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Il Parapendio

8 anni fa

7 minuti

parapendio

Qual è lo sport ideale per un nerd? Beh, uno dove non si fa troppa fatica, meglio se lo si fa in poltrona, da praticare essenzialmente soli o con pochi amici non molesti, con una buona componente tecnologica e scientifica, che faccia vivere avventure alla Tomb Raider… deve essere per questo che sono arrivato al parapendio o forse è semplicemente perché ho visto troppe produzioni di Miyazaki.

Potrei raccontare della bellezza dello svolazzare liberi nel cielo, sentendo solo il rumore del vento e di lontane cascate, del fascino di prendere ascensori invisibili fatti di correnti calde che possono portati in alto e farti planare per chilometri. Non lo faccio perché altri lo potrebbero fare meglio di me e io rischierei solo spoileare troppo una cosa da scoprire da soli.

Da lettore passivo di questo sito mi sento però in debito: voglio contribuire con una piccola serie di FAQ su questa attività, che conosco personalmente, sperando possa interessare e, magari, invogliare qualcuno a provare.

Inizio subito dalle note dolenti…

 

Quanto costa diventare pilota?

Tra corso e attrezzatura nuova si è nell’ordine dei 5k euro. Se si acquista materiale usato circa 3k. L’attrezzatura comprende: la vela, la selletta, il paracadute di emergenza, il variometro. Poi ogni anno c’è da spendere un centinaio di euro per assicurazione e iscrizione ad un club.

 

Quanto costa volare dopo il brevetto?

Essenzialmente tempo e spostamenti. Per uno come me che vive in pianura e va a volare con amici, ottimizzando dove possibile, circa 25 euro a volo tra autostrada, benzina e navetta per salire in quota. Quanto al tempo, una mezza giornata, minimo, è da mettere in conto per ogni volo.

 

In quanto tempo si diventa piloti?

Innanzi tutto diventare piloti non vuol dire avere il brevetto. Sono brevettato da un paio di anni ma non mi considero ancora pilota, perché ci vuole esperienza: nella strada che porta dal livello newbie-pollo al livello skilled-aquila, sono ancora a metà strada. Detto questo, per avere il titolo AeCI bisogna acquisire una sufficiente sensibilità nel controllare la vela per andare in volo (in pratica bisogna allenarsi ad alzare la vela come fosse un enorme aquilone) e bisogna saper atterrare da soli, cosa che richiede una quindicina di «voli alti». In pratica si deve preventivare una attesa di almeno sei mesi, dedicando una giornata ogni weekend (se si lavora!!!).

 

Va beh ma quanto devo aspettare per volare da solo?

Con una scuola molto poco: dopo quattro o cinque campetti si fa un biposto con l’istruttore e si può affrontare il primo volo da soli. Che poi vuol dire essere radioguidati durante tutte le fasi importanti.

 

Ma bisogna essere dotati di un fisico bestiale?

No. Sebbene nella fase iniziale del corso, i campetti, io abbia sofferto abbastanza, credo che la colpa fosse mia: dovevo essere una vera schifezza.

Per dire, ho avuto modo di volare con un paio di “giovani ottantenni”, allievi come me.

 

Ma è pericoloso?

Ovvio che sul divano si rischia di meno. Però se non ci si mette a fare acrobazie e si rispettano poche regole elementari di prudenza sinceramente non è molto diverso dal farsi un giro in moto.

 

Si vola ogni volta che lo si vuole?

No. Il meteo detta le regole. Piove, non si vola. C’è troppo vento, non si vola. C’è poco vento, non si vola. Al decollo il vento spira di lato o da dietro, non si vola. C’è nebbia, non si vola. Si vedono cumulonembi, non si vola. Le condizioni di sicurezza richiedono che il vento al decollo sia essenzialmente frontale e con una velocità compresa tra i 5 e i 20 km/h.

E poi i newbie volano solo la mattina e la sera quando la turbolenza è minore. Però si vola tutto l’anno: i voli invernali sono quasi sempre rilassanti planate in aria calma, quelli estivi decisamente più movimentati.

 

E quando non si vola?

Si sta in compagnia. E, generalmente è una buona compagnia perché i parapendisti sono gente libera, matura, riflessiva e non montata o piena di sé.

 

Ma soffro di vertigini!

Anche io non è che gradisca sporgermi da una finestra al quinto piano e non sono il solo. È difficile da credere ma le vertigini non c’entrano nulla: se andando in montagna vedi il pendio davanti a te e la valle sottostante e, senza svenire, dici “wow che posto stupendo!” allora sei ok.

 

Ma l’adrenalina?

Se cerchi il brivido, vai a fare il paracadutista! Il parapendio è emotivamente coinvolgente ma è un’altra cosa. Diciamo che il paracadutismo è andare in giro con una CBR600 e il parapendio è fare una uscita in mountain bike. Il tempo per metabolizzare le cose è molto dilatato e le emozioni sono diverse.

 

Ci sono ragazze?

Si, e sono pure brave. Però pare che un tempo ce ne fossero molte di più… peccato! Però ho visto sposarsi coppie di piloti, quindi funziona!

 

Ma dove è la tecnologia?

Innanzi tutto nei materiali della vela. Ad esempio i cordini di un millimetro con l’anima in aramide o kevlar che reggono centinaia di chili.

Poi c’è il variometro con GPS che registra i voli da rivedersi su Google Earth, le immancabili GoPro. Io poi ho costruito un mini variometro fatto con Arduino, quindi in effetti è solo questione di fantasia.

 

E quanto alla scienza?

Se si vuole, ma non è obbligatorio, meteorologia e aereodinamica offrono un bel po’ di spunti. E tornano utili in pratica.

 

Quanto dura un volo?

La durata della planata è funzione del dislivello. Mediamente 12 minuti ogni mille metri. Però quando si diventa bravi e si riescono a sfruttare le termiche ascensionali, il volo può durare ore coprendo decine di chilometri di distanza.

 

A che velocità va un parapendio?

La velocità tipica rispetto all’aria è dell’ordine dei 30 km/h. Rispetto al suolo le cose cambiano perchè si è nelle stesse condizioni di un pesce che nuota in un boccia d’acqua e la relatività galileiana trova una sua diretta applicazione:  le velocità si sommano vettorialmente.

In presenza di vento meteo, ad esempio a 25 km/h, la velocità del parapendio rispetto al suolo varia dai 5 km/h ai 55 km/h a seconda che il pilota si diriga contro o a favore di vento.

Questo spiega perché è “vitale” atterrare controvento e perché non si può volare con vento troppo forte: si rischierebbe di non avanzare e superare gli ostacoli.

 

Quanto pesa il parapendio?

La sacca «tipo», con tutta l’attrezzatura, pesa 18 kg: nei decolli dove si deve fare strada a piedi è una vera sofferenza portarsela dietro.

Però il parapendista ama le comodità e la maggior parte dei decolli ufficiali offre servizi “navetta” che accompagnano al decollo senza fatica. La sola vela è invece leggerissima: pesa intorno ai 6 Kg.

 

Cosa sorprende sempre?

L’istante in cui ci si stacca da terra e si passa dal “caos” del contatto col suolo alla calma del volo libero.

 

Il Parapendio

Ok spero di aver dato qualche informazione utile a conoscere questa attività. Termino segnalando qualche link:

Un paio di miei video:

Atterraggio sul lago ghiacciato

 

Veleggiamento a bassa quota

 

Il mio istruttore con un bipostista terrorizzato :)

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