
After experiencing drastic changes in my environment, I looked for other experiences that might profoundly affect my perception of the self. So I devised another experiment where everyday I took a different drug and drew myself under the influence. Within weeks I became lethargic and suffered mild brain damage.
Bryan Lewis Saunders è un artista americano noto per tutta una serie di opere provocatorie e d’avanguardia, in vari settori (video art, performance art, poesia). A me era del tutto sconosciuto fino al ritrovamento di una gallery su TheChive, che mostra una parte di un suo più ampio esperimento, quello di farsi un autoritratto al giorno (esperimento che porta avanti dal 1995, realizzati più di 8000 finora). La gallery in questione mostra appunto una parte di questo esperimento, in particolare “ambientata” nel 2001, in cui l’artista si ritrae ogni giorno sotto l’influenza di una droga diversa.
Ora, io personalmente mi ritengo abbastanza “straight edge”, tuttavia penso che la visione di almeno alcune di queste immagini suoni come uno spot antidroga abbastanza potente (e faccia riflettere a fondo sulla miseria della condizione umana, ma questa è una considerazione troppo filosofico / intellettuale, quindi lascio perdere)

Curiosa anche la selezione di droghe, che alterna droghe “classiche” come marijuana e cocaina, a inquietanti farmaci ansiolitici e simili (Xanax, Geodon) fino ad arrivare a scelte ancora più estreme e disperate (sali da bagno, computer duster).
Per quella minima cultura artistica residuale dal liceo, direi che dal punto di vista estetico mi ricorda un pò Basquiat, un po Schiele, un pò i fauve, ma di certo farei molta fatica a classificarlo.
Trippy, ma soprattutto creepy.
Don’t try this at home (you are not a fucking artist)
Per Approfondire:
- Sito Ufficiale Bryan Lewis Saunders
- Bryan Lewis Saunders (Wikipedia EN)
- Self-portraits done to a different drug every day (45 Photos) (thechive.com)















































Sono fantastici. La perfetta espressione del rapporto uomo-sostanze, che in fondo in fondo affascina (e spaventa) tutti noi.
In ogni caso il perfetto spot anti-droga è uno solo: l’informazione, non devono convincerti che le droghe ti uccidono, devono spiegarti perché ti uccidono. Detto da uno che ne assume: penso che abbia fatto più morti l’ignoranza e la disinformazione sulle droghe che le droghe stesse.
è interessante, perché credo sia utile o quantomeno interessante capire la visione sotto l’assunzione di determinate sostanze (è una domanda che mi sono sempre fatta).
Per quel che riguarda la loro assunzione, come per tutte le droghe o qualsiasi sostanza che dia dipendenza, sono contraria (sebbene io stessa non ne sia immune) per il semplice motivo che non vedo la ragione per cui il nostro corpo dovrebbe avere bisogno di una sostanza che non gli fa altro che male.
È una sottile forma di autodistruzione volontaria, imho.
Comunque i disegni sono decisamente interessanti ^^
Sarebbe stato bello un video di ogni esecuzione, così da mostrare meglio gli effetti.
E soprattutto capire se ciò che viene rappresentato sia proprio ciò che l’artista abbia “percepito” in quel momento.
Ad ogni modo, inquietanti q.b.
Favvato.
Bene, mi hai messo la scimmia. Adesso assumo del caffelatte e provo anche io.
Bello, mi ricorda l’esperimento di Huxley nel quale descrive le sensazioni provate dopo aver assunto della mescalina, nel libro “Le porte della percezione”.
Sta roba ?!
l’avevo visto un mese fa tra un articolo “burn bra” ed un “Chivette of the week” ed ero intenzionato a suggerirlo, poi me ne sono sbattuto il cazzo ed ho caontinuato con le Chivettes…
Dai, gomme alla nicotina?
Quell’effetto?
Certo, sicuro, tutto vero.
Si si.
Era un vecchio post che girava su 9GAG, forse mesi, forse anni fa… Non so se abbia fonti certe, ma mi puzza di fake o di auto condizionamento…
affascinante;
favvato.
Nello sfogliare la gallery, consiglio un sottofondo adeguato:
http://www.youtube.com/watch?v=2TKJxQ4JPps
Favvato, anche se appena ho caricato la home ho pensato “che minchia ci fa un autoritratto di @giumini nella home?”
Ehi tu: lascia stare il nostro Dio Giumini.
E’ super stereotipata come cosa.
Chisà come mai ogni autoritratto è stato fatto come si penserebbe di farlo sotto il determinato effetto di ciascuna droga.
Il più bello è quello fatto sotto metanfetamina… m’ha proprio messo voglia di provarla e disegnare!