Lasciati Andare: una commedia italiana dal respiro internazionale

4 anni fa

6 minuti

Lasciati Andare

Fate largo alla leggerezza e alla spensieratezza della commedia italiana dal sapore internazionale con Lasciati Andare, terzo lungometraggio del giovane regista Francesco Amato con Toni Servillo, Carla Signoris, Luca Marinelli e la bellissima Veronica Echegui.

In un periodo in cui il cinema non riesce più a sorprendere, e dal grande blockbuster al film d’autore, i film rasentano sempre più spesso quello strato di mediocrità e superficialità, dal nostro bel Paese arriva una commedia semplice ma efficace, Lasciati Andare.

 

Facendo affidamento sulle basi del cinema del paradosso, grottesco e agrodolce europeo, andando soprattutto a “pescare” dalla Spagna e Francia, Francesco Amato confeziona con Lasciati Andare una commedia sorprendente e godibile.

 

Un cinema che nel suo ampio respiro internazionale sa mantenere una fortissima identità italiana, soprattutto per quanto riguarda la suggestiva ambientazione che Amato da al suo film. Lasciati andare, infatti, si svolge interamente nell’ombelico di Roma, ovvero all’interno del quartiere ebraico.

Questa scelta di Amato, oltre a essere scenograficamente molto originale, in quanto il bellissimo quartiere ebraico di Roma non è mai stato “sfruttato” all’interno del cinema, non può fare a meno che strizzare l’occhio verso un cinema satirico ed ironico che ricorda un po’ la commedia dei fratelli Coen e di Woody Allen.

 

 

Lasciati Andare

 

 

Tutto questo, però, è solo una suggestione che si vive all’interno di Lasciati Andare, in quanto il film affonda le radici su una profonda identità italiana

Tutto questo, però, è solo una suggestione che si vive all’interno di Lasciati Andare, in quanto il film affonda le radici su una profonda identità italiana. Anima che sa essere fedele alla vecchia, e tanta mancata, commedia all’italiana ma che sa, soprattutto, vestirsi di nuovo.

Una pellicola fresca, originale e che prende la vita con leggerezza, cercando di affrontare le difficoltà quotidiane, nelle quali chiunque può rispecchiarsi, attraverso un modus operandi molto più scanzonato.

Quello di Amato è un approccio quasi dissacrante, mostrando un profondo coraggio, elemento che manca a moltissimi cineasti e che in questo 2017 stenta a farsi sentire, nello sviluppare una commedia che fin dai primi minuti convince, non solo visivamente.

La primissima impressione di Lasciati Andare è quella di trovarsi di fronte un prodotto perfettamente pensato fin dalle origini, e a confermalo sono gli attori, come la travolgente e frizzante Veronica Echegui che, durante la conferenza stampa di Milano, afferma:

Rarissimo è trovarsi di fronte a una sceneggiatura perfetta fin da subito. Perfino in Spagna, il più delle volte, ti ritrovi di fronte a copioni che devono essere maneggiati e rimaneggiati.

E la bella e coinvolgente Veronica interpreta l’altrettanto scatenata Claudia, una personal trainer spagnola che, con il suo modo di fare goffo e sbarazzino, riuscirà a far cambiare il peggiore degli uomini, ovvero l’analista Elia Venezia, interpretato da un Toni Servillo in una veste tutta nuova.

 

 

Lasciati Andare

 

 

Elia Venezia è, appunto, un’analista che ha perso la voglia di sorprendersi, assaporare la vita. Ristagna sulla sua poltrona, impigrito, e convinto che nella vita non si possa cambiare, passando questo pessimismo anche ai suoi pazienti. Talmente tanto pigro, e avaro, da aver diviso in due l’appartamento con la propria ex moglie, un’elegantissima e audace Carla Signoris, la quale è ancora costretta a fargli il bucato.

Lo scettico incontro con Claudia, costretto dal medico a fare un po’ di attività fisica per la salute, porterà Elia ad approcciarsi ad un mondo diverso. Un mondo che aveva smesso di osservare molto tempo fa.

La vivacità di Claudia, in bilico tra un’infantilità sbarazzina e una fragilità interiore, che non può fare a meno di ricordare i bellissimi ritratti femminili dei personaggi del cinema di Pedro Almodovar, costringe positivamente Elia a fare i conti con se stesso e con una vita che va presa meno alla lettera e più con leggerezza.

Un moto di vitalità e spensieratezza che si riflette anche negli effetti personali, primis fra tutti il suo rapporto con l’ex moglie Giovanna, riconquistandola, senza cadere nello stereotipo banale e abusato, sebbene attuale nella realtà dei fatti, di scegliere una donna molto più giovane rispetto alla controparte più matura.

 

 

Lasciati Andare

 

 

Lasciati Andare, con il suo far paradossale, le sue situazioni tragicomiche ma che riconducono a un realismo entro il quale è molto facile riconoscersi, spinge ad affrontare le difficoltà di ogni giorno con più serenità, senza prenderle troppo sul serio.

Ed è proprio questo che il continuo confronto generazionale tra Elia e Claudia, ma anche lo scontro di personalità nettamente opposte, all’interno di una cornice dinamica, aggressiva, ironica, riesce a creare con assoluta naturalezza.

Lo scetticismo e la diffidenza con cui le generazioni più mature si approcciano a quelle più fresche, più giovanili, viene totalmente disintegrato a favore di un senso di libertà scaturito nell’agire senza pensare alle conseguenze.

Claudia ed Elia, inconsapevolmente, si danno una mano a vicenda nell’affrontare ogni loro giorno, svolgendo la propria professione da efferati dilettanti – come afferma lo stesso Toni Servillo che abbiamo incontro sempre a Milano in conferenza stampa.

Toni Servillo esce dal solito ruolo austero entro il quale, almeno nel cinema, viene “costretto”, abbracciando per la prima volta una parte puramente, o quasi, comica, sorprendendo con una spontaneità che conquista.

Ma la vera rivelazione di questo film, oltre alla già citata Carla Signoris e a un Luca Marinelli sempre più bravo e sorprendente, è la giovane spagnola Veronica Echegui. Dalla realtà allo schermo, l’Echegui conquista e travolge dal primo sguardo. Una vera tempesta, una forza della natura alla quale è impossibile resistere, portando lo stesso spettatore nella sua rete di guai un po’ fanciulleschi.

Lasciati Andare, inoltre, fa affidamento su dei personaggi secondari ben scritti, analizzati, approfonditi, che possono godere di interpretazioni convincenti e divertenti, come la straordinaria collaborazione di Giacomo Poretti.

 

 

Lasciati Andare

 

 

Francesco Amato non lascia nulla al caso, e il suo Lasciati Andare è una carta vincente proprio perché perfettamente studiato fin dalla sua idea.

Un film convincente già sulla carta, retto da una struttura carica di ritmo e dinamismo.

Lo spettatore viene totalmente travolto dal ciclone delle azioni e dei personaggi, dall’inizio alla fine, divertendosi con gusto e passando un’ottimo momento di puro intrattenimento, non banale o tematicamente scarno, al cinema.

Il Lasciati Andare di Francesco Amato è il cinema italiano che bisogna sostenere. Una realtà che esiste e può esistere se incoraggiata. Una ventata di aria fresca che, infatti, arriverà quasi in contemporanea in tutto il mondo, e che conquista al primo sguardo.

 

Lasciati Andare è al cinema dal 13 Aprile! 

 

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