Una delle mie più grandi passioni è senza dubbio il wrestling, in ogni sua forma ed espressione. Ci sono però stili che preferisco rispetto ad altri, e tra tutti quello nipponico è quello che più mi attrae.
Il termine corretto per indicare questa scuola è puroresu (プロレス, da un’abbreviazione di Purofesshonaru Resuringu, プロフェッショナル・レスリング, ossia la pronuncia giapponese di “Professional Wrestling“) e nonostante sia stato importato dagli USA in tempi relativamente recenti (poco dopo la seconda guerra mondiale) ha riscosso quasi da subito successo, tanto da entrare nella cultura popolare con una forza davvero prorompente: ci sono riferimenti a personaggi, situazioni, nomi di mosse, eccetera in moltissimi anime, manga, videogame, serie televisive e così via…
Uno dei personaggi chiave che ha contribuito alla diffusione di questo sport spettacolo nella terra del sol levante, e prima grande stella di questa disciplina è stato senza dubbio Rikidozan, ex sumoka (tra l’altro di origine coreana, ma con la cittadinanza giapponese) che debutto nel 1951 e pochi anni dopo fondò la prima stabile federazione giapponese, chiamata Japanese Wrestling Association (nel wrestling si tende a usare per le federazioni il nome in inglese, in quanto la disciplina è stata inventata proprio negli USA; una cosa simile accade nelle arte marziali, in cui si usano i nomi nella lingua originale: basti pensare ai vari dojo di Karate in tutto il mondo).
Altri personaggi, considerati delle vere e proprie icone del puroresu, che hanno contribuito ad accrescerne la fama e che mi sento in obbligo di citare, sono:
Definito “God of Pro Wrestling” nonché inventore del famoso German Suplex (una delle mosse tipiche della scuola nipponica), che prende il nome proprio dalle sue origini tedesche. Praticante di lotta greco romana, è costretto a fuggire dalla Germania nazista durante la guerra a causa delle sue origini ebree e si rifugia negli USA dove continua con questa disciplina che lo porterà alle olimpiadi del 1948. Da li il passaggio al pro wrestling è rapido, e negli anni ’50 ha inizio la sua carriera, che lo porterà, appunto, in Giappone.
Ex giocatore di baseball, famoso per la sua statura davvero al di fuori della norma (2.09 metri), viene allenato direttamente dal sopracitato Rikidozan. È fondatore della All Japan Pro Wrestling (AJPW), federazione tuttora esistente, e una delle 3 big giapponesi.
Una delle figure più famose del puroresu, tanto da comparire anche molto spesso assieme a Baba nell’anime dell’Uomo Tigre , è stato fondatore della seconda federazione big giapponese, la New Japan Pro Wrestling (NJPW). Appassionato di arti marziali ed MMA in generale, ha praticato anche altri sport da combattimento (celebre il suo incontro con Muhammad Ali). Tuttora organizzatore e promotore di alcuni eventi sportivi, è stato anche fondatore del “Partito dello Sport e della Pace” (スポーツ平和党), con il quale vinse le elezioni e venne eletto nella Camera dei Consiglio. Fu il primo lottatore di wrestling ad avere un ruolo anche nella politica, ma a questo proposito devo segnalare anche la carriera politica di The Great Sasuke, che si candidò per le elezioni della sua prefettura, e anch’esso le vinse: l’unica particolarità è che The Great Sasuke è un lottatore mascherato, e ovviamente sia la campagna di propaganda, che i comizi, che le sedute nell’Assemblea Prefetturiale le ha fatte mascherato. Non ci vedo nulla di strano… Mostra Spoiler ▼
