Amici a quattro zampe, chi non li ama. Uno studio recente ha evidenziato come il comportamento dei cani dipenda dai loro antenati e non dall’allevatore. Da sempre siamo abituati a identificare le differenti razze canine con determinati comportamenti e aspetti del carattere. Ma tutto ciò pare non esser poi così attendibile.

La sola razza sembra infatti essere insufficiente a delineare le caratteristiche del nostro amico peloso. Essa, dicono gli esperti, spiegherebbe solo il 9% delle attitudini del comportamento di un cane. Ben più indicative in tal senso, secondo le recenti ricerche, sembrano essere fattori come sesso, età e ambiente.

 

La maggior parte dei comportamenti che pensiamo come caratteristiche di specifiche razze canine moderne molto probabilmente derivano da migliaia di anni di evoluzione dal lupo al cane selvatico al cane domestico e, infine, alle razze moderne. Questi tratti ereditabili sono di migliaia di anni anteriori al nostro concetto di razze canine moderne.

Elinor Karlsson, studiosa di genomica comparativa, Università del Massachussets

 

Pertanto, si evince che i moderni proprietari di cani non abbiano avuto il tempo per interferire con l’ereditarietà che regola i comportamenti. Le differenze tra le razze sono sempre più sottili, considerando anche e soprattutto il fatto che numerosi dei cani esaminati avessero antenati differenti. Karlsson non è stata la prima ad analizzare dal punto di vista genetico il comportamento dei cani.

Le lievi differenze di atteggiamento tra le varie razze suggerisce che i moderni allevatori non hanno avuto influenza nella definizione del carattere dei nostri “amici”. Anche il discorso dell’ascendenza di una determinata razza su un’altra lascia il tempo che trova.

Questa ricerca ci induce a una riflessione: quando il nostro cagnolino si accoccola ai nostri piedi o rincorre un passerotto, si sta rifacendo ai suoi antenati. E non certo a ciò che i moderni allevatori credono di insegnare loro.