Timothée Chalamet: “L’eroe del film non è un gladiatore, non crede nella guerra!”

2 anni fa

4 minuti

The Kings

Oggi torniamo indietro nel tempo con il cast di The King, dal regista David Michôd, agli attori Timothée Chalamet, Lily Rose Depp e Joel Edgerton.

Con The King, terzo film di Netflix presentato a Venezia, David Michôd si lancia in un ambizioso adattamento dell’Enrico V di Shakespeare. Una specie di coming of age in armatura che ha come suo eroe/antieroe epico l’attore di Chiamami Col Tuo Nome Timothée Chalamet.

In occasione della presentazione del film, abbiamo avuto modo di incontrare il cast del film assieme al regista e di fargli qualche domanda per scoprire qualcosa di più su questo epico lungometraggio che, siamo sicuri, incontrerà molto il gusto dei più giovani.

La difficoltà di ambientare un film in un’epoca passata è, sicuramente, la fedeltà storica. Quali sono stati i suoi riferimenti? 

Per quanto riguarda i riferimenti visivi non mi sono ispirato a quadri o pittori in particolare, non ho potuto rifarmi all’arte del periodo medioevale, che è piuttosto basica e primitiva.

Questo da un certo punto di vista è stato anche positivo, perché mi ha permesso di creare l’immaginario che volevo, mi ha lasciato molta libertà. Volevo che il mondo del film sembrasse quasi alieno, anche nel linguaggio, nelle performance e nella musica. Il personaggio di William, interpretato da Sean Harris, per esempio, cammina in un modo molto particolare, unico, volevo che risultasse strano.

 

La seconda domanda è rivolta per il protagonista, Timothée Chalamet, è la costruzione del suo eroe efebico ma dal carattere forte e coraggioso. Come è stato rappresentarlo? 

L’eroe del film non è un gladiatore, non crede nella guerra, vorrebbe fare di tutto per evitarla. Mi interessava poter interpretare un personaggio diverso, le cui caratteristiche più importanti non sono i muscoli e le doti in battaglia.

Ciò che ho sicuramente di più apprezzato di lui sono la sua umanità, la sua giovinezza, la sua indecisione. Ho trovato molto interessante il fatto che una persona così giovane possa già avere così tanto potere. Mi è piaciuto parlare di questo tema.

È un ragazzino che si ritrova in una posizione di enorme potere e non sa come muoversi, è circondato da adulti che non sa se fanno il suo bene o meno. La sua è una posizione estremamente difficile.

 

Particolare attenzione nel film viene data al personaggio di Lily-Rose Depp. In mezzo a tanta negatività maschile, le sembra essere la luce della ragione. Intelligenza e bellezza rinchiusa in un’innocente bellezza. Cosa ha rappresentato per lei questo personaggio?

La forza del personaggio è ciò che mi ha attratto di più di lei. La sua forza e la convinzione con cui porta avanti le sue opinioni. Anche sua madre e sua sorella erano donne molto forti, e questo è incredibile visto il periodo in cui la storia è ambientata. Il suo consiglio alla fine del film è quello corretto,

Questo è quello che mi ha attirato in questo ruolo, la forza e la convinzione con cui porta avanti il suo pensiero, anche sua madre e sua sorella sono donne molto forti, in un periodo come quello in cui la storia è ambientata è senza dubbio un messaggio importante.

 

Una delle scene più incredibili del film è quella della battaglia. In questa sequenza viene racchiusa tutta l’epicità del racconto. Come è stata gestita? E vi siete mai confrontati? 

Realizzare quella scena è stato molto difficile, soprattutto perché proprio questo tipo di sequenze nei film medioevali sono estremamente caotiche, non si capisce quello che sta accadendo sullo schermo. Per me era importante che la scena seguisse, senza mai perderla, la prospettiva di un personaggio, prima quello di Joel Edgerton poi quello di Timothée. Volevo che fosse dal punto di vista delle persone che partecipano, perché lo spettatore sentisse di più l’esperienza.

Inoltre, la scena con Joel sommerso da corpi durante la battaglia è l’unica che abbiamo girato con la camera dall’alto, durante il resto della sequenza ci trovavamo anche noi nel mezzo della folla di personaggi.

Qui Joel sorride e ci dice che credeva di soffocare nel girare quella scena, per poi tornare più serio e continuare dicendo:

Abbiamo discusso molto su come dovessero essere realizzate le scene della battaglia: per noi doveva avere un punto di vista particolare, ma doveva anche essere creata con estrema cura, tutto doveva essere perfetto. Dovevamo coordinare, oltre ai personaggi principali, anche gli extra e i cavalli, ed è stato estremamente complicato.

Anche dal punto di vista visivo è stato un lavoro estremamente complesso, volevamo che allo spettatore sembrasse di essere presenti e di assistere alla battaglia in maniera diretta. Noi non sappiamo esattamente come questa battaglia si sia svolta nella realtà, quindi abbiamo dovuto lavorarci molto. Per girarla ci abbiamo messo più di due settimane, ha richiesto un grande sforzo e un grande impegno.

 

 

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