Alters: la prima supereroina transgender si chiama Chalice ed è creata da Paul Jenkins

3 anni fa

8 minuti

Sono pochi i temi che il mondo dei fumetti supereroistici non abbia ancora affrontato. Tuttavia un supereroe come Chalice non si era ancora visto: già perché la protagonista di questa serie Aftershock di Paul Jenkins è una transgender, all’inizio del suo periodo di transizione. Ma non è il solo cambiamento in atto in questa serie, infatti una mattina Charlie si accorge di avere dei superpoteri, di essere un Alter. Comincerà per lei un’incredibile storia di accettazione, coraggio e super problemi.

Chi ben conosce il mondo dei supereroi sa bene quanto questi fumetti siano una buona base di partenza per affrontare tantissimi temi sociali e di attualità.

Molte volte gli stessi supereroi sono lo specchio delle tendenze e del periodo storico che viviamo.

Molte volte gli stessi supereroi sono lo specchio delle tendenze e del periodo storico che viviamo, ponendosi anche come portavoce di alcuni movimenti o divenendo mezzi di denuncia sociale; il loro potere comunicativo nella cultura di massa è talmente significativo che a volte possono davvero incidere in modo sorprendente sull’opinione pubblica.

Ecco perché se un gigante dei comics come Paul Jenkins (autore di grande successo, creatore di importanti serie come Wolverine Origins, Inhumans, autore Vertigo e coinvolto su parecchi videogames di successo, ideatore del personaggio di Sentry – un essere straordinariamente potente del mondo Marvel ma anche decisamente “fragile” vista la sua agorafobia e le sue frequenti crisi depressive) decide di affrontare un tema delicatissimo e molto interessante come la transizione sessuale non si può rimanere indifferenti.

Charlie è un ragazzo di Cleveland con una famiglia normale, come tanti, in un mondo che però ha appena conosciuto gli Alters, le Alterazioni, ovvero esseri umani che improvvisamente manifestano poteri e capacità soprannaturali.

 

Se la cosa inizialmente desta stupore e meraviglia, purtroppo la realtà dei fatti è tutt’altra: chi acquisisce improvvisamente questi poteri (apparentemente casuali) non sa come controllarli, rischia di diventare un pericolo per sé stesso e per gli altri e soprattutto non è detto che “quell’individuo ogni 50 milioni di persone” utilizzi le proprie capacità di Alter a fin di bene; esistono anche i malintenzionati, i codardi, i criminali.

Come Matter Man, un giovane dotato di straordinari poteri quantici, che per inciso è anche uno psicopatico assassino, intenzionato ad individuare e sottomettere al suo comando tutti gli Alters del pianeta, pena la morte, di chiunque. A poco servono gli sforzi di Octavian (l’uomo più intelligente del mondo, una sorta di super computer vivente), Ember e gli altri Alters dei Guardiani del Cambiamento per fermare lui e i suoi scagnozzi. Matter Man è  sempre un passo avanti, anche in termini di aggressività.

L’opinione pubblica di fronte a terroristi come Matter Man e incidenti ormai sempre più frequenti condanna gli Alters; sono diversi, alieni e non controllabili e rappresentano quindi una minaccia per la popolazione, figuriamoci averne uno per figlio.

L’opinione pubblica di fronte a terroristi come Matter Man e incidenti ormai sempre più frequenti condanna gli Alters; sono diversi, alieni e non controllabili e rappresentano quindi una minaccia per la popolazione, figuriamoci averne uno per figlio.

Mettetevi ora nei panni di Charlie in mezzo a tutto questo casino, che ha appena scoperto di avere dei poteri quantici a dir poco inimmaginabili (può aprire tunnel quantici, teletrasportarsi, scindersi in due corpi, volare): un padre ultranazionalista amante della birra e del baseball (stereotipo certo, ma se pensiamo che il fumetto è stato realizzato in piena campagna elettorale Trump, la cosa acquisisce un buon significato), una madre protettiva ma distratta, un fratello minore iperattivo e decisamente immaturo e un fratello maggiore disabile, afflitto da una paralisi cerebrale che lo costringe su una sedia a rotelle.

E in mezzo a tutto c’è Charlie, che ha preso la decisione più importante della sua vita, ovvero iniziare la terapia ormonale per completare il suo passaggio a donna.

Perché Charlie è indubbiamente una donna, solo che in questo momento ha un corpo nel quale non si riconosce.

La vita le esplode letteralmente tra le mani, in un caos decisamente difficile da controllare; e si sa che quando si è confusi si prendono spesso decisioni avventate.

E in questo caso la decisione avventata è quella di assumere l’identità di Chalice, supereroina in costume, pronta a rivelarsi al mondo ma non alla sua famiglia (un cambiamento è tanto, due potrebbero essere fatali per una famiglia tradizionale).

 

 

I suoi poteri la porranno subito al centro dell’attenzione sia dei Guardiani del Cambiamento (che intendono porsi a traghettatori e guide per i nuovi meta-umani), sia di Matter Man (che vuole ergersi a tiranno invece), sia dell’opinione pubblica, che è del tutto inconsapevole del grande segreto di Chalice.

