Si è tenuta il 20 Giugno nella suggestiva location de La Lanterna ideata da Fuksas, sui tetti del bellissimo centro romano, la conferenza stampa di Spider-Man: Homecoming, alla presenza del regista Jon Watts e del giovane protagonista Tom Holland. Ecco il nostro resoconto della conferenza e ciò che dobbiamo aspettarci da questo nuovo Spider-Man!

Arriverà il 6 Luglio il nuovissimo cinecomic Spider-Man: Homecoming, che vede l’unione tra Sony Pictures e Marvel. Infatti, fino a Captain America: Civil War, il personaggio nato dall’immaginazione di Stan Lee e dalla matita Steve Ditko nel 1962, non erano ancora entrato a far parte del Marvel Cinematic Universe.

Sia Sam Raimi con la sua trilogia partita nel 2002 con protagonista Tobey Maguire nei panni dell’uomo ragno che, tra il 2012 e il 2014, il reboot di Marc Webb con Andrew Garflield ed Emma Stone, non sono mai entrati nel mondo cinematografico Marvel. Spider-Man, infatti, nella sua versione cinematografica è sempre appartenuto alla Sony.

Ma qualcosa sembra essere cambiato e il giovane Tom Holland, nei panni di un inedito Peter Parker adolescente mai visto, è l’interprete di questo personaggio che ha fatto la sua comparsa lo scorso anno in Captain America: Civil War e che tra poche settimana lo vedrà protagonista di un film “tutto suo” accanto a due giganti come Robert Downey Jr. e Michael Keaton.

Jon Watts e Tom Holland sono venuti a Roma, lo scorso 20 Giugno, proprio per presentare il film e raccontarci qualche dietro le quinta, oltre alle loro impressioni, nella suggestiva Lanterna di Fukas, spettacolare cupola in vetro e acciaio con dei disegni che ricordano moltissimo una ragnatela.

 

Spider-Man: Homecoming

 

Tom Holland, nonostante l’inevitabile compostezza tipica degli inglesi, si mostra estremamente entusiasta nei confronti del personaggio, confidando di aver sempre sognato, fin da bambino, di poter interpretare Spider-Man.

T.H.: Grande sfida per me è stata quella di realizzare un personaggio unico. Un personaggio diverso e quasi inedito e a maggior ragione volevo riuscire a interpretare questo tipo di sensazione per poterla trasmettere al pubblico. Inoltre, un personaggio adolescente mi ha dato modo di chiedermi: cosa farebbe un quindicenne con questi poteri? Bhè, credo che si divertirebbe come un pazzo ed è questo che alla fine nel film facciamo vedere: come Peter si diverte a essere Spider-Man. Questa non è una cosa comune che succede negli altri film con i supereroi, anzi. Generalmente i supereroi appena diventano tali, appena hanno consapevolezza dei loro poteri sanno anche tutte le responsabilità che questo comporta. Questo nuovo Peter Parker le responsabilità non le ha ancora.

Accanto a Tom Holland, nei panni del villain di questo film, ci sarà il grande Michael Keaton, ironicamente proprio nelle vesti di Vulture – Avvoltoio. Keaton, in passato, ha ammesso di aver visto i suoi personaggi mascherati come un vero e proprio nemico che, se da un lato gli hanno dato il successo, dall’altro lo hanno relegato solo a uno o due personaggi iconici, bloccandogli non di poco la carriera.

Negli ultimi anni Michael Keaton sta vivendo una nuova ondata di cinema, e già con il meraviglioso Birdman di Alejandro González Iñárritu, ha saputo mostrare il suo lato più ironico e le contraddizioni che possono esserci tra uomo e maschera.

Nel caso di avvoltoio le contraddizioni nascono tra uomo comune e superpoteri, perché in questo Spider-Man: Homecoming il personaggio di avvoltoio si presenterà, prima di tutto, come un uomo comune, un proletario che si ritrova schiacciato dalla classe capitalista, in questo caso rappresentata dalla grandi industri Stark.

 

Spider-Man: Homecoming

 

J.W.: Se da un lato con Tom mi sono chiesto cosa potesse provare un ragazzino nell’avere dei superpoteri, dall’altro ho cercato di fare la stessa cosa con il personaggio di Michael: cosa potrebbe provare una persona normale, spinta a essere cattiva, con dei superpoteri? Per me questa domanda è stata fondamentale, perché è stata la base per la costruzione di questo personaggio. Poi Michael Keaton è un attore incredibile. Devo ammettere, però, che ogni volta che parlavo con lui mi sembrava di parlare con Beetlejuice.

