L'Eterno Ritorno di Internet?
di
Fowkes
7

L’Eterno Ritorno di Internet?

In questo articolo ho intenzione di parlare dell’Evoluzione di internet e del nerding ad esso correlato. Non farò un trattato, ma cercherò di esporre in maniera logica e rispettosa delle dure leggi della linguistica quello che sento in questo periodo. Un pò come la Posta del Cuore, tra intrattenimento e Maria De Filippi.

Ma prima di entrare nell’esperimento vero della trattazione, un pò di BackGround:

Sono nato a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90.

Mi sono quindi ritrovato nel mondo dell’informatica da giovane, in quel decennio che potremmo definire successivo, alla vera e propria nascita della scienza; ho conosciuto l’interfaccia grafica di Windows 95, e da lì ho iniziato il mio percorso.

Sceso da cavallo, ho iniziato ad allargare le mie conoscenze con la sana curiosità che guida ogni buon nerd, e tra computer smontati, cacciaviti e Playstation mi sono fatto grande.
Poi è seguito l’allargamento delle frontiere di intrattenimento, e da lì, forum, blog, gdr, e altre cosette.

Scoprirò solo dopo, che la gente come me si chiamava “Nerd”.

Scoprirò solo dopo, che la gente come me si chiamava Nerd.

Ah, e alle medie avevo gli occhialoni. Scopriremo solo dopo che quegli abominii avrebbero avuto mercato in mode da hipster poseroni.

Inizia la parte social. Mi iscrivo al mio primo forum a 11 anni. Tra varie vicissitudini, dopo nove anni, cresciuto con la “Old School”, mi propongono di diventare amministratore dello stesso. Mi rifiuto. Perchè qualcosa è cambiato.

Ma nessuna Helen Hunt innamorata mi salverà. Lascio il forum e la mia attività su Splinder si fa più intensiva che mai.

Si può dire Splinder in televisione? Vabbè, tanto non facciamo pubblicità, no?
Continua la parte social, e continuano le amicizie informatiche e live che avevo coltivato negli anni. Sviluppo l’amore per la fisica ed il metodo scientifico diviene un credo imposto dall’alto. Ma una tempesta è in arrivo.

Splinder chiude, ed inizia il travaglio di un povero Ulisse senza quella figa di Circe.

Traccheggio qualche altro anno e mi ritrovo qui. Inizia, IMO, la mia terza era dell’informatica.
Chiudo quindi la parte autobiografica.

Segue la parte compilativa.

 

Il sociale, anche per i Nerd, aveva un aspetto fondamentale. Solo che si comunicava in maniera diversa. La comunicazione con internet era un processo molto intimo per il Nerd, che riusciva quindi a barcamenarsi nei due aspetti chiave del proprio sviluppo. La conoscenza e l’affermazione individuale.

Non perchè si fosse strani, così come appariva dal di fuori, ma perchè si parlava in maniere diverse, e si cercavano cose diverse.

Ora non abbiamo il sociale. Ma il “social”. A cui attribuisco buona parte dei mali di internet per come lo si conosce ora.

Il processo di sdoganamento e di apertura non ha fatto altro che liberare il vaso di Pandora della commercializzazione; il social network permette la comunicazione, che diviene così dinamica e poco contemplativa. Perché, se prima, i siti che si guardavano erano frutto di una verità alternativa (Vedere quei portali sulla vera cultura “Underground”) ora divengono sempre più indirizzati verso il processo dinamico di lancio dell’informazione, senza soffermarsi sul contenuto. Perché si può sempre smentire, e perchè comunque la cosa molto probabilmente verrà posta nel dimenticatoio.

Questo da adito a fenomeni di massa più o meno tediosi, a cui stiamo lasciando il posto. Il “social” non è sociale. Ma appare come un multisala con 6 miliardi di posti disponibili dove si proiettano h24 film di Boldi e De Sica.

Il “social” non è sociale. Ma appare come un multisala con 6 miliardi di posti disponibili

In altre parole, si sta abbassando il livello culturale, educativo e di intrattenimento di internet. Prima il Nerd era lo sfigato. Ma uno sfigato che non sapeva, in primis di chiamarsi Nerd, in secundis di essere fiero di esserlo.

Una vignetta di un fumettista romano, recentemente postata sul suo blog, riporta i problemi dei “vecchi” con internet. Nulla di più attuale e condivisibile (Premi il tasto qui sotto), se non che, quello rappresenta solamente il lato genuino di quello che viviamo. In alternativa ci sono le catene di Sant’Antonio (Che ora hanno cambiato nome in: Questo bambino in Africa sta aspettando proprio te…) che spopolano su Facebook per i più filantropi. E gente che posta boiate, ovviamente.

