RECENSIONE

The Legend of Zelda: Skyward Sword – Recensione

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16 Febbraio 2012

Zelda is the name of the princess

Nel mondo videoludico, si sa, uno dei problemi principali delle case di produzione è quello di innovare sempre fra un titolo e l’altro, fra un prodotto ed il suo sequel. Uno dei pochi titoli che hanno mantenuto la formula “squadra che vince non si cambia” nel corso della sua lunga vita è stato proprio Zelda. Sin dal 1987 la formula è stata pressapoco sempre la stessa: Zelda viene rapita, Link affronta svariati dungeon in cui trova diversi oggetti per progredire nell’avventura, Link salva Zelda.
Ma allora come è possibile che dopo 25 anni il franchise sia ancora vivo, cosa rende l’ultimo Zelda uscito per Wii uno dei giochi migliori del 2011?
Andiamo per ordine…

Prima impressione

The Legend of Zelda: Skyward Sword (TLZSS) è il miglior gioco per Wii realizzato fino ad oggi. Può essere visto come canto del cigno più che degno per una console che ha fornito pochi titoli videoludici davvero interessanti. Alcuni si sbilanciano, lo definiscono il miglior Zelda di sempre, persino superiore al tanto decantato “Ocarina of time”.

The Legend of Zelda: Skyward Sword è il miglior gioco per Wii realizzato fino ad oggi

Di fatto TLZSS alza ancora una volta l’asticella del franchise e crea nuove strade per il gioco stesso, da cui non ci si potrà mai più esimere dal confronto.
Ciò che rende il gioco eccelso è il suo gameplay perfettamente bilanciato, denso, che implementa in modo perfetto il motion control e che offre una diversità di ambienti, situazioni, eventi a dir poco stupendi.
Nintendo, inoltre, con questo Zelda, decide di analizzare l’origine di tutta la saga, concentrandosi sull’amicizia di un giovane Link ed una giovane Zelda.

Storia


La storia inizialmente si svolge nel più classico dei modi, dopo poche ore di gioco accade uno sconvolgimento del mondo idilliaco in cui i due vivono, Zelda scompare e manco a dirlo Link è l’eroe prescelto per salvare l’amica e, già che ci siamo, anche il mondo.
Fortunatamente il plot, a parte le prime battute, si svolgerà in modo diverso dai classici schemi a cui siamo stati abituati. Nessun colpo di scena devastante, sia ben chiaro, ma sicuramente una storia non totalmente banale. Uno dei più evidenti cambiamenti è, ad esempio, la mancanza di Ganondorf come nemico finale.

Nintendo sembra finalmente avere imparato dagli altri produttori di videogiochi moderni, inserendo anche sequenze cinematiche dal forte impatto emotivo.
Ancora una volta manca il doppiaggio dei personaggi, i loro pensieri sono relegati nei classici “dialog-boxes” che appaiono in sovra impressione, ma fortunatamente la cura grafica con cui sono realizzate le emozioni dei personaggi rende questo fattore praticamente trascurabile.

Senza mezzi termini, questa è la storia meglio raccontata da Nintendo da molti anni a questa parte.
Gli stessi personaggi sono memorabili, nel bene e nel male; sebbene Link sia il classico avatar muto del giocatore i personaggi di contorno sono ben definiti ed affascinanti. In modo particolare Zelda, che fino ad ora era sempre stata niente altro che una “principessa da salvare” diventa un personaggio a tutto tondo, e la sua relazione con Link è il vero punto cardine di tutto il gioco; alla fine il giocatore si ritroverà più preoccupato e partecipe nel suo salvataggio, piuttosto che in quello del mondo.

Purtroppo la stessa cosa non si può dire di Fi, la “spalla” del nostro eroe, che principalmente asserisce al ruolo di ancora di salvezza nel caso in cui ci trovi bloccati. Il personaggio è ben caratterizzato, ma risulta piuttosto noioso nei momenti di gioco, visto che spesso interromperà il ritmo dell’avventura per comunicare informazioni ovvie e quantomeno inutili. Inoltre ogni volta che le pile del Wiimote stanno per esaurirsi non mancherà di segnalarvelo tramite un dannoso segnale acustico.
D’altra parte un fattore positivo è che persino i ruoli più marginali, come gli abitanti di Skyloft, sono perfettamente distinguibili e si ricordano con simpatia.

Controlli e movimenti

A proposito di Wiimote TLZSS utilizza il Wii MotionPlus, e lo fa dannatamente bene, al punto di chiedersi per quale motivo non si fossero ancora visti dei motion control così curati fino ad ora. Dimenticate la semplice pressione del tasto A per eseguire pressoché qualsiasi mossa. La velocità di risposta e l’intuitività dell’intero compartimento controlli sono qualcosa di perfetto. Lanciare o far rotolare bombe, nuotare e puntare la spada verso il cielo non sono solo azioni che sembrano naturali, ma ti fanno pensare come sia possibile che giochi simili non siano stati giocati in questa maniera fino ad ora.
Con TLZSS finalmente i giochi motion controlled hanno un senso, i comandi non sembrano inseriti a forza nel gioco, e non sono macchinosi fino al ridicolo.

Non è tutto rose e fiori, infatti per abituarsi al nuovo sistema di combattimento è richiesta una buona dose di abilità e pazienza. Nonostante agitare in modo scomposto il Wiimote possa, a volte, funzionare, sappiate che i nemici sono programmati per reagire a questo tipo di approccio, spesso punendo il giocatore stesso.

