Tesla bastonata dai giudici tedeschi: “non deve usare l’espressione guida autonoma, è pubblicità ingannevole”

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15 Luglio

Il marketing di Tesla legato ad Autopilot ha sempre suscitato una certa perplessità negli insider, ora però ha fatto scattare anche l’ira dei giudici tedeschi. «Autopilot e Full Self-Driving? Sono fuorvianti, non possono essere usati».

Tesla ha sicuramente i sistemi di assistenza alla guida migliori sul mercato. E sì, sarebbe corretto parlare di guida autonoma di livello 2: Autopilot, a determinate condizioni, può perfino sterzare in autonomia, ma il conducente deve prestare sempre attenzione, e il sistema può disattivarsi quando le condizioni non sono sicure.

Tutto questo a patto che si decida di acquistare il pacchetto FSD, Full Self-Driving. Il pacchetto prende questo nome perché può venire aggiornato con nuove funzionalità da remoto, e la promessa è che un domani possa offrire la guida autonoma più avanzata, se non addirittura quella di Livello 5 (“Tesla c’è quasi”, promette Elon Musk).

E proprio su questa promessa, Tesla ci ha ricamato sopra una strategia di pricing che definire aggressiva sarebbe un eufemismo: il pacchetto FSD aumenta di prezzo ciclicamente (oggi costa 8.000$, ad inizio del 2019 si pagava 6.000$), mettendo i clienti nella costante ansia di accaparrarselo il prima possibile. Tendenzialmente l’annuncio di un nuovo aumento di prezzo arrivava quando Tesla aveva bisogno di nuova liquidità a costo zero.

Elon Musk sostiene che un domani la guida completamente autonoma di Tesla potrebbe arrivare a valere fino a 100.000$, e nei mesi ha alluso in più occasioni alla possibilità che potrebbe essere un’opportunità di guadagno, grazie al servizio di robotaxi.

Oggi però il pacchetto FSD, al di là del nome, non offre la guida completamente autonoma.

La domanda diventa quindi d’obbligo: è una strategia di marketing accettabile, o siamo su quell’universo di quelle tattiche da venditore a porta a porta che sconfinano in un inganno nei confronti dei consumatori? La giurisprudenza tedesca, così pare, sembra propendere per la seconda opzione.

 

 

La corte di Monaco ha dato ragione alle tesi del Center for Protection Against Unfair Competition, un’associazione di tutela dei consumatori che aveva accusato Tesla di giocare sporco.

I giudici hanno deciso che Tesla in Germania non potrà più usare le espressioni “full potential for autonomous driving” e “autopilot inclusive” all’interno del suo materiale promozionale, incluso il sito ufficiale dell’azienda.

In Germania non esiste nemmeno un quadro normativo sull’uso della guida autonoma in un contesto cittadino, mentre alcune delle funzioni non funzionano ancora come pubblicizzate da Tesla

spiega Andreas Ottofuelling, uno degli avvocati che aveva presentato l’esposto contro Tesla.

Nel frattempo, nota la CNBC, gli investitori sembrano poco impressionati dalla decisione dei giudici tedeschi: dopo l’ordinanza, le azioni Tesla hanno fatto un altro balzo in su dell’1.3%.

 

 

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mercoledì 15 luglio 2020 - 11:27
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