La nostra recensione di PlayStation 5: scopriamo insieme la nuova console di Sony che sarà la base per una nuova generazione di videogiochi tra potenza di calcolo, velocità del disco interno e diverse interessanti novità sul fronte controller.

Sony con PlayStation 5 sembra voler giocare sul sicuro in questa generazione mantenendo la stessa strategia di base che ha decretato il grande successo di PlayStation 4: vendere una console che è in grado di far girare al meglio i franchise esclusivi della piattaforma, integrare il catalogo con tanti titoli terze parti e puntare su alcune caratteristiche peculiari a livello hardware e software, senza però stravolgere mai la sua formula vincente.

Quello che vi dovete aspettare da questa PlayStation 5 rispetto alle generazioni precedenti è un grandissimo “more of the same”, con qualche eccezione molto interessante nel nuovo controller DualSense, ma che pressuppone un supporto nei prossimi anni per niente scontato.

Ma andiamo ora a vedere in ogni dettaglio questa recensione di PlayStation 5.

 

 

Il Nuovo Design

Tratto questo argomento per primo per togliermelo subito di torno. Primo concetto da capire: il design estetico di una console non ha molta importanza. È una scatola che infilate sotto o di fianco al televisore, collegata ad alimentazione e HDMI e poi non toccate più. Lo stesso discorso non vale per il controller naturalmente, ma di quello parleremo più avanti in questa recensione.

Potrei raccontarvi di come i tasti power ed eject siano stati (ancora!) messi malamente uno vicino all’altro, con la stessa forma, nero su nero e con due icone microscopiche. Ma alla fine la PS5 la accenderete e spegnerete dal controller e le poche volte che dovrete togliere o mettere un disco non sarà un problema insormontabile trovare il tasto giusto (o farlo direttamente dalla dashboard)

 

Perché Sony? perchè? Perché poi non mettere il tasto eject di fianco al lettore, semplificando anche la costruzione delle due versioni con e senza disco?

 

Sony poi ha, giustamente, puntato a migliorare di molto il sistema di raffreddamento della console dopo le tante lamentele arrivate per la rumorosità di PlayStation 4 e PlayStation 4 Pro. Quello che ha fatto è stato progettare una scheda madre e un dissipatore molto grandi, estremamente grandi. Questa scelta ha poi influenzato drasticamente le dimensioni di tutta la console, ovviamente.

PlayStation 5 di conseguenza è davvero enorme. Comicamente enorme. Ma, ancora una volta, non ha importanza. È vero, sarà un po’ scomodo trovare un posto adatto nel proprio mobile TV probabilmente. Sarà divertente fare qualche battuta la prima volta che un amico viene a vederla, ma sinceramente… a chi importa quanto è grande o quanto pesa?

Inoltre le stesse scelte che hanno portato ad una dimensione molto grande hanno anche consentito di avere una console che lavora anche sotto stress a temperature relativamente basse ed è molto silenziosa, aspetto questo particolarmente apprezzato dopo una generazione invece particolarmente rumorosa.

Il design estetico poi può piacere o meno, come è normale che sia, ma devo dire che dal vero è molto, molto più bella che in foto. Ero tra quelli che la riteneva “brutta” dopo aver visto la prima presentazione, ma dopo averla vista dal vero mi sono ricreduto.

Continuo a pensare che si potesse fare molto, molto meglio a livello di design (che non significa estetica, badate bene, ma progettazione) ma non posso più dire che sia “brutta”.

Uno degli aspetti poi che sarà più interessante nei prossimi anni sono le due alette bianche smontabili: sì, avete capito bene, le due “plate” bianche, come le chiama Sony, si possono smontare per accedere facilmente (sono ad incastro, senza viti) all’interno della console e quindi è auspicabile vedere in futuro versioni speciali di PlayStation 5 con altri colori o con grafiche dedicati a giochi o eventi particolari… così come plate ufficiali (e non) messe in vendita di altri colori o, perché no, di altre forme, cambiando anche radicalmente la forma della console. Davvero molto, molto interessante.

 

 

Dal video tear-down che abbiamo visto poi abbiamo anche capito che la PlayStation 5 è facile da smontare (purtroppo non ho potuto farlo nel mio periodo di prova prima di questa recensione, siamo ancora sotto embargo per questo aspetto) e da upgradare: è possibile montare un disco aggiuntivo abbastanza facilmente (sempre che ne arrivino di economici, serve la certificazione di Sony anche per le terze parti) e potenzialmente è possibile anche aggiornare alcune componenti fondamentali come la grande ventola da 120mm.

