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Akira, il futuro post-apocalittico nel capolavoro di Otomo

6 anni fa

7 minuti

Neo-Tokyo, 2019. In un città che ancora non si è ripresa dal Terza Guerra Mondiale si muovo Tetsuo e la sua banda di motociclisti, i quali una sera come tante si imbattono in un misterioso bambino che causerà un incidente che cambierà la loro vita. Tra esperimenti top secret e giochi di potere la banda di teppisti si ritroverà a dover lottare contro un potere inarrestabile.

Era 1982 quando sulle pagine di Young Magazine, rivista giapponese di fumetti, venne pubblicato il primo capitolo di Akira, manga cyberpunk capolavoro indiscusso di Katsuiro Otomo, divenuto un cult in poco tempo e che ha fatto sì che i fumetti nipponici “invadessero” l’Occidente.

 

 

Nel 1988 nei cinema arriva il film di Akira, scritto e diretto dallo stesso autore del manga. La realizzazione fu un vero sforzo produttivo, richiese l’unione delle dieci maggiori compagnie di produzione cinematografica giapponese.

Nel 1988 dal fumetto venne tratto l’omonimo anime, la cui sceneggiatura fu scritta dallo stesso Otomo, che si occupò anche della regia.

Per realizzare il film fu necessario uno sforzo immenso, che richiese l’unione delle dieci maggiori compagnie di produzione cinematografica giapponese (tra queste Kodansha, Minichi, Hosho, Bandai, Toho, Laser Disc Corporation, Tokyo Movie Shinsa) nella società Akira Committee, creata appositamente per produrre il film.

Si dovette inoltre ricorrere alla collaborazione tra più studi di animazione (di cui ben 5 si occuparono esclusivamente dei fondali ed uno unicamente della grafica computerizzata), che misero all’opera più di 1300 animatori.

Quest’ultimi si alternarono in turni diurni e notturni, mandando così avanti la realizzazione ventiquattr’ore su ventiquattro. Una produzione costata ben un miliardo di yen e che negli anni ne ha incassati più di 6.

 

 

 

 

Ambientato nel 2019 a Neo-Tokyo la storia segue le vicende di Kaneda e Tetsuo, due teppisti che si ritroveranno invischiati in qualcosa più grande di loro.

Ambientato nel 2019 in un futuro post terza guerra mondiale nella città di Neo-Tokyo, l’anime segue la vicenda di Kaneda, leader di una banda di teppisti, e di Tetsuo, il più giovane del gruppo.

A seguito di un incidente in moto causato dall’apparizione improvvisa di un bambino con il volto da vecchio e con il numero 26 scritto sulla mano, Tetsuo sparisce misteriosamente e Kaneda inizia a indagare sulla scomparsa dell’amico, venendo a contatto con una realtà fatta di servizi segreti guidati da un misterioso Colonnello, gruppi di ribelli, centri di ricerche top secret e il misterioso Akira.

 

akira film 1988 katsuiro otomo

 

Otomo firma un cyberpunk apocalittico, inquietante e delirante.

Otomo firma un cyberpunk apocalittico, inquietante e delirante, dove in una società ormai allo sbando e dominata dalla paura si muovono i servizi segreti – che fanno di tutto per tenere la popolazione all’oscuro degli esperimenti – un gruppo di ribelli che cerca di liberare i soggetti di questi esperimenti, e dei ragazzi che senza volerlo si trovano in una situazione più grande di loro.

Un anime in cui la società, giapponese e mondiale, viene criticata senza riserva per il suo egoismo e sete di potere, per l’inarrestabile e crescente violenza contro l’autorità del governo, ormai unica via per non soccombere, che l’ha portata a una decadenza in cui il fanatismo religioso è l’ultima ancora di salvezza e l’unico valore sopravvissuto è l’amicizia.

Akira è un cyberpunk apocalittico, inquietante e delirante dove la società viene criticata senza riserva.

Uno scontro generazionale basato sul rapporto tra Kaneda e il più giovane Tetsuo, che si evolve durante tutto il film. Se all’inizio Tetsuo vede in Kaneda una guida da imitare, col passare del tempo interpreterà la sua iper protettività come mancanza di fiducia, che lo porterà – una volta entrato in possesso di un potere così immenso da portarlo alla pazzia – a sfidare l’amico di un tempo, in un drammatico finale.