 

Mi rendo conto che si sta parlando di qualcosa di banale volendo; ma IMO, la banalità a tal proposito va combattuta, perché snaturante di qualcosa che prima rappresentava buona parte delle persone che leggono questo social(Ouch!)blog.
Inutile dire che se fatto come si deve il sociale, permette la crescita e non l’involuzione.

E mi sento un vecchio nostalgico quando mi guardo indietro e vedo facebook, qualche articolo sul nuovo touchscreen dell’azienda XYZ, e le sette-otto pubblicità inserite in un video di youtube. Al pari dei monarchici nostrani.

Si stava meglio quando si aveva il 56k

E per concludere, spero, la fiera delle banalità, cito delle piccole cose che ad oggi mi lasciano un saporaccio nelle fauci: Papi che si iscrivono su piattaforme. Articoli tutti uguali. Console che si proiettano verso il futuro. Scusate, verso il mercato. Ops, scusate ancora, verso il futuro del mercato.

Tra gli altri mille fenomeni, vi sono quelli di Youtube Italia. Il MicroEgoSistema è al collasso, per questo stesso motivo. Il social unito al potere del mercato avvicina al lato oscuro della forza, associato ad una buona dose di rompimento di balle. Personaggi che fanno intrattenimento, sognano di sbarcare il lunario, e gli spettatori divengono sempre più piccoli, per anagrafica e funzionalità mieliniche.

Non so voi, ma io da ragazzino facevo gli esperimenti con le lenticchie. Le piantavo in un bicchiere pieno di cotone e aspettavo che crescessero. Facevo colorazioni, e piccoli innesti.

Una sorta di OGM fatto in casa; ed ora, c’è il mercato dell’OGM.

Non è una critica diretta, ma una costatazione che ci racconta il rapporto tra micro e macro.

Ed è proprio quello che succede oggigiorno alle piccole lenticchie di internet, che diventano modificate e rivendute nei frighi dei centri commerciali.

La soglia tra monetizzazione e piacere ormai s’è superata da un pezzo.

C’è più di qualcuno che vuole dire qualcosa, e se lo fa attraverso lo schermo non ci sono problemi. Ma la soglia tra monetizzazione e piacere ormai s’è superata da un pezzo.

Il periodicizzare verso tempi sempre più stretti per avere sempre più visualizzazioni riduce la qualità. Ed internet è sempre stata una isola felice per chi ricercasse a priori cosa leggere o vedere. Il Nerd guardava oltre; ora internet per via della monetizzazione ci dice cosa guardare. E le piccole isole felici diventano sempre meno.

Lega Nerd rimane una delle poche scogliere che fanno resistenza

Lega Nerd rimane una delle poche scogliere che fanno resistenza, che avendo visto in che direzione andava il mercato ha seguito il proprio processo evolutivo, ma che in qualche maniera è rimasto fedele al concetto che c’è dietro al nome che porta.

Ma arrivato a questo punto della trattazione mi rendo conto che cercare di lasciare al lettore la percezione che ho di internet, potrebbe risultare non producente, e magari poco interessante, per concetti, banalità e qualità dei contenuti, che possono essere più o meno condivisi (Clicca ancora sul pulsante). E forse io stesso sto abbassando il livello di internet aumentandone l’entropia.

Voglio concludere questo scempio con una sorta di profezia. C’è un uomo che vide quanto stiamo vivendo ora, e divenne folle probabilmente perché cosciente dell’impossibilità di uscire dal declino intriso nelle cose che ci circondano.

Sto parlando di F. Nietzsche. E proprio in un concetto chiave della sua filosofia si racchiude la maledizione e la salvezza delle cose. L’Eterno Ritorno. L’ispiratore di Mario, in questo concetto ci lascia intendere che è tutto è destinato a riproporsi negli aspetti intrinseci, quando, se è vero che tutto tornerà, Internet tornerà ad essere la piccola nicchia, pronta ad evolversi ancora una volta, in qualcosa di diverso.

E poi dopo averti tolto brividi come la libertà di fare una provocazione intelligente, ci resta sola la polemica cruda, e quindi:

Basta ‘co sti articoli su dicerie di mercato. Vogliamo sviluppo e progresso. Dateci qualche prodotto da Nerd invece di farci fare la bocca con cose che sono fumo.

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venerdì 29 marzo 2013 - 13:18
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