Afferma il regista Jon Watts, alla sua prima volta dietro la macchina da presa con un film sui supereroi. Infatti, lo stesso regista si può notare essere molto entusiasta e attento a tutte le domande poste dalla stampa, cercando sempre di giustificare ogni sua scelta per questo atteso film.

Ma Keaton continua ad essere, per un po’, il centro del discorso, e anche Tom Holland decide di partecipare alla domanda rivolta al regista.

T.H.: Quando Michael Keaton entra in scena il set si trasforma e riesce a dare un’incredibile drammaticità in ogni ruolo. È veramente terrificante, ma al tempo stesso gentilissimo e disponibile!

Altro grande personaggio presente all’interno del film che, come possiamo ben immaginare già da quanto visto in Civil War, fungerà da mentore per il giovane Peter Parker, sarà Tony Stark/Iron Man, ormai tutt’uno con il volto di Robert Downey Jr.. La presenza di questo personaggio, però, preoccupa non poco. La paura crescente che Iron Man possa “rubare” la scena a Spider-Man non è un rischio da sottovalutare, anche se, da quanto è stato possibile appurare dai vari trailer, e secondo le stesse parole di Watts, solamente Peter e la sua scoperta ed esplorazione del suo potere, saranno i veri protagonisti del film.

 

Spider-Man: Homecoming

 

J.W.: Prima ancora che avessi la possibilità di dirigere io stesso un film della Marvel, mi sono sempre chiesto guardandoli: chissà com’è essere una persona normale in quel mondo? Chissà com’è essere una persona normale nella New York dove gli Avengers combattono in giro? Quando finalmente ho avuto questo lavoro, ho capito che avevo la possibilità di raccontare questo mondo attraverso gli occhi di un ragazzo di quindici anni che sta crescendo in questo folle universo realizzato dalla Marvel. Spider-Man avrà avuto circa otto anni quando Tony Stark annunciava al mondo di essere Iron Man, e questo è un altro aspetto che mi ha affascinato fin da subito. Ho usato questo elemento come punto di partenza per raccontare questa storia, facendo un film che parte in piccolo, raccontando la storia del personaggio principale, fino a diventare un cinecomic su larga scala.

Inoltre Spider-Man è uno dei pochi personaggi che hanno la loro identità segreta, e questo Jon Watts cerca di metterlo in chiaro fin dall’inizio, usando appunto la figura di Tony Stark semplicemente come persona che offre dei tirocini, quando Peter sarà costretto ad allontanarsi da casa.

T.W.: Peter non ha di certo chiesto i suoi poteri, ma gli sono capitati. È successo! Cerca di fare del suo meglio per fare le scelte giuste, anche quando magari non sono proprio perfette. Inoltre, ciò che più più affascina di questo personaggio, e il suo riuscire ancora a tenere un’identità segreta.

E per quanto riguarda il passaggio dal piccolo al grande sembra che Jon Watts l’abbia voluto davvero sperimentare fino in fondo con il suo Spider-Man, cercando di unire le passioni del personaggio storico, come appunto la fotografie, alle manie più contemporanei dei ragazzi di oggi, come per esempio il video blogging.

All’interno di alcune clip, infatti, si vede Peter riprendersi dal primo momento che ha incontrato Tony Stark, fino alla storica battaglia che vede divisi gli Avengers, per poi continuare verso la scoperta della sua nuova vita.

 

Spider-Man: Homecoming

 

J.W.: Sappiamo tutti che Peter Parker è sempre stato un fotografo, ma oggi tutti scattono fotografie. Ho pensato, quindi, che vederlo raccontare con un video la sua vita, fosse la cosa più naturale da fare.

E a questo si unisce anche Tom Holland:

T.H.: Sono rimasto chiuso in stanza a girare i video col telefono: è indubbiamente la mia parte preferita perché lì sono io il regista!

L’entusiasmo di Holland continua anche nel raccontare il suo incontro con Robert Downey Junior e anche l’emozione, in una delle domande che più destano curiosità, nell’aver scoperto di essere diventato il nuovo Spider-Man.

