Crossfire - Time Freeze Scene

L’effetto di Time Freeze, tempo congelato, viene di fatto scoperto da Eadward Muybridge nel 1881 nel suo studio sul movimento dei cavalli. Scattando foto sequenziali ad un cavallo in corsa e proiettandole una dopo l’altra si poteva ottenere una simulazione di movimento. Da li nacque l’idea di scattare foto simultanee ad un soggetto, con la possibilità di proiettare in sequenza e osservare lo stesso soggetto immobile in una singola fetta di tempo. Questa tecnica in fotografia è chiamata per l’appunto Time-Slice. Nel cinema moderno questo concetto è stato ripreso da Matrix con la tecnica del bullet time, in cui più di duecento fotocamere scattavano ripetutatemente, dando la possibilità al regista in fase di montaggio di muoversi sia nello spazio che nel tempo.

Un altro modo per avere un effetto di tempo congelato è quello di far stare immobili gli attori e inserire elementi digitali per aumentare il realismo della scena. Cosi è stato fatto in Spiderman, e le immagini in movimento reali sono state sincronizzate con gli elementi digitali grazie all’utilizzo del Motion Control, uno strumento in grado di memorizzare movimenti focali e messe a fuoco e di riprodurre infinite volte la stessa identica ripresa.

La stessa cosa è stata fatta in questo cortometraggio realizzato a costo 0 e con strumenti veramente alla portata di tutti. Invece dell’utilizzo del Motion Control è stato usato un software in grado di effettuare il Camera Match, ovvero di ricostruire il movimento reale della camera e riportarlo in un ambiente digitale. Su questo movimento di camera virtuale sono stati applicati tutti gli elementi e gli effetti digitali per aumentare il realismo della scena.

Nel more il making of:
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Fonte: Jacopo Costantino, autore del cortometraggio; Rejane Hamus-Vallèe “Effetti speciali: forma e ossessione del cinema”; Esperienza personale.

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giovedì 7 luglio 2011 - 9:47
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