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C’è almeno un problema cui sono interessati tutti gli uomini che
pensano: quello di comprendere il mondo in cui viviamo; e quindi noi
stessi (che siamo parte di quel mondo) e la conoscenza che ne abbiamo.
Tutta la scienza, a mio avviso, è cosmologia e l’aspetto che trovo
interessante nella filosofia, non meno che nella scienza, è l’audace
sforzo volto a incrementare la conoscenza del mondo e la teoria ad essa
relativa. (…) Dal mio punto di vista, tanto la filosofia che la scienza
perdono ogni attrattiva quando abbandonano questo genere di ricerca –
quando, cioè, diventano specialistiche e cessano di interrogare gli
enigmi del mondo. La specializzazione può essere una tentazione per lo
scienziato; per il filosofo è un peccato mortale.
- K. R. Popper, Congetture e confutazioni

Ieri ho fatto una chiacchierata con un professore di fisica-matematica della Sapienza e della nostra conversazione (ero andato a farmi chiarire dei dubbi su argomenti che non interessano nessuno in questa sede) mi ha colpito un passaggio che, più o meno, è andato così:

Prof: Oggi noi siamo costretti a correre come dei pazzi nello svolgimento del programma ministeriale. C’è troppa roba da fare e troppo poco tempo.
Io: Beh, trenta anni fa immagino che si aveva molto più tempo per digerire un argomento prima di passare a quello successivo…
Prof: Infatti. Voi oggi vi trovate al terzo anno a fare cose che noi studiavamo all’ultimo anno, se ci arrivavamo sani e salvi.
Io: Quindi non è solo una mia impressione quella di procedere per “grandi balzi” nello studio, invece che tramite un processo graduale.
Prof: No no, è proprio così.

Ok, tant’è. Ma questa riflessione mi ha portato poi (oggi) a fare il punto della situazione accademica di quelle che sono le discipline “cumulative”.

Che significa cumulative? Significa banalmente che se vuoi arrivare a capire quello che si tratta OGGI in quella disciplina devi partire dall’inizio! (per esempio, se vuoi provare a cimentarti nello studio di una funzione, non puoi non conoscere la differenza tra numeri naturali, relative, razionali, irrazionali e complessi…)

Cumulative: cioè “mattone dopo mattone”… Non si può iniziare a costruire una casa dal tetto. Si comincia sempre dalle fondamenta e si finisce col tetto. Sempre. Senza eccezione. Magari sei un genio, e quindi per te il processo di apprendimento durerà di meno, ma dovrai affrontare gli stessi steps di chiunque altro.

Perfetto. Questo significa che una disciplina è cumulativa, ma facciamo anche un esempio di una materia NON cumulativa, giusto per aver perfettamente chiaro quello di cui vi sto parlando. Lo studio della letteratura (ora qualcuno mi ammazza) è largamente NON cumulativo: posso cioè prendere le opere di leopardi ed entrare nel suo universo senza dover conoscere tutta le letteratura precedente.

Ovvio no? Benissimo: andiamo avanti.

Matematica, Fisica, Chimica, Biologia, etc. sono discipline cumulative e questo significa che per ogni nuova scoperta che viene fatta i libri di testo di chi si iscrive all’università diventano sempre più lunghi e complessi. Nuove scoperte, fatte in nome del metodo scientifico, significa che quello che prima era l’ultimo capitolo del libro diventa di colpo il penultimo… e così via.

Si capisce che, col passare degli anni/decenni/secoli la lunghezza dei libri cresce sempre di più (e non cresce linearmente, ma esponenzialmente!!!).

Embè? (direte voi) Che problema c’è?

C’è che la vita media di un uomo si innalza di pochi anni ogni secolo, e avrà un limite fisico (a meno di fantascientifiche ipotesi ibrido-tecnologiche) che non potrà superare facilmente.

Fatemi essere più chiaro: uno studioso di qualsiasi disciplina nell’800 poteva sperare di riuscire ad abbracciare coi suoi studi tutto lo “scibile” della materia che lo interessava. Oggi questo è assolutamente impossibile. Oggi uno studioso può sperare di riuscire ad apprendere al massimo una branca della disciplina che lo interessa (basta pensare un attimo alla differenza tra un fisico “teorico” e un fisico “sperimentale” per rendersi conto della portata della situazione: non solo… all’interno della fisica teorica stessa ci sono tanti indirizzi diversi che hanno poco da dirsi l’un l’altro!!).

Questo che significa, in soldoni?

Che col passare del tempo uno studioso sarà costretto ad avere lacune sempre più grandi sulle fondamenta per sperare di riuscire ad arrivare a studiare l’avanguardia della sua disciplina in un’età ancora utile alla comunità scientifica (entro i 30/40 anni).

Sembra impossibile da credere, eppure la naturale evoluzione del metodo di studio sarà che (numeri a caso) tra 200 anni un laureato in fisica non conoscerà (faccio per dire) l’analisi matematica perché si limiterà ad utilizzare programmi che “fanno-tutto-da-soli” senza dover studiare la teoria che ne sta alla base.

E cosa c’è di male in questo?

Niente, è solo che quando parlo con qualcuno della “vecchia guardia” che mi dice “Aaah… ai miei tempi le cose si studiavano molto più approfonditamente” io non posso fare a meno che rispondergli “Eeeeh… ai tuoi tempi non c’era praticamente un cazzo da studiare, lo credo bene”

Concludendo, è completamente inutile/anacronistico/assurdo schierarsi col “vecchio metodo di studiare le cose” perché, di nuovo un esempio, 50 anni fa in fisica non si aveva idea di cosa fosse un computer mentre oggi le simulazioni al computer sono parte integrante della fisica (sia teorica che sperimentale) e quindi uno studente di fisica deve apprendere anche questa nuova materia (la programmazione), ben più importante di sviscerare tutti i casi possibili del movimento di un corpo rigido, semi-rigido, vincolato, semi-vincolato, eccetera.

