Ni No Kuni II: Revenant Kingdom

4 anni fa

6 minuti

Negli spazi Bandai Namco sullo showfloor dell’E3 2017 abbiamo assistito ad una presentazione a porte chiuse e poi provato una demo di Ni No Kuni II: Revenant Kingdom.

Tra i titoli Bandai Namco presenti sullo showfloor qui all’E3 di Los Angeles c’è Ni No Kuni II: Revenant Kingdom, sequel del titolo uscito qualche anno fa in esclusiva PlayStation 3 che personalmente ho amato per la sua storia fiabesca e per l’inconfondibile stile artitico dello Studio Ghibli, nonostante avesse non pochi difetti in termini di gameplay.

Dopo una presentazione a porte chiuse con alcuni sviluppatori che hanno illustrato le varie novità che questo capitolo introduce rispetto al primo Ni No Kuni, abbiamo anche potuto giocare a una demo e tastare con mano la rivoluzione apportata principalmente al combat system del gioco. Ma procediamo con ordine e iniziamo a parlare della storia, che non si va a ricollegare (almeno per quanto visto finora) al capitolo precedente.

 

 

La storia di Ni No Kuni II: Revenant Kingdom ruota attorno al piccolo Re Evan, legittimo erede al trono del Regno di Ding Dong Dell, il cui vero Re era suo padre, venuto a mancare in seguito alle macchinazioni del malvagio ministro Otto Mausinger che al momento occupa il trono in veste di regnante opponendo la mancanza di un rito d’iniziazione e della giovane età di Evan. Una sorta di colpo di Stato, dunque, a cui il legittimo Re si opporrà grazie all’aiuto di un team di comprimari davvero variegato. Il personaggio più importante, che in un certo senso si può anche identificare come vero protagonista, è Roland.

Come Oliver nel primo Ni No Kuni, anche Roland arriva dal mondo reale, in cui non esiste la magia nè spiriti, bestie o animali antropomorfi.

Come Oliver nel primo Ni No Kuni, anche Roland arriva dal mondo reale, in cui non esiste la magia nè spiriti, bestie o animali antropomorfi. Per di più egli non è il primo sprovveduto, bensì il Presidente del proprio paese. Ritrovatosi in questa realtà parallela nelle sembianze del se stesso ringiovanito, Roland si unirà alla causa di Evan e tra i due si creerà una sorta di rapporto conflittuale, dato anche dalle loro posizioni ed esperienze, che li aiuterà però a cooperare per raggiungere i propri obiettivi. Gli altri membri della nostra squadra sono poi la protettrice del piccolo Re, Aranella, l’orfana Tani, cresciuta in mezzo agli Sky Pirates che grazie alla benevolenza del loro leader, Batu (detto Cloud Snake) aiuteranno i nostri eroi.

 

 

 

 

Le dinamiche di interazione ed esplorazione sono rimaste piuttosto simili al primo capitolo, a mutare completamente è stato invece il combat system che si portava ancora dietro un retaggio di combattimento a turni estremamente legnoso. Ni No Kuni II: Revenant Kingdom presenta un combat system estremamante veloce e dinamico, molto intuitivo in quanto basato su attacchi leggeri e pesanti, attacchi caricati e altre abilità con la totale eliminazione di menù o interfacce di sorta. Ogni personaggio ha delle armi diverse che ne cambiano anche le animazioni.

Novità molto apprezzabile è poi l’introduzione degli Higgledies di Ms. Martha, che vanno a sostituire in tutto e per tutto i Famigli del primo gioco.

Novità molto apprezzabile è poi l’introduzione degli Higgledies di Ms. Martha, che vanno a sostituire in tutto e per tutto i Famigli del primo gioco. Questi sono dei folletti diversi tra di loro per colore e funzione, il cui scopo è quello di supportare il nostro party permettendo di attivare delle alterazioni di stato fondamentali per il recupero di energia vitale, per un colpo più forte o anche per prevenire o annullare gli effetti di un danno elementale. Una dinamica originale le cui implicazioni nei combattimenti del gioco possono essere davvero tante e far sì che i combattimenti non risultino mai noiosi o ripetitivi.

 

 

Migliorato notevolmente visto il passaggio da PlayStation 3 a PlayStation 4 e PC è il comparto tecnico con una grafica in cel-shading per i personaggi e ambientazioni acquerellate. Level-5 riconferma un team artistico di prim’ordine, con Akihiro Hino (ideatore del primo Ni No Kuni nonchè presidente e CEO della software house nipponica) come story e general director del titolo, Yoshiyuki Momose (character designer de La Città Incantata) che lavora attivamente con lo Studio di Hayaho Miyazaki, per il comparto visivo, mentre per quello sonoro ritroviamo Joe Hisaishi, da tempo compositore di molte delle più affascinanti colonne sonore dei film dello Studio Ghibli. 

Chiunque ami lo stile dello studio d’animazione giapponese sarà sicuramente attratto da questo nuovo Ni No Kuni II: Revenant Kingdom.

Chiunque ami lo stile dello studio d’animazione giapponese sarà sicuramente attratto da questo nuovo Ni No Kuni II: Revenant Kingdom, che sembra aver recepito i feedback negativi in termini di gameplay che i giocatori avevano rivolto al primo capitolo, migliorando in modo deciso le meccaniche di gioco e in particolare il combat system, per confezionare una avventura in stile jrpg moderno con un comparto narrativo che sembra davvero promettente ed uno stile artistico inconfondibile ed estremamente affascinante.

 

 

 

 

Nel corso dell’E3 è stata confermata la data di pubblicazione da parte di Bandai Namco Entertainment del titolo Level-5 per il 10 novembre 2017 su PC e PlayStation 4.

Nel corso dell’Electronic Entertainment Expo è stata confermata la data di pubblicazione da parte di Bandai Namco Entertainment del titolo Level-5 per il 10 novembre 2017 su PC e PlayStation 4. Stando a quanto dichiarato dagli sviluppatori durante l’incontro a porte chiuse il titolo dovrebbe supportare anche miglioramenti con PlayStation 4 Pro e darà ai giocatori la possibilità di scegliere il doppiaggio sia in lingua giapponese che in inglese. Non sappiamo se il sottotitolo sarà localizzato anche questa volta in italiano, ma si spera che nel caso non si opti per una scelta che per il parere di chi vi scrive è stata totalmente errata come quella di sottotitolare, nel primo Ni No Kuni: La minaccia della Strega Cinerea, il personaggio di Lucciconio con una parlata in stile dialetto romanesco invece che semplicemente in italiano.

 

 

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