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Stesa sul letto Numero 11 e legata per i polsi e per le caviglie ero entrata nel Paese della Luce.

Quando si parla di Horror Games si è soliti pensare a un’infinità di giochi che sono usciti nel corso di questi anni, questo grazie alla popolarità che hanno acquisito attraverso piattaforme video come youtube.

La verità purtroppo è che molti di questi sono frutto di un lavoro scarso, dozzinale e pieno di cliché che hanno contribuito a rovinare poco a poco il genere.

Ad oggi l’immagine degli horror games, sopratutto nella categoria indie è di solito un gioco di bassa qualità, con qualche jump-scare, con una trama noiosamente scontata oppure quasi inesistente, ed a questo ci siamo abituati.

Con il pensiero di spezzare quest’idea, probabilmente, i ragazzi di LKA.it si sono cimentati nella costruzione di un videogame davvero particolare, per niente scontato né banale e che viene ambientato proprio in Italia, precisamente nell’ex Ospedale psichiatrico di Volterra.

 

 

La trama per ora viene svelata solo in parte (essendo il gioco ancora in fase pre-alpha), facendo spazio a molte congetture riguardo al protagonista che per ora sappiamo essere una ragazza, con precedenti molto inquietanti e collegati in qualche modo all’ex struttura ospedaliera che, ai giorni nostri dove si collocano cronologicamente le vicende del gioco, è in disuso e in rovina.

Starà a noi scoprire i dettagli macabri celati nel manicomio e nella mente della protagonista, e man mano procedere scoprendo la storia che avvolge quel posto.
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L’idea a quanto pare non è piaciuto soltanto a noi, ma anche alla comunità di Steam.

L’idea a quanto pare non è piaciuto soltanto a noi, ma anche alla comunità di Steam, che ha deciso di premiare questo gruppo italiano promuovendo il loro lavoro su Greenlight, la sezione dedicata alla selezione dei migliori giochi indie da tutto il mondo.

Il sottoscritto pensa che, almeno ultimamente, non ci siano molte ragioni per essere fieri di essere italiani, però poi spuntano persone come loro, che hanno un’idea fuori dall’ordinario, che creano un progetto di larga scala e che credono fermamente nel proprio scopo.

Questo è un comportamento di cui essere fieri, soprattutto nel campo videoludico, e questo è un progetto da sostenere non tanto perché sia “nostrano”, ma proprio per la qualità del lavoro.

Ci sono molti modi per supportare questo gioco: dal provarlo una volta disponibile, al parlarne con qualche amico, fino alla donazione di denaro attraverso IndieGoGo acquisendo così il titolo di “Backer”, sostenitore.

Ovviamente più alta sarà la donazione più ampio sarà lo spazio riservato ai sostenitori: da un semplice nome nei crediti finali fino alla comparsa vera e propria durante il gioco attraverso missioni secondarie o nei vari documenti che si troveranno durante l’avventura.

Se siete curiosi di sapere come sarà il gioco o avere maggiori info potete visitare il sito ufficiale del gioco oppure guardare la nostra anteprima qui sotto: