Il CEO di Intel, Pat Gelsinger, ha rivelato a Reuters maggiori dettagli sui piani dell’azienda, annunciando tra le altre l’intenzione di voler fabbricare chip da montare sulle automobili di ultima generazione. La dichiarazione dell’azienda tech coincide, poco sorprendentemente, con un summit indetto dal Governo USA per stabilire come affrontare la carenza di semiconduttori, summit a cui hanno partecipato tutti i nomi più importanti dell’automotive americana.

Che Intel stesse investendo forte sulla creazione di fonderie dedicate ai microcomponenti era ormai cosa nota, tuttavia l’operazione aziendale riserbava ancora degli elementi ignoti, in particolar modo come la Big Tech avesse in mente di gestire l’Intel Foundry Services, ovvero il servizio di fabbricazione chip per aziende terze.

Poco sorprendentemente, a questi specifici semiconduttori prodotti da Intel toccherà il ramo delle automobili, il settore economicamente più importante tra tutti quelli che stanno subendo le pesanti carenze della filiera di produzione tech.

Gelsinger ha fornito all’agenzia di stampa anche delle significative coordinate temporali, spiegando come i suoi progetti prevedano risposte pronte e immediate a una crisi che non sembra destinata a normalizzarsi in tempi brevi.

Speriamo che alcuni di questi problemi possano essere alleviati, non attraverso la costruzione di fabbriche in tre o quattro anni, ma via nuovi prodotti che necessitano forse sei mesi per essere omologati su alcuni dei nostri sistemi esistenti. Abbiamo già iniziato questa sfida con alcuni dei nostri fornitori dei componenti chiave,

ha dichiarato il CEO.

 

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