(dis)Informazione scientifica #LegaNerd
di
serch serch
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”Scientific journalism is too important to be left to journalists”
(Il giornalismo scientifico è troppo importante per essere lasciato ai giornalisti)
~ Richard Dawkins

È noto a tutti che i mass media nazionali si occupano quasi esclusivamente dei soliti due o tre argomenti: politica, cronaca nera e calcio. Non so quale dei tre argomenti sia maggiormente fastidioso. Ad ogni modo quello che noto è che purtroppo l’informazione e la divulgazione scientifica è cosa sempre più rara. E le poche volte che al telegiornale o alla radio vengono date informazioni di presunto carattere scientifico, possiamo sentire solo quelle che, per non essere offensivo e volgare, potrei definire al massimo come delle curiosità.

Vi copio qui di seguito, sotto approfondimento, l’estratto di due articoli che trattano lo stesso tema, ma prelevati da due siti differenti. Avevo sentito la notizia in questione alla radio, e ho cercato allora qualche informazione in più in rete, dove ho ricevuto la triste conferma che di scientifico non c’era assolutamente nulla. Gli articoli in questione dovrebbero trattare di una ricerca volta a scoprire gli effetti benefici del succo di ciliegia, in particolar modo per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Purtroppo non ho trovato il testo della notizia sentita alla radio, il cui titolo ad effetto era: “Il succo di ciliegia cura l’infarto”.

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Cosa c’è che non va in questi due articoli? Tralasciando l’errore grossolano in cui vengono scritti sia genere che specie con la lettera maiuscola, vediamo di analizzare qualche punto.

“Una ricerca dell’università del Massacciussez”:


La validità degli esperimenti e l’attendibilità di tutto ciò che viene scritto, sembra data per scontata per il semplice fatto che ci sia scritto “I ricercatori dell’Università dell’Arizona” (o del Michigan nel secondo articolo, ma mi auguro siano ricerche indipendenti che abbiano dato risultati simili). Non sappiamo il nome dell’università, che dipartimento e nemmeno chi l’abbia fatta. Spesso però iniziare un articolo con “una ricerca dell’università del Massacciussez ha dimostrato che” rende attendibile tutto ciò che segue, o almeno questo accade nei nostri media. Altra cosa importante è il fatto che le università americane basano quasi esclusivamente i loro fondi per la ricerca da donazioni di privati o di aziende. Il sistema ha senso, perché l’azienda investe in ricerca attraverso l’università, ma l’altra faccia della medaglia è che spesso le aziende che investono chiedono però di fornire loro una ricerca che avvalori ciò di cui l’azienda stessa si occupa. Mi spiego meglio, che effetto avrebbe questa ricerca se si scoprisse che è stata realizzata con i fondi donati all’università dalla (invento) Cherry & Juice Inc, multinazionale nel settore dei succhi di frutta?

“La ricerca è stata condotta su 10 adulti”:


Anche una persona che non se ne intende di statistica penso sia in grado di capire che il numero del campione su cui è stato fatto il test è a dir poco ridicolo. Perché un conto è affermare che su questo ristrettissimo campione l’esito dell’esperimento è stato positivo, mentre ben diverso è affermare che il succo di ciliegia previene l’infarto, in assoluto. Questa cosa vale anche per quelle notizie di presunta statistica dove sentiamo frasi del tipo “il 90% della popolazione vorrebbe questa o quell’altra cosa”. È importante però sapere come sono stati ottenuti questi dati: è stata fatta un’intervista fuori da un supermercato oppure su un campione quantitativamente apprezzabile, diviso in ugual misura per sesso, età, stato sociale, istruzione, etc?

Se A = B, allora B = Z:


Assolutamente no! L’errore maggiore che si può commettere in questo tipo di ricerche è proprio quello di trarre conclusioni affrettate e non confermate da sufficienti test ed esperimenti. Nel nostro caso, il fatto che il succo di ciliegia riduca il colesterolo (a 10 persone obese) non significa che sia in grado di curare/prevenire l’infarto. Il colesterolo è una delle cause dell’infarto, ma non l’unica ovviamente.

Cita le fonti:


Come sappiamo bene qui su Lega Nerd, senza fonti la validità di un qualsiasi articolo è pressoché nulla. La bibliografia e le fonti di quello che si legge è quasi sempre assente, e nel migliore dei casi c’è un link al blog dal quale è stata copiata la notizia. Questo vale anche per presunte riviste scientifiche che troviamo in edicola, dove il massimo delle informazioni sulle fonti sono quelle citate nel primo punto.

Il sesso tira:


Ultimo punto che vorrei affrontare, ma che non c’entra con questo articolo in particolare, è l’argomento del sesso. È un argomento che piace e che vende, ma purtroppo viviamo in un paese un po’ troppo bigotto e moralista, dove ci sono ancora tabù fortissimi, che ci trasciniamo dal medioevo. Allora come fare a parlare di sesso, ma senza passare per pervertiti? Parliamone in chiave scientifica! Ho disdetto il mio abbonamento a Focus da qualche anno ormai, ma da ciò che vedo sulle copertine nelle edicole mi sembra che la tendenza sia rimasta la stessa. E lo stesso vale per portali web come Libero.it, Yahoo e compagnia bella. Questo è un caso in cui fare pseudo-divulgazione diventa remunerativo, anche in un paese dove la disinformazione regna sovrana.

Conclusioni:


Tirando le somme quello che gradirei emergesse da questo articolo non è che i servizi e le notizie a carattere scientifico riportano informazioni false o contraffatte; ma vorrei però far notare che quelle notizie non hanno valore, o ne hanno ben poco, da un punto di vista prettamente scientifico.

D’altro canto, è vero che se non ci fossero nemmeno queste notizie, i media si occuperebbero solo di cronaca nera, con casi mediatici di cui penso ormai siamo tutti stanchi. Sarebbe utile secondo me maggiore divulgazione, ma di quella fatta come si deve, e ad esempio il caro Piero Angela ci ha fatto vedere negli anni come si può fare. Resta il fatto che al mondo d’oggi è tutto controllato dal denaro (ricerca scientifica compresa), e quindi se fanno più ascoltatori Mistero oppure Uomini e Donne di Super Quark, perché investire nell’informazione?

Fonti:
Primo articolo
Secondo articolo
Il campionamento statistico su Wikipedia.
Il campionamento statistico nella ricerca sanitaria.
Analisi del Centro d’Ascolto sulle notizie di cronaca nera nei telegiornali
Commento ai dati del Centro d’Ascolto riportati qui sopra, in un video di Alessandro Robecchi (editorialista) con particolare attenzione su Studio Aperto.

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