Le origini del nome Nerd #LegaNerd
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yudoit
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In If I Ran the Zoo (Se io dirigessi lo zoo), un libro per bambini del 1950, il Dottor Seuss inventò un personaggio chiamato «nerd» il cui unico punto in comune con il nerd attuale era il fatto di avere sempre un’espressione seria. Ma un anno dopo, nel 1951, sulle prime pagine di Newsweek comparve un articolo secondo il quale il termine nerd era usato a Detroit come sinonimo di drip o square, e stava cioè a indicare un individuo noioso e antiquato. Ci sono altre ipotesi sull’origine della parola nerd. Mortimer Snerd era il pupazzo idiota che scherzava con il ventriloquo Edgar Bergen quando quest’ultimo non era occupato con il più famoso pupazzo Charlie McCarthy.

Snerd era stupido, ma certo non era un nerd. Somigliava un po’ ad Alfred E. Neuman, con i dentoni sporgenti e il sorriso da idiota.
Il tipico look da nerd è precedente alla nascita della parola nerd e risale come minimo all’epoca della Depressione.

Nel 1936, Sheldon Mayer, autore e direttore di riviste di fumetti, cominciò a pubblicare strisce su un aspirante fumettista di nome Scribbly. Scribbly non era un nerd nel senso di secchione; a scuola i compagni lo adoravano perché rispondeva a tono all’insegnante e riusciva a saltare le lezioni per dedicarsi ai suoi fumetti. Ma era un nerd perché aveva quello che ai nostri occhi, oggi, è un look da nerd, occhialoni e denti sporgenti, ed era così basso da dover salire sui trampoli per poter ballare con la sua fidanzata.

Dieci anni dopo troviamo un nerd più completo. Non era ancora definito nerd, ma era in possesso di gran parte delle sue caratteristiche: pedanteria, tendenza a usare un inglese formale per le normali conversazioni quotidiane, voce nasale simile a quella dei suoi epigoni degli anni ottanta e novanta, come Lewis Skolnick nella Rivincita dei nerds e Steve Urkel in Otto sotto un tetto. Si tratta di Walter Denton di Our Miss Brooks, che debuttò come commedia radiofonica sulla cbs verso la fine degli anni quaranta e passò poi al canale televisivo della cbs nei primi anni cinquanta. In Our Miss Brooks Eve Arden interpreta Connie Brooks, un’insegnante di inglese del liceo, single e dalla lingua tagliente, che va a scuola ogni giorno approfittando del passaggio che il suo allievo Walter le dà sul suo vecchio macinino.
continua…

Grazie a TG24 sono venuto a conoscenza di questo articolo interessante che introduce un libro già discusso qui.

Varie fonti asseriscono che Nerd fu usato per la prima volta nel 1950 in un libro per bambini dal titolo “If i ran a zoo”, Nerd fu usato nella frase:

“And then, just to show them, I’ll sail to Ka-Troo/And Bring Back an It-Kutch a Preep and a Proo/A Nerkle a Nerd and a Seersucker, too!”

Con questa frase, Gerald McGrew, un bambino che, visitando uno zoo e scoprendo che gli animali non erano abbastanza esotici, disse: “se dovessi gestire lo zoo, lascierei tutti gli animali liberi e ne troverei di nuovi molto più strani”.
Da un ipotetico viaggio avrebbe portato animali di vario tipo indicati nella frase, tra cui appunto un nerd.

A quanto pare la parola Nerd identifica un tipo di persone mai ben definito, il termine è sempre più attuale, tutti vogliono essere Nerd, con la differenza che nessuno vuole essere brutto coi denti sporgenti e secchione o magari racchia.

Un’altra caratteristica dei nerd, almeno dei maschietti, è la nave scuola, forse il mito è nato con l’allievo Walter e Miss Brooks, di cui potete leggere un breve riassunto nell’articolo completo citato sopra, tra l’altro anche la nave scuola ha subito un “upgrade” al giorno d’oggi, trasformandosi in Coguar.

Anche se non si è ancora raggiunta una definizione unanime per caratterizzare i nerd, moltissima gente concorre all’accaparramento di questo titolo, basta guardare anche vari show televisivi.

“Nerd” appare oggi come una definizione che può sicuramente indicare una tipologia di individui che coltivano maggiormente la propria cultura, il loro interesse ludico e il proprio ego, inevitabilmente a discapito dell’aspetto esteriore, specialmente per gli avezzi ai panini.
Fatto sta però che il termine, divenuto quasi una moda, si identifica con un certo tipo di persone che risulta affascinante proprio per la sua estetica “nerd” e trasandata.

Una delle frasi che credo meriti essere menzionata è questa pronunciata dal professor Gerald Sussman del MIT:
“My idea is to present an image to children that it is good to be intellectual, and not to care about the peer pressures to be anti-intellectual. I want every child to turn into a nerd – where that means someone who prefers studying and learning to competing for social dominance, which can unfortunately cause the downward spiral into social rejection.”

Via

yudoit

I did enough, i like now yudo.it Autodidatta forzato dai tempi in cui c'era da chiedere solo ai libri, lettore forzato dalla professione di tipografo e sviluppatore forzato dalla necessità di vedere funzionare le proprie idee. Illustratore ad aerografo.
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martedì 8 marzo 2011 - 18:46
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