Rogue One: il boicottaggio dei sostenitori di Trump negli USA

4 anni fa

4 minuti

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Anche Rogue One sembra non essere passato incolume nel grande calderone di bufale della rete. Come molte notizie distorte o inventate, anche il nuovo spin-off di Star Wars ha avuto i suoi canali di distorsione della realtà. La notizia fake parlerebbe infatti di un rifacimento del finale della pellicola per trasformarlo in un inno anti-Trump.

Il gioco delle bufale lo conosciamo tutti, ahimè. Nell’era di quella che ad Oxford hanno chiamato post-verità, il confine tra balla e realtà perde quasi del tutto senso e si mescola, priva di razionalità, nel grande calderone del web. Nessuno di noi, nerd e non nerd, è del tutto incolume dagli effetti di questo distorto meccanismo.

Come funziona una bufala? Si parte sempre da un argomento per il quale indignarsi che posa le sue radici su un qualche residuo di verità. Come è successo qualche giorno fa su Twitter. E’ bastato un solo commento di un ragazzo chiamato Jack Posobiec, appartenente al gruppo Citizen for Trump, ad attivare la macchina del fango contro la pellicola Disney.

I numeri sono importanti, e questo Jack lo sa. La verità è invece marginale. E pure questo Jack lo sa. Con più di 50.000 follower e quasi 1.000 retweet, la bufala ci ha messo davvero poco a fare il giro del mondo.

Di cosa si stava indignando Jack?

 

https://twitter.com/JackPosobiec/status/806854629459918848?ref_src=twsrc%5Etfw

 

Jack informa i suoi follower che ha appena cancellato la prenotazione dei biglietti per Rodue One perchè gli scrittori hanno detto che sarà un film anti-Trump. E ancora:

 

https://twitter.com/JackPosobiec/status/806861054517149696?ref_src=twsrc%5Etfw

 

Jack conferma che gli scrittori hanno riscritto tutto il finale della pellicola, appena dopo la vittoria di Trump, per aggiungerci qualche messaggio contro il nuovo Presidente degli Stati Uniti.

Tornando al fondo di verità in ogni bufala che gira online, che gli dà la giusta spinta per essere resa credibile e verosimile, qualcosa è realmente successo nelle retrovie della produzione della pellicola Disney.  Chris Weitz, uno dei principali autori di Star Wars, aveva diffuso, ai tempi della vittoria di Trump, un’equivocabile immagine che descriveva il suo disappunto contro il risultato delle presidenziali. La spilla da balia è uno dei simboli usati online per identificarsi come non-sostenitori del Presidente.

 

 

Che Chris Weitz abbia sbagliato a sfruttare l’immagine di Rogue One per dar voce alle proprie idee politiche in un contesto che dovrebbe essere privo di qualsiasi schieramento, è chiaro. Infatti poco dopo ha cancellato alcuni commenti che continuavano a insistere sulla somiglianza tra l’Impero e la nuova Presidenza americana.

 

Ma non è stato sufficiente a calmare gli animi di chi si è sentito offeso dagli attacchi arrivati dalla produzione. Ovviamente Weitz non ha mai affermato di aver cambiato il finale di Rogue One per renderlo un film di propaganda anti-Trump, ma quando lasci rispondere ai bufalari, hai già perso.

 

 

Su Twitter, sotto l’hashtag  si è scatenata una vera e propria guerra che va al di là della trama e delle intenzioni del film. Tra sostenitori e criticatori di Trump, c’è chi continua a istigare al completo boicottaggio del film; ci sono i suprematisti bianchi che banchettano con le briciole e c’è chi afferma, come David Slack, sceneggiatore di Lie to me, che se Star Wars, una chiara allegoria del Nazismo, sembra un attacco al Presidente, il problema non è di certo Star Wars:

 

 

Il boicottaggio dei suprematisti bianchi era cominciando ancora prima, con qualche dichiarazione molto pesante circa quello che si era visto nel trailer, attraverso il sito web Info Stormer:

 

Rogue One is another Jew masturbation fantasy of anti-white hatred.

This film should be boycotted. Episode 7 was bad enough featuring that retarded storm trooper Negro and another empowered White female in the lead roles.

 

Ce n’è un po’ per tutti, insomma.

A prescindere dai due fronti e dalle bufale che sono girate, credo che la cosa importante rimanga il film e ciò che trasmette al pubblico. E come opera di intrattenimento, non deve essere contaminata da influenze derivanti dal mondo della politica, della religione e, in generale, dalle idee personali. La rappresentazione e il valore che diamo a parti e controparti, può essere suggerito ma mai confermato.

E soprattutto, non dovrebbe mai e poi mai essere distorto e nostro piacere, trasformando tutto in una gara a chi è più sciacallo.

 

 

 

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