Otto Dix

Otto Dix

Assalto con i gas, Otto Dix, 1924

I’m such a realist, you know, that I have to see everything with my own eyes in order to confirm that it’s like that. I have to experienece all the ghastly, bottomless depths for life for myself… it’s for that reason that I went to war, and for that reason I volunteered.

Otto Dix, nato nel 1891 a Untermhaus, un quartiere di Gera, è uno dei pittori tedeschi più importanti, membro di spicco della Neue Sachlichkeit (Nuova oggettività).

Neue Sachlichkeit


Il Neue Sachlichkeit fu un movimento artistico sviluppatosi alla fine della I Guerra Mondiale in Germania per il quale, influenzato dal Verismo e dall’Espressionismo, l’arte era un mezzo per denunciare la tragica situazione del dopoguerra tedesco e che abbracciava artisti come Otto Dix e George Grosz.

Biografia


Otto Dix, nato da proletari, studia per cinque anni, dal 1909, alla Scuola di Arti figurative di Dresda; si arruola volontario e combatte in Polonia, Russia, Fiandre e Francia.
Le atrocità della guerra lasciano, ovviamente, un segno indelebile nelle sue opere, diventandone, insieme alla denuncia sociale e della critica all’ipocrisia borghese, il tema principale. Otto Dix diventa un pacifista.

Nel 1927 diventa professore all’Accademia di Dresda e membro dell’Accademia Prussiana. Nel periodo dell’ascesa del nazismo pubblica qualche caricatura satirica di Hitler e denuncia l’orrore della società dell’epoca nei suoi dipinti e viene quindi inserito tra gli artisti degenerati, spogliato di tutte le sue cariche pubbliche e 260 sue opere vengono sequestrate ed in parte distrutte; passa un breve periodo in carcere con l’accusa di aver attentato alla vita di Hitler, fino al 1939, rifiuta di lasciare il paese, viene richiamato alle armi, in quanto veterano pluridecorato, e viene fatto prigioniero dai francesi nel 1945. Rilasciato nel 1946, riprende la sua attività artistica, producendo prevalentemente allegorie religiose e si trasferisce sul lago di Costanza. Muore a Singen il 25 luglio 1969 78enne.

Lo stile


Otto Dix, apprendendo quasi da auto-didatta, ha assunto uno stile a metà tra Espressionismo e Dadaismo. Difatti, se primamente aderisce al movimento espressionista di Dresda nel 1919, fonderà, con George Grosz, il movimento dadaista tedesco, allestendo a Berlino, nel 1920, la prima mostra internazionale dada. Nel 1922 si trasferisce nell’Accademia di Düsseldorf, ove perfeziona la sua tecnica.

Ferito, Assalto con i gas e Teschio


Queste tre opere fanno parte della raccolta La Guerra, creata alla fine della Prima Guerra Mondiale.
La prima, Ferito, rappresenta un soldato moribondo, pietrificato dal terrore, col volto sfigurato e il corpo maciullato da un’esplosione, con la mano destra che stringe il cuore e il braccio sinistro steso privo di vita.
Assalto con i gas rappresenta dei soldati che avanzano, con delle maschere anti-gas, tra le trincee, ancora pregne di gas.
Teschio, matita su carta, rappresenta crudelmente l’orrore della morte: v’è un teschio che si decompone, con dei baffi e dei capelli e forato da vermi.

Giocatori di skat


Questo quadro, dipinto nel 1920, insieme a Dedicato ai miei compagni e a Storpi di guerra (tutti e tre dedicati ai reduci di guerra) segna la svolta verso il Dadaismo del pittore. Il quadro rappresenta tre soldati che giocano a carte. I tre figuri sono grotteschi, orridi, a causa delle mutilazioni e dalle sofferenze patite in guerra. Il primo a sinistra ha il volto sfigurato, gli manca un occhio ed un orecchio (sostituito da un impianto acustico che termina con una ‘trombetta’ poggiata sul tavolo), entrambe le braccia (sostituite da una protesi in legno e dal piede, che svolge funzione di mano) ed una delle gambe. L’uomo al centro non ha le gambe e le braccia (perciò tiene le carte in bocca); ha parte del cranio ricucito con metallo. la mandibola e l’orecchio sostituita da parti in metallo e l’occhio con un occhio vitreo. Il terzo non ha più la parte inferiore del corpo, il braccio destro sostituito da una protesi in legno e la mandibola da una protesi in metallo.

La Guerra


La Guerra, Otto Dix,
1929-32, Kunstsammlungen Dresden, Dresda

Questo trittico (composizione già utilizzata da Dix ne La Metropoli) riprende i trittici religiosi.
La prima tavola a sinistra rappresenta la partenza di una truppa di soldati all’alba, come il cammino verso il Calvario. A destra, come nella deposizione dalla croce, v’è il ritorno dei superstiti e, in basso, vi sono le brandine dei soldati, che si rifanno all’immagine di Cristo nel sepolcro. Al centro, svetta la tavola più grande, che riprende la scena della crocifissione; in un mucchio indistinto di cadaveri, un’unico soldato si erge, con una maschera anti-gas, vivo. Tra le rovine svetta uno scheletro sui resti delle arcate di un edificio, come crocifisso.

Il Trionfo della Morte


Il trionfo della Morte, Otto Dix
1934, tecnica mista su tavola, 180×178, Galerie der Stadt Stuttgart, Stoccarda

L’opera, che riprende lo schema compositivo di Durer, è ambientata in un orticello vicino ai monti. Tra le piante che crescono v’è uno scheletro enorme, con un mantello rosso e con una corona in testa, la Morte, che stringe, sogghignando, una falce, pronta a mietere le vite degli uomini in primo piano, per primo un soldato (un autoritratto di Dix), che marcia fiero e altero verso la morte stringendo nelle mani un fucile, poi un barbone malaticcio e sporco con il suo cane che abbaia contro di lei, una donna che lavora nei campi e una coppia di amanti (la donna, seminuda, era l’ideale di bellezza femminile tedesco) ed un bambino carponi tra le piante, tutti ignari e inermi di fronte alla morte che sopraggiunge. Ai lati, un albero rinsecchito ed un edifico in rovina rappresentano il decadimento e il disfacimento della società dell’epoca.

Fonti


Wikipedia | Otto Dix
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domenica 12 febbraio 2012 - 12:52
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