Sherlock (Holmes) – Serie Tv

10 anni fa

5 minuti

Bene, dopo gli scorsi articoli faceti oggi torniamo a parlare di cose serie, e con cose serie, intendo proprio serie, e in questo caso della serie “Sherlock”.
Descrizione breve: prendete Sheldon e mettetelo a fare l’investigatore.
Descrizione lunga.
Sherlock è una serie televisiva prodotta dalla BBC arrivata alla sua seconda stagione ed è già data per certa la terza stagione.
Sulla Lega è già presente un articolo qui che ne annuncia la messa in onda, spero di non passare come reposter (esiste?), ma volevo anzi approfondire un po’ quella prima segnalazione (a voi l’ardua sentenza).
La BBC ci ha da sempre abituati a telefilm di ottima fattura, per molti aspetti superiori alla controparte americana [inizio modalità IMHO] The IT Crowd fa a pezzi The Big Bang Theory, Misfits è decisamente meglio di Heroes, persino Coupling è più apprezzabile di Friends e non fatemi parlare di Hustle che considero un piccolo gioiello [fine modalità IMHO], e Sherlock non fa eccezione essendo una serie tv estremamente curata e decisamente apprezzabile.
La serie è creata da Steven Moffat e Mark Gatiss entrambi attivi su ricostruzioni televisive per ambientazioni vittoriane, entrambe grandi fan del detective più famoso della storia della letteratura e entrambi delusi dagli adattamenti televisivi che si sono susseguiti nel tempo.

La serie ha vinto il BAFTA per la categoria Drama, Best Supporting Actor, e diversi altri riconoscimenti.

Per quanto riguarda la serie in se Sherlock Holmes viene magistralmente trasposto ai nostri giorni, Sherlock (Benedict Cumberbatch) è un “consultant detective” per la polizia di Londra, è un uomo estremamente intelligente ma incapace di relazionarsi agli altri, disinteressato alle donne, sicuro di se, sbruffone e sarcastico con chi reputa più stupido di lui (ossia tutti ad eccezione della sua nemesi Moriarty)… Vi ricorda qualcuno?
Al suo fianco troviamo il dottor Watson (Martin Freeman), molto più capace di interagire con le altre persone (e ha anche un discreto successo con le donne) ammira moltissimo il suo compagno ma capisce bene i suoi limiti (sociali) aiutandolo molto più di quanto Sherlock ammetterebbe mai.
Nella serie Sherlock e Watson agiscono in una Londra contemporanea, con tutti gli strumenti della nostra epoca, cellulari, sms, internet, gps, ma alla fine è sempre la spietata capacità di analisi di Sherlock a risolvere il caso.

Gli sceneggiatori sono stati molto attenti a non snaturare la natura del personaggio di like a sir Arthur Conan Doyle e molti elementi sono riconoscibili per chi, come me, è un appassionato dei suoi romanzi.
Ad esempio i due vivono al 221b di Baker Street, con l’anziana governante, Sherlock fuma (anche se non la pipa) e suona il violino ed è un esperto di chimica (e di tipi di tabacco).
Watson è un soldato e un medico che ha partecipato alla guerra in Afghanistan (come l’originale solo una guerra successiva), al posto del famoso taccuino in cui annotarsi i casi, Watson usa un blog, Sherlock ha una rete di senzatetto per raccogliere informazioni similemente ai ragazzini di strada dei romanzi etc. gli stessi episodi richiamano i famosi casi costruiti da Doyle (Uno studio in Rosa, il Segugio di Baskerville etc.)
Ma soprattutto la straordinaria capacità di deduzione e di cold reading del personaggio è resa ottimamente, Sherlock osserva una realtà aumentata, guardando una persona è in grado di ricostruire da piccolissimi dettagli intere parti della sua vita.
Una caratteristica che spesso mette in imbarazzo le altre persone, soprattutto perché Sherlock non si fa problemi a rendere pubbliche le sue affermazioni.

Unica pecca, a mio avviso, sono i casi in se, spesso sono semplici, rispetto alle intricate trame di Doyle, non c’è un vero e proprio elemento sorpresa, non sono gialli propriamente detti (in cui, teoricamente, il lettore ha le stesse informazioni dell’investigatore e potrebbe scoprire il colpevole prima della fine) ma si incentrano di più sull’azione, inoltre alcuni aspetti sono (se analizzati con un minimo di attenzione) molto poco credibili in un ambientazione reale come quella che propone la serie.
In compenso gli episodi sono dei piccoli film (della durata di ’90 min l’uno).

Gli inglesi purtroppo ci hanno anche abituato a stagioni di pochi episodi e Sherlock ne ha 3 per ogni stagione.
Ne consiglio vivamente la visione, meglio se in lingua originale, è un prodotto davvero ben fatto e per certi aspetti molto nerd, vale la pena già solo per i personaggi e le loro interazioni.
Vedendoli ho riprovato alcune emozioni che mi avevano trasmesso a suo tempo i racconti del maestro del giallo tra cui (e qui chi ha letto i libri mi capirà senz’altro) chiudere il libro e iniziare a scrutare le persone cercando di indovinare la loro vita dai dettagli del loro abbigliamento.

O per dirla con una bravissima Irene Adler (Lara Pulver) I’m

Spoiler
Sherlocked

[LN series] – LN Series è una rubrica che recensisce per LN i migliori telefilm del presente e del passato

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