalire alla sua nascita bisogna andare indietro di un paio di anni, ossia quando nel 2017 un gioco basato sul collezionare dei gattini virtuali mandò letteralmente in tilt il network di Ethereum.

Se pensate che Magic sia un hobby costoso, date un occhio ai prezzi dei CryptoKitties

Il gioco in questione si chiama CryptoKitties ed è stato creato da un’azienda canadese, la Dapper Labs. L’idea alla base è semplice: usare i nuovi token ERC-721 di Ethereum per creare un mondo a metà strada trai Pokémon e il Tamagochi. Gli utenti possono acquistare gatti dalle caratteristiche uniche e scambiarli con gli altri utenti per altri mici virtuali o in cambio di denaro.

Il fenomeno ha raggiunto migliaia di giocatori e mentre scriviamo alcuni CryptoKittie vengono venduti a centinaia di migliaia di dollari. Proprio come per i Pokémon – dove esistono le creature shiny -, esistono CryptoKittie dotati di caratteristiche che li rendono estremamente speciali e costosi, specie se parliamo dei primi mici virtuali generati all’inizio del gioco (ossia la Gen 0).

La cosa interessante è che i giocatori possono (pagando una commissione) accoppiare i loro gatti, creando nuove creature. Creature che possono essere ovviamente scambiate e rivendute con gli altri giocatori.

Nel 2017 il fenomeno dei CryptoKitties è diventato così grande da congestionare l’intera rete di Ethereum. La cosa interessante dei CryptoKitties – e in generale dei NFT – è che proprio come le criptovalute si basano su una rete decentralizzata.

Questo significa che se un domani la Dapper Labs dovesse chiudere i battenti, i collezionisti continueranno comunque a mantenere il possesso dei loro gatti virtuali e rimarranno liberi di scambiarli senza alcuna limitazione.

 

I Non-Fungible Token del momento

Nel frattempo la Dapper Labs non ha assolutamente chiuso i battenti e dopo i CryptoKitties ha iniziato a stringere partnership con alcuni brand di fama mondiale. L’ultima fatica dell’azienda si chiama NBL TOP SHOT e permette ai collezionisti di acquistare brevi video dei momenti più iconici del Basket americano.

Una clip di LeBron James che fa un canestro è stata venduta per 100.000$, mentre un altro video che vede per protagonista Zion Williamsonè stato venduto per $250,000. In poco tempo NBL TOP SHOT ha generato quasi 50 milioni di dollari.

È anche possibile acquistare dei pacchetti – come quelli delle figurine dei calciatori – con dei TOP SHOT di rarità casuale. Il pacchetto che offre i momenti meno rari costa 9$, mentre per avere una chanche di avere i collezionabili più prestigiosi bisogna spendere, a scatola chiusa, 200$.

Per ovviare al problema di mandare nuovamente in tilt la rete di Ethereum, Dapper Labs ha creato una nuova blockchain dedicata ai collezionabili virtuali chiamata Flow.

Non vi stupirà allora scoprire che moltissime altre aziende hanno fiutato l’opportunità offerta dai Non-Fungible Token, decidendo di entrare nel gioco. Ad esempio c’è chi dà la possibilità agli influencer di creare una versione autografata virtualmente di un Tweet.

Un post dell’investitore Mark Cuban è stato venduto per circa 1.000$. E a dirla tutta non si tratta nemmeno di un post particolarmente memorabile. Uno dei portali più popolari è Nifty Gateway, un sito fondato dai gemelli Griffin e Duncan Foster. Il portale è stato venduto nel 2018 ai fratelli Winklevoss, che curiosamente sono anche loro dei gemelli. O meglio, sono i gemelli più famosi della Silicon Valley (As seen in The Social Network®).

Esistono anche altre realtà meno note ma più vicine alla filosofia originale dei CryptoKitties, nel senso che uniscono al collezionismo una dimensione ludica. Ad esempio 0xUniverse consente di acquistare pianeti virtuali, costruire astronavi e colonizzare nuovi mondi, mentre Ether Quest è un rpg che si basa sul collezionare guerrieri di ogni sorta. My Crypton invece permette di collezionare caricature di personaggi famosi, come Donald Trump o Papa Francesco.

Nel frattempo, il mondo dei Non-Fungible Token ha già catturato l’attenzione degli artisti come Beeple, le cui opere sono state recentemente vendute (per milioni di sterline) dalla prestigiosa casa d’aste Christie’s — che per la prima volta ha accettato pagamenti in criptovalute. Ma non solo, un’opera virtuale chiamata ‘Crypto is bullshit‘ è stata venduta su Nifty Gateway a 66.666,66$. In Italia se ne è interessato anche l’ex youtuber Federico Clapis, che ne ha recentemente parlato con Marco Montemagno.

un’opera d’arte di Beeple

Chi sono, quindi, le persone che hanno speso migliaia di dollari per degli oggetti completamente virtuali?

Alcuni acquirenti di NFT sono collezionisti e fan che amano l’idea di mostrare sui social quello che hanno acquistato. Altri invece cercano di guadagnarci qualcosa. In molti vedono il fenomeno come una forma d’intrattenimento che mischia gioco d’azzardo, collezionismo, investimenti e day trading.

sintetizza il giornalista Erin Griffith sul New York Times.

Stiamo vedendo nascere una nuova generazione di trader all’interno del mercato dei NFT. Persone che sono nativi digitali e vogliono puntare su asset a loro volta nativi digitali e quindi posti al di fuori degli asset tradizionali. Sono persone che hanno accumulato soldi e reputazione e vogliono investire in asset puramente virtuali come i NFT

ha detto, invece, alla CNBC Nadya Ivanova di L’Atelier, lo studio dietro ad uno dei report più completi sul nuovo mercato dei NFT.

Più difficile capire se quello dei collezionabili virtuali sia un fenomeno destinato a durare. Certo, potete obiettare che dei CryptoKitties si è iniziato a parlare nel 2017 e ora le aziende coinvolte si sono moltiplicate così come il giro d’affari. Eppure l’ossessione per i gatti virtuali, all’epoca, non ci aveva messo molto prima di sgonfiarsi quasi completamente, diminuendo di molto le valutazioni dei gatti e i relativi scambi (sotto i 500mila dollari negli ultimi mesi). Le criptovalute e tutto quello che ci ruota attorno sembrano essere caratterizzate da una forte stagionalità, basata su ondate di Hype che nascono e muoiono molto rapidamente.

Forse l’hype non durerà per sempre, ma gli oggetti virtuali acquistati dai collezionisti sì. Tra 100 anni i figli di un anonimo investitore potranno dire di avere ereditato un Nyan Cat originale. Magari non varrà nulla, o forse varrà più di un Van Gogh, ma a prescindere, ci sembra di per sé qualcosa di molto figo. (Immagine in apertura via The Cointelegraph)

 

The Gateway è il magazine settimanale di Lega Nerd che vi parla del mondo della tecnologia e dell’innovazione.

 

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