Famoso per essere stato il primo Tiger Mask, e aver fatto decollare così la divisione dei pesi leggeri. Il personaggio di Tiger Mask nasce infatti da un tentativo della NJPW di attirare l’attenzione su lottatori che utilizzano il cosiddetto stile High Flying, e l’idea fu quella di dare vita ad un personaggio molto popolare tra i giovani: Tiger Mask, l’eroe di un manga e di una anime creati da Ikki Kajiwara e Naoki Tsuji e ambientati proprio nel mondo del puroresu. La carriera come Tiger Mask fu breve, solo pochi anni, ma ebbe un impatto a dir poco mostruoso: la popolarità che raggiunse non solo Sayama, ma tutto il puroresu nel resto del mondo fu, ed è tuttora, ineguagliabile. Il personaggio (o gimmick, nel gergo del pro-wrestling) di Tiger Mask ha dato vita a una generazione di Tiger Mask (al momento siamo al quinto). Ovviamente alla Tiger Dinasty si oppone la Black Dinasty, comprendente tutte la varie Black Tiger, acerrimi nemici dei vari Uomini Tigre (una Black Tiger fu per diversi anni il ben più noto Eddie Guerrero). Ma il fenomeno Tiger Mask ha influenzato tantissimi altri lottatori, ed è così che sono nati i vari The Tiger, Super Tiger, Tiger King, Tiger Emperor, Masked Tiger, Dream Tiger (quest’ultima però è una lottatrice della divisione femminile, dotata di una graziosa maschera rosa glitterata) etc…
Dopo un discutibile tentativo della AJPW di fargli interpretare Tiger Mask II, Misawa raggiunge il successo proprio quando abbandona questa gimmick. Allenato anch’esso da Baba, lascia la AJPW a causa di attriti con la dirigenza, portando con sé un piccolo gruppo di seguaci con cui fonderà la terza federazione big, ossia la Pro-Wrestling NOAH, con un chiaro riferimento alla figura di Noè. È da molti considerato uno dei migliori lottatori di tutti i tempi, ha lottato moltissimo e vinto titoli su titoli, finché un paio di anni fa è stato colpito da un arresto cardiaco mentre si trovava sul ring, durante un incontro subito sospeso.
Vorrei qui precisare una cosa: si parla, purtroppo, molto male del wrestling, citando lottatori dopati e steroidati. Come avete modo di vedere nelle foto, il lottatore giapponese medio non ha il fisico da modello, come quello americano, ma da lottatore. Misawa non è di certo stato male a causa di abuso di steroidi o altri farmaci, ma è semplicemente successa una disgrazia come poteva capitare a chiunque altro.
Ex lottatore di Judo (come moltissimi altri lottatori nipponici) è famoso per aver interpretato il personaggio chiamato The Great Muta con il quale ha combattuto per un breve periodo anche in America nella WCW. Questo personaggio, uno dei più influenti nella storia del puroresu recente, è ispirato alle maschere del teatro Kabuki, e ad ogni incontro Keiji Mutoh si presentava con un face paint differente e sempre molto curato a livello artistico. Un’altra cosa affascinante di questo personaggio, è stato l’utilizzo del cosiddetto Mist (o Asian Mist), ossia un liquido che veniva spruzzato con la bocca sul volto dell’avversario con lo scopo di confonderlo o accecarlo. In America questa tecnica è stata resa famosa dal lottatore Yoshihiro Taijiri, ma a renderla così popolare prima di lui, ci pensò il buon Keiji Mutoh. Attualmente presidente della AJPW, combatte oggi con il suo vero nome e non interpreta più The Great Muta, se non in rare occasioni. Resta a mio avviso uno dei lottatori più carismatici non solo del panorama nipponico, ma di tutto il mondo del Pro-Wrestling. Non aggiungerò però altro, perché i miei giudizi riguardo questa persona non sono imparziali, e risulterebbe solo un lungo elenco di elogi.
Per quanto riguarda invece le regole del puroresu, queste sono più o meno le stesse di quelle del wrestling tradizionale americano. Un match può essere vinto per: - Fōru (フォール), dall’inglese fall: schienamento, ossia quando il lottatore riesce a mantenere entrambe le spalle dell’avversario al tappeto per un conto di tre da parte dell’arbitro (attenzione: non tre secondi, ma un conteggio di tre). - Gibappu (ギバップ), give up: vincita per sottomissione dell’avversario. - Nokkauto (ノッカウト), knockout; mancata reazione dell’avversario entro un conto di dieci. - Ringu auto (リング・アウト), ring out: conteggio fuori dal ring, ma a differenza di quanto accade in Europa ed in America, in Giappone si ricorre ad un conteggio di venti e non di dieci.