Ma Chalice/Charlie può fare la cosa giusta, può essere la differenza, il ponte d’unione tra tutti, solo che non ha idea di come farlo. Non ancora.

Questa serie Aftershock (la cui prima uscita italiana di Saldapress comprende i primi 5 numeri americani, sul totale di 10 pubblicati negli States) ha una freschezza e un’immediatezza davvero rara da riscontrare oggi, specie in ambito “super”.

In qualche modo sono tentato di accostarla ad Invincibile di Kirkman, perché riesce a coniugare la verosimilità della narrazione (la componente di attualità è marcatissima), i combattimenti tra supers ed importanti temi sociali.

 

 

 

 

Difficile non provare empatia a pelle per Charlie/Chalice, sia nel suo percorso di accettazione e cambiamento, sia nella sua sfavillante versione in costume, sopra le righe anche se mai eccessiva.

Difficile non provare empatia a pelle per Charlie/Chalice, sia nel suo percorso di accettazione e cambiamento, sia nella sua sfavillante versione in costume, sopra le righe anche se mai eccessiva.

Chalice non è una Drag Queen, ma una donna che cerca di uscire da un guscio che non le appartiene, e gli ottimi disegni di Leila Leiz (già disegnatrice per Bonelli), pop quanto bastano, confermano la sua indubbia femminilità, oltre a sottolineare la sofferenza di Charlie che non riesce ad esprimersi quando si trova con la sua famiglia o sul luogo di lavoro.

Anche in questo caso non posso non pensare a Ryan Ottley o Cory Walker di Invincible, con i quali Leila condivide un gusto per la plasticità delle pose.

Buoni anche i colori di Tamra Bonvillain, semplici ed efficaci, assolutamente in linea con le produzioni supereroistiche e action in circolazione. Da sottolineare che Tamra, oltre ad essere una professionista con una carriera già molto ben avviata, è una transgender e che il suo compito non è stato solo quello di colorare ma anche di fornire a Paul Jenkins gli spunti giusto per approfondire un argomento sul quale – purtroppo – esiste ancora un consistente velo di ignoranza e non parlo esclusivamente di accettazione dello stesso, ma proprio di comprensione a monte.

 

 

Questi primi 5 numeri scorrono in modo molto fluido tra rivelazioni, colpi di scena e una struttura narrativa solida, fatta di un buon equilibrio tra approfondimento dei personaggi (per la verità solo di Charlie/Chalice, gli altri sono piuttosto accennati) e scene d’azione che alleggeriscono il tono ma non nascondono la drammaticità di certe situazioni.

Paul Jenkins si è approcciato all’argomento della transizione sessuale in modo rispettoso e e delicato, ma nel contempo ha saputo allargare la questione affiancandola a molti temi importanti tra cui la paura del diverso (rappresentata dagli Alters), le difficoltà nel prendersi cura di un portatore di handicap e un certo pensiero socio-politico americano che – come ben sappiamo – ha portato gli Stati Uniti ad eleggere un Presidente alquanto discutibile. 

Per fare ciò si è circondato di un team davvero azzeccato: oltre ad essere lui stesso molto attento e puntuale, ha affidato i disegni ad una donna di ottimo talento, sensibile al punto giusto ma che non si tira indietro di fronte alle scazzottate ed i colori ad un’artista transgender che ha sicuramente influito anche sulla sceneggiatura e sull’approccio al personaggio.

Abbiamo visto ormai molte volte l’omosessualità nei fumetti supereroistici (da Colosso nell’Universo Ultimate a Midnighter e Apollo di The Autority, giusto per fare due esempi), così come la mancata accettazione del diverso o dello straniero (dagli X-Men alla recente Ms. Marvel dei Champions) e siamo in qualche modo abituati a molte tematiche “spinose” (depressione, abusi di alcool e droga e chi più ne ha più ne metta), ma era ora che si affrontasse anche la questione dei transgender, con rispetto e competenza in questo tipo di fumetti.

Il messaggio che ne scaturisce è davvero importante e non banale e ci invita a riflettere su questo tema attuale.

Anche perché leggendo Alters probabilmente vi accorgerete di una cosa: per molti dei personaggi coinvolti in questa vicenda sembra che essere un transgender non rappresenti poi chissà quale problema, anzi parrebbe che la cosa affligga solamente la povera e indecisa Charlie.

Magari è la volta buona che impariamo qualcosa.

75
ME GUSTA
  • È la prima volta che leggo di un'eroina transgender e già la adoro
  • Jenkins è uno che i fumetti li sa fare, difficile non trovarsi attratti dalla protagonista, anche emotivamente
  • Buoni ed efficaci sia i disegni che i colori
  • Molto interessanti gli editoriali a fine volume con le interviste di Jenkins ai suoi collaboratori
FAIL
  • A differenza di Chalice il resto del cast è poco approfondito.
  • Tolta la questione della "transizione" la trama "supereroistica" non è niente di nuovo
  • I Guardiani del Cambiamento e gli scagnozzi di Matter Man sono fin troppo stereotipati, non si fanno ricordare
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