Top 3 dei giochi da tavolo da fare sotto l'ombrellone #LegaNerd
di
Jack Jack
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Finalmente, dopo i mesi brutti del freddo, le manine congelate, le tisane, e i boardgame tedeschi pesi come la ghisa, è arrivata l’estate, con il suo carico di sole, allegria e spensieratezza. Perché ogni giocatore una volta tanto ha bisogno di staccare, o no?

È chiaro però che il vero nerd non può starsene tutto il giorno a prendere il sole, fare il bagno o, ancor peggio, venire coinvolto in infruttuose partite di beach volley. Cosa fare, quindi?

La risposta è semplice: preparare un bello zaino con i seguenti oggetti:

  • Protezione solare fattore 237
  • Panino con la mortadella
  • Bevanda non alcolica
  • Gioco da fare con gli amici senza uscire dall’indispensabile cono d’ombra fornito dall’ombrellone

Se per selezionare i primi tre item della lista è sufficiente una madre premurosa, per la quarta voce ecco che vi viene in soccorso il sottoscritto, cari amici lettori!

Ma torniamo a noi: siccome poi in negozio si fa casino e si rischia di prendere roba magari bella fuori, ma che poi la gente si annoia subito e vuole giocare a beach volley, ecco una top 3 di giochi che faranno presa come il mastice sul legno massello, con i vostri amici che torneranno bianco latte come voi, che belli carichi potrete ripresentarvi a dettar legge al tavolo di Terra Mystica, perché una volta iniziato, smettere con queste tre chicche è praticamente impossibile!

 

3. Fast Food Fear

 

 

Non c’è niente di meglio della cooperazione e del buon umore per cementare l’amicizia e la condivisione. Ecco quindi che Fast Food Fear rischierà di creare faide alla Civil War. “Ti avevo detto di giocare quella carta, Tony, lo sapevi che mi servivano le patatine” (dialogo reale e vera causa della spaccatura avvenuta tra gli Avengers, BTW).

Il fatto è che quando però riuscirete a battere il gioco, lo avrete fatto solamente grazie all’aiuto di tutti, magari all’ultimo secondo, con il tempo che scadeva.

Grande esultanza, giro di 5 alto per tutti, magari mezzo limone con la tipa giusta approfittando dell’atmosfera euforica, pizza in faccia subito dopo, ma no regrets.

 

 

Fast Food Fear è un cooperativo puro, con turni a tempo, ideale per gruppi di 4/5 persone, ma funziona bene anche in 3.

Una partita dura meno di 10 minuti e il meccanismo è quello, molto semplice, del “set collection”, ovvero quel processo di “riordinare le carte” comunissimo nei solitari classici.

Qui si collabora tutti insieme e la chiave per vincere sono le azioni speciali che permettono di caricare un giocatore con le giuste carte per chiudere le varie combinazioni richieste randomicamente dal gioco.

Insomma, nulla di particolarmente nuovo, Fast Food Fear fa una cosa ma, fondamentale, la fa BENE, riuscendo a coinvolgere tutti i partecipanti in modo equo e “skillando” i novizi partita dopo partita.

Come da requisito per giocare sotto l’ombrellone: non c’è tabellone, né pedine malferme sulla sabbia. Non c’è testo e la scatolina è veramente portabilissima. Serve un minino di superficie piatta solo per la clessidra.

 

 

Per chi ci ha giocato, il feeling assomiglia vagamente a quel Magic Maze che è stato uno dei successi del 2017, ma molto meno complesso e molto più portatile.

Insomma, vi aspetta una carrettata di partite, divertimento, risate insieme in un gioco che fa della condivisione il suo punto di forza.

P.S. Non provate a giocarci in casa di notte se non volete la carica dei vicini alla porta modello S.W.A.T. perché urla belluine e risate sguaiate saranno la norma

 

 

 

2. A Fake Artist Goes to New York

Gioco giapponese cult assoluto tra gli appassionati di social gaming come il Vostro umile autore, AFAGTNY vi mete nei panni di un impostore che si deve mescolare con nonchalance agli hipster artisti newyorkesi senza farsi riconoscere per lo sozzone che è in realtà.

Di fatto, tutti i giocatori ricevono un pennarello colorato e si passano un foglio su cui devono disegnare ognuno un piccolo pezzetto di un soggetto imposto dal master del gioco.

 

Splendida dotazione della scatolina di AFAGTNY

 

Tutti gli artisti hipster hanno ricevuto le istruzioni su cosa disegnare, tranne uno, che non ha idea di cosa diavolo stiano facendo gli altri, ma che deve far finta di niente e sperare di non farla troppo grossa ed essere così scoperto e svergognato.