A pensarci bene questo post potevo riassumerlo così:

Fanculo ai nostalgici dell’insegnamento scientifico.

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107 Commenti

  1. Avatar of fra9001 | Nè fra9001 | Nè 15/10/2011 16:30

    L’ho sempre pensato. Finalmente posso dirlo. Come diavolo posso pensare di tenere a mente tutta la pappardella sulla proprietà rurale, enfiteusi e cazzate varie quando devo costruire aeroplani?

    Come alle medie, che ti fanno fare diecimila materie idiote e resti ignorante come un culo.

  2. avatar Cronos89 15/10/2011 16:39

    +1 per il post.
    Bisogna anche dire che in Italia le cose vengono fatte come al solito male.
    Non so come funziona nel resto del mondo, ma io da iscritto alla facoltà di informatica non sento minimamente bisogno di un corso di economia che vale ben 6 crediti, avrei preferito spendere quei 6 crediti in qualcosa di più utile alla mia formazione.
    Altra cosa che vedo inutile è dover sapere delle dimostrazioni assodate, se un determinato teorema o un determinato algoritmo funziona, non vedo perchè devo imparare a memoria la sua dimostrazione.

    • Avatar of abbo abbo 15/10/2011 16:42

      Io credo che prima o poi le dimostrazioni ce le eviteranno beatamente (anche oggi, comunque, tonnellate di dimostrazioni non si fanno: ci vorrebbe troppo tempo). ;)

    • Avatar of unil unil 15/10/2011 17:15

      Il nostro ne vale 10 tsk.

      • avatar Cronos89 15/10/2011 19:03

        Ho letto che fai ingegneria però. In ogni caso a mio avviso sono crediti sprecati, sarebbe meglio mettere quei corsi come facoltativi.
        Io ho anche fisica che vale 9 crediti. Pressochè inutile se non si fa un corso di realtà virtuale(che è specialistica) e sono altri 9 crediti sprecati. In compenso io non ho nozione di come si fa un programma in team, non so configurare una rete o un server, cosa che invece potrebbe capitare di fare in un futuro lavoro.

    • Avatar of lucatrademark lucatrademark 16/10/2011 14:04

      imparare a memoria le dimostrazioni penso che sia una inutile tortura disumana…

  3. Avatar of giusalex1 giusalex1 15/10/2011 16:55

    Non penso che questo processo potrà andare avanti all’infinito.
    “Singolarità stiamo arrivando!”

  4. L’ultima parte non la condivido… Il sacrificare qualcosa per imparare ad usare meglio il computer (rispetto a chi mi chiedo, perchè ci sono professori del “vecchio metodo” che scrivono programmi da paura in Fortran…) è pericoloso, perchè si rischia di arrivare al punto che non si sa più cosa si sta facendo, tanto lo fa il computer e pace all’anima.
    Fino a che lo fa un ingegnere che deve calcolare, che ne so, la potenza dissipata da un componente va bene, ma il rischio in un indirizzo scientifico è di perdersi magari un passaggio fondamentale per la comprensione di quello che si sta studiando. Esempio: ricavare i numeri quantici: a mano non è facile, ma capendo quello si capisce tutto il formalismo della meccanica quantistica, mettendoli su un computer si ottengono i numerini, carini e simpatici, ma non si sa da dove siano usciti. Certo, il computer fa comodo ed i corsi sul suo utilizzo devono essere obbligatori, ma bisogna imparare ad usarlo quando serve.
    Non è un caso comunque che nascano sempre più specializzazioni (che poi vengono chiuse per effetto Gelmini, ma questo è un altro discorso), ma sono costruite in modo di non avere lacune arretrate, difficilmente un fisico ambientale abbia bisogno di studiare le particelle elementari, ecc. Le lacune si distribuiscono quindi in campi che non vengono interessati dalla futura ricerca/lavoro dello studente.

    My2cents

    • Avatar of abbo abbo 15/10/2011 17:26

      Beh, quello che intendo io è che quella “specializzazione” non è altro che “lacunosità ristretta”. Prima un fisico (’800) sapeva tutto di fisica (eccetto la radiattività, agli albori) mentre oggi un fisico e un astrofisico fanno 2 corsi differenti già dal secondo anno!!! Come può un “fisico” non conoscere la meccanica celeste? Così è. Lacune lacune lacune. Perché siamo esseri finiti, e la nostra “età d’apprendimento” è limitata, e le cose da sapere sono invece SEMPRE DI PIU’. :)
      Concludo: può piacere o non piacere, ma è così… è inutile ricordare i bei tempi andati quando uno scieziato era matematica,fisico,biologo,astronomo,economo… no? ;)

      • Avatar of Marbol Madness | UMARELL Marbol Madness | UMARELL 15/10/2011 18:35

        Ci sono ancora troppe lacune nella tua ignoranza (cit.) :rofl:

      • Avatar of Spaco Botilia Felix Spaco Botilia Felix 15/10/2011 19:42

        Se il punto è rimarcare il fatto che oggi non sia possibile intendersi di molteplici campi dello scibile umano, concordo pienamente. Il punto è presto chiarito dall’articolo: è umanamente impossibile avere padronanza di tutto. Questo ricorda un po’ quei giochi dove hai a disposizione un tot punti da assegnare a varie abilità. Puoi scegliere di specializzarti estremamente in una abilità e avere grandi lacune nelle altre, o distribuire uniformemente il tutto pur non avendo una conoscenza approfondita in ognuno dei campi.

      • Avatar of lucatrademark lucatrademark 16/10/2011 14:17

        è inutile ricordare i bei tempi andati quando uno scieziato era matematica,fisico,biologo,astronomo,economo

        Vero. Quando ho studiato storia del pensiero economico mi stupivo di come molti dei pensatori erano anche filosofi morali e persino fisici e matematici (spero di non sbagliare ricordando che Isaac Newton fu ministro delle finanze).

        siamo esseri finiti, e la nostra “età d’apprendimento” è limitata, e le cose da sapere sono invece SEMPRE DI PIU’

        Innegabile anche questo. C’è anche da aggiungere che l’allungamento degli anni di studio cozza con l’esigenza di entrare nel mondo del lavoro almeno in tempo per poter fare qualcosa di utile. Di questo passo, non appena si comincia a lavorare, ci si trova già a un passo dalla pensione (se a tutto questo aggiungiamo che la pensione non esisterà più, ho detto tutto…)

  5. Avatar of EkV EkV 15/10/2011 17:08

    Il vero problema è questo:
    alle superiori, sebbene si studi più approfonditamente, l’insegnamento è ancora troppo generalista; io alla fine delle medie sapevo già -quasi- perfettamente cosa avrei voluto fare, quindi se fossi partito già da subito con un liceo scientifico nel vero senso della parola, probabilmente integrali e derivate le avrei già fatte in quarta, o persino terza (mi sono rotto le palle di sentire <> quando li studiamo gli integrali? A FINE ANNO, CAZZO!).
    Voglio togliermi un sassolino dalla scarpa (risparmio il caps-lock): perché diamine in un fottuto liceo scientifico in quinta viene tolta un’ora (su tre) alla settimana a scienze (!) per darla ad inglese? Perché in uno stronzissimo liceo che si presume SCIENTIFICO le ore dedicate alle materie scientifiche sono 10 su 32(!!!)? A settimana abbiamo 3 ore di storia e 3 di filosofia, e sebbene la prima sia doveroso farla (anche se ho da ridire sulla programmazione), la seconda NO. E ripeto 6 ore tra storia e filosofia, 2 ore di scienze (con un programma assurdo per quelle sole due ore).
    L’Italia è amministrata di merda a tutti i livelli, o quasi, ma cazzo, organizzare così la squola è criminale!

    • Avatar of EkV EkV 15/10/2011 17:11

      ho usato i “” e si è mangiato il discorso diretto:
      [...] mi sono rotto le palle di sentire “Adesso è complicato ma con gli integrali/derivate si fa in un attimo” [...]

      • Avatar of EkV EkV 15/10/2011 17:13

        Cazzo, l’ha rifatto! Comunque intendevo le freccette accanto allo shift di sinistra :D

      • Avatar of cionzo cionzo 15/10/2011 21:15

        La filosofia (e non la “storia della”, che è un mero esercizio di memoria se non hai come scopo nella vita l’insegnamento della “storia della” a gente che aspira ad insegnare “storia della” e così via), se insegnata per bene, ha lo stesso effetto della matematica e del latino: ti insegna a ragionare (fattelo dire da uno che sperava che a sostituire qualche prof mancante venisse quello di filosofia dell’altro corso).

        Poi, che i pesi siano sbagliati (tremendamente sbagliati) ci sta tutto, nella misura in cui riesci comunque a dare un buon bagaglio di cultura generale. Anche se, 5 CFU obbligatori di chimica (come Analisi e Progettazione del SW che, orrore, fino a qualche anno fa era opzionale) a ingegneria informatica me li devono ancora motivare bene (dicendo qualcosa di diverso da “è ingegneria, devi avere un’infarinatura generale”).

        Detto ciò, continuerò a ripetere a vita che troppa gente va troppo (e troppo facilmente) avanti negli studi. Ho visto che anche più avanti si parla di cultura generale: se vuoi forzare uno studente pigro a studiare (perché, si, puoi inventarti tutte le minchiate bellissime del mondo per stimolare gli studenti -e va fatto- ma poi ci vuole collaborazione) lo devi obbligare a stare con il culo sulla sedia e la testa sul banco, dovesse morirci di vecchiaia. (Meglio chiuso in una scuola per anni che in un ministero a fare riforme senza testa né culo.) Ecco uno degli ingredienti per far salire il livello di cultura generale. Un altro sarebbe quello di applicare lo stesso metodo con gli insegnanti, che avranno tra le mani i figli di chi avrà il coraggio di farli.

        • Avatar of lucamrblonde | veronerd™ lucamrblonde | veronerd™ 16/10/2011 11:53

          se insegnata per bene, ha lo stesso effetto della matematica e del latino: ti insegna a ragionare

          +1

          Se sei a un LICEO devi sapere delle materie “di base” perché si presuppone che il tuo livello di istruzione sia il migliore. Quindi DEVI fare latino e filosofia e storia. Poi, sulla distribuzione delle ore, sorvoliamo che è meglio, però se vuoi fare solo scienza vai a un tecnico informatico-biologico a questo punto…il liceo ti da una cultura di base di tutto.

          • Avatar of abbo abbo 16/10/2011 12:23

            il problema dello scientifico è che è un “classico sfigato” (senza greco).

          • Avatar of cionzo cionzo 16/10/2011 13:27

            Ma infatti, ci sta. Il problema è proprio quel “se insegnata bene”.

          • Avatar of EkV EkV 16/10/2011 15:32

            @Lucamrblonde puoi aver ragione che si debba fare anche filosofia e menate varie poiché in un liceo si deve avere una preparazione migliore/più ampia, ma queste materie NON DEVONO avere un peso maggiore nella programmazione oraria della settimana: si presume sempre che sia un liceo sientifico, e di conseguenza le materie sientifiche non debbano essere inferiori a quelle umanistiche. Non c’è un fottuto briciolo di rapporto!
            Volevo una preparazione migliore e scelsi il liceo, volevo fare materie scientifiche e scelsi quello scientifico, ma mi accorsi che alla fine era, come dice sotto @vegetabbo , un “liceo classico sfigato”, e non un “liceo scientifico”. Così non dovrebbe essere, semplice.

            • Avatar of lucamrblonde | veronerd™ lucamrblonde | veronerd™ 16/10/2011 15:38

              Si forse non mi sono espresso bene: non sto dicendo che la distrubizione del monte ore attuale sia corretta, ma che, imho, a priori ci DEVE essere un insegnamento di latino, storia e filosofia. Ecco, ad esempio io ridurrei ampiamente il peso della grammatica latina: lasciamola approfondire ai classici! Più spazio alla letteratura, che quella è davvero importante..Ma ci sono tante cose che si potrebbero fare, solo che cosa possiamo aspettarci dalla nostra ministra? Un tunnel, forse.

              • Avatar of cionzo cionzo 17/10/2011 12:15

                @lucamrblonde pensa che io farei esattamente l’opposto. Di letteratura farei studiare (o meglio, tradurre) i grandi classici e farei studiare meno roba, mentre, sempre per il discorso che -secondo me- rende la mente più elastica, darei più peso alla traduzione/studio della grammatica (e conseguenti versioni). Si vede che mi piaceva un sacco questa faccia del latino? :D

              • Avatar of lucamrblonde | veronerd™ lucamrblonde | veronerd™ 17/10/2011 12:18

                Decisamente si vede :D

    • Avatar of soulcollector soulcollector 15/10/2011 17:12

      +1 sono anni che me lo chiedo.

    • Avatar of fra9001 | Nè fra9001 | Nè 15/10/2011 17:16

      È perchè quando fu creato il liceo scientifico lo si volle fare come il classico (considerato il migliore sulla terra) togliendo a quei poveri idioti il difficilissimo greco. Poi cadde il regime, passarono gli anni ’70, e nulla cambiò. Finchè non arrivò l’insegnamento della lingua inglese, il sale della terra, la lingua del futuro, e si pensò che è meglio essere ignoranti in cose che servono poco tipo l’informatica e la scienza ma cianciare dei colori e del fiscencipps con un accento improbabile.

      • Avatar of EkV EkV 15/10/2011 17:35

        L’inglese, un’altro aborto maid in itali:
        Premessa: l’inglese seve, c’è poco da fare, devi conoscerlo.
        Problema: come insegniamo l’inglese a questi ragazzi? Approntiamo un programma che gradualmente li conduca ad una perfetta padronanza di una lingua il più possibile attuale oppure li facciamo studiare la lingua su dei testi che con il parlato hanno poco a che fare, obbligandoli a studiare una seconda letteratura dal dubbio valore (si fanno molti autori che potrebbero sinceramente essere saltati a favore di altri più contemporanei e decisamente migliori. Lo stesso in italiano) subordinando la lingua allo studio di una materia, rendendo di fatto l’inglese uno strumento che si presume aver già acquisito alla fine delle medie (MADDOVE?), atto allo studio degli scritti di qualche secolo fa (i quali, si sa, sono molto correlati con il parlato attuale)?
        Risposta: immaginate un pochino voi.

        Bonus:
        Mia esperienza:
        Da rappresentante di classe, in consiglio di classe, chiesi formalmente alla professoressa d’inglese di aumentare il tempo dedicato allo speaking, in quanto lei stessa si lamentava della nostra poca abilità nel parlare (di fatto parlavamo inglese solo quando venivamo interrogati, figuratevi). Risposta:”Non posso perdere tempo a parlare: devo andare avanti con il programma. E poi non posso parlare sempre del più e del meno”.
        Vi risparmio la mia reazione.
        Tru story bro.

    • Forse perchè il liceo scientifico risale ancora alla riforma Gentile del ventennio? È stato lui dare così poche ore di scienze e matematica a quest’indirizzo perchè riteneva più importanti le materie umanistiche.
      Ovviamente decenni di governanti incompetenti non hanno fatto che accrescere il problema, lasciando le nostre scuole ferme a come erano ai tempi del Duce mentre nel resto del mondo le scuole si evolvevano di anno in anno. La mia esperienza infatti è che all’università molti usciti dallo scientifico non avevano mai visto un’equazione differenziale o, peggio, un integrale, proprio per le pochissime ore di matematica al liceo. Meno male che ho fatto il tecnico…

    • Avatar of Impaled Janus Impaled Janus 15/10/2011 19:11

      Il bello rimane sempre che l’80% (cifra basata su esperienza personale, mettete lì il vostro numero) degli alunni di liceo scientifico va di merda anche con questo programmino striminzito. Andrebbe davvero buttato tutto giù.

  6. Avatar of Marbol Madness | UMARELL Marbol Madness | UMARELL 15/10/2011 17:19

    Tutte pippe inutili perché tanto de singulariti is niar :o

  7. Avatar of elemento_terra elemento_terra 15/10/2011 17:20

    Diciamo che la “vecchia guardia” aveva da studiare cose che si trovavano su un piano molto più basilare e vicino alla realtà sensitiva e logica di un’uomo comune. Secondo me per far fronte al fatto che, adesso, se vuoi essere in grado di apprendere vita morte e miracoli di qualsiasi cosa DEVI obbligatoriamente bruciarti la vita su quell’argomento, branchia, ramo o che dir si voglia, il livello di cultura generale deve crescere. Ovviamente il trend italiano è in assoluto ribasso ma direi che l’ipotesi è corretta: ci sono certe parti della scienza (come ad esempio il “mondo” dell’elettronica anche spicciola) in cui certe logiche di ragionamento e certi linguaggi non sono affatto naturali e si spende del tempo per comprendere anche solamente la sintassi quando, per capire veramente tutto e tutto di quella materia, c’è anche la necessità di spendere del tempo nell’acquisire nozioni nude e crude. Oggi viviamo in questo compromesso tra ciò che si possono definire “informazioni” e ciò che si possono definire “concetti” e spesso e volentieri le cose vengono fatte alla “pene di cane” proprio per tentare di corre a tappare tutte le lacune che ci portiamo dietro da troppo tempo ( mi riferisco specialmente al mondo universitario). Ci serve una cultura di base nettamente superiore e ci servirebbe che ragionamenti primitivi e semplicissimi (come quelli che utilizzi per dimostrare praticamente tutta la matematica di questo mondo) fossero valorizzati.
    I bambini sono dei geni, non vedo perchè l’infanzia debba essere vista come una cosa secondaria anche sul piano culturale.

  8. Avatar of Pemulis Pemulis 15/10/2011 17:37

    L’ho sempre pensato, che il sapere cresce esponenzialmente e che uno esperto di oggi dovrà sapere più cose di quello di ieri e meno di quelle di domani. Infatti probabilmente fra 200 anni andremo a settori, quelli specializzati SOLO in analisi, altri SOLO in programmazione ecc ecc

    e comunque anche le materie letterarie sono “cumulative”, per interpretare Leopardi devi sapere quello che ha studiato e lo ha influenzato, diciamo solo che questo legame è infinitamente più debole rispetto al dover sapere come i numeri sono classificati per conoscre una funzione, e il motivo è che di solito se non sai la matematica (esempio idiota) fai crollare un ponte, se non sai il background di Leopardi scrivi un saggio con argomentazioni infondate :D

    lungi da me sminuire le materie letterarie eh, amo la letteratura, solo è un dato di fatto questo

  9. avatar matteomuia 15/10/2011 17:40

    Questo è un pezzo che va commentato.
    Intanto complimenti per il pezzo, erano anni che non mi facevo un trip mentale di cosi eccitante portata :D
    Posso solo dire che, giusto per rompere un pò di uova, fra 200 anni non solo il sapere sarà cresciuto esponenzialmente, ma anche la capacità del nostro cervello di apprendere e quindi immagazzinare le cose. Giusto per capirci: oggi impariamo ad usare la macchina, il computer ecc… eppure riusciamo ancora, volendo, usare l’arco, andare a cavallo, cacciare ecc… senza contare che possiamo imparare le lingue e addirittura la chimica. Vorrei ricordare che alcuni dicono che sfruttiamo solo una minima parte del cervello e che tutto ciò che abbiamo inventato, a partire dai computer, a finire alle macchine altro non sono che delle estensioni del nostro corpo, parte integrante del nostro io. Fra qualche tempo non avremo problemi ad imparare, l’unico problema sarà il metodo che useremo. Possiamo fare tutto questo ed anche molto di più, serve solo metodo.
    Kiss

    • Avatar of fra9001 | Nè fra9001 | Nè 15/10/2011 19:07

      Esattamente come il cervello può accumulare più cose di quanto ne accumula adesso? Conan Doyle faceva dire al suo Sherlock Holmes (più o meno)” mio caro Watson, il cervello è come una camera dall’estensione finita che io non posso assolutamente riempire di nozioni poco interessanti. Per cui provvederò ad eliminare la non importante notizia che è il pianeta Terra a girare intorno al Sole”. In uno studio in rosso trovi la citazione completa.

  10. Certo, certo… Purtroppo quei tempi non esistono più, sarebbe dannoso pensare di accumulare tutto in un unico corso, quello che intendevo però è che quelle lacune che si hanno non hanno influenza sul lavoro di una particolare specializzazione, proprio per la sua specializzazione.
    La cosa, certo, mi dispiace, perchè fare una scelta su cosa studiare quando mi piace tutto della fisica è stata veramente dura (e comunque seguo sempre molte più lezioni di quanti esami abbia in caricoXD)…

  11. Doh, era una replica alla replica di @vegetabbo al mio commento… :D

  12. Avatar of Snow4Life Snow4Life 15/10/2011 18:43

    Concordo in pieno con quanto scritto nell’articolo, in particolare a causa del fatto che il problema della compressione dei programmi didattici l’ho subito (e lo sto subendo) in prima persona, dal punto di vista dell’apprendimento è un danno incredibile perchè di quanto ti aspettavi di imparare in un corso ti rimane poco o niente.
    Vorrei anche far notare un altro problema che contribuisce ad aggravare la situazione, mi riferisco al fatto che troppi professori non hanno la più pallida idea di cosa significhi “spiegare”, nella maggior parte dei corsi che ho frequentato è norma che durante la spiegazione di cose anche assolutamente concrete (e in questo caso la “spiegazione” consiste in lavagnate di dimostrazioni), per cercare di far capire, anzichè fare un esempio o un paragone appellandosi alla realtà si preferisca scrivere una formula matematica in più.
    Il massimo è quando qualcuno chiede di rispiegare qualcosa che non era chiaro e la risposta consiste nel ripetere le ultime due frasi in modo identico, in che modo, secondo le nebulose menti di certi professori, questo dovrebbe migliorare la comprensione di quanto detto?
    La conseguenza diretta di questo modo di fare è che, nel mio caso, un ingegnere elettronico, quando gli viene chiesto di portare una resistenza, non porti il componente ma un bel post-it con scritto: “R”.

    • Avatar of soulcollector soulcollector 15/10/2011 19:34

      ci sono anche elementi ben peggiori: alcuni professori sono convinti che “spiegare” equivalga a “leggere il libro”.
      Il bello è che, quando qualche studente chiede delucidazioni riguardo ad un argomento, gli viene imposto di rileggere la frase ad alta voce fino a che non ha capito :D

  13. Avatar of jj93 jj93 15/10/2011 19:16

    Concordo con il Cavaliere di Berzelius. Il discorso che la materia si continua ad accumulare lo faceva già un qualche utopista diversi secoli fa (non ricordo chi) e come soluzione costui proponeva di dare una preparazione per singola materia ad ogni studente, ovvero ad uno studente che si interessa di (dico a caso) costruire imbarcazioni da pesca gli si da solo le nozioni per quello. Per quanto riguarda l’articolo è molto buono +1 e soprattutto interessante per il dibattito che ne viene fuori. Non concordo con te sul dire che per studiare Leopardi non serve sapere chi a scritto prima. Io credo che ogni disciplina sia cumulativa, dall’arte alla fisica passando per la letteratura e le scienze, in quanto ogni cosa è da “contestualizzare”, ed ogni cosa è sviluppata e sviluppa altri movimenti.

    • Avatar of abbo abbo 16/10/2011 02:48

      daje regà, non famo i bimbi. CERTO che se studi tutta la letteratura mondiale è MEGLIO rispetto all’opzione di studiare SOLO Leopardi… Ma io posso farmi una cultura letteraria scegliendo QUELLO CHE VOGLIO STUDIARE IO, e tu puoi diventare altrettanto bravo SCEGLIENDO ALTRI TESTI.
      A me piace la letteratura italiana e quella araba, a te piace quella inglese e scandinava… chi è “più letterato”?? ;)

      • Avatar of lucamrblonde | veronerd™ lucamrblonde | veronerd™ 16/10/2011 12:02

        Mah, imho TUTTO il sapere è cumulativo. Altrimenti sono nozioni erudite imparate a memoria ma non assimilate.

        Leopardi non puoi studiarlo senza conoscere la polemica tra classici e romantici in Italia, e quindi per forza devi contestualizzarla nel clima europeo (il “Discorso sulla maniera e l’utilità delle traduzioni” della De Stael, i vari movimenti romantici in Germania, Francia eccetera).
        Se si vuole CAPIRE qualcosa bisogna scavare a fondo, anche in letteratura, perché ogni periodo letterario è collegato al precedente, e fuso con la sua coeva storia del Mondo.

        Certo, puoi studiare la letteratura inglese senza conoscere quella araba, ma non puoi studiare Dickens senza conoscere la Romantic Age e i motivi (culturali e “tecnici”) per cui gente come lui ha deciso di scrivere quello che ha scritto. ;)

        • Avatar of abbo abbo 16/10/2011 12:22

          Sarò stupido io, ma davvero non capisco dove vi state impuntando… O_o
          Vuoi studiare lettere? Puoi permetterti di NON studiare Salgari ( :a65: ) o Gadda mentre sei quasi obbligato a studiare sia Dante che Leopardi.. In fisica non puoi MAI scegliere di non studiare una cosa (cioè, lo puoi fare, ma rimarrai sempre un fisico mediocre). Le materie sono quelle e devi studiare quelle. Solo al dottorato di ricerca puoi iniziare a spaziare un po’…
          Non credo ci sia tanto altro da dire… :D

          ps (esempio stupido): se mia nonna vuole prendere “I 3 moschettieri” o “Notre Dame de Paris” e leggerli basta che li prende e comincia a leggerli. Se mia nonna vuole prendere un libro di meccanica razionale in mano non sa neanche da che verso tenerlo in mano: dovrebbe tornare a scuola, farsi le medie, le superiori, e i primi anni di università per essere in grado di capire i simboli che ci sono scritti sopra. Solo questo intendo dicendo che la fisica è una materia più cumulativa della letteratura.

          IN MATEMATICA/FISICA/ETC.. OGNI PERSONA DEVE SEMPRE COMINCIARE DALL’INIZIO. In letteratura no.

          • Avatar of WinstonSmith WinstonSmith 3/3/2012 20:47

            Sì ma è ovvio, @abbo , che se uno legge un libro solo per passare un po’ ti tempo può farlo anche a 5 anni, quando impara a leggere. Nella musica, ad esempio, posso mettermi ad ascoltare artisti senza conoscere alcunché di teoria musicale solo per il gusto di farlo e, nelle arti figurative, guardare i quadri senza ‘capire’ di arte.
            Ma rimane solo un intrattenimento, non uno studio; per cogliere i particolari devi conoscere. Poi, certo, puoi apprezzare un buon libro, passare delle ore piacevoli leggendole anche senza conoscere la letteratura, e, invece, ma è tutt’altra cosa; puoi anche leggerti un libro di meccanica razionale senza conoscere la fisica, leggerlo per il gusto di farlo, ma senza capire un accidenti; analogamente, come ho già detto, se prendi un buon libro puoi leggerlo, ma senza cogliere il significato e divertirti lo stesso, ma solo perché l’arte è anche gradevole. Devi considerare anche che, bene o male, comunque, tutti riceviamo una cultura più umanista, essendo l’Italia un paese a retaggio classicista.

            • Avatar of abbo abbo 3/3/2012 22:18

              o quello che hai scritto non è chiaro, oppure è sbagliato: posso apprezzare la stragrande maggioranza dei romanzi conoscendo SOLO la lingua in cui sono scritti (certo, ovviamente mi perderò tutti gli eventuali riferimenti e le citazioni, ma si tratta di fronzoli che, anche se tolti, non mutilano di niente “la storia principale”). Invece non posso prendere il libro di meccanica razionale e leggerlo: non vai oltre la prima pagina, te lo assicuro.
              PS: inoltre la questione che l’italia è un paese “umanista” è vero solo in termini recenti, dovuti al neo-idealismo e alle due teste di cazzo che l’hanno impersonificato. Mi riferisco ovviamente a quei due grandi coglioni di Croce e Gentile.

              • Avatar of WinstonSmith WinstonSmith 4/3/2012 11:38

                Puoi passare delle ore gradevoli, l’ho già detto, ma puoi apprezzarlo sicuramente in parte. Se vuoi leggere libri solo come passatempo, puoi iniziare da dove ti pare, puoi anche leggerti un libro di meccanica razionale senza sapere quanto fa 2+2, non ci capisci un cazzo e non è certo gradevole. Se invece vuoi studiare letteratura, o magari scrivere in versi, non puoi prescindere dall’iniziare a studiare la metrica greca e, se vuoi studiare fisica, risolvere problemi e quant’altro, non puoi prescindere dal sapere quanto fa 2+2, @abbo .

  14. Avatar of mrjack mrjack 16/10/2011 03:39

    In realtà è tutto il sistema scolastico italiano che fa schifo, è antico come concezione e disorganizzato a livelli assurdi…ti fa scappare la voglia di studiare. Senza contare che poi una volta uscito dall’università non trovi un cazzo di posto di lavoro, e se lo trovi o è sottopagato, o è a tempo determinato oppure entrambe le cose….Comunque ottimo post QUOTO! :D

  15. avatar Quick Fox 16/10/2011 12:09

    Sto facendo una marea di colloqui di lavoro, (nel senso che li faccio agli altri :D ) ed ho a che fare con una marea di neolaureati, ingegneri, matematici, fisici, informatici, tutti più o meno con brillante avvenire. Non crederete mai cosa possa rispondere un laureato alla semplice domanda: “47/0 = ?” è una domanda banale credo… eppure ne ho sentite di tutti i colori tra cui: infinito, +infinito, -infinito, 1, 0, e, ma anche un prodigioso 2 ed anche …”mah la calcolatrice mi dice ERR”. Non so se dipenda dalla filosofia, dalla matematica, dalla storia, dall’inglese… so solo che c’è una generale incapacità di ragionare e quella o te la insegnano alle elementari o sarai sempre e solo un contenitore di nozioni imparate a memoria. In poche parole non importa cosa studi ma COME lo studi. Riguardo a cosa studiare mi viene in mente la storia delle 3 I (informatica, impresa, inglese) una delle più colossali idiozie di questa geniale amministrazione.

  16. Avatar of lucatrademark lucatrademark 16/10/2011 13:57

    favvone :fav:

  17. Avatar of trafalgar trafalgar 16/10/2011 14:08

    Ho colto i provocanti commenti che ineggiano al post-umanesimo, ma non credo davvero che una simile mossa gioverebbe all’evoluzione! Non sarebbe più fugo, una volta morenti, trasferire tutte le nostre identità in un unica “matrice”? EHhhh, che figata le pipe mentali!

  18. Avatar of trafalgar trafalgar 16/10/2011 14:09

    Ho colto i provocanti commenti che inneggiano al post-umanesimo, ma non credo davvero che una simile mossa gioverebbe all’evoluzione! Non sarebbe più figo, una volta morenti, trasferire tutte le nostre identità in un unica “matrice”? EHhhh, che figata le pipe mentali!

  19. Avatar of trafalgar trafalgar 16/10/2011 14:09

    Ho colto i provocanti commenti che inneggiano al post-umanesimo, ma non credo davvero che una simile mossa gioverebbe all’evoluzione! Non sarebbe più figo, una volta morenti, trasferire tutte le nostre identità in un unica “matrice”? EHhhh, che figata le pippe mentali!

  20. Avatar of danielkes danielkes 16/10/2011 14:44

    non so chi ha detto sopra che bisogna imparare solo a usare determinati programmi. Però penso che sia una cosa completamente sbagliata. Capire il perchè di determinati numeri, se ci possono stare [si perchè i nostri amati calcolatori non sono infallibili {vedi invertire una matrice QUASI singolare}] sia fondamentale per non diventare veramente scimmie addestrate.
    Con lo stesso ragionamento magari tra 50 anni diremo “che me frega delle derivate tanto c’è Derive 78.2″.

    Voglio anche spezzare una lancia in favore delle dimostrazioni. Prendi un Teorema che magari con semplice equazione tira fuori un risultato semplice, bello, elegante. Il fatto di applicarlo a determinati problemi e risolvere in modo facile alcune situazioni ti fa tirare un sospiro di sollievo perchè magari ti risparmia una paginata di calcoli.
    Il fatto di fare delle Ipotesi e Dimostrare in quali casi vale,ti fa innanzitutto comprendere meglio il come applicarlo e poi vuoi mettere la soddisfazione di metterti dalla parte di ha concepito un bellissimo risultato?

    • Avatar of Matita Matita 16/10/2011 17:35

      Tutto dipende da quello che ti interessa: diciamo che nell’ambito matematico gli opposti potrebbero essere l’ingegnere e il matematico.
      A grandi linee (molto grandi) si può dire che a un ingegnere interessa risolvere un problema per giungere al risultato, al matematico quasi non interessa il risultato, ma il modo in cui ci si arriva (vero @pazqo?).
      Un esempio che io porto sempre in queste occasioni è il calcolo della radice quadrata: a me non hanno mai insegnato l’algoritmo e non ne ho mai avuto bisogno data l’esistenza delle calcolatrici. Sono per questo più ignorante?

      • Avatar of abbo abbo 16/10/2011 18:35

        Ottimo esempio. Me lo segno! :res:
        ps: però io lo conosco… come faccio? Faccio finta di non consocerlo? :rofl:

        • Avatar of Matita Matita 17/10/2011 11:03

          No, semplicemente quando stai raccontando questo esempio a qualcuno dici: “Per esempio Matita non conosce l’algoritmo del calcolo della radice quadrata, ciononostante e’ la persona piu’ intelligente che io conosca”.
          E chi ti ascolta sapra’ che e’ vero.

      • Avatar of danielkes danielkes 16/10/2011 21:46

        no!però scommetto che sapresti approssimare al volo una radice quadrata tipo di 65!Quindi in un certo senso lo sai l’algoritmo a meno di una certa precisione! Ora l’esempio è banale ma metti che la calcolatrice sbagli una radice quadrata per esempio la radice di 65 ti da 8.98. Se sei una scimmia prendi il risultato per buono, se riconosci che in qualche modo è sbagliato prendi un altra calcolatrice e verifichi. Ora le calcolatrice non sbagliano le radici ma pensa a un programma + complesso e tira le conclusioni!

        • Avatar of Matita Matita 17/10/2011 12:23

          Il fatto e’ sempre che dipende da quello che vuoi fare: a me per esempio, in quanto programmatore, mi interessa che se voglio spostare una macchina vista dall’alto so che la sua velocita’ sull’asse x e’ cos(rotazione)*velocita’ e sull’asse y e’ sin(rotazione)*velocita’, non mi frega assolutamente niente sapere come si calcola il seno e come il coseno.
          Inoltre ripongo una certa fiducia (elemento abbastanza importante nel discorso di @vegetabbo) che il computer sappia calcolare con relativa precisione il seno e il coseno, visto che lo dovra’ fare 60 volte al secondo per, metti caso, un centinaio di macchine che voglio far muovere.

  21. Avatar of Matita Matita 16/10/2011 17:42

    Winx, making teenage girls slutty and anorexic since 2004 :res:

  22. Avatar of pepo154 pepo154 16/10/2011 20:08

    La soluzione a mio parere sta nel mezzo. Nè dire “non servono le basi” e nemmeno dire “serve solo fare materie di base”.
    Inevitabilmente la discussione si sposta su “quali materie consideriamo di base e soprattutto quanto approfondire?”.
    Da quanto vedo in Italia si fanno SOLO materie di base.
    Sono sempre stato interessato all’informatica fin dalle medie e mi hanno sempre detto:
    - “quando si inizia a studiare informatica?”
    Medie “prima facciamo le materie di base, poi vedrai alle superiori farai cose specifiche”.
    Superiori ITIS “prima facciamo materie di base per questi 2 anni poi vedrai al triennio farai cose specifiche”.
    Indovinate al triennio? -> Università
    All’università -> la specialistica.
    La Specialistica, nell’ultima riforma, nella mia università è diventata ancora di base.
    Il problema quindi è “quando si inizia a imparare veramente qualcosa di specialistico?”
    Per di più fosse una cultura veramente di base e di una base solida…

  23. avatar Miklide 16/10/2011 20:40

    Io ci metto i miei “2 centesimi”, sono ricercatore e tengo anche un corso all’università. Mi occupo di biologia e informatica, per cui penso di poter parlare proprio del problema dell’”assenza di basi”. Credo sia utile un’osservazione: se è vero che nel tempo la conoscenza aumenta è anche vero che aumenta anche la comprensione, e quello che pareva molto complicato ieri oggi si riesce ad intuire con maggiore facilità. Questo lo si deve a chi si impegna nel cogliere l’essenza di un argomento e lavora per inventare (è un passo creativo) un metodo per spiegare un concetto in modo più semplice; questo è un processo più frequente nelle scienze esatte, che sono “cumulative”. Nelle scienze più sperimentali è inoltre vero che la conoscenza si basa soprattutto su un ribollire di ipotesi che si raffina in base alla luce sparsa da esperimenti astuti che aiutano ad eliminare le ipotesi non valide. In biologia per esempio capita spesso che quando un processo è complicato significa che non è ancora ben chiaro, mentre processi “da Nobel” spesso hanno spiegazioni eleganti ed estremamente convincenti (perchè sono veri e verificati!), basta pensare all’ulcera, chi non ne sa molto si documenti.
    Queste premesse per contrastare il pessimismo che percepisco nell’intervento.
    Ciò detto, va osservato, in una prospettiva storica, che la conoscenza può efficacemente essere “specializzata”. L’importante è procedere in modo progressivo ed esaustivo, insegnando quello che serve e accennando ai corollari (utili per permettere le migrazioni tra classi specialistiche). Ieri c’era “medicina”, oggi ci sono numerose specialità. Ieri c’era “ingegneria”, oggi ci sono numerosi corsi di laurea di primo e secondo livello.
    Ovviamente non si può sapere tutto, ma per cercare qualcosa di nuovo molto spesso non serve sapere tutto, ma serve saperlo bene.

    • Avatar of abbo abbo 9/2/2012 22:52

      Non sono pessimista @miklide tutt’altro! ;)
      La mia rabbia deriva dal fatto che dovermi sorbire tonnellate di dimostrazioni di matematica pura, dovevo fare “da grande” il fisico sperimentale mi frustra non poco. :D

  24. Avatar of Rorschach Rorschach 9/2/2012 22:09

    +1 per il post. Anch’io mi sono posto questo problema più di una volta. La domanda a cui rispondere secondo me è questa:”andando avanti in questo modo, lo sviluppo della conoscenza, della scienza e della tecnologia può andare avanti all’infinito divenedo sempre più specialistico o ad un certo punto si raggiungerà un limite oltre il quale il progresso scientifico rallenterà o addirittura si fermerà per via dell’eccessiva specializzazione in ogni singola disciplina?”
    Spero di essere stato chiaro.

    [philosoraptor mode=off]

    • Avatar of abbo abbo 9/2/2012 22:50

      chiarissimo, ma si tratta di una domanda che non può trovare risposta a breve termine. La dinamica dei sistemi complessi non permette previsioni a lungo termine, e ogni volta che c’è di mezzo la cultura “linguistica” il sistema è complesso quasi per definizione. :)

  25. Avatar of lucifer42 lucifer42 11/6/2012 19:52

    All’inizio pensavo che, dato il “cumulativo”,avesse a che fare con Magic :rofl:

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