Negli USA è di nuovo illegale condividere gli schemi per le armi stampate in 3D

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18 Novembre 2019

Nel 2018 la Casa Bianca aveva dato ragione alla Defense Distributed, un’organizzazione che realizza e distribuisce gli schemi per creare armi da fuoco stampate in 3D. Ora sappiamo che non poteva farlo.

Il duello tra Defense Distributed e Governo USA va avanti dal 2013

Il duello tra Defense Distributed e Governo USA va avanti dal 2013, quando l’organizzazione aveva pubblicato online, a disposizione di milioni di persone, lo schema per creare una pistola in 3D. Il Governo, all’epoca presieduto da Barack Obama, ne chiese immediatamente il ritiro. 

Ma quella che in qualsiasi Paese sarebbe stata una questione dall’esito ovvio, negli USA diventa un caso più complesso. In ballo ci sono il primo e il secondo emendamento della Costituzione, quelli che parlano rispettivamente della libertà di parola e del diritto a possedere armi da fuoco.

 

Le armi stampate in 3D sono anche chiamate Ghost Gun: si ottengono bypassando i controlli dello Stato e non sono facilmente tracciabili. Manca la matrice.

 

Per la Defense Distributed pubblicare le istruzioni per creare armi da fuoco fai-da-te è un diritto garantito dalla libertà d’espressione. Sia il tribunale federale che la Corte d’Appello danno torto all’organizzazione: postare online gli schemi viola le leggi sull’importazione di armi e crea un rischio per la sicurezza nazionale e la pace mondiale.

 

Nel 2018 la Casa Bianca non è d’accordo: l’amministrazione Trump con un provvedimento revoca la decisione dei giudici e rimborsa con 40.000$ la Defense Distribued per le sue spese legali.

Nel frattempo Cody Wilson, il fondatore della Defense Distributed e attivista cripto-anarchico, finisce nei casini per conto suo e viene arrestato per aver frequentato una prostituta minorenne.

 

 

Ora è venuto fuori che la Casa Bianca non aveva l’autorità per sospendere il divieto, e che il provvedimento dell’amministrazione Trump viola la Costituzione e le leggi che regolano le procedure decisionali delle agenzie federali.

Negli USA è ufficialmente di nuovo illegale distribuire online gli schemi per creare armi stampate in 3D.

Dal 2018 ad oggi sono cambiate molte cose: nel frattempo l’Amministrazione Trump ha approvato alcune misure che ristringono la vendita di alcuni accessori per armi da fuoco che ne aumentano in modo significativo la potenza di fuoco, mostrando dunque un cambio di rotta significativo.

Capire gli umori di questa amministrazione è difficile, prevedere le sue azioni ancora di più. Ma con le elezioni del 2020 alle porte è facile che Trump non voglia ficcare nuovamente il naso in questa vicenda, dandola vinta agli attivisti anti-armi 3D una volta per tutte.

 

 

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lunedì 18 novembre 2019 - 18:00
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