T.H.: Dovete sapere che 20 minuti prima del provino mi dicono che sarà affiancato da Iron Man, quello vero, quindi da Robert Downey Jr. in persona. Sono entrato in una stanza e quando l’ho visto è stato il panico. Ero irrigidito, non riuscito a parlare. Non sono riuscito neanche a presentarmi. Bhè… io solo dopo ho scoperto di aver fatto il provino con la controfigura. [ride] È stato pazzesco! Questo ruolo mi ha totalmente stravolto la vita. Quando ho visto il primo film degli Avengers ho capito che volevo assolutamente entrare a far parte del mondo della MArvel, ma mai avrei immaginato proprio in quello di Spider-Man. Alla fine sono stato fortunato, ma ho fatto molti provini. Dopo l’ottavo mi dicono che il giorno dopo avrei avuto una risposta. Sei settimane più tardi su Instagram leggo questo titolo: Tom Holland sarà il nuovo Spider-Man. Sono letteralmente impazzito. Inizialmente credevo fosse un hacker, poi quel giorno stesso mi hanno chiamato confermandomi tutto. È stato bellissimo scoprirlo!

Ma dopo l’entusiasmo per il provino e la conquista del ruolo, Tom Holland ci confessa che non tutto all’inizio è stato così eccitante. Anzi, la parte che tutti credono sia stata quella più entusiasmante è stata, invece, la più deludente.

 

Spider-Man: Homecoming

 

T.H.: La prima volta che ho indossato il costume di Spider-Man ci sono rimasto malissimo! Inaspettatamente, mi aveva dato una parte per Civil War, ma visto che è stata una cosa dell’ultimo momento non c’era un costume pronto. Mi dissero che per farne uno ci vogliono almeno 15 settimane e quindi mi sono dovuto mettere la tuta della controfigura. È stato terribile! La tuta mi stava malissimo, era larga e io non avevo per niente l’aspetto da eroe. Una vera delusione! Poi, invece, sul set di Spider-Man: Homecoming il sogno si è finalmente realizzato!

Spericolato, atletico e senza paura. Ecco come si presenta il Peter Parker di Tom Holland che gioca, tra i grattacieli di New York, tra salti e lanci di ragnatele. Ma gran parte della prestanza fisica dell’attore ventunenne è merito anche del suo passato in teatro.

Holland, infatti, è divenuto molto famoso grazie al suo ruolo da protagonista in Billy Elliot.

T.H.: Il ballo non può certo prepararti per un salto da un palazzo, ma il training di Billy Elliot è stato veramente molto utile per tante delle esperienze che ho dovuto affrontare successivamente. Ho iniziato ad allenarmi quando avevo solo dieci anni, e l’ho fatto per due. All’epoca non ero fisicamente pronto ma, ripeto, senza quel tipo di allenamenti non sarei arrivato a molti dei lavori che ho fatto e che faccio, perché ti consentono di aver un grandissimo controllo fisico e anche mentale.

In dirittura d’arrivo ci si prende un momento anche per una riflessione più profonda e di quanto, al di fuori dello schermo cinematografico, un personaggio adolescente come Peter Parker e la sua doppia identità, possa essere un punto di forza per moltissimi ragazzi. Tom Holland, infatti, portavoce di diverse iniziative contro il bullismo, tra cui quella italiana Mabasta.

 

“Il bullismo è terribile: spero davvero che questo film riesca a unire le persone facendole divertire.” Afferma l’attore.

 

T.H.: Io penso che Peter Parker possa essere un ottimo modello per i ragazzi, diciamo un simbolo. Lui rende cool il secchione. Possiamo definirlo uno sfigato popolare. Quando io era adolescente non ero certo un ragazzo popolare nella mia scuola, ma sinceramente penso che sia molto meglio un esempio come Peter Parker piuttosto che la classica figura del quarterback.

In conclusione, considerando la giovane età di Peter, si chiede sia al regista che all’attore quale potrebbe essere il loro consiglio da dare a Peter Parker:

J.W.: Peter è molto forte, anche se ancora non se ne rende conto. Sicuramente se la caverà!

T.H.: No, non credo che potrei dare dei consigli a Peter Parker. Al massimo potrebbe essere il contrario. Lui è sicuramente persona più corretta che conosca. Al tempo stesso è divertente, adorabile, un gran lavoratore, con dei valori e una mente brillante,e sicuramente sa anche come gestire il denaro. No, sicuramente sono io che avrei bisogno dei suoi consigli; anche perché, se avessi dei superpoteri, rapinerei una banca.

 

Qui di seguito potete vedere il nostro video dalla conferenza stampa con Tom Holland e Jon Watts:

 

 

Spider-Man: Homecoming sarà nelle sale italiane dal 6 Luglio