Ormai tutti avrete visto il nuovo film dedicato a Cap e visto che qui sulla Lega non è ancora stata pubblicata una recensione e soprattutto non è ancora stato avviato uno scambio di opinioni in merito ne approfitto per dire la mia.

Sono molto, molto legato alla trasposizione cinematografica di Capitan America visto che è con quella che ho iniziato a pubblicare post sulla Lega, ormai nell’agosto del 2011.

Del prequel avevo apprezzato molto l’ambientazione vintage, il personaggio di Howard Stark e sinceramente non molto altro. Ho poi rivisto Cap ne “I Vendicatori” dove la faccetta da bravo ragazzo di Chris Evans ha tremendamente sfigurato nel confronto con Robert Downey Jr.

Superato il soporiferissimo secondo film di Thor ho atteso con ansia l’arrivo del seguito de “Il primo vendicatore” perché speravo davvero che finalmente si riuscisse a dare giusta vitalità e grinta ad un personaggio che a mio modo di vedere non era stato adeguatamente sfruttato.

Posso dire di essere rimasto ampiamente soddisfatto.

 

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“Il soldato d’inverno” è un film in cui finalmente Capitan America fa quello che ogni buon lettore dei suoi fumetti si aspetta da questo personaggio.

Tra inseguimenti , salti, sparatorie e innumerevoli lanci di scudo con rimbalzo Cap si muove sempre come un vero supereroe accompagnato da una Vedova Nera che non si limita ad ammiccare alla macchina da presa (pur mostrando sempre il suo ragguardevole fondoschiena).

 

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Questo film ha l’importante ruolo di portare lo spettatore verso una nuova fase delle pellicole dedicate ai personaggi della Marvel.

Ok dunque per la componente action, ma si sa anche che un film come questo ha l’importante ruolo di portare lo spettatore verso una nuova fase delle pellicole dedicate ai personaggi della Marvel facendo da trait d’union coi prossimi X-men Day’s of future Past e Guardians of the Galaxy.

Saranno dunque riusciti gli sceneggiatori assoldati dalla Disney in questo difficile intento?

Anche in questo caso la risposta è affermativa: la trama riprende bene i fatti dove sono stati interrotti dando continuità ai vecchi personaggi in un contesto più o meno fedele ai fumetti.

Ottimo il ruolo di Nick Fury, più bastardo che mai, e ottima anche la nuova linfa con cui Scarlet Johansson ha ridato luce al suo personaggio.

Forse poco utile, ai fini dela trama, la presenza di Peggy Carter, ma sicuramente di effetto il contesto in cui è stata inserita.

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Falcon, non tanto per l’interpretazione quanto per il personaggio in sè che mi ricorda troppo il Maggiore Hawk di Capitan Power!

Per quel che riguarda i volti nuovi non mi è dispiaciuto il soldato Adam Kadmon d’Inverno sebbene la sua presenza, tanto invocata nel titolo, sia più che altro relegata a contorno delle vicende di altri veri protagonisti.

Tra questi nota di merito va a  Robert Redford che fa esattamente ciò che il suo personaggio richiede mostrando tutta la sua esperienza di vero veterano del cinema.

Non mi è invece andato giù Falcon, non tanto per l’interpretazione quanto per il personaggio in sè che mi ricorda troppo il Maggiore Hawk di Capitain Power!

Falcon

Nonostante ciò il ruolo funziona grazie ad una sceneggiattura che nonostante la (personale) ridicolaggine del personaggio ne limita la comparsa all’essenziale costruendogli attorno le giuste situazioni per permettere lo sviluppo degli altri comprimari.

L’unico vero difetto che si può trovare a questo film è un forte sbilanciamento di ritmo tra la prima e la seconda parte

L’unico vero difetto che si può trovare a questo film è un forte sbilanciamento di ritmo tra la prima e la seconda parte perchè a un inizio totalmente action che quasi fa venire una crisi epilettica allo spettatore segue una mega inchiodata sulla metà da cui se ne esce in maniera non proprio liscia liscia (e con un paio di nonsense davvero tristi).

Al momento dell’ateprima avevo anche notato una certa mancanza di continuità rispetto alla serie Agents of S.H.I.E.L.D., ma con gli ultimi due episodi del telefilm tutto è tornato a coincidere.

 

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Questi aspetti non inficiano in generale la pellicola cui va l’imprevedibilissimo merito di di essere riuscita a creare un ottimo connubio tra un film action a tratti cupo e crudele e un fanta thriller politico, un po’ lento, ma nel complesso godibile.

un messaggio di cambiamento che viene mostrato allo spettatore sin dal primo secondo di pellicola

Quel che si respira da “Il soldato d’inverno” è in sostanza un messaggio di cambiamento che viene mostrato allo spettatore sin dal primo secondo di pellicola in cui  appare una bellissima rivisitazione del logo Marvel, quasi a far intendere che in effetti siamo di fronte a qualcosa di differente.

Andando avanti non si può che trovare conferma di questo sospetto. La pellicola dei fratelli Russo è permeata da una forte atmosfera cupa, fatta di violenza talvolta anche estrema (ma senza mai mostrare una goccia di sangue!) e la costante sensazione che quel che ci viene mostrato non corrisponde all’esatta realtà.

Anche le gag inserite non sono mai troppo eccessive e, come se non bastasse, racchiudono una certa ricercatezza (oltre al già ben noto taccuino di Cap ho trovato splendido l’epitaffio di Nick Fury che strizza l’occhio ad uno dei più famosi ruoli interpretati da Samuel L. Jackson).

 

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Onestamente dopo l’acquisizione da parte della Disney della Marvel questo film è davvero una sorpresa.

Sulla trama mi limito a dire che, nonostante il picco di lentezza di metà film, si riesce comunque a proseguire bene attraverso le oltre due ore di durata complessiva aiutati anche da un paio di rivelazioni su alcuni personaggi precedentemente visti in altre pellicole (il senatore Stern in primis) e strizzando l’occhio ad un possibile imminente ritorno di uno dei protagonisti più amati di questo universo.

Come sempre il vero finale, quello che attende lo spettatore dopo i titoli di coda, è una vera chicca, e oltre a mostrarci due dei protagonisti di una delle prossime imminenti pellicole, lascia spazio allo sviluppo per un altro sequel (ma per questo bisonga attendere davvero fino alla fine dei titoli!).

Speriamo dunque che tanta attenzione venga dedicata anche alle prossime produzioni.

 

Pubblicato in contemporanea su schermosplendente.