L’odore della carta, i dadi poliedrici, le schede personaggio, le interminabili serate passate attorno ad un tavolo tra orchi, insidie, magie, rovine dimenticate e combattimenti all’ultimo sangue. Per oltre 40 anni Dungeons & Dragons è stato questo e molto altro ancora: un gioco di ruolo che continua a coinvolgere ed appassionare intere generazioni e che ha fatto della sua anima cartacea un baluardo in difesa della semplicità e dell’immaginazione, forte della sua natura creativa e della sua innata capacità di resistere ai cambiamenti imposti dall’avanzamento tecnologico.

Nonostante, D&D resti ancora oggi una granitica certezza per gli amati dei giochi da tavolo, esattamente così come si presenta e nella forma sua forma originaria, le cose potrebbero però ben presto cambiare. Del resto, in un momento in cui incontrarsi dal vivo diventa sempre più difficile, si avverte sempre di più il bisogno di cercare una soluzione che renda possibile condividere l’esperienza anche a distanza.

Una soluzione che sembra esser stata trovata dal neonato studio di sviluppo milanese Paper Crown che con il suo titolo d’esordio Nomadic punta a digitalizzare al 100% non solo l’esperienza di Dungeons & Dragons ma qualsiasi altro gioco di ruolo per permettere ai giocatori di godere dell’esperienza senza la necessità di sedersi fisicamente attorno ad un tavolo. In occasione della Milan Games Week 2021 abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con gli svilupatori che ci hanno illustrato gli elementi e le meccaniche di base di quest’ambizioso progetto che mira a traghettare i giocatori di ruolo oltre la carta e la penna per introdurli in un fantastico mondo tutto digitale.

Dalla carta ai pixel

Alla base dello sviluppo di Nomadic vi è la volontà ed il desiderio di rendere più accessibile l’esperienza dei giochi di ruolo con l’obiettivo di riuscire a coinvolgere e a soddisfare non solo i neofiti, ma anche i giocatori di lunga data. Un elemento focale, quest’ultimo, su cui lo studio si è particolarmente soffermato durante la fase di sviluppo. I membri del team, del resto, sono dei grandi appassionati di D&D e simili e riuscire a creare un’esperienza che potesse risultare familiare anche per i giocatori più esperti è sempre stato il loro fine ultimo.

Ed è proprio in virtù di questo che i ragazzi di Paper Crown hanno lavorato al gioco con l’obiettivo di riuscire a mantenere il più possibile il feeling dell’esperienza originale, con una cura che è possibile riscontrare nella scelta del design dei personaggi che richiama lo stile delle miniature, nella conformazione delle mappe di gioco e tanto altro ancora.

La nostra prova inizia dalla creazione del personaggio, non prima ovviamente di aver scelto nome, livello, hp inziali e se essere in questa partita un Dungeon Master o un semplice giocatore. L’editor – che va a sostituire la funzione delle schede personaggio – fornisce diverse possibilità di personalizzazione: si può scegliere la tipologia di personaggio, la razza, modificare l’estetica, selezionare le armi e scegliere infine anche il colore di base della miniatura. Oltre a questo, vi è anche una sezione di testo libero dedicata all’inserimento della backstory del personaggio che ci permette di aggiungere tutte le informazioni aggiuntive per personalizzare le nostre caratteristiche e le nostre skill.

Un elemento che è stato inserito con lo scopo di permettere ai giocatori di avere ancora più libertà nel personalizzare l’esperienza di gioco, senza alcuna regola o limitazione.

Essendo Nomsadic un’esperienza che punta a digitalizzare non solo D&D ma anche tutti gli altri giochi di ruolo, mettere a disposizione dei giocatori del materiale narrativo da cui attingere informazioni per creare il proprio personaggio sarebbe risultato limitante per il tipo di esperienza che il gioco intende proporre. Ogni giocatore dunque avrà così modo di fissare le proprie regole, potendo sfruttare così gli strumenti messi a disposizione dall’applicazione in maniera assolutamente libera e versatile.

Una volta creato il nostro personaggio, passiamo dunque alla creazione della lobby con cui potremo liberamente dialogare con gli ospiti della nostra stanza – che potrà contenere da 2 ad un massimo di 10 giocatori – in qualsiasi momento, sia in privato che in pubblico.

Avendo scelto per questa partita di essere un Dungeon Master abbiamo avuto modo anche di creare la mappa, potendo scegliere tra tre diverse dimensioni e diverse tipologie terreno, avendo anche la possibilità di aggiungere preventivamente o in tempo reale altri elementi ambientali come rocce, erba, alberi, muri di pietra, laghi e tanto altro. Ovviamente, si potranno posizionare sulla mappa di gioco anche nemici, NPC e altre piccole sorprese per gli altri giocatori.

 

Una volta posizionati tutti gli elementi, la partita avrà inizio: durante la sessione, i  giocatori potranno lanciare i dadi digitalmente – avremo sempre i classici dadi da 4, 6, 8, 10 e 12 facce – senza avere più il bisogno di appuntare statistiche e cambiamenti dei personaggi su un foglio. Si potrà dialogare con gli altri liberamente tramite la chat a disposizione dei giocatori presenti nella stanza ed il Dungeon Master potrà non solo scegliere se dialogare con tutti o solo con uno dei giocatori, tramite chat privata, ma avere il controllo di alcune particolari feature, posizionando a seconda dei bisogni narrativi personaggi e nemici sulla mappa.

In sostanza, quella di Paper Crown resta un’operazione senz’altro delicata ed ambiziosa. Nonostante si vociferi da tempo di una possibile svolta digitale di D&D,i tentativi di digitalizzare l’esperienza sono sempre stati sin troppo timidi o parziali. Si pensi ad esempio a D&D Beyond, l’app che fu lanciata qualche tempo fa e che permetteva ai giocatori di sfruttare dei tool digitali a supporto degli strumenti cartacei per facilitare la consultazione del materiale e per non snaturare l’esperienza originale.

Se è pur vero però che gran parte del successo di D&D è alimentato dall’attaccamento al concetto di socialità, l’esperienza offerta da Nomadic potrebbe essere recepita come un grande valore aggiunto per la community di appassionati non solo per l’opportunità di giocare senza di fatto avere alcun limite, ma anche per le numerose possibilità di personalizzazione dell’esperienza che il titolo offre.

A questo punto, sarà interessante capire come il progetto verrà supportato nel tempo e come quali elementi verranno implementati al fine di rendere ancor più ricca e stimolante l’esperienza . Gli sviluppatori ci hanno anticipato che prossimamente verranno rilasciati dei DLC a pagamento che includeranno nuovi personaggi e piccole quest.

Nomadic è un titolo attualmente in sviluppo. Sarà rilasciato in early access nella prima metà del 2022 su PC. In futuro, è previsto anche un debutto su sistemi mobile pensato per rendere l’esperienza di gioco ancor più accessibile per tutti gli appassionati.

Se siete interessati a saperne di più sul progetto vi consigliamo di visitare il sito ufficiale di Paper Crown.