Jimi Hendrix – Parte 2

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19 Aprile 2011

[Gor] Jimi Hendrix – Parte 1

1969, Hendrix senza una band vera e propria, molti pensarano ad un momento di crisi, bè..Si sbagliarono. Nello stesso anno Hendrix partecipò al festival più importante degli anni ’60, Woodstock. Fece una prestazione perfetta, molti associano proprio Hendrix a Woodstok e viceversa, divenne il simbolo dell’intero festival. Ci furono ovviamente diversi problemi, Jimi avrebbe dovuto suonare al termine del terzo ed ultimo giorno, ma per problemi logistici e per via del brutto tempo fu costretto a suonare all’alba davanti a 200000 spettatori (ricordo che ci furono più di 500000 spettatori durante il festival). Si presentò lui stesso come “Gipsy Sun And Rainbows” , fece una prestazione di più di due ore, una delle più lunghe, anche se dal punto di vista tecnico non fu un granchè. Ma quello che rese Hendrix un icona fu la reinterpretazione dell’Inno Statunitense solo con la chitarra simulando rumori di guerra (faceva riferimento al Vietnam ovviamente):

(perdonatemi per la qualità del video, ma sono passati ’50 anni cazzo!)

Ad un intervista sul perchè di questa interpretazione risposte “Penso che sia meraviglioso suonarlo così.” non c’erano secondi fini, credo.

La formazione di Woodstock durò solo per altre due performance, venne rifondata come Band of Gypsys e oltre ad Hendrix comprendeva: Billy Cox al basso e Buddy Miles alla batteria. La band aveva una forte energia fuori e dentro al palco, nel 1970 produssero un LP omonimo, fu l’unico LP in Live di Hendrix. Ma le cose belle durano poco, e la notte del 28 gennaio 1970 la Band of Gypsys si esibì in un festival a New York alle 3 di notte dopo numerosi problemi. Fu un vero e proprio disastro, Hendrix era strafatto ed insultò tutti, eseguì solo una canzone e poi riprese ad insultare fino a quando non lo portarono via dal palco. La stessa notte la band si sciolse.

Durante il ’70 Jimi si esibì con una band gli Cry Of Love ed intraprese un tour, ma ad agosto riuscì a terminare almeno un progetto, la costruzione degli Electric Lady Studios; ma registrò solamente a una canzone dentro ai suoi sognati Studios.

Una volta ripreso il Tour, Hendrix cadde in depressione dopo un esibizione andata male in Germania e si ritirò a Londra. Venne trovato morto la mattina del 18 settembre 1970 nell’appartamento che aveva affittato al Samarkand Hotel. Ora…quando muore un dio non si sa mai come è morto realmente, ci furuno ovviamente moltissime versioni ma quella che va per la maggior è quella data dalla sua ragazza. Soffocamento nel suo stesso vomito dopo un cocktail di antidepressivi ed alcool, una morte degna di una fottuta rockstar. La notizia della sua morte sconvolse un po’ tutti, i fan e gli sciacalli deruburano tutto quello che aveva in casa sua, robe di questo tipo.

Venne sepolto negli States a Greenwood Memorial Park di Renton, Washington. Sulla lapide venne sagomata quella che probabilmente fu il suo più grande amore, la sua Fender Stratocaster. Ma dopo svariati anni il padre Al riuscì a far spostare la tomba vicino a Renton, a causa di continue deturpazioni e altri atti vandalici.

Hendix fu la chitarra che scrisse la storia del rock ‘n roll, fu un ciclone di breve durata, fu un genio, un ispiratore, un maledetto egocentrico e potrei andare avanti così all’infinito. Probabilmente fu uno degli ispiratori di qualsiasi genere musicale vicino al rock che sia heavy metal, hard rock o qualsiasi altra cosa. Indubbiamente noi amanti della musica dobbiamo praticamente tutto a questo strano personaggio.

R.I.P. Jimi. :res:

Fonti: Qui, Quo

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martedì 19 aprile 2011 - 15:51
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