Con The Legend of Zelda: Swyward Sword finalmente i giochi motion controlled hanno un senso

Posso dire che spesso mi sono trovato a perdere la pazienza e ad imprecare contro lo schermo, ma agitare il telecomando più velocemente non mi ha mai salvato.
Sia bene inteso che i combattimenti non sono diventati impossibili, ma la loro complessità, unita ad un design dei puzzle e del mondo più sofisticato, rendono ogni vittoria assai piacevole; per farla breve è difficile morire, ma sconfiggere i propri avversari richiede un duro lavoro.

Novità

Il combattimento non è l’unica area in cui il gioco è diventato più cerebrale. Nintendo ha cambiato il modo in cui si naviga la mappa del mondo ed il modo in cui sono strutturati i dungeon.
Precedentemente si aveva un’area estremamente vasta che si diramava in aree più piccole le quali fornivano l’accesso ai vari dungeon. In Skyward Sword le cose cambiano; il reame aereo in cui parte la nostra avventura, ovvero quello di Skyloft, anche se perfettamente esplorabile, di fatto è una sorta di hub tramite cui accedere alle varie aree sottostanti.
Purtroppo si perde un po’ il senso di unitarietà e connessione fra le varie lande terrestri, ma almeno viene eliminato quel senso di spaesamento quando si avevano delle intere aree inesplorate della mappa; fortunatamente, inoltre, i viaggi da un punto all’altro sono tornati ad essere piacevoli e non eternamente lunghi, complice anche un semplice sistema di checkpoint che permette di ritornare velocemente alle aree già visitate.

I cambiamenti non finisco qui. Prendendo spunto da Metroid TLZSS richiede, nelle fasi avanzate di gioco, di ritornare alle zone già visitate, per accedere a parti precedentemente inaccessibili grazie ad i nuovi tool che si sono ottenuti. Arrivare ai dungeon adesso richiede ore di esplorazione e di side quest che permetteranno l’accesso al tempio in questione.

Gli stessi templi sono ora più piccoli, ma più vari, e i classici enigmi composti da cubi da spostare o torce da accendere sono stati sostituiti da enigmi più articolati che spesso richiedono l’utilizzo degli oggetti a disposizione di Link.

Dal primo tempio fino all’ultimo (probabilmente uno dei migliori mai realizzati) le cose migliorano in modo progressivo e il piacere di affrontare le svariate prove che ci si parano innanzi aumenta sempre di più.
Inoltre i vari templi sono disseminati di vari punti di salvataggio, i quali evitano l’arduo compito di dovere sempre ripercorrere il dungeon nella sua interezza nel caso si scelga di interrompere la partita.

Grafica e Suono


Graficamente la Nintendo è riuscita a trovare uno stile che riunisce il realismo di Twilight Princess (il capitolo precedente, sempre su Wii) allo stile cartoonesco di Wind Waker (due titoli fa su GameCube) senza compromessi.
TLZSS ci fa capire che spesso la qualità della grafica di un gioco non passa necessariamente attraverso i poligoni, alle texture ad alta risoluzione o all’iper-realismo. A maggior ragione dimostra che la grafica non è necessariamente tutto per potere godere appieno di un gioco.
L’approccio minimalista non è funzionale solamente al “tono” del gioco (che comunque non si prende mai troppo sul serio) ma ha anche permesso ai designer di sbizzarrirsi nella creazione di paesaggi e creature che in un setting realistico non avrebbero funzionato.
Le limitazioni tecniche della console di casa Nintendo sono anche ben mascherate; ad esempio gli sfondi delle zone più lontane sono sempre leggermente sfocati e danno quasi l’impressione di trovarsi all’interno di un grande dipinto. Le stesse espressioni dei vari personaggi sono credibili e riescono a non fare sentire la mancanza di un doppiaggio in senso stretto.

La colonna sonora è di tutto rispetto; per la prima volta nel franchise non vengono utilizzati suoni campionati, ma una vera propria orchestra sinfonica ha inciso le musiche che ci accompagneranno in tutto il gioco, peccato solo la stessa cosa non possa essere detta dei classici effetti di “apertura scrigno” o “sblocco nuova area” (chi ha giocato a Zelda saprà a cosa mi riferisco)

Sia ben chiaro, TLZSS soffre di alcuni problemi. La camera spesso non si posiziona in modo corretto. Il Wiimote richiede, ogni volta che viene avviato, una ri-calibrazione, il vostro compagno di avventura è una simpatica rompicoglioni e il frame-rate soffre della scarsa potenza del processore della console.
Il vero problema di questo gioco potrebbero essere i fanboy, ai quali, si sa, i cambiamenti non piacciono più di tanto; anche se in questo caso sono davvero una boccata di aria fresca per tutta la serie.

Conclusioni


Questo è il gioco della Wii che stavate aspettando, che giocherete per interminabili ore e che una volta ultimato vi lascerà con un piccolo vuoto interiore.

In definitiva credo che The Legend of Zelda: Skyward Sword verrà ricordato come il titolo che ha rivitalizzato un franchise, che ha mostrato cosa significa implementare il motion control in modo sensato e ottimale e che ha dato l’ultima spinta vitale ad una console oramai verso la fine dei suoi giorni. (un po’ come fece God of War II per la PS2)
Questo è il gioco della Wii che stavate aspettando, che giocherete per interminabili ore e che una volta ultimato vi lascerà con un piccolo vuoto interiore.
Permettetemi di darvi anche un altro piccolo consiglio. Se non l’avete ancora preso non lasciatevi sfuggire l’edizione limitata per il 25-esimo anniversario di Zelda, contenente, oltre al gioco, un controller esclusivo e un cd con la colonna sonora di diversi Zelda eseguita magistralmente da un’ orchestra sinfonica appositamente composta per l’occasione durante il “The Legend of Zelda 25th Anniversary Symphony Concert”

via IGN.com | Gametrailers.com

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giovedì 16 Febbraio 2012 - 12:30
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