 

 

 

 

Tra i temi presenti troviamo l’amicizia, la sperimentazione sull’essere umano, i segreti di Stato.

Tra le tematiche portanti della pellicola, vi è inoltre la sperimentazione sull’essere umano per svilupparne le potenzialità. Se da una parte l’argomento viene trattato in maniera classica e senza spunti di originalità – dai primi risultati entusiasti sino alla perdita del controllo dell’esperimento, che porterà alla tragedia – è interessante il procedimento di invecchiamento precoce dei bambini usati nei test. Invecchiamento che simboleggia la loro perdita dell’innocenza e la consapevolezza di essere impotenti di fronte ad un potere superiore.

 

akira kaneda

 

Il mangaka/regista grazie ad una regia veloce, spericolata e impavida (come le corse in moto della banda di Kaneda), riesce a portare lo spettatore nel vivo di una vicenda tanto emozionante quanto enigmatica e claustrofobica, anche per merito dell’incalzante colonna sonora di Geinoh Yamashirogumi, capace di contribuire all’impatto visivo delle immagini.

Punto forte del film è la regia veloce, spericolata e impavida di Otomo.

In virtù di queste e altre caratteristiche, Akira oltre ad aver conquistato milioni di spettatori, ha affascinato anche Hollywood, che da circa un ventennio sta tentando di realizzarne una versione live action; progetto che al momento non ha ancora visto la luce (fortunatamente, a giudizio di scrive).

Negli anni molti sono gli attori ed i registi accostati al live action ispirato all’anime, l’ultimo in ordine di tempo è Justin Lin, ma fin’ora il progetto è ben lontano dall’essere realizzato. Le ultime voci non confermate parlano di una serie tv. Ma anche in questo caso non vi è ancora nulla di concreto.

 

 

Per ovvi motivi di tempo la trama del film ha subito una drastica riduzione, togliendo spazio e spessore a figure ed eventi fondamentali.

Se il manga sviluppa la storia in maniera molto ampia, lo stesso tuttavia non si può dire del film di Akira, che per ovvi motivi di tempo ha subito una drastica riduzione di trama e personaggi.

Purtroppo figure fondamentali nella storia come il Clown, Lady Miyako – una medium il cui ruolo è fondamentale nel contrastare il potere di Tetsuo – Kai, Ryu (rinominato misteriosamente Roy), Nezu, il Colonnello e lo stesso Akira, che da figura centrale nel manga nel film viene rappresentato semplicemente un essere di pura energia, o momenti fondamentali nella storia (fra tutti la nascita del Grande Impero di Tokyo, momento cruciale della storia poiché mette in evidenza la megalomania e la grande voglia di rivalsa di Tetsuo ormai incontrollabile perché ebbro di potere, insieme ad un finale completamente diverso ma che mantiene il suo ottimismo), fanno sì che i personaggi menzionati in precedenza e le sottotrame presenti perdano di spessore.

 

 

 

 

Una riduzione che purtroppo non riesce a dare vita in maniera del tutto esaustiva ad una storia complessa in cui gli intrighi di potere e i misteri sono un elemento fondamentale, dove la lotta di classe presente nel manga perde purtroppo la sua efficacia e potenza.

Tutte mancanze che hanno fatto si che il film per quanto sia stato in grado di portare su grande schermo il senso e l’anima del manga, lo ha fatto in maniera incompleta.

Akira è un capolavoro dell’animazione giapponese capace di emozionare e catturare l’attenzione dello spettatore. Imperdibile.

Nonostante ciò Akira rimane un capolavoro dell’animazione giapponese che ha rivoluzionato e dato nuova linfa al genere cyberpunk, capace di emozionare e catturare l’attenzione dello spettatore, anche di coloro che già conoscono il manga (se non l’avete letto recuperatelo!), per tutti i suoi 124 minuti.

Imperdibile.

 

 

Riscopri i manga che hanno fatto la storia nella nostra rubrica MangaCult.
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