 

 

 

 

 

La potenza grafica

PlayStation 5 offrirà nei propri giochi una grafica migliore grazie alla potenza del nuovo SoC e dell’architettura RDNA di AMD, sia in termini puramente estetici (modelli con più poligoni, texture più definite, global illumination, etc), sia in termini di fluidità (sempre che la vostra televisione supporti certi framerate)

PlayStation 5 utilizza un nuovo processore AMD Zen 2 e una GPU basata su architettura RDNA 2 che consentiranno una potenza grafica di oltre 10 teraflop.

Tutti numeretti che lasciano ovviamente il tempo che trovano, semplicemente vi basti sapere che è molto, molto più potente della generazione precedente, come è normale che sia.

Pur non utilizzando un vero ray tracing, la luce dinamica mostrata nel gameplay di Demon’s Souls (in uscita il prossimo 12 novembre) insieme alla qualità delle texture e dei modelli sono un buon esempio di quello che ci dobbiamo aspettare come minimo dai giochi di questa generazione in arrivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il disco più veloce

PlayStation 5 ha un disco interno incredibilmente più veloce che non solo migliorerà i tempi di caricamento in ogni gioco (anche in quelli vecchi, naturalmente) ma cambierà radicalmente come i giochi stessi sono concepiti e creati, aprendo nuove possibilità su diversi fronti che, speriamo, portino a esperienze nuove e interessanti.

Stiamo parlando di una velocità fino a cento volte superiore rispetto alla vecchia generazione, grazie non solo all’utilizzo di memoria a stato solido, ma anche all’integrazione strettissima all’interno dell’architettura di sistema.

Il transfer rate arriva a ben 5.5Gb/s (che diventano 8-9GB/s in caso di dati compressi) per un disco da 825Gb che ne lascia oltre 650 disponibili per i giochi.

(spazio che basta e avanza per installare tutti i giochi a cui giocate in contemporanea, non fatevi paranoie sullo spazio perché non hanno più senso)

Valutare tutto questo oggi, con la console in anteprima e solo un paio di titoli next-gen a disposizione è molto difficile, quello che posso fare è solo immaginare le possibilità che il nuovo disco offrirà agli sviluppatori: pensate a come cambieranno i titoli open world (che hanno proprio nei caricamenti di nuove aree il più grande collo di bottiglia) o come si potrà sfruttare questa velocità per creare nuovi tipi di gameplay (pensate al nuovo Ratchet & Clank, ad esempio)

 

 

 

 

Nella parte frontale della console sono presenti due porte USB, una di tipo A e una di tipo C

Le porte sul retro di PlayStation 5: due USB A 3.1, una HDMI 2.1 e una porta ethernet

PlayStation 5 può essere disposta sia in orizzontale che in verticale grazie ad una basetta che cambia forma

 

 

 

Il nuovo Controller

E poi c’è il nuovo controller, quel DualSense Wireless Controller in cui Sony cerca di innovare e proporre nuove possibilità agli sviluppatori e, di conseguenza, ai giocatori. Un nuovo controller nella forma, nell’estetica e in alcune innovazioni molto interessanti che spero verranno adottate nei giochi del futuro, ma di cui potrete subito testare l’efficacia grazie ad un gioco preinstallato in ogni PlayStation 5: Astro’s Playroom.

 

PlayStation 5 DualSense wireless controller

 

Ci sono due nuovi motori aptici alloggiati nelle “corna” che permettono di trasmettere vibrazioni più o meno intense alle mani mentre lo si impugna. Starete pensando ai soliti “rumble” che abbiamo già visto ovunque, ma qui Sony ha utilizzato una nuova generazione di motori che non fanno semplicemente girare un peso, ma riescono a trasmettere sensazioni molto diverse tra loro e soprattutto hanno una variabilità di intensità larghissima che permette anche una “fluidità” della vibrazione e del passaggio sinistra-destra mai provata prima.

