ESL al Lucca Comics & Games 2016

4 anni fa

8 minuti

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Quest’anno a Lucca la presenza del PC Gaming è stata molto forte. Uno dei pilastri più importanti in assoluto è stata la presenza di ESL, che ha portato sul palco vari esponenti dell’E-Sport.

Abbiamo visto come Intel, dopo svariati anni d’assenza, sia tornata a Lucca per via dell’estrema popolarità che il PC Gaming sta avendo di questi tempi e come allo stesso tempo il fenomeno di League of Legends stia dilagando anche da noi.

 

 

Oltre alla forte presenza di League of Legends però, anche un’altro gioco si è fatto spazio in quel di Lucca. Stiamo parlando di Overwatch, l’ultima fatica di Blizzard che si è facilmente affermata all’interno del Gaming Professionale per quanto riguarda gli FPS.

 

La Cattedrale di San Romano, situata a Lucca, presso l’omonima Piazza, è divenuta per i cinque giorni dell’evento, il santuario del Gaming di ESL.

 

Svariati esponenti Italiani dell’E-Sport hanno potuto competere tra loro e con i fan durante i cinque giorni del Lucca Comics & Games.

Abbiamo avuto modo di parlare con Daniel Schmidhofer, di ESL e con Edoardo Badolato alias Carnifex.

Abbiamo avuto modo di parlare con Daniel Schmidhofer, di ESL e con Edoardo Badolato alias Carnifex, uno degli attuali migliori giocatori professionisti presenti in Italia. Abbiamo posto loro una serie di domande per poter approfondire con voi l’E-Sport.

 

Joshua: Ciao Daniel, iniziamo col parlare dell’Electronic Sports League (ESL), potresti dirci com’è nata? 

Daniel: ESL è nata nel 2001 da un manipolo di ex giocatori che all’epoca giocavano nel circuito Europeo, successivamente splittati per diversi motivi.

Sostanzialmente ESL nasce per per offrire ai giocatori una piattaforma con la quale poter crescere professionalmente. Ad oggi conta oltre 2 milioni di iscritti e può vantarsi di avere il torneo più antico a livello internazionale, l’Intel Extreme Masters, poiché tutti i tornei di quel tempo non esistono più.

ESL ha sposato una visione diversa rispetto a molti altri, ricercando sempre la qualità in ogni match. Possiamo vantare giocatori sempre al top che trasmettono il massimo su schermo e inoltre abbiamo una serie di sponsor molto affermati nell’ambito del PC Gaming sul quale poter contare.

L’ESL è quindi sponsorizzata da più partner?

Gli sponsor, come ben saprai, sono d’obbligo per svolgere qualsiasi tipologia d’attività. Ma più che sponsor io li definirei collaboratori. Le aziende con cui lavoriamo non ci supportano soltanto, ma sono coinvolte a trecentosessanta gradi nell’ecosistema di ESL.

È una collaborazione nella quale si lavora insieme per raggiungere un’obiettivo comune, basta guardare la splendida cattedrale in cui ci troviamo oggi per comprendere l’alto livello di coinvolgimento che abbiamo raggiunto.

 

 

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La cattedrale ESL a Lucca

 

 

Vorrei trasmettere un messaggio molto importante: negli ultimi anni sostanzialmente tutti hanno voluto dare spazio all’E-Sport, ma probabilmente nel modo sbagliato.

Sono stati accesi tanti piccoli fuochi, ma nessuno in grado di far crescere questo fenomeno come dovrebbe, almeno qui da noi. Negli ultimi tempi però, le cose stanno cambiano.

Dopo svariati anni Intel è tornata di prepotenza sulla scena Gaming e a qui a Lucca ci ha appoggiato enormemente. Noi cerchiamo sempre di dare il massimo per il nostro pubblico e per i nostri partner, facciamo sempre tutto quello che è in nostro potere per offrire il meglio e grazie ad aziende come Intel abbiamo una marcia in più.

È per via dell’enorme passione che mettete nel vostro lavoro che ESL sta crescendo esponenzialmente, o c’è dell’altro?

La passione va considerata come se fosse una colonna portante, ma ESL è sempre stata al top per come la vedo io. Ricordo che anni fa, per il torneo nazionale di Counter Strike, quando ancora non esisteva Twitch, dall’Italia vennero più di 1000 persone paganti per vedere le finali e oltre 4000 seguirono la partita da casa.

 

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Oggi a Lucca abbiamo una regia spettacolare e riusciamo a trasmettere in più lingue, siamo online in tutto il mondo e possiamo tranquillamente andare in prima serata sulla Mediaset, su Sky e sulla Rai. Come qualità siamo al massimo, abbiamo un team di 15 persone che si occupa della sola produzione televisiva, che ringrazio e ammiro per il lavoro svolto.

Non saprei come esporre ulteriormente quanto del nostro meglio già mostrato, il livello che abbiamo raggiunto qui a Lucca non è certo ai livelli delle finali di Cattovice, dove si lavora per un anno intero prima d’arrivarci, ma direi che siamo comunque ad un ottimo livello.

Questo è il motivo per cui ESL è vincente, non solo in Italia ma ovunque nel mondo.