Il ring è quello classico del Pro-Wrestling: un quadrato con tre corde ad ogni lato e dei cuscinetti agli angoli. Alcune differenze possono riguardare il mat (il tappeto) che è solitamente colorato o pieno di scritte, spesso degli sponsor (basti pensare che la società che detiene la quota di maggioranza della più grande federazione giapponese è la Yuke’s, compagnia giapponese di videogiochi), e gli angoli non sono tutti uguali: sono infatti spesso presenti un Ao Corner (angolo blu) e un Aka Corner (angolo rosso), di solito il campione in caricca si posiziona all’angolo rosso, mentre lo sfidante a quello blu. A volte poi, i cuscinetti agli angoli anzichè essere uno per corda, è presente un’unica protezione verticale che li protegge tutti e tre, come nei ring da arti marziali o altri sport da combattimento.
La differenza principale del puroresu rispetto al wrestling made in USA è lo stile più realistico, in gergo uno stile più shoot o stiff. Sono inoltre presenti spesso complicate manovre di sottomissione e frequente è anche il chain wrestling ovvero quelle tecniche di prese e sottomissioni che vengono eseguite in concatenazione l’una con l’altra, come varie contromosse. Un’altra importantissima differenza è il fatto che non esiste una netta distinzione fra Heel (cattivo/rude) e Face (buono/tecnico). Inoltre il fattore principale che porta un lottatore alla vittoria dell’incontro è il suo fighting spirit, che va a crescere a seconda del supporto e del tifo del pubblico, ma anche dalla carica che ogni wrestler accumula durante l’incontro.
Un’altra delle cose che più mi piace del puroresu sono i tornei: vengono spesso organizzati tornei con lottatori provenienti da molte federazioni diverse, riuniti tutti in un unico evento. Questa pratica purtroppo manca nel wrestling americano, dove le federazioni sono troppo gelose dei propri lottatori e non vogliono “inquinare” il loro prodotto con quello di altri (per un discorso prettamente economico, ovviamente).
Concludendo vi posso dire che se quando pensate al wrestling vi vengono in mente solo i vari Hulk Hogan, John Cena, o comunque solo lo sport-spettacolo di stampo americano, sappiate che è solo una parte di ciò che questa disciplina ha da offrire. Esistono altre federazioni ed altri stili, tra cui la scuola giapponese appena descritta, ma esiste anche uno stile Europeo, ed anche uno Italiano (ebbene si, fortunatamente anche in Italia esiste una federazione, la Italian Championship Wrestling).
Vi lascio con un breve video, che ripercorre un po’ la storia del puroresu:
Questo video invece, sulle note di Puccini, ripercorre in slow-motion solo i momenti salienti di un incontro storico: Mitsuharu Misawa vs Toshiaki Kawada del 1994 valevole per il titolo AJPW Triple Crown Heavyweight Championship:
Fonti:
Tanta, tanta passione… e la forza della lucidità!
Il catch wrestling è una disciplina di origini britanniche, paragonabile al moderno submission wrestling. Da questo sport, importato in USA deriva tutto l’attuale pro-wrestling. La differenza sostanziale è che gli incontri sono in chiave shoot e non work, ossia è mantenuto l’aspetto agonistico e il risultato del match non è determinato a priori. L’utilizzo del termine che se ne fece negli anni ’80 in Italia, infatti, non era proprio corretto.
La UFC è la versione americana delle MMA (Mixed Martial Arts, qunidi non solo prese, leve e sottomissioni ma anche colpi). Praticamente hanno preso quella disciplina, ci hanno messo musiche, luci colorate, arene enormi, signorine poco vestite e un sacco di merchandise. Le regole poi sono le stesse, ma lo stile americano è innanzitutto scenico. Questa infatti è una delle cose che si nota subito tra il pro-wrestling americano e quello giapponese. Ricordiamoci che stiamo parlando di un paese dove i processi vengono vinti in base alla capacità di impressionare una giuria di spettatori, con discorsi e interventi a sopresa (cosa non molto diversa dai promo dei wrestler, ossia quelle fasi di uno show non lottate ma al microfono).
Amo il Puroresu! Sono anni luce sopra il wrestling americano, soprattutto a livello tecnico. La cosa più interessante è che le varie federazioni riescono a offrire spettacoli completamente differenti: dal Puro classico della NJPW e della AJPW, all’iper-tecnicismo della Dragon Gate alla violenza della BJW
Farò anche quello prossimamente C’è parecchio materiale anche su quella scuola, che come in Giappone, è entrata nella cultura nazional-popolare messicana (mi viene in mente il cartoon “Mucha Lucha” dove anche il cagnolino del protagonista portava una maschera da luchador )
e quella Argentina di titanos en el ring! loro erano fintissimi ma i personaggi erano mitici! La momia Negra El diablo L’alieno! http://www.youtube.com/watch?v=8mWT15r1NhE
e tutti si comportavano in linea con il personaggio! la mummia nera si muvoe come una mummia ed è immortale! ahahaha quanto al mexico Blue Demon rulez!
si vede la passione che ci hai messo lontano un miglio..poi uno del wrestling può pensare quello che vuole (io non mi sono mai schierato: è divertente? Ok, allora va bene) però prima di tutto quello che conta è la passione, sia di chi lo fa sia di chi lo segue.
Bell’articolo
Un possibile approfondimento: http://digilander.libero.it/tuttopuroresu/fusaroday.html
Domanda da profano : non ha nulla a che vedere con il catch?
Il catch wrestling è una disciplina di origini britanniche, paragonabile al moderno submission wrestling. Da questo sport, importato in USA deriva tutto l’attuale pro-wrestling. La differenza sostanziale è che gli incontri sono in chiave shoot e non work, ossia è mantenuto l’aspetto agonistico e il risultato del match non è determinato a priori. L’utilizzo del termine che se ne fece negli anni ’80 in Italia, infatti, non era proprio corretto.
Capito, mentre con la UFC invece non hanno niente a che fare immagino, vero?
La UFC è la versione americana delle MMA (Mixed Martial Arts, qunidi non solo prese, leve e sottomissioni ma anche colpi). Praticamente hanno preso quella disciplina, ci hanno messo musiche, luci colorate, arene enormi, signorine poco vestite e un sacco di merchandise. Le regole poi sono le stesse, ma lo stile americano è innanzitutto scenico. Questa infatti è una delle cose che si nota subito tra il pro-wrestling americano e quello giapponese. Ricordiamoci che stiamo parlando di un paese dove i processi vengono vinti in base alla capacità di impressionare una giuria di spettatori, con discorsi e interventi a sopresa (cosa non molto diversa dai promo dei wrestler, ossia quelle fasi di uno show non lottate ma al microfono).
BABA è uguale al cartone!!!!!
Il “Gigante Baba” e Antonio Inoki, che ricordi!
Amo il Puroresu! Sono anni luce sopra il wrestling americano, soprattutto a livello tecnico. La cosa più interessante è che le varie federazioni riescono a offrire spettacoli completamente differenti: dal Puro classico della NJPW e della AJPW, all’iper-tecnicismo della Dragon Gate alla violenza della BJW
È bello vedere che ci sono fan del wrestling su
Quoto in pieno, non siamo soli allora
LARIATTOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!
Favvato
Grande articolo.. a quando un post su un’altra grande scuola? Quella Messicana della Lucha Libre?
Farò anche quello prossimamente
C’è parecchio materiale anche su quella scuola, che come in Giappone, è entrata nella cultura nazional-popolare messicana (mi viene in mente il cartoon “Mucha Lucha” dove anche il cagnolino del protagonista portava una maschera da luchador
)
Io ho in programma un viaggio in messico e andrò sicuramente a vedere incontri e scuole!
“Mucha Lucha” è uno spasso
e quella Argentina di titanos en el ring! loro erano fintissimi ma i personaggi erano mitici! La momia Negra El diablo L’alieno! http://www.youtube.com/watch?v=8mWT15r1NhE
quanto al mexico Blue Demon rulez!
e tutti si comportavano in linea con il personaggio! la mummia nera si muvoe come una mummia ed è immortale! ahahaha
Uber Articolo, bravo!
mi sono permesso solo di cambiarti il titolo, a beneficio di SEO.
Grazie capo, va benissimo anche così il titolo!
Great Antonio Inoki FTW!!
Ottimo lavoro! Altro che quelle stronzate che si vedevano su italia 1
The Great Muta ha da poco combattuto un match contro Mr. Anderson in TNA, per chi fosse interessato…
… not so great Muta
LOL, ho adorato Mr. Anderson quando si travestiva da Sting…
articolone!!! è bello sapere che l’omo tigre e baba sono esistiti realmente
Da buon amante del wrestling e della cara FMW, favvo subito!
k
Onita vs Hayabusa *__*
Puroresu, avrei giurato che era wrestling sardo.