In Francia, all’Università di Poitiers, è stato brevettato Sim Life, un software che permette di rianimare i corpi utilizzati durante le esercitazioni dagli specializzandi in chirurgia.

Fino ad oggi gli studenti in medicina che intendevano specializzarsi in chirurgia si sono trovati di fronte ad uno scenario con due possibilità, quella di poter approfondire l’anatomia sui corpi donati alla scienza, inerti per definizione, e quella di esercitarsi nelle pratiche chirurgiche su manichini artificiali, però interattivi.

 

TO GO WITH STORY BY EMMANUEL COUPAYE Biomechanics department director Cyril Breque controls the blood circulation of a "SimLife" model at the Pharmacy and Medicine Faculty at the University of Poitiers on February 4, 2016. New surgery simulator "SimLife" is allowing medical students to practice surgery on donated cadavres by simulating breathing and blood circulation. / AFP / GUILLAUME SOUVANT

Cyril Breque, direttore del dipartimento di biomeccanica, controlla la circolazione sanguigna di un modello “SimLife” alla facoltà di medicina dell’Università di Poitiers (4 febbraio 2016). / AFP / GUILLAUME SOUVANT

 

la possibilità di simulare eventuali complicanze durante l’intervento

Recentemente, in Francia, questi due aspetti sono stati combinati con la messa a punto (non ancora definitiva) di un software, Sim Life, che permette di controllare una macchina la quale, se collegata ad un corpo adeguatamente riportato ad una temperatura fisiologica, è in grado di ripristinarne il battito cardiaco, la circolazione sanguigna e la ventilazione polmonare. Il vantaggio di un macchinario di questo tipo, oltre a quello restituire ai vari organi le fattezze che possiedono in vita, è la possibilità di simulare eventuali complicanze durante l’intervento, come un’emorragia.