Oltre all’evento che stiamo vivendo oggi, ci saranno degli altri micro-eventi prima di arrivare nuovamente a Lucca Comics & Games 2017?

Stiamo già lavorando per l’anno prossimo, sarebbe inutile negarlo, ma in Italia abbiamo designato il Lucca Comics & Games come evento centrale per l’E-Sport.

Esistono poi altri eventi, come le finali Italiane che si terranno a Napoli a dicembre presso il Video Game Show, dove si giocherà ad Overwatch, Heartstone e League of Legends, i tre titoli esponenti dei giochi elettronici, non solo in Italia ma nel mondo.

Abbiamo due campionati online stagionali che partono da febbraio fino a maggio/giugno con la fase estiva, mentre la fase invernale va da settembre a dicembre, questi e tutta una serie di campionati offline (come appunto l’ESL Arena qui a Lucca), sono il core dell’E-Sport Italiano offerto da ESL.

 Daniel, tu stesso sei stato un Pro Player in passato. A tuo parere, un videogiocatore cosa deve avere per essere vincente?

È molto semplice, io identifico il Pro Gamer in un qualsiasi sportivo.

Questo perché come base il Gamer non ha nulla di diverso da un giocatore di calcio, tennis o di qualsiasi sport. Ci vuole dedizione, impegno, allenamento e sopratutto concentrazione.

Queste sono le basi per essere un Gamer al top capace di emergere nell’ESL, e non basta il sapere giocare per essere forte, bisogna allenarsi e sudare per raggiungere i propri obiettivi e questo un qualsiasi sportivo lo sa.

 

Se vuoi essere un professionista, devi allenarti duro e sudare.

 

Poi sicuramente c’è tutta una fase tecnica nella quale si devono studiare le strategie avversarie, migliorare il proprio stile di gioco e affinare sempre più la propria tecnica per essere vincenti in qualsiasi situazione.

 

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Dopo aver ringraziato Daniel, abbiamo continuato la nostra chiacchierata con Edoardo che molti conoscono come Carnifex.

Joshua: Ciao Edoardo, io inizierei col parlare di te, come sei arrivato qui? Con quale gioco hai iniziato la tua carriera da Gamer Professionista?.

Carnifex: Su PC ho iniziato a giocare circa quattro anni fa con Team Fortress 2, ma purtroppo TF2 non è stato mai adeguatamente supportato dalla stessa Valve per quanto riguarda il Pro Gaming. Poi sono venuto a sapere di Overwatch ed ho iniziato a giocarci.

In questo caso, aver giocato per svariati anni sempre con TF2, ho ritrovato fin da subito il mio feeling con il gioco di Blizzard, che reputo essere un ottimo Shooter in prima persona.

Quanto tempo dedichi all’allenamento e sopratutto in cosa consiste?

Dipende tutto da ciò per cui mi sto preparando, se ad esempio abbiamo dei tornei molto difficili uno dopo l’altro a distanza di pochi giorni ci alleniamo moltissimo, dalle sei alle otto ore al giorno.

Inoltre non è solo allenamento di squadra, ma ogni uno di noi in base al ruolo svolto ha un allenamento specifico, volto a migliorare le proprie skill.

In tutto questo siete seguiti, avete dei Manager, oppure semplicemente sono degli allenamenti che avete creato voi da zero?

All’inizio era tutta farina del nostro sacco, organizzavamo qualsiasi cosa da soli. Adesso che abbiamo raggiunto livelli abbastanza alti, siamo seguiti direttamente da un Coach che registra le nostre partite e ci fa capire dove abbiamo sbagliato e dove possiamo migliorare, oltre a seguire la nostra forma fisica.

Oltre al Coach c’è anche un Mental Coach che aiuta i Player a rilassarsi e concentrarsi prima di qualsiasi partita.

Questo secondo me è un ruolo molto importante all’interno di un team, poiché quando sei sul palco non devi pensare a nulla, devi essere concentrato sul gioco al massimo possibile.

Che tipo di hardware utilizzate per le vostre sessioni di gioco?

Sicuramente il must have è avere un monitor a 144Hz, visto che sopratutto nei First Person Shooter, il lag è un cosa fondamentale e deve essere ridotto al minimo.

Ovviamente utilizziamo tastiere meccaniche in modo da essere più precisi possibile, mentre il mouse è a nostra scelta, anche se sostanzialmente di base più DPI ha, meglio è.

 

Il gioco deve essere sempre fluido, se vuoi diventare un Pro Gamer, devi avere il top di gamma.

 

 

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Video Game Show

 

 

Daniel e Edoardo hanno certamente ampliato ulteriormente la nostra visione d’insieme su quello che è un fenomeno noto a tutti noi Gamer: l’E-Sport.

Vedere che il Gaming si sta affermando così tanto, anche dal punto di vista Professionale, rappresenta un valore aggiunto del tutto positivo.

Speriamo solo che durante questa continua evoluzione non tutti i giochi puntino ad entrare in circuiti come l’ESL o simili, e conservino la natura di base dei videogiochi in modo da dividere il Gaming in due macro-categorie: da casual o hardcore, al vero Pro Gaming.

 

 

 

Segui la nostra copertura di Lucca Comics & Games 2016 nel nostro hub dedicato: Leganerd.com/LuccaCG16
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