Slots: la redenzione nella Città del Vizio, tra boxe, burlesque e scommesse

3 anni fa

6 minuti

Dan Panosian, artista con parecchi anni di carriera nel mondo dei comics, in particolare con gli X-Men, sbarca in Italia con lo stupendo Slots pubblicato da Saldapress, storia di un malandrino che tenterà di fregare la città del vizio, Las Vegas.

D’ora in poi farò come Redford… Redford fa un film di merda per la massa. La gente lo va a vedere e lui fa i soldi, giusto? Poi prende i soldi di quel film di merda e ne fa uno sulle canne da pesca. Quel film è solo per lui. Perché adora i laghi e quella roba lì. Potrei farlo anch’io. Potrei continuare col numero del bravo ragazzo. Concendermi una pausa, di tanto in tanto.

Questo dialogo di SLOTS descrive alla perfezione il percorso del protagonista di questa storia, ovvero Stanley Dance, un “gambler”, un giocatore d’azzardo che per tutta la vita ha scommesso sul suo destino, non sempre vincendo, anzi per la verità quasi mai.

Ma descrive anche perfettamente l’intento personale dell’autore di scrivere un fumetto per sé stesso, per tramandare una parte della propria storia, dopo tanti anni di X-Men, Savage Dragon, Batman ecc.

Parliamo di Dan Panosian, fumettista con oltre 20 anni di carriera sulle spalle, partito giovanissimo già all’interno di Marvel e DC, dopo essere stato notato da mostri sacri del calibro di Walt Simonson e Neal Adams.

Quando uno dei personaggi di Dan sorride, soprattutto le sue splendide donne, quell’espressione vi si imprime nel cervello e non vi lascia più.  Ma su questo ci arriveremo dopo.

Qualche riga più su vi scrivevo di Stanley Dance: ebbene l’uomo che state per conoscere in questa storia è un cinquantatreenne che nella vita non ha mai premuto il pedale del freno.

Stanley Dance è come la città che fa da sfondo alla sua storia, Las Vegas: sorride, scommette, perde, ci riprova. Sempre con un sorriso disarmante.

 

Lo incontriamo dopo l’ennesima truffa da quattro soldi, giusto per rimediare un pasto caldo.  Ha una pistola in mano e medita sull’esistenza precaria che conduce, ma il destino gli riserva un’ultima possibilità, sotto forma di sms.

È Betsy, una vecchia conoscenza, che ha bisogno del suo aiuto.

Gestisce un locale, il Piggy Bank, che come tutti i locali a Las Vegas è anche un casinò. La figlia di Betsy, la strepitosa Mercy, è la stella dello show principale di burlseque che si tiene al Piggy tre volte a settimana e che, a quanto pare, è l’unica cosa che ancora tiene in piedi l’attività.

Il problema è che Mercy è giovane, bellissima e ambiziosa e sta cedendo alle lusinghe di Les Royal, un proprietario di casinò pericoloso e senza scrupoli, ex migliore amico di Stanley (è una lunga storia che leggerete), intenzionato ad ingaggiare la giovane stella e di far chiudere per sempre lo storico locale.

 

 

Toccherà al nostro gambler inventarsi un ultimo trucco, un’ultima scommessa per redimersi e fare finalmente la prima cosa giusta dopo tanto tempo. O forse la prima cosa giusta di sempre.

Non si tratta solo di salvare il Piggy Bank, o di aiutare Betsy. C’è un’intera esistenza in ballo e una serie di scelte sbagliate che possono essere cancellate da un’unica scelta difficile.

Stanley ha un piano; deciderà di indossare nuovamente i guantoni da boxe e di farsi un nome nel circuito dei combattimenti della città del vizio e di sfidare apertamente il vecchio amico che brama vendetta.

Peccato che la nobile arte non sia più così di moda a Las Vegas e che dominino le MMA. E peccato che il figlio di Stanley, Lucy Dance, sia un campione e un astro nascente di tali competizioni.

 

 

 

 

Las Vegas è sempre in cerca di nuove e più originali scommesse e un combattimento tra padre e figlio di fronte alle telecamere sembra merce gradita e preziosa per i volubili e desiderosi abitanti della città dei peccati.

Le pedine ci sono tutte, la scacchiera è pronta. Il gioco sta per iniziare e le puntate sono già tutte sul tavolo.

Se Stanley vince può fare jackpot. Se Stanley perde sarà la fine di tutto.

Come vi dicevo all’inizio, citando il dialogo su Robert Redford, Dan Panosian decide di mettere tutto sé stesso in questo bellissimo fumetto, tributando il padre, ex pugile che gli ha trasmesso i principi della nobile arte e un’educazione pur senza comprendere del tutto il lavoro del figlio o il suo valore.

 

 

È una storia di scommesse e di riscatto, ma anche una storia di famiglia e di amicizie. Stanley ha rovinato la sua famiglia e anche quella degli altri, ma c’è sempre un punto in cui si può decidere di guardarsi indietro e tentare di rimediare agli errori commessi.

I personaggi tratteggiati da Panosian sono caratterizzati alla perfezione, con Stanley che dissimula ogni sconfitta e ogni provocazione con il sorriso, affascinante, di chi potrebbe comprarti con poche semplici parole. Salvo poi non avere poi molto da darti in cambio.

Les, Mercy, Betsy sembrano usciti da una delle storie che racconta Carlo Lucarelli (che personalmente adoro): sono credibili e profondi, motivati, ricchi di significato. Anche i personaggi gregari, come gli “indovini” Greg ed Alex, aggiungono spessore ad una storia che trasuda una passione e un sentimento davvero unici.

E poi i disegni.

Cercate quanto volete e trovatemi un sorriso così eccitante come quello di Mercy mentre si esibisce.

Dan disegna e colora divinamente, riproducendo anatomie perfette, dinamiche e affascinanti, con inquadrature solide e primi piani sontuosi. Non c’è mai un calo nelle sue tavole, mai un tentennamento o una sbavatura. È solido, come la guardia di un pugile, ma pronto a sferrare temibili ganci destri, esplodendo tra le tavole.

Non esagero a dire che ci troviamo di fronte ad uno dei più talentuosi artisti del comicdome americano e averlo tra gli ospiti di Lucca Comics 2018 è davvero un’occasione speciale.

È difficile trovare un paragone per circoscrivere una storia come quella di Slots: cinematograficamente parlando ci sono elementi alla Clint Eastwood, oppure alla American Hustle all’interno, ma il tutto è originale e coinvolgente.

Slots è un fumetto che ha tutto per essere ricordato, sia dal punto di vista narrativo che artistico.

Dan Panosian, nella postfazione, ringrazia Robert Kirkman e la sua Skybound per aver puntato su di lui.

Ecco, la dritta è sicura, credeteci anche voi, così come ha fatto Saldapress pubblicandolo in Italia, con la solita cura e attenzione. Puntate su queste Slots e non abbiate timore.

È un investimento sicuro e credetemi quando vi dico che questo fumetto è un piccolo capolavoro.

Anche se sto sfoderando uno di quei sorrisi alla Stanley Dance.

 

83
ME GUSTA
  • Graficamente sontuoso: Dan Panosian è uno dei migliori artisti del comicdome americano
  • Storia solida e personaggi caratterizzati alla perfezione
  • Coinvolgente dalla prima all'ultima pagina
FAIL
  • E che vuoi dire di fronte ad un piccolo capolavoro del genere?
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