In Astro potrete fin da subito testarne l’efficacia, sentirete feedback differenti per ogni passo quando il protagonista cammina sulla neve, sul ghiaccio, sulla sabbia, etc. o quando cade, o quando riceve un colpo… praticamente ogni situazione è simulata anche apticamente dal controller e il risultato è una immersività maggiore che stupisce inizialmente e poi col tempo si da per scontata, tanto da sentirne la mancanza quando si gioca a qualcosa che non supporta i nuovi motori. Insomma, la differenza c’è e si sente, tanto.

 

All’interno delle alette bianche nella console e sulla parte inferiore del controller è presente un particolare pattern che riprende i classici simboli della croce, quadrato, triangolo e croce.

 

E poi ci sono i nuovi grilletti. Qui Sony si è davvero superata. devo dire che avrei preferito un grilletto leggermente più lungo e con più “grip” (questi nuovi sono praticamente identici a quelli del vecchio DualShock) ma c’è una novità che potrebbe essere un totale game-changer: all’asse di ogni grilletto è infatti associato anche un piccolo motore elettrico che può offrire una resistenza dinamica.

Che significa? Semplicemente se il motore è spento sentirete il grilletto normalmente, se invece viene attivato potrete sentire una resistenza più o meno intensa quando lo premete.

Questo offre quindi l’enorme potenziale di simulare situazioni diverse alla pressione del grilletto: pensate ad uno shooter in cui ogni arma ha una grilletto più o meno “duro”. O dove potete percepire se l’arma si sta per inceppare, se è proprio inceppata o se si è scaricata. Oppure un gioco di guida in cui il freno o l’acceleratore sono più o meno “duri” in base al modello di auto o alla situazione specifica…

Le possibilità sono infinite per gli sviluppatori e tutto, come spiegavo all’inizio di questo articolo, dipende da come e se si deciderà di sfruttare questa nuova funzionalità.

 

Update: ecco appunto arrivare i primi video di Call of Duty BO: Cold War che utilizza proprio i grilletti adattivi nella maniera che auspicavo, molto bene!

 

 

 

 

Rimangono poi il microfono e la cassa integrata direttamente nel controller, che possono servire per situazioni diverse e che contribuiscono all’immersività (soprattutto la cassa) se ben utilizzati.

Rimane anche il touchpad attorno al quale è stato creato un nuovo sistema di LED luminosi che va a sostituire il precedente che identificava il pad, ma creava un brutto riflesso sulla TV essendo frontale: quello nuovo può assumere diversi colori e funge anche di indicatore durante la ricarica, espandendosi progressivamente attorno al touchpad. C’è anche un nuovo e comodo tasto mute nella parte inferiore, con tanto di led che si accende quando lo si attiva. Non manca poi un accelerometro integrato che consente di rilevare come è orientato il pad.

I tasti principali e il D-Pad rimangono praticamente invariati se non per la nuova estetica molto minimale: bella la stampa sotto al tasto che ora è trasparente, ma non mi piace l’abbandono dei tre colori classici associati ai simboli: ora sono tutti grigi, speriamo in delle nuove colorazioni in cui si recupererà il colore per il classico triangolo, quadrato, cerchio e croce.

Le levette analogiche rimangono nella stessa posizione simmetrica e allineata verticalmente, scelta ormai storica di PlayStation (e grande differenza rispetto al controller di Xbox) che si può condividere o meno, ormai è più un gusto personale che altro. Mi aspettavo però un miglioramento nella precisione delle stesse, aspetto che almeno io non ho percepito nell’uso fino ad ora, ho la sensazione che siano identici ai vecchi del DualShock, se non per la nuova texture applicata che offre un marginale miglioramento nel grip.

Ecco un po’ di foto in cui potete ammirare da vicino i dettagli del nuovo controller di PlayStation:

 

Ergonomicamente il controller mi convince: è una evoluzione diretta del precedente, solo leggermente più grande e con un design nuovo che però mantiene la comodità del precedente.

Al livello di autonomia mi sembra in linea con il DualShock 4 di PlayStation 4 con 10/12 ore di gioco, con però un calo evidente se vengono utilizzati tutti gli effetti aptici come in Astro’s Playroom, dove il controller si scarica nella metà del tempo. È in ogni caso chiaramente possibile continuare a giocare collegando il controller con un cavo USB-C direttamente alla console (o anche, perché no, ad un battery bank se siete molto lontani dalla console)

In definitiva il DualSense è sicuramente una delle novità più positive di PlayStation 5 e, se adeguatamente supportato, potrebbe davvero in futuro fare la differenza in alcuni generi di videogioco.