Ma anche gli artisti, che sono elitari e con la puzza sotto il naso, non vogliono far scoprire il soggetto dell’opera al finto artista che sanno essere celato tra loro, quindi cercano di disegnare piccoli pezzi di soggetto, con risultati spesso ai confini della realtà, come ad esempio questa immonda creatura appena uscita dalla loggia nera di Twin Peaks Season 3.

 

 

Il gioco è straordinariamente ‘cute’ come solo gli oggetti giapponesi sanno essere, ma il meccanismo crea situazioni a dir poco esilaranti e assurde.

Non richiede praticamente nemmeno un tavolo o superficie piatta e potete giocarlo in spiaggia, o sotto la pergola della birreria in collina dove andate di solito per sfuggire all’afa della città.

La scatola è poco più grande di un pacchetto di fazzoletti, che comunque vi serviranno per detergere le lacrime che produrrete in quantità dopo aver visto le aberranti creazioni partorite dai giocatori.

L’unica piccola limitazione è il fatto che servono almeno 5 giocatori per una partita degna di questo nome. La buona notizia è che il gioco tiene tranquillamente fino a 10 persone, quindi se siete in vacanza con un po’ di amici e avete finito i gin lemon, sapete cosa fare!

Il solo presentare questa deliziosa scatolina ai vostri amici gamer vi fornirà istantaneamente un’impenetrabile aura di prestigio, facendo dimenticare a tutti il pallore cadaverico della vostra carnagione, quindi affrettatevi prima che il gioco diventi realmente irreperibile al di qua dell’oceano.

 

 

 

1. The Game & The Game Extreme

 

Nella vita di un giocatore ci sono due momenti. Uno prima di scoprire The Game e l’altro dopo aver scoperto The Game.

Un gioco che di fatto è un mazzo di 100 carte, semplicemente numerate senza nemmeno il seme, che costa pochissimo e che può essere portato ovunque, le cui regole sono di una semplicità davvero spiazzante, tanto che quando le leggere penserete di essere stati presi in giro.

Avete 4 mazzi, due di questi partono dal 100 e vanno giù verso il 2. Gli altri due mazzi partono da 2 e salgono fino al 100. Ad ogni turno il giocatore deve giocare minimo due carte delle sei che ha in mano e si continua con l’obiettivo di terminare tutte le carte. Facile, banale, direte voi furbi.

E invece…

La meccanica a prima vista elementare cattura inesorabilmente giocatori esperti come tizi a caso che non hanno mai visto un dado ed escono ora dalla caverna.

Il modo semplice di cooperare vi farà discutere, arrabbiare, gioire in un modo primordiale e spesso esagerato, facendovi provare una gamma di emozioni degna di 5 stagioni di Breaking Bad. Spettacolo.

 

È anche difficile spiegare l’effetto droga che questo gioco scatena.

Insospettabili anti-gamer vi chiederanno imbarazzati di poter fare un altro giro, provare un’altra volta a chiudere questo semplice ma affascinate solitario collettivo.

Una volta che avrete chiuso, tra esultanze e 5 alti, un numero sufficiente di partite a The Game (scatola rossa) sarete pronti a salire di livello e affrontare il fratello cattivo The Game Extreme (scatola blu).

In The Game Extreme sarete obbligati, giocando determinate carte, a compiere azioni spesso controproducenti rispetto al vostro obiettivo di riordinare le 98 carte del mazzo di pesca, con conseguenze spesso disastrose per la dinamica di gioco.

Gli amici vi guarderanno delusi, speranzosi o con gli occhi ammirati dei fan del K-pop, dopo che avrete salvato la baracca con una giocata magistrale.

Consumerete The Game con religiosa e inarrestabile avidità, aprendo a calci la porta del divertimento anche per i vostri indegni amici per cui il massimo della vita era fino a quel momento la briscola.

E questo, diciamolo, è il più grande merito di questo fantastico gioco ideale per le vacanze, i viaggi e i momenti che vi ricorderete a lungo anche quando, dopo l’estate, ripenserete con nostalgia a questi giorni caldi e spensierati.

 

 

 

 

Fatevi sentire e scrivete nei commenti quelli che sono i giochi che stanno animando la vostra estate sotto l’ombrellone o nei rifugi di montagna, con la cioccolata e la birretta fresca sul tavolaccio di legno. Un grazie a tutti voi lettori e commentatori e buone vacanze a tutti!

Jack

Mattia Vincenzi a.k.a. jred139

Sono Jack, mi occupo di giochi da tavolo e tutti i mesi sono in diretta con @ZETHONE su #ITDR #TIMETOPLAY qui su Lega Nerd. Inoltre, faccio parte di un podcast di giochi e avventure, il Dunwich Buyers Club.
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