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Addio a Hideki Sato, il designer delle console Sega che hanno segnato un’epoca

È morto a 77 anni Hideki Sato, storico designer Sega. Dall’SG-1000 al Dreamcast, ha definito l’estetica e l’identità delle console che hanno fatto la storia dei videogiochi.

Addio a Hideki Sato, il designer delle console Sega che hanno segnato un’epoca

La storia dei videogiochi perde uno dei suoi protagonisti più influenti. Hideki Sato, storico designer delle console Sega, è morto venerdì all’età di 77 anni. La notizia è stata diffusa dal sito giapponese Beep21, che lo aveva intervistato più volte negli anni e che ha ricordato il suo ruolo decisivo nella formazione dell’identità dell’azienda.

Sato entrò in Sega nel 1971 e rimase per oltre trent’anni, accompagnando l’intera trasformazione del settore: dalle sale giochi elettroniche all’era delle console domestiche. Il suo lavoro ha segnato profondamente l’immaginario di una generazione di giocatori cresciuta tra anni Ottanta e Duemila.

Le console storiche

Il suo nome è legato ad alcune delle macchine più importanti della storia del gaming. Partecipò allo sviluppo della SG-1000, la prima console domestica Sega lanciata nel 1983, e contribuì poi alla progettazione delle piattaforme successive, tra cui Mega Drive, Saturn e Dreamcast.

Il suo ruolo non si limitava all’estetica. All’epoca, era comune per il settore che hardware, design industriale e strategia commerciale fossero strettamente collegati, il lavoro di Sato contribuì a definire l’identità stessa di Sega: un marchio percepito come più audace e tecnologico rispetto ai concorrenti. Il Mega Drive, ad esempio, si impose negli anni Novanta come alternativa diretta al Super Nintendo grazie anche a una comunicazione più aggressiva e a un design che trasmetteva modernità e velocità.

Sega Megadrive

L’ultimo grande progetto a cui è associato è il Dreamcast, lanciato nel 1998 in Giappone. Pur non avendo successo commerciale duraturo, la console è oggi ricordata come una piattaforma pionieristica: introduceva funzionalità online integrate, memoria espandibile e un’architettura pensata per lo sviluppo tridimensionale, anticipando molte caratteristiche delle console moderne successive.

Un’eredità duratura

Nel 2001 Sato divenne presidente di Sega, incarico mantenuto fino al 2003, in un periodo difficile in cui l’azienda stava abbandonando il mercato hardware per trasformarsi in software house. La sua carriera attraversa quindi tutte le fasi cruciali della compagnia: l’ascesa nelle sale giochi, la guerra delle console e la successiva riorganizzazione industriale.

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Nel messaggio di commemorazione, Beep21 ha scritto: “È stato davvero una grande figura che ha plasmato la storia dei videogiochi giapponesi e ha affascinato i fan Sega in tutto il mondo. L’entusiasmo e lo spirito pionieristico di quell’epoca resteranno per sempre nei cuori e nei ricordi di innumerevoli appassionati”.

La scomparsa arriva pochi mesi dopo quella di David Rosen, cofondatore di Sega, morto a dicembre a 95 anni.

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