 

 

 

 

 

 

La Nuova Dashboard

Sony ha rinnovato completamente la Dashboard di PlayStation 5, l’interfaccia utente che utilizzerete per interagire con la console. Rimangono alcuni concetti ereditati dalla Dashboard di PlayStation 4, ma il tutto è ora molto più grafico e ricco di contenuti.

Serve un pochino per abituarsi alla nuova interfaccia, ma devo dire che una volta capiti un paio di concetti base il tutto risulta molto usabile e bello da vedere.

 

 

La schermata principale in cui si arriva all’accensione della PlayStation è l’Home Screen, diviso con un menù superiore tra due aree principali, “Games” e “Media” (che in italiano sono stati tradotti come “Giochi” e “Contenuti Multimediali”… possiamo per cortesia scrivere semplicemente “Media” anche in italiano? spero in un update…)

Games è l’area selezionata di base, naturalmente, e presenta gli ultimi giochi installati o giocati e l’accesso ai diversi store e servizi di PlayStation (Store, Plus, Now etc…)

Selezionando una delle icone si attivano contestualmente i relativi hub all’interno della schermata, con tutte le informazioni utili del caso: se è un gioco vedremo le ultime novità e avanzamenti, se è lo store vedremo gli ultimi giochi usciti e disponibili per l’acquisto, e così via.

 

 

Lo Store in particolare è ora completamente integrato nella dashboard, non è più un’app da lanciare (e di cui aspettare il caricamento) e si apre quindi immediatamente semplicemente scorrendo sulla relativa icona.

 

 

L’area Media (o l’area “Contenuti Multimediali”, LOL) invece presenta tutte le app legate allo streaming (Netflix, Spotify, Prime Video, Disney+, Youtube, NowTV, etc… c’è praticamente tutto) oltre all’app che gestisce il lettore Blu-Ray se avete optato per una PlayStation 5 con lettore integrato. Non c’è molto da dire di questa sezione se non che mi piace molto che sia stata divisa nettamente dal resto, in modo tale da dividere, appunto, le diverse esperienze: il gioco e la visione di contenuti video.

 

 

 

Il nuovo Control Center

Un concetto importante da tenere a mente è la presenza del “Control Center“. Di base non è visualizzato nella home della Dashboard, ma è facilmente attivabile in qualsiasi momento premendo il tasto PlayStation sul controller.

Il Control Center compare dal basso e presenta una serie di sezioni sotto forma di icona:

 

 

Il nome già spiega le funzioni di questa sezione: è il centro di controllo, appunto, di tutte le funzionalità più utilizzate e importanti. Si può fare lo switch tra gli ultimi giochi e applicazioni utilizzate (ricordatevi però PS5 mantiene in memoria lo stato di un solo gioco alla volta) controllare le ultime notifiche, chi dei propri amici è online, lo stato dei download, il volume, il microfono, il proprio controller, etc.

Mi piace moltissimo che sia stato tutto concentrato in un unico menu, facile da capire e da utilizzare al volo in qualsiasi momento. È forse poco intuitivo il fatto che un menu così importante si attivi premendo un tasto dedicato sul controller, ma parliamo pur sempre del tasto PlayStation che siamo già abituati a premere, quindi il problema ce l’avranno solo i nuovi utenti. Al primo avvio sono comunque presenti degli aiuti che ti descrivono tutte le funzionalità principali della dashboard.

Continuando a salire visivamente dal basso verso l’alto, troviamo le “cards“, degli elementi grafici scorrevoli orizzontalmente che permettono di interagire con i diversi giochi installati e con il sistema in modi diversi.

 

 

C’è un po’ di tutto: dalle ultime news, alla notifica di uno screenshot alle nuove “activities“, un modo per Sony di aiutare i giocatori a completare ogni gioco dividendolo in diverse “attività” che sono poi descritte in card dedicate, con tanto di percentuale di completamento, tempo richiesto per finire, tutti gli obbiettivi richiesti e la possibilità di saltare direttamente all’interno del gioco in questione, nella giusta posizione.

 

 

Se poi siete bloccati e non riuscite a risolvere una delle attività proposte, niente paura: la dashboard vi viene in aiuto con Game Help, dei video dedicati che spiegano come risolvere quel particolare livello, achievement, etc… la funzionalità è riservata agli abbonati a PlayStation Plus, ma presenta per la prima volta un sistema di aiuti integrati all’interno del sistema opeativo stesso della console e non lasciati al buon cuore di ogni sviluppatore. Le card di aiuto con i loro video possono essere posizionate anche col picture in picture o side by side mentre si sta giocando, per semplificare ulteriormente il loro utilizzo.

 

 

Questa organizzazione dei giochi per attività, se supportata come spero, sarà un valore aggiunto davvero notevole per la piattaforma, che risulta così più integrata, organizzata e semplice da utilizzare, fin dalla home della dashboard.

Un ulteriore aiuto può arrivare facilmente su PlayStation 5 dai propri amici: non solo è ora facilissimo lanciare una chat vocale, ma è anche possibile condividere il proprio schermo con un amico mentre si gioca, in modo da ricevere dei consigli su come finire un livello o dove trovare un particolare oggetto, etc.

Le card in generale cercano di mostrare sopra al control center tutte le attività possibili per l’utente, compreso ad esempio la presenza di un server multiplayer in cui è possibile entrare al volo, direttamente dalla dashboard.

In generale la nuova dashboard di PlayStation mi pare molto ben studiata e facile da utilizzare: è veloce e bella da vedere e una volta capiti i meccanismi principali ci si riesce a muovere facilmente tra tutte le funzionalità, anche quelle più avanzate.

 

 

 

Con disco o senza?

Come probabilmente sapete già, arriveranno due diverse PlayStation 5 sul mercato: sono praticamente identiche in tutto, se non per un particolare, una ha il lettore di dischi e una no. Una scelta che complica forse inutilmente il lavoro a Sony nella distribuzione delle console, in un anno poi che certo non è fortunato, ma che ci anticipa quello che sarà il futuro “diskless” delle console.

 

 

La versione “normale” offre in più un lettore Blu-Ray integrato che è in grado di leggere naturalmente i dischi di gioco di PlayStation e anche i Blu-Ray con contenuti Ultra HD 4K, quelli con la custodia nera, per intenderci.

Per quanto mi riguarda la differenza di prezzo (400€ la “Digital Edition” senza disco e 500€ quella con disco) giustifica il risparmio solo se avete già in casa un lettore Blu-Ray Ultra HD (che è un oggetto più unico che raro, soprattutto in Italia) o se siete certi di comprare ogni gioco in digitale e non su disco.

Inutile spiegare quanto l’acquisto di un gioco su disco sia più favorevole da un punto di vista economico: più sconti nelle diverse catene e negozi fisici, possibilità di prestare o scambiare dischi con gli amici, possibilità di rivendere il gioco una volta finito, etc. etc.

Non so quali sono i piani di Sony per il futuro, ma spero in una versione digitale slim di PlayStation 5 ancora più compatta e soprattutto economica: se tra un paio di anni dovesse uscire una PS5 Slim All Digital a 299€ allora sì che sarebbe davvero interessante da un punto di vista economico e renderebbe la scelta meno scontata tra la versione con e senza disco…

 

 

 

I Giochi in arrivo

Mi fa sorridere che sia arrivato a parlare dei giochi come ultima cosa prima di chiudere questa recensione. I giochi sono l’unico aspetto davvero importante di una console. L’unico argomento davvero sensato di cui parlare e l’unico da tenere in considerazione se state scegliendo quale console di nuova generazione comprare.

Tutto quello che ho scritto fino ad ora è totalmente inutile se non arriva contestualmente una offerta di giochi significativa, su questo non ci piove.

E le notizie sono ovviamente buone per chi sceglierà di comprare PlayStation 5: gli studi di sviluppo interni sono tutti al lavoro su titoli di grande qualità, alcuni già disponibili dal lancio o poco dopo il lancio.

 

 

Ovviamente dipende tutto dai vostri gusti personali, ma tra i vari titoli di Sony come Marvel’s Spider-Man: Miles Morales, Demon’s Souls, Horizon Forbidden West, Ratchet & Clank: Rift Apart, Gran Turismo 7, Sackboy: Una grande avventura tutti in arrivo tra fine 2020 e 2021 c’è l’imbarazzo della scelta… senza contare i titoli terze parti in arrivo come Assassin’s Creed Valhalla, Watch Dogs: Legion, Far Cry 6, Hitman 3, DiRT 5, Call of Duty: Black Ops Cold War, Marvel’s Avengers, Resident Evil Village, FIFA 21, NBA 2K21, Godfall, GhostWire: Tokyo e molti altri.

Insomma, i giochi ci sono, ma dipende chiaramente da voi se i titoli in uscita vi interessano oppure no… e qui arriaviamo al punto finale di questa recensione…

 

 

 

Insomma, la devo comprare o no?

Beh, se leggete questa recensione il giorno della sua pubblicazione molto probabilmente avete già deciso se comprarla oppure no, facendo un preordine settimane fa. Se non l’avete fatto ho brutte notizie per voi, perché Sony ha già detto che non ci saranno PlayStation 5 nei negozi al day one, il prossimo 19 novembre.

Quindi mettetevi pure l’anima in pace, la pandemia in corso ha rallentato inevitabilmente la produzione della console e non sarà facile trovarne una prima di Natale se non avete fatto il preorder.

In ogni caso la domanda rimane: la devo comprare o no?
Non devi comprare nulla. Il punto è se la vuoi comprare.

Se sei un fan di PlayStation la vuoi comprare perché è inevitabile per te passare alla nuova generazione ogni 6/7 anni. Non è una scelta ponderata, è una scelta di cuore.

Se sei un hardcore gamer la vuoi comprare per provare per primo i giochi della nuova generazione in arrivo nei prossimi giorni e mesi. Le tante bellissime esclusive Sony e i titoli terze parti. È inevitabile per te comprarla. Demon’s Souls con luci dinamiche e nuova grafica da solo vale l’acquisto della console probabilmente per te… e non è certo l’unico titolo interessante, anzi.

Se sei un casualone che ha già PlayStation 4 e che la accede una volta all’anno per farsi un paio di settimane di The Last of Us o simili… lascia stare amico, puoi benissimo aspettare sei mesi o un anno… o la versione slim tra qualche anno…

Se sei un babbo in cerca di un regalo per tuo figlio/a… è dura… non sarà facile trovarla, ma se la trovi sarà sicuramente un regalo super gradito, soprattutto se è la sua prima console.

 

 

 

 

 

 

In Conclusione

Per concludere questa recensione di PlayStation 5, Sony ha fatto un ottimo lavoro di evoluzione sia a livello hardware che software. Ha preso i problemi della vecchia generazione e ha cercato di risolverli. Ha puntato sulla potenza grafica, sulla velocità del disco e su qualche nuovo gimmick che potrebbe rivelarsi molto interessante in futuro (penso a quei grilletti, non potete capire finché non li proverete, davvero) ma non ha fatto nessuna scelta davvero coraggiosa… il ché è un bene, ma anche un male.

Questa nuova generazione è difficile da trovare davvero “nuova”.

Certo, grafica migliore e caricamenti più veloci, ma alla fine non ci saranno vere rivoluzioni di gameplay, saranno gli stessi giochi che abbiamo visto su PlayStation 4, ma migliorati.

La grande, grandissima assente in questa generazione è per ora la Realtà Virtuale. Insieme a PlayStation 5 non viene neanche fornito il cavo per collegare il vecchio visore PSVR di PlayStation 4 (potete richiederne uno gratis a Sony però) e non si sa nulla su un eventuale nuovo visore in arrivo. Non ci sono titoli VR in arrivo davvero significativi e Sony non pare particolarmente interessata a questo ambito…

Insomma, questa nuova generazione è più un grandissimo aggiornamento che una rivoluzione, come spiegavo all’inizio di questa lunga recensione. Sony e Microsoft sembrano ormai avere definitivamente abbracciato il “modello PC”: una architettura semplice e condivisa, un ambiente facile da sviluppare e in cui far crescere facilmente il parco giochi, aggiornabile nel tempo con hardware incrementale e senza mai nessuna novità che mini la retrocompatibilità o offra modi davvero nuovi di interazione con i giochi.

Da un certo punto di vista questo ci piace, perché è familiare, è facile, è assodato. Ma da un altro punto di vista è un peccato, perché nel 2020 vorremmo di più, vorremo stupirci, vorremmo vedere qualcosa di davvero nuovo, di davvero futuristico, di davvero innovativo.

Dovremo invece aspettare PlayStation 6… o magari la 7…