Sagittarius A* si fa sempre più famelico: pubblicata la scoperta su Astrophysical Journal Letters

Pubblicata su Astrophysical Journal Letters la scoperta di emissioni di radiazioni straordinarie da Sagittarius A*. Le variazioni di luminosità rilevate per la prima volta in 24 anni di osservazioni sono la testimonianza di una serie di radiazioni emesse da una grande quantità di gas e polveri risucchiati dal buco nero. Una scoperta che aiuterà a comprendere come la presenza dei buchi neri influisce sull’evoluzione delle galassie.

Il buco nero al centro della Via Lattea, Sagittarius A* è sotto osservazione da molti anni e recentemente gli scienziati hanno scoperto delle radiazioni anomale dovute a grandi quantità di gas e polveri inghiottite dal buco nero.

Le osservazioni, più di 13000,  sono state possibili grazie Osservatorio Keck alle Hawaii e al Very Large Telescope (Vlt) dell’Osservatorio europeo meridionale (Eso) in Cile.

 

Ne avevamo parlato qui:

 

Ora i risultati sono stati pubblicati sull’Astrophysical Journal Letters dal team di astrofisici guidati da Andrea Mia Ghez, dell’Università della California a Los Angeles (UCLA), che afferma:

Non abbiamo mai visto nulla di simile in 24 anni di studi su questo buco nero – ha commentato Ghez -. Di solito Sagittarius A* è tranquillo e ha una dieta contenuta, ma adesso non sappiamo le ragioni del suo straordinario banchetto.

 

Tre potrebbero essere le cause che hanno originato tanto materiale nei pressi del buco nero e determinato un alto livello di radiazioni

Dalle osservazioni si è visto che l’area che circonda il buco nero al centro della nostra galassia ha raddoppiato la luminosità rispetto alla norma e lo stesso fenomeno è stato rilevato anche in due osservazioni successive. Tre potrebbero essere le cause che hanno originato tanto materiale nei pressi del buco nero e determinato quindi un alto livello di radiazioni: la stella chiamata S0-2 avvicinandosi troppo nell’estate 2018 potrebbe aver rilasciato una nube di gas verso il buco nero; oppure il gas più esterno della coppia di stelle chiamata G2, anch’esse avvicinatesi troppo, potrebbe essere stato risucchiato dal buco nero; oppure, il buco nero potrebbe avere attirato e inghiottito uno sciame di grandi asteroidi.

È chiaro che una scoperta simile ha molta importanza in quanto permette di capire come si sviluppano i buchi neri e come questi influenzano l’evoluzione delle galassie.

 

ùQui il video pubblicato i giorni scorsi da UCLA:

 

 

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