Armi stampate in 3D: la guerra degli USA continua

15 Aprile 2020

Oltre 20 procuratori americani hanno chiesto alla Casa Bianca di intervenire contro Defense Distributed, un sito che vede i file per realizzare armi da fuoco usando una stampante in 3D.

Il braccio di ferro tra Governo USA e Defense Distributed non è nuovo, va avanti da ormai quasi 8 anni. Continua anche ora che il fondatore dell’organizzazione — il famigerato Cody Wilson che nel 2013 appariva nella lista “degli uomini più pericolosi al mondo” di Wired, affianco ad Assad e Soleimani— è dietro alle sbarre per altre faccende.

Sebbene la giurisprudenza americana abbia fondamentalmente ribaltato un decreto della Casa Bianca che riconduceva la distribuzione dei file necessari per stampare armi in 3D sotto la protezione del primo emendamento, il sito di Defense Distributed è ancora attivo e continua a vendere i progetti delle armi da fuoco.

È notizia di oggi che 24 procuratori generali hanno scritto una lettera al Presidente Trump supplicandolo di prendere provvedimenti per oscurare il sito ufficiale di Defense Distributed:

If the federal government fails to act, these files will be distributed widely with potentially grave consequences for our national and domestic security

si legge nella lettera.

I procuratori puntano il dito contro la pericolosità delle armi stampate in 3D “impossibili da rilevare con i metal detector tradizionali”, ma anche “prive di numeri di serie”.

Continued dissemination of these files will increase the risk of terrorist attacks and gun violence across the United States.

 

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mercoledì 15 Aprile 2